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intervista a Chris Andrew (di Scott Bryan Wilson)

- Quaterly Review 16 agosto 2010

trad. Susanna Vancini

Come traduttore dei primi cinque libri di Roberto Bolaño pubblicati in inglese, l’australiano Chris Andrews ha esercitato un ruolo chiave nel portare a conoscenza dei lettori americani una delle voci più importanti della lingua spagnola del ventesimo secolo. La traduzione di Andrews, membro del dipartimento linguistico dell’Università di Melbourne, di Stella distante link interno di Bolaño ha vinto il premio Vallé-Inclan nel 2005. Oltre a Bolaño, Andrews ha tradotto romanzi di altri scrittori di lingua spagnola, incluso César Aira. La traduzione di Andrews de La letteratura nazista in America link interno, sarà pubblicato da New Directions nel 2008.
 
Scott Bryan Wilson: quando leggo Roberto Bolaño non ho mai l’impressione o non avverto di stare leggendo una traduzione. Lo stesso dicasi per scrittori come César Aira, Javier Marias, Thomas Bernhard, Raymond Queneau. E’ forse perché questi scrittori ispirano traduttori appassionati o semplicemente le loro voci irrompono attraverso non si sa che cosa?
Chris Andrews: penso che la seconda spiegazione sia quella giusta. Tutti gli autori che citi hanno voci molto marcate e caratteristiche, e nel caso di Bolaño e Aira, esse sono anche piuttosto intense, che non significa che sono facili da tradurre ma che, purché il traduttore non le ostacoli troppo, le voci arrivano forte e chiaro. Sono contento che tu lo avverta anche per Queneau; è uno dei miei preferiti!
 
SBW: che cosa intendi per “il traduttore ostacola troppo”?
CA: intendo produrre una traduzione che distragga indebitamente, cosa che immagino possa succedere se non è proprio completa, per cui gli schemi sintattici della lingua di partenza si insinuano nella lingua di arrivo un po’ troppo e rendono la traduzione più approssimativa dal punto di vista sintattico rispetto all’originale o se la traduzione loda eccessivamente e diventa pacchiana. Ma non mi piace pronunciarmi su questo tipo di cose, perché sono senza dubbio colpevole di tradurre di meno o di più io stesso e tutta la questione degli studi di traduzione può essere una distrazione dai lavori stessi, che alla fine sono più interessanti.
 
SBW: riscontri problemi o provi soddisfazione a tradurre Bolaño rispetto ad altri scrittori o ad altri testi?
CA: una difficoltà che insorge spesso con Bolaño è come tradurre il linguaggio informale regionale: il gergo messicano o cileno, per esempio. Se usi termini regionali, in inglese può confondere i lettori, perché sentiranno il personaggio cileno o il messicano come un australiano, poniamo. Quindi devi cercare di rispettare il livello di informalità, adattare l’espressione al personaggio come se egli o ella fossero stati costruiti e si basassero su altri indicatori della località presente nel contesto.
Un’altra difficoltà è la sintassi delle lunghe frasi di Bolaño con molte proposizioni secondarie. Queste frasi spesso richiedono molto lavoro per la nuova disposizione in inglese.
Le soddisfazioni sono molte! C’è una energia paradossale nella prosa di Bolaño che trovo stimolante persino quando ritorno su un passaggio per l’ennesima volta. Paradossale perché racconta spesso storie di fallimento, perdita e vite disastrate. Non posso evitare di pensare che parte dell’energia di improvvisazione che è andata nella composizione, venga trasmessa attraverso il testo al lettore.
Un’altra soddisfazione è vedere i libri uscire e trovare i lettori riconoscenti che meritano, in un nuovo linguaggio.
 
SBW: hai tradotto anche due romanzi di César Aira, Un episodio della vita di un pittore di paesaggi e recentemente Come diventai monaca. Per me è uno scrittore emozionante come Bolaño, sebbene siano molto diversi. Aira un po’ più divertente, per un lato, forse un po’ meno autobiografico (benché entrambi si rivelino nei loro libri in varie forme). Quali sono le differenze che trovi quando traduci i due?
CA: sono d’accordo. Penso che Aira sia proprio emozionante, e molto differente. Lo stile di Aira, nella maggior parte dei suoi libri (Come diventai monaca è eccezionale) è limpido e semplice. Le frasi non hanno forme sorprendenti. Ma le storie prendono svolte estremamente sorprendenti, talvolta saltando da un genere all’altro, lasciando tutti sbigottiti sul perché. L’esempio più sbalorditivo è un romanzo chiamato La Prueba (Il test), che inizia come una storia realista, psicologicamente acuta su una coppia di lesbiche a Buenos Aires, che cercano di rimorchiare una timida ragazza liceale, ma poi sterza violentemente per diventare un film d’azione di serie b pieno di cruda violenza. Una volta che siete diventati dipendenti da Aira, potete essere delusi da una sterzata come quella, ma in qualche modo preferirete essere delusi da lui piuttosto che essere soddisfatti da molti altri scrittori.
Hai ragione anche sul fatto che Aira è meno autobiografico. Molti dei suoi libri sono perversamente pseudo autobiografici: usa la prima persona e parla della sua infanzia a Coronel Pringles, per esempio, o della sua vita nel quartiere Flores di Buenos Aires, ma se confronti ciò che dicono questi libri sul suo background, sulla sua famiglia, sul suo matrimonio ecc. sono contraddittori. Non è solo la creazione di un personaggio immaginario per se stesso, ma il romanzare la sua vita differentemente ogni volta, senza mai indicare dove finisca la realtà e dove inizi la finzione. Quindi il lettore si chiede sempre quanto “seriamente” prendere ciò che dice. Lo stesso vale per le sue speculazioni e formulazioni teoriche: qualcosa di esse mi sembra serio (e coincide con ciò che egli ha scritto nei suoi saggi), ma altre digressioni speculative sembrano teoria immaginaria, una specie di irresponsabile, gioioso giocare con i concetti. Ancora una volta questo può lasciare sconcertati. Leggere Aira è un gran divertimento, ma non sempre un’esperienza rassicurante.
Bolaño, d’altra parte, con il suo alter ego Belano e il B dei racconti, crea un sé immaginario abbastanza coerente e uno dei piaceri nel leggere i suoi lavori è incontrare nuove informazioni sulla vita di Bolaño-Belano-B e metterle al loro posto nel puzzle incompleto. Per esempio, nel libro di racconti e frammenti che è stato appena pubblicato in Spagna (El Secreto del mal) c’è un pezzo interessante su di lui che prende il sole su una spiaggia in Catalogna tra una dose e l’altra di metadone.
 
