Alla dolce memoria di
Alcune istruzioni e un avvertimento
Ovvero: come penetrare nella casa di uno scrittore moribondo e svolgere un compito senza che il vicinato sospetti che siate ladri o assassini.
(da due lezioni ben identificabili di Julio Cortázar)
Lo scrittore il questione è un cileno, ricoverato con il fegato a pezzi nel reparto di medicina dell'ospedale Valle de Hebròn di Barcellona. Ha fatto quel che poteva fare, ovvero aspettare un trapianto. Stando a quel che si dice, nulla gli interessa meno della chirurgia e dei miracoli.
La sua vita è conservata negli occhi della moglie,
Carolina Lopez
, e in quelli di
Carmen Perez de Vega
, così come gli occhi dello scrittore custodiscono la vita di
Mario Santiago Papasquiaro
, poeta nato a Città del Messico il 25 dicembre 1953 e morto nella capitale il 10 gennaio del 1998.
Pochi minuti fa, vi ricordo, siete entrati al Valle de Hebròn. All'infermiera che vi si è parata davanti (una donna dalla pelle verde e dall'accento tedesco) avete farfugliato la parola 'hermano', poi 'amigo', 'policia', 'Georges Perec', 'Dios'. La donna deve avervi presi per pazzi ed è corsa a chiamare un vigilante, così violare il reparto da clandestini non vi è stato difficile. Sicuramente più facile di quanto sarebbe stato lasciarlo da uomini liberi.
Lo scrittore cileno non ha più i denti. Quando vi vede entrare nella stanza sembra riconoscervi, dice 'Bioy'? Voi rispondete 'Bioy' e lui vi fa segno di sedervi su una seggiola accanto al letto. Vi accorgete che dovrebbe usare un respiratore, ma non lo fa e continua a chiudere gli occhi e ad annusare l'aria della stanza. 'Il miglior disinfettante della Spagna', dice. Si accorge che rigirate tra le dita un pacchetto di sigarette. 'Puedes fumar. In questa stanza tutti possono fare quello che vogliono, tanto sto morendo', dice. Gliene offrite una e lo scrittore l'accetta. Le accendete entrambe e poi ne infilate una fra quelle labbra grigie. Fumare vi fa sentire meglio. 'Facciamo finta che tu sia Bioy', dice.
In quel momento l'infermiera dalla pelle verde fa il suo ingresso nella stanza, seguita a ruota dal vigilante. Questi subito vi si avventa contro e voi cercate di ricordare da quanto tempo qualcuno non vi rifila un pugno come si deve. La risposta è, ad occhio e croce due anni. 'Fermi tutti!' sentite la voce dello scrittore. 'Es Bioy, un mi amigo'.
Gli raccontate alcune cose sul vostro viaggio e sul fatto che sua moglie Carolina si sia rifiutata di incontrarvi. Le avete scritto sei volte in cinque mesi e i suoi rifiuti, sempre molto brevi ma gentili, vi sono arrivati puntuali, ogni volta a due settimane esatte dalle vostre lettere. Lo scrittore ride. 'Sei tu quel rompiscatole, allora'.
Prima che possiate rivolgergli una delle stupide domande che vi passano per la testa, lo scrittore comincia a parlarvi di un posto sulla Costa Brava dove, qualche giorno prima di essere ricoverato, era andato a comprare un disco dei Doors per suo figlio. Il posto si chiama Tossa del Mar e lo scrittore vi prega di ricordarlo, nel caso in cui vogliate vedere qualcosa di più interessante di un cileno che non può più bere.
'Mia moglie oggi non tornerà. Non è oggi che morirò, quindi, tutto sommato, mi va bene. Sarà a casa con i nostri figli. A quest'ora, di solito, risponde alle lettere dei fessi come te. Bisogna dire che il coraggio di Carolina è la mia maggiore consolazione. - Esta cama es mi embarcaciòn. Perché allora, se tu sei uno di quelli che restano in piedi sul molo, non ti vedo ancora rimpicciolire?'
Soprattutto, quello che ricorderete, quando salirete le scale della casa dello scrittore a Blanes, sarà l'odore di fegato marcito che gli veniva fuori dalla bocca mentre parlava.
