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Scott Esposito: - Educating Bolaño's orphans

Scott Esposito: Educating Bolaño's orphans
•  1. prologo   •  2. notturno cileno   •  3.amuleto   •  4. i detective selvaggi   •  5. epilogo

- The Quarterly Conversation, 2008

trad. Andrea Firrincieli link interno

1. prologo

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1. prologo


La storia è anche quella di una madre così impressionata che per giorni a mala pena riesce a pronunciare qualche parola, e poi improvvisamente, come un animale ferito – un animale il cui ventre viene squarciato – emette un grido roco che lacera il cuore che parte dal centro esatto della sua vita, proprio dalla vita che le è stata tolta. Un urlo orribile, un urlo di terrore per il vero male che può accadere agli esseri umani; quella sorta di che è la fine di tutto, il gemito ultimo dovuto alla ferita che non guarirà mai, la morte di un figlio.
Elena Poniatowska
La Noche de Tlatelolco (Massacre in Mexico)

 
A soli quattro anni da quando è stato presentato ai lettori americani con Notturno Cileno link interno, RB è diventato un fenomeno genuino. Nonostante lui non sia più in vita e sia letto in traduzione, i suoi libri hanno ottenuto una rilevanza ad un ritmo che la maggior parte degli autori viventi e anglofoni può solo invidiare. Chris Andrews link interno, che ha tradotto quattro libri di RB e sta lavorando ad un quinto, ha paragonato la risposta americana a quella inglese dove “le recensioni sono state nuove ma le vendite relativamente lente... L’entusiasmo dei critici [americani] e la lettura del pubblico è stata molto sentita. Sembra che si sia sviluppato davvero un gusto per RB”.
 
Notturno Cileno è stato in qualche modo un debutto promettente. Un lavoro leggero (le sue 130 pagine vanno via in un’oretta), il libro si sviluppa in un singolo paragrafo, la confessione spirituale sul letto di morte di un prete cileno intriso di colpa che cerca di giustificare la sua complicità col regime di Pinochet. La prosa scarna ma splendida vaga attraverso 40 anni della vita del prete, la sua chiarezza impenetrabile e le frasi lunghe più pagine ci fanno pensare a Thomas Bernhard. Una piccola impresa, in un certo senso, scrivere un breve romanzo esoterico – in spagnolo - su uno dei momenti più bui del paese. Di certo non la ricetta per un bestseller.
 
Ad ogni modo i critici hanno apprezzato, inserendolo senza pensarci troppo nella categoria ‘romanzi politici di esiliati ’. Scrivendone sul Guardian, Ben Richards affermava che Notturno Cileno dimostrava con grande abilità “la natura supina dell’establishment letterario cileno sotto la dittatura” . Nel New York Times Richard Eder lo trovava “una storia sottilmente celata del conformismo con privilegi” degli intellettuali cileni. E su The Nation Kate Levin concluse che “Notturno cileno spiega che non c’è neutralità quando si parla di regimi come quello di Pinochet” .
 
Non è un errore leggere Notturno cileno come un libro sulla politica, ma RB si spinge molto oltre qui che la condanna degli intellettuali del Cile. Il taglio letterario in questa storia è palese: per iniziare il narratore è un anziano prete/poeta/critico letterario. Ossessionato da un giovane, promettente scrittore a cui si riferisce come il "giovanotto invecchiato”. E la storia del prete contiene tanti rimandi alla letteratura quanto alla politica: Neruda ha un cameo; le prime 25 pagine – un quinto del libro – parlano del “battesimo letterario” del prete; all’interno si trovano diversi aneddoti su scrittori famosi e aspiranti tali. Alla fine, forse quando si rende conto che non può sottrarsi dalla complicità col regime di Pinochet, il prete ripete come se fosse la sua ultima giustificazione “Così si fa letteratura.” nota
 
Vero, RB ha probabilmente scelto il suo prete in confessione come membro della casta dei letterati in modo da rivelare meglio la loro complicità con Pinochet, ma i tre romanzi successivi di RB tradotti in inglese dopo Notturno Cileno smentiscono questa affermazione; rendono chiaro che in Cile, come negli altri libri di RB, politica e letteratura sono inestricabili. Prendiamo Carlos Wieder, il ‘cattivo’ di Stella Distante link interno, un giovane uomo che riunisce le categorie di fascista, aviatore spericolato e poeta. Si diletta a scrivere poesie nel cielo usando il suo aereo militare, e organizza delle mostre di foto di vittime di torture. “Un’approssimazione, modesta, del male puro”, RB lo definì. Segue poi Auxilio Lacouture di Amuleto link interno, un’uruguaiana amante della poesia che si rifugia per diversi giorni in una toilette dell’Università Autonoma di Città del Messico durante il piccolo periodo di terrore che si ebbe prima delle olimpiadi del ‘68. In Notturno Cileno, come in Stella Distante e in Amuleto troviamo artisti letterari tirati dentro la politica attraverso il terrore.
 
Più recentemente abbiamo I Detective Selvaggi link interno, un libro che rifugge la politica più dei precedenti, e tuttavia in cui la politica lascia un segno indelebile. Protagonisti Arturo Belano e Ulises Lima, due poeti classe 1970 che vivono in Messico dove entusiasti e inetti si prodigano sul corpo morente del ‘realismo viscerale’ . Alla fine vanno a cercarne il creatore (una poetessa degli anni ’30 forse davvero esistita) e finiscono col vagare in Europa. Nella panoramica che si offre della generazione che è stata adolescente negli anni del terrore del 1968 e 1973 (a differenza di quelli che quegli anni li hanno vissuti da adulti), I Detective Selvaggi chiaramente include la politica, ma essa è subordinata alla narrazione primaria della ricerca da parte di Belano e Lima dei loro genitori politici e letterari.
 
Il tratto che unisce questi romanzi è che hanno a che fare con genitori che deludono i propri figli e figli senza genitori. In questa prospettiva, gli interessi di RB in Notturno Cileno sembrano diversi. La storia di un prete tormentato dal senso di colpa che lamenta la sua parte nel regime di Pinochet, sembra assumere i contorni della storia di un uomo che si rende conto di aver non solo deluso il proprio paese, ma anche le generazioni di scrittori che lo succedono. Se cominciamo a vedere il prete come ‘padre’ che delude i propri figli, il suo dolore miserevole diventa la naturale estensione della sua presa di coscienza. Il terrore offerto dal colpo di stato diventa qualcosa di intimamente collegato all’arte, politica e l’essere genitori, un crogiuolo in cui si formano i genitori che daranno forma alle future generazioni di autori e cittadini.

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NOTE

il tema viene trattato anche da Lopez Vicuna (qui pubblicato)link interno torna su






 
 
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