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intervista a Luis Eduardo Rivera

la letteratura può spiegare il mondo ma non salvarlo

di Carmelo pinto, - 3 dicembre 2010

Luis Eduardo Rivera è nato a Città del guatemala nel 1949. Poeta, narratore, crítico letterario e traduttore. Ha studiato letteratura nella università di San Carlos di Guatemala. nel 1973 si trasferì in Messico a studiare letteratura nell'università della capitale, UNAM.nel 1978 si è trasferto a Parigi dove attualmente risiede e lavora come professore di letteratura. Dice:
Ho pubblicato quattro libri di poesia, un romanzo, due libri di saggi, due libri di frammenti. Un libro con testi molto brevi e una decina di traduzioni, la maggior parte sono scoperte di classici segreti francesi che non erano stati tradotti in spagnolo, come Antoine de Rivarol y Joseph Joubert; averli scoperti per i lettori ispanici è una delle poche cose di cui posso vantarmi.

Che cosa ti spinse ad andare in messico?

Avevo 24 anni quando me ne andai in Messico; la "scusa" era terminare nella UNAM i miei studi di letteratura ispanoamericana. La ragione vera, è che il messico, per i guatemaltechi e in generale per i centroamericani, è la capitale culturale; e per i giovani scrittori, un luogo dove crescere, dove ci sono le case editrici e un ambiente culturale di gran lunca più ricco di quello che c'e' nei nostri. la verità è che non andavo molto alle lezioni, ma frequentavo quasi quotidianamente i cineclub di tutta la Città Universitaria; li feci il mio apprendistato cinematografico, lì conobbi veramente, per esempio, la commedia italiana e il nuovo cinema italiano che non arrivava nel nostro paese, Gillo Pontercorvo, Pietro Giermi, Lattuada, Scola, etc., senza contare gli autori già consacrati, Visconti, Fellini, etc. Nella CU si respira un ambiente molto internazionale, c'erano molti esiliati cileni, argentini e di tutta l'America latina, che mi aiutarono molto per ottenere lavori.
Me ne andai in Europa per intraprendere un'altra sfida nel mio percorso letterario e credo che anche Bolaño l'abbia fatto per ragioni molto simili. In Messico avremmo finito per adattarci a quella vita cultural-letteraria; quanto a me non era questa la mia intenzione, ma quella di seguire una strada che avevo già deciso prima di andar via dal mio paese [Guatemala].

Che clima si repirava allora, nella capitale messicana?

A quell'epoca erano ancora vivi grandi scrittori come José Revueltas, David Huerta. Come ti dicevo si respirava un clima cosmopolita; c'erano molte riviste letterarie, e tra il 75 e l'80 sorsero gli editori marginali, così chiamati perchè erano alternativi e pubblicavano esclusivamente poesia. Io pubblicai il mio primo libro con "La Máquina Eléctrica", una delle case editrici marginali più importanti. Quando io me ne andai dal Messico, nel 1978, cominciavano ad arrivare gli esiliatri centroamericani, molto giovani, dato che il conflitto armato si era acutizzato in quei paesi e l'esercito smantellava brutalmente sul nascere ogni tentativo di insurrezione.
Città del Messico era meno popolata, ma anche gli altri paesi erano meno popolati, ma in fin dei conti Messico è stata da molto tempo la città più popolata di tutta Ispanoamerica
L'ambiente culturale del Messico non era come quello dei paesi centroamericani. In Messico la diversificazione culturale e il rispetto del lavoro intellettuale era un fatto, un giovane scrittore poteva guadagnare soldi scrivendo nelle riviste, corregendo bozze, corregendo lo stile, etc. Ciò era imposssibile e continua ad esserlo in Centroamerica. Lì predominava la concezione dello scrittore impegnato politicamente; lo scrittore militante. In Messico, il concetto era molto più complesso e diversificato.

Da cosa nasceva questa grande passione per la poesia da parte di molti giovani ?