Sul comodino accanto al letto lo scrittore tiene una copia di un romanzo poliziesco, La pension de jubilaciòn del asesino. Si tratta dell'edizione spagnola di un romanzo postumo di Karl Traum, scrittore tedesco morto a Girona nel 2001. Voi lo avete letto nella traduzione italiana di Stefano Poggeschi, per Adelphi. Non vi è parso un granché (se si esclude l'incipit, uno dei più formidabili che vi sia mai capitato di leggere). Quando lo scrittore dice, 'Quel libro è terribile', non potete trattenervi dal ridere.
E' una sera di luglio fatta per bevute e ragazze immaginarie, pensate. Il rombo delle strade di Barcellona attraversa il vetro doppio della stanza e voi lo percepite come l'avanzare di un esercito di scarafaggi. Lo scrittore sembra stanco. Anche se continua a parlare, la sua voce si assottiglia e somiglia sempre di più a quella di un vecchio. Lo scrittore ha cinquant'anni e adesso parla di Bruno Montané, Rodrigo Lira, di una pasticceria formidabile a Barrio Chino; parla di Borges, di un mucchio di libri che voi non conoscete e di un piano che lui e A.G. Porta avevano messo a punto per assassinare Isabel Allende. Poi dice 'Sophie Podolski' e le parole successive non sono che un sussurro incomprensibile.
Non avete detto nulla di quello che avreste voluto e in più vi sentite in colpa per aver acceso non meno di sette sigarette a un malato terminale. Decidete in quel momento di fermarvi a Barcellona per tutta la settimana, avventurarvi in passeggiate interminabili, entrare nei bar della Ribera, comprare qualche libro, magari tentare di ottenere un appuntamento con George Herralde o Enrique Vila-Matas. Quasi tutti i visitatori hanno lasciato l'ospedale e l'infermiera tedesca ha preso ad affacciarsi alla stanza dello scrittore ogni due minuti. Quell'impazienza vi fa montare una rabbia che mai prima avevate conosciuto. Strega, vi dite. Strega biancovestita che si fa forte di un troll mica tanto metafisico. Guardate lo scrittore. Ha indossato la maschera dell'ossigeno. Strega, pensate. E piangete.
'Sai, dopo che sarò morto non rivedrò mio figlio fino a quando non morirà anche lui. E probabilmente, in quel momento lì, sarà più vecchio di me. Mio figlio non è cileno come io non sono cileno, come nessun cileno è cileno finché non si ammala e comincia a lamentarsi come un cileno. Mio figlio, lui si lamenterà come uno spagnolo. Un cileno si domanda di cosa dovrebbe lamentarsi uno spagnolo. Questo perché il cileno in questione è troppo stupido per capire che il fegato di uno spagnolo è tale e quale al suo. Quando si parla di nazionalità e dolore, si fa sempre una grande confusione. Quasi come quando si parla del dolore e del Cile. O dell'Argentina e della dittatura, della ricetta della tortilla messicana, delle maquiladoras, di Pablo Neruda e di Nicanor Parra, del Terzo Reich, dell'antico Egitto, di Céline, del coraggio e del fegato, del viaggio e della calvizie. La calvizie in Cile, sì. La calvizie in Sudamerica e la calvizie in Spagna. Mio figlio perderà i capelli come uno spagnolo o come un cileno?'
La chiave dell'appartamento dello scrittore saltellerà nella vostra tasca proprio mentre una marmaglia di gabbiani sorvolerà le Ramblas, guardando gli umani e pensando 'Lombrichi'. Nel vostro cuore, nel vostro stesso cuore, vi dimenerete abbagliati da Barcellona e intorpiditi dall'aria dolciastra dell'ospedale, camminando per ore senza un vero pensiero dotato di capo e di coda, ma una coda soltanto, una coda di lucertola mozzata e furibonda.
Quando lasciate l'ospedale, l'infermiera vi grida dietro che tutte quelle sigarette lo uccideranno. Non il fegato e non quella porcheria di Garcia Màrquez, e nemmeno l'amore. Lo scrittore giace addormentato, disteso su un fianco e rivolto alla finestra, dietro la quale s'intravede qualcosa che voi non vedete.
