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Santiago Gamboa

"Santiago Gamboa y Roberto Bolaño, abbozzo di un'amicizia letteraria"

di Albinson Linares, 13 novembre 2011

Santiago Gamboa y Roberto Bolaño, abbozzo di un'amicizia letteraria
Por Albinson Linares | 13 de Noviembre, 2011
 
Io feci un libro di viaggi su incarico, che si chiama Ottobre a pechino. Accettai di far parte di un gruppo di scrittori, che andavano in diverse città per scrivere su di esse. C'erano Rodrigo Fresán e Roberto Bolaño, lì lo conobbi.
 
Bolaño scelse Roma, nota La città dove io vivevo e quando venne, alla fine di ottobre siamo stati insieme. io pensavo che sarebbe rimasto a casa mia. Poi mi disse che sarebbe venuto con la sua famiglia e mi chiese di trovare un hotel vicino a casa mia e li si sistemò. Ci vedevamo tutti i giorni, però posso quasi dire che visse a Roma, per lui i luoghi erano come gli spazi dove parlava. Era uno straordinario conversatore.
 
In quel viaggio a roma, carolina era incinta di sei mesi di Alexandra, e li accompagnava Lautaro. Le foto di questo soggiorno dei Bolaño sono indimenticabili. Durante un fine settimana, gli dissi: " Roberto che cosa vuoi fare questo fine settimana, andiamo da qualche parte, ti porto dove vuoi, usciamo da Roma". Mi chiese di portarlo a Civitavecchia, perchè Stendhal era stato lì. E quando arrivammo, Roberto non guardava niente. Passò il tempo fumando. guardando per terra e parlando, faceva così il turista.
 
Fui molto fortunato di aver conosciuto ed essere stato amico di Roberto. Era cosciente che sarebbe morto, ma era anche consapevole della sua grandezza. Tutti lo sapevamo, me ne resi conto dopo la terza frase che lessi di lui.
 
Lo incantava farti venire i dubbi. Potevi dire la tua certezza più grande, per esempio:"Borges è un grande scrittore". E lui ti diceva: " Si, non in tutti i suoi libri". Amava Boeges ed era "argentinofilo", come molti cileni. Soleva dire alcune cose esageratissime: che perfino i cattivi scrittori argentin iscrivevano bene. Era un grande contraddittore. Gli piaceva dire:" come puoi ocntraddire un uomo che è vicino alla morte!".
 
Era così straordinario, che sembrava una specie di Re Lear, tutto ciò che diceva era interessante. Roberto era una persona così interessante che poteva dire la sciocchezza più grande e la sciocchezza sembrava qualcosa di unico. Al contrario di molta persone sciocche che, anche se ti dicono la cosa piu' interessanbte, ti sembra sempre una sciocchezza
 
Era capace, come tutti i grandi narratori orali, di avvolgere tutto quello che diceva in un alone di importanza e di mistero. Lo ammiravo molto, ma non glielo dicevo, non seppe mai che lo consideravo con lo stesso rispetto di Thomas Mann. Sentivo che Roberto era uno scrittore di tale livello,come alla fine riuscì a imporsi
 
Una volta andò a Venezia. Mi ricordo che mi chiamò dall'hotel e mi chiese di chiamarlo. Allora lo chiamai e mi disse: "Mi moglie sta male, mio figlio con problemi adolescenziali e io che cerco di finire una poesia chiuso nel bagno. Dimmi tu se non sono il tipico poeta latinoamericano.
 
Aveva una relazione con la letteratura,di una passione e una intensità straordinarie. La verità è che la prima volta che avevertii un dolore fisico per la morte di qualcuno, fu con la scomparsa di Ramón Ribeyro e sua. Fu un 14 di luglio del 2003. Alle sei del mattino, accompagnai Mario Mendoza, che era venuito a visitarmi, all'aeroporto. Arrivai a casa, aprii internet e nella prima pagina di El Pais, c'era la notizia. Mi crollò il mondo addosso, andai a letto, svegliai mia moglie e rimanemmo abbracciati, piangendo all'alba.
 
Carolina mi raccontò una storia incredibile. A tre mesi dalla morte di Bolaño, squilla il telefono, era il papà di Roberto dal Messico. Parlò con lei per un po' e poi le dice: "Bene ora passami quel vagabondo di tuo marito". Il padre non sapeva che era morto, una notizia che fece il giro del mondo pubblicata su tutti i giornali, ma suo papa non se n'era accorto. Sembra uno dei racconti, Credo che Bolaño, continuò ad essere Bolaño, anche dopo la sua morte. Fu il più grande scrittore in lingua spagnola dopo il boom enza dubbio alcuno
                      Santiago Gamboa
 



 

Altri testi attinenti anche la biografia di Bolaño presenti nell'Archivio:
• Carmen Bolluosa: Bolaño in Messico
• Juan Pascoe Reinventar el amor, primo libro di Bolaño
• Intervista a Bruno Montanè: A due anni dalla morte di Roberto Bolaño
• Intervista a Edna Lieberman : lettere al mio fantasma
• Intervista a Carolina Lopez : Bolaño ebbe tempo di sfruttare il successo
• Carmen Pérez de Vega : la mia vita con Bolaño
• Jorge Morales : Dietro le tracce de "le poesie incalcolabili
• Jaime Quezada : Bolaño prima di Bolaño
• Santiago Gamboa : Santiago Gamboa y Roberto Bolaño, abbozzo di un'amicizia letteraria
• Miguel Huezo Mixco : Roberto Bolano in El Salvador. Supremo giardino della guerra fiorita

video ritratti di
: H. C. Moya Juan Villoro Vargas Llosa Rodrigo Fresangli amici
i traduttoriH.C. Moya & C. FranzR.Medina, A.Zambra


 


NOTE

Santiago Gamboa è nato a Bogotá nel 1965, ha studiato letteratura all'Università Javeriana di Bogotà fra il 1982 e il 1985. Fino al 1990, ha vissuto in Spagna dove si è laureato in Filologia Ispanica all'Università di Madrid. Nel 1990 si è trasferito a Parigi e poi a Roma. Ora vive tra Roma e il paese natale. Ha lavorato come giornalista nel Servicio America Latina di Radio Francia Internazionale; dal 1993 al 1998 è stato corrispondente a Parigi e a Roma per il giornale "EI Tiempo" di Bogotà e per la rivista "Cromos", durante il 1999. Il suo primo romanzo, "Páginas de vuelta", è uscito nel 1995, poi ha pubblicato "Perdere è una questione di metodo", "Tragedia del hombre que amaba en los aeropuertos" e "Vita felice del giovane Esteban".
 
I libri tradotti in italiano di Santiago Gamboa

Gamboa si riferisce al soggiorno di bolano a Roma per scrivere Un romanzetto canaglia torna su




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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