Tutti i miei libri sono tra loro interconnessi.
Parlare di questo, senza dubbio, č noioso.
Roberto Bolaņo, intervista Luis Garcia
Ricordo che agli inizi degli anni novanta, in diverse occasioni, Roberto Bolaņo mi raccontō per telefono che era immerso nel processo di scrittura di un romanzo che si intitolava
Los sinsabores del verdadero policía
.
in quelle chiamate telefoniche mi spiegava che il libro doveva che essere lungo e contenere tutto quello che fino allora non era riuscito a scrivere. Roberto spiegava che l'urgenza e la volontā di scrittura richiedevano di uscire dalla contenzione riflessiva della poesia per addentrarsi nel dinamico fluire del discorso narrativo, questo luogo dove la proiezione della versificazione sarebbe dovuta espandersi, creare storie, scene incancellabili e luminose. In quei momenti la sua voce aqcuisiva un tono di urgenza malinconica, di strano e onnipresente imperativo. E' necessario scrivere qualcosa di nuovo, sembrava dire, storie sorte dal fondo pių velato e oscuro della nostra esperienza, e per quello dobbiamo lasciarci dietro l'ingenuitā volgare a cui crediamo ci sottomettono i generi e immergerci nel magma, nelle pulsazioni della grande poesia, che altro non č che la rara e lucida complicitā della vita con la letteratura
Ora, anni dopo, e vedendo come la deriva dell'opera di Bolaņo, cosė come la sua lettura, hann configurato un panorama che si fa ogni volta pių diverso, e qualche volta anche equivoco, possiamo dire che i suoi testi sono riusciti a trovare e fondare spazi nei quali l'esperienza della scrittura mai prima di allora sembrava avere indagato. La sua opera stabilisce attive e inquietanti relazioni tra una tradizione colta e, nello stesso tempo, la cultura popolare. La sua volontā di scrittore integrale, cosė come le sue vitali intuizioni, hanno convissuto con il viaggio, le difficoltā economiche a momenti onnipresenti, l'ipnotizzante tranquillitā delle interminabili vigilie notturne dedicate alla scrittura, la capacitā di ridere e compatirsi con i gesti pių lievi e teneri, la giustificata ira e la contraddizione di fronte a temi polemici che affrontava come autentiche fonti nutritive per la sua scrittura; tutto ciō segnō il suo modo di scrivere e coltivare amicizie, stimolate e liberate dall'etica e la potestā della sua scrittura.
Oggi č di dominio pubblico il fatto che buona parte della sua opera fu realizzata
sotto il peso della malattia, della possibile e particolare nozione del tempo che la malattia stessa - ma non molto - imponeva; tuttavia, si ha l'impressione che non si tenga conto che il respiro di fondo della della sua opera si fosse conformato molto prima e lo avrebbe condotto irremissibilmente alla corsa finale. La lettura delle sue
poesie
puō gettere una intensa luce su quei primi anni, cosė come la traiettoria dei suoi primi romanzi (
Diorama,
Las tribulaziones de Monsieur Pain,
La pista di ghiaccio
, La strategia mediterranea poi intitolata
Il Terzo Reich
e
Stella distante
) consente di immaginare, o dedurre, con quale naturale intelligenza, ed eleganza, seppe mantenere e forgiare uno stile chiaro e diverso al quale, si intenda la figura, sembrava essere predestinato.
Los sinsabores del verdadero policía, il libro o magnífica collezione di testi di cui oggi discutiamo, č parte di un gioco di specchi e simultanee mutazioni di scrittura che Bolaņo sapeva incarnare con singolare luciditā, anche se non sempre la sua incorruttibile costanza gli permetteva dargli un forma compiuta. Ricordo che questo tittolo, in fondo tanto suo, in quanto appunta a una sorta di imperativo nello stesso tempo drammatico ed etico, Roberto lo ipotizzō come una radicale declinazione della nutrita e sicura deriva che la sua scrittura stava sperimentando. La convivenza di scritture parallele, in un certo modo arboree o radiali, genererā a partire da questo punto testi radicalmente ricchi in storie che mettono in gioco la scommessa sulla narrativitā totale.
Cito una lettera del 1986:
frammento di lettera di Bolaņo a Bruno Montanč
La mia penitenza prosegue per una stradina costeggiata da 5 romanzi"
1986
A proposito di questa citazione, aggiungo quest'altra nota genorosa. E' una cartolina della fine degli anni ottanta:
cartolina di Bolaņo a Bruno Montanč
Senza notizie dal Messico, come al solito. In realtā, senza notizie di nessuno, ad eccezione dei nanetti del mio cervello che a volte montano orge, altre volte noiosi simposi sul Nulla, alcune volte, ma meno, escursioni somiglianti alla felicitā, alla libertā. Simulacri"
fine anni '80
Per finire, anche a rischio di sembrare enfatico, attitudine che Roberto detestava, credo che quegli intensi simulacri dell'immaginazione salvarono roberto dall'implacabile, tediosa e quotidiana solitudine che minaccia sempre lo scrittore, lo scrittore che passa e salva i suoi giorni desiderando solamente scrivere, sė, ma soprattutto vivere.