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"Bolano mi diceva di mangiare molta frutta e di non bere"
- di Alberto OJEDA. El cultural 24.11.2010
trad. Carmelo Pinto
Dicono che quando trovava una mail di Bolaño nella sua casella era "una buona giornata". perchè le faceva tanto piacere?
Ogni lettore desidera comunicare con gli autori che ammira. E' una fortuna avere un contatto personale con qualcuno di loro. E' quello che mi successe con Bolaño. Quando studiavo nell'Università di Gottingen, seppi che sarebbe venuto per promuovere i suoi romanzi. Mi accordai per intervistarlo per un quotidiano uruguayo. Io allora non lo avevo letto. Cominciai con La letteratura nazista in America
e poi con Stella distante
e rimasi abbagliato dalla sua magnetica personalità.
Che cosa le piace di più di lui, quello che lo induce a preferire lui come modello e non altri
Direi diverse cose. Ammiro il suo coraggio di confrontarsi con temi chiave e complessi che di solito i lettori non gardiscono. La sua conoscenza enciclopedica della letteratura e il fatto che la sua opera emergesse da lì. Ha anche restituito alla letteratura in spagnolo l'interesse per le forme. Ma innanzitutto condivido il suo senso dell'impegno totale verso la letteratura. Lo considerò sempre un fine in se stesso, non un mezzo per ottenerealtre cose. Bolaño cercava di strrappare giorni alla morte per poter scrivere più libri. Aveva molta cura di se. A me, per esempio, raccomandava di mangiare molta frutta e verdure e di non bere molto alcool. Non credo alla leggenda del tossico che gli hanno affibbiato.
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