SBW: mi sembra che nell’ultimo anno o due ci sia stato un assalto veramente meraviglioso ai romanzi tradotti da scrittori di lingua spagnola. Io mi sono buttato prima su Javier Marias, che ha condotto a Bolaño e poi ad Aira. Leggere per intero tutti i loro libri disponibili è stata una delle volte più gratificanti ed emozionanti per me come lettore - scoprire tre scrittori di incredibile talento, che hanno tutti un catalogo abbastanza grande di opere disponibili non ancora tradotte. Mi fa pensare a tutti i grandi scrittori di cui non abbiamo nemmeno sentito parlare nel mondo di lingua inglese. Chi sono i grandi che ci stiamo perdendo? Che cosa dobbiamo non vedere l’ora di leggere?
CA: posso solo dare opinioni molto soggettive a questo proposito. Ci sono due romanzi recenti che penso siano meravigliosi e vorrei vedere attraversare la barriera della traduzione. Primo Rodrigo Rey Rosa La Orilla Africana (La costa africana) su un colombiano alla deriva in Marrakech. Rey Rosa è uno scrittore guatemalteco e alcuni dei suoi libri sono stati pubblicati in inglese: i primi libri di racconti sono stati tradotti da Paul Bowles e recentemente New Directions ha fatto uscire The Good Cripple, tradotto da Esther Allen. E’ un maestro di ellissi e ha trovato una forma – il romanzo breve in brevi capitoli – che rende al massimo il suo potere di turbamento e intrigo. L’altro romanzo è El Testigo (Il testimone) di Juan Villoro, un eccellente scrittore messicano. E’ un grande e complesso libro sulla situazione della nazione messicana dopo la fine del lungo regno del PRI. Ne ho recentemente tradotto un capitolo per il giornale Common Knowledge.
E ce ne sono tanti e tanti altri . . . un libro che ho appena letto e che mi ha impressionato è stato La Fiesta Vigilada (Festa sotto sorveglianza) di Antonio José Ponte, che è un misto di saggio e autobiografia che riflette in modo elegante sui temi della sorveglianza, censura e cultura a Cuba.
Ogni paese dell’America Latina ha la propria cultura letteraria e i propri scrittori interessanti, ma qualche volta sembra che ci sia un limite al numero che può arrivare ad essere noto a livello internazionale, come se Mario Vargas Llosa avesse già esaurito la quota per il Perù, poniamo.
Mi sembra che stiano succedendo delle cose interessanti in Argentina: polemiche feroci ma anche molti buoni scritti di romanzieri come Alan Paul, Guillermo Martínez, Daniel Guebel e Pedro Mairal.
 
SBW: a che cosa stai lavorando adesso? Pensi che il resto del catalogo di opere disponibili di Bolaño sarà tradotto? E César Aira ha scritto più di trenta romanzi, ma solo tre sono stati tradotti in inglese. C’è speranza di avere qualcosa di più anche della sua opera?
CA: al momento sto traducendo La letteratura nazista in America, il principale romanzo di Bolaño e matrice per molta della sua narrativa seguente. E’ in forma di dizionario biografico di autori americani che hanno flirtato o si sono impegnati con l’ideologia fascista. Dato l’interesse di adesso per Bolaño negli Stati Uniti, penso che il resto dei suoi libri sarà finalmente tradotto. Farrar, Straus, and Giroux ha i diritti per i due di dimensioni enormi, I detective selvaggi e 2666, e New Directions ha i diritti per la maggior parte di quelli più brevi.
Come per César Aira, New Directions sta progettando di pubblicare Ghosts e Varamo (nessuno dei quali è affatto come i tre pubblicati finora), e dopo di ciò spero sinceramente che acquisiscano i diritti di altri titoli come La Villa (Baraccopoli), El Tilo (Il tiglio), Yo era una niña de siete años (Io ero una ragazza di sette anni), Ema, La Captive (Ema, la prigioniera), La Prueba (Il test).
 
Alla settimana dell'autore link interno - Madrid 22-27 novembre 2010, ha partecipato anche Chris Andrews. Frammento del video Bolano a tre voci. (Andrews legge frammento di "Carnet Di ballo"
 


NOTE




 
 
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