Poco prima di addormentarsi lo scrittore ha parlato e vi ha dato la chiave. Ha detto, 'Brucialo', ha sussurrato come una talpa, 'Domani mattina, quando Carolina sarà qui e la casa resterà vuota'. Vi allontanate lungo i corridoi verdi dell'ospedale, come in un labirinto, e 'Brucialo! Quémalo!' e domattina, e dietro ogni finestra una stella. La stessa? La stessa stella? La stessa finestra?
La notte trascorrerà e voi alla sua testa, le avanguardie dell'alba del 14 luglio. Avrete appetito, alla stazione Barcelona-Nord, in attesa del litoraneo per Blanes. Vedrete i treni spagnoli arrivare e partire come amanti e come sogni. Comprerete un panino che divorerete spezzando i bocconi con le dita, usando i denti appena per masticare. Perdere i denti in Spagna o in Sudamerica. Poi toccherà a voi salire a bordo e un mattino torrido accompagnerà il vostro breve viaggio, quasi vi addormenterete. Anzi, no. Dormirete e sognerete un inseguimento di automobili. Vi sveglierete alle porte di Blanes, con metà della faccia scottata dal sole. 'Quémalo!'
Nella casa vi accoglieranno una frescura d'ombra e odore di caffè. Dappertutto libri, libri sugli scaffali, sul tavolo di legno chiaro, sul pavimento. Libri e giocattoli e una presenza di donna, un elastico per capelli attorcigliato a una lampada a stelo. Le fotografie dello scrittore: lo scrittore con Mario Santiago, con Alan Pauls, con A. G. Porta, con Ignacio Echévarria, con Carolina e i figli, lo scrittore da solo in mezzo al mare con un costume da bagno ridicolo. Le istruzioni qui impongono che non tocchiate nulla fuorché quello che lui vi avrà indicato, e soprattutto le istruzioni impongono che resistiate all'amore e ai suoi sussulti. L'ultima stanza a sinistra, sarà lì che lo troverete.
'Si chiama Un dìa de muertos y constellaciònes e tu, Bioy, lo devi trovare e spegnerci sopra tutte le sigarette che hai. Oppure, no... una fiammata è più indicata. Brucialo, Bioy, e avrai fatto una cosa per me'. Chiedete allo scrittore di cosa si tratti e quello risponde, 'E' soltanto la chiave che apre tutte quelle porte che nascondono altre porte che nascondono altre porte che nascondono...' e lo scrittore segue ad aprire porte finché entrambi non siete perduti in un centro oscuro, dove l'unica cosa che potete vedere è un'altra porta senza serratura.
Nello studio dello scrittore, in quella che certamente assocerete a una Sparta illuminata e umida, vi muoverete verso il terzo cassetto della scrivania e lì dentro troverete il manoscritto. Da quel momento avranno inizio la vostra fuga e la latitanza che avete desiderato ogni notte della vostra vita. Lo prenderete, uscirete dall'appartamento, fuori, per le strade assolate di Blanes, in mezzo ai turisti seminudi, e vi incamminerete verso quello che a voi parrà il posto migliore per un incendio. Questo viene lasciato alla vostra discrezione. Un uomo che non avrete mai visto vi seguirà. Qualora decidiate di salire su un treno per Barcellona e di portare con voi il manoscritto, quest'uomo salirà sul treno con voi e continuerà a seguirvi fino al primo bagno pubblico, dove vi ucciderà senza troppi problemi. A meno che voi non uccidiate lui.
'Donde no se vuelve, Bioy...'
Se brucerete il manoscritto, ma solo dopo averne letto anche qualche pagina appena, l'uomo vi ucciderà. Se racconterete questa storia a qualcuno, l'uomo vi ucciderà. Se qualcuno vi darà delle grane, l'uomo ve lo toglierà dai piedi. L'uomo è vostro amico e non vuole che facciate sciocchezze.
14/07/2003
Percorrete una strada in piena notte.
Niente di quello che c'è nel vostro destino vi riguarda.