I letterati messicani di ieri e di oggi hanno sempre scommesso sulla poesia, e sono sempre esistiti gli aiuti statali per la promozione della letteratura, molto più allora che oggi. E' per questo che proliferavano le riviste e le case editrici che pubblicavano poesia. Un fenomeno totalmente opposto a quello europeo dove la poesia è quasi morta

C'era una relazione tra le utopie (illusioni ?) rivoluzionarie e quelle artistiche?

Bolaño e il suo gruppo erano più precisamente anarchici; questo tipo di scrittore era quasi impossibile che potesse esistere in Guatemala, per esempio, dove la sinistra era testardamente comunista, o meglio appoggiava l'insorgenza armata; gli scandali di Bolaño e del suo gruppo sarebbero stati considerati dalla sinistra centroamericana come goliardie di scrittori immaturi, poco seri e depoliticizzati. Invece, l'ambiente in messico era di gran lunga meno polarizzato e più ampio e complesso

I critici e gli scrittori non sono concordi nei giudizi sul valore estetico della poesia di Bolaño . Ma tutti sottolineano tuttavia che la letteratura di Bolaño ha in qualche modo "un respiro poetico". cosa ne pensi?

E' più che ovvio che la poesia di Bolaño non è al livello della sua narrativa. Paradossalmente lui si sentiva fondamentalmente poeta. Io credo che potremmo interpretare il suo sentimento di essere poeta, in mmodo più ampio, come una visione del mondo. Lui stesso in varie occasioni, affermò che la sua poesia era prosaica, quasi narrativa. Dunque possiamo parlare di una poetica di Bolaño dove poesia e prosa sono in fin dei conti la stessa cosa; quasi non c'e' differenza tra l'una e l'altra. Le sue poesie sono narrative e descrittive, e la sua prosa puo' avere a tratti un respiro poetico, senza perdere il suo linguaggio aperto, estremamente colloquiale. Come ricorderai, lui lo reitera in una intervista per la televisione cilena, che fa parte del documentario che gli dedicò RTVE.nota Quando si parla di respiro poetico nella sua prosa si fa riferimento alla sua visione del mondo, perchè la prosa di Bolaño non ha niente di poetico per quanto riguarda il linguaggio e lo stile. Nell'articolo di prossima pubblicazione, dico che, quasi testualmente, fu nella sua prosa che Bolaño si realizzò come poeta. Il linguaggio figurato non funzionava molto bene con lui. Quando la sua prosa diventa connotativa, può arrivare fino all'incoerenza, come nel romanzo Anversa , o in testi in versi che stonano nell'ambito del suo stile quasi neutro.

Che pensi del successo di Bolaño negli USA

Il successo di Bolaño negli USA è qualcosa di inedito per le lettere in spagnolo. Generalmente i gringos non si sono mai preoccupati della letturatura in lingua spagnola, anche se ho l'impressione che siano meno ignoranti sulla letteratura latinoamericana rispetto a quella spagnola; sul piano letterario come su altri sono estremamente autosufficienti; all'infuori di García Márquez e Borges, che hanno lasciato un segno tra gli anglosassoni, questi generalmente si disinteressano del destino della letteratura latinomericana; non ci conoscono per mero disprezzo letterario. Bolaño fu introdotto da critiche di ammirazione di molto peso nell'opinione autorizzata nell'ambiente letterario anglosassone, come quella di Susan sontag e altri; da un altro lato io penso che lo prendono come un prolungamento latino della cultura Beat, e la sua personalità va molto d'accordo con la condotta controculturale dei membri della generazione beat (condotta che gli infrarealisti imitavano apertamente), che prima di lui furono grandi vagabondi con il sacco a pelo, ancor prima che ciò diventasse una moda tra gli hippies. Un altro fattore potrebbe derivare dal fatto che il suo linguaggio è molto accessibile, qualcosa che gli statunitensi apprezzano, che è radicato nella loro letteratura

Secondo te, il fatto che Bolaño fosse autodidatta, può aver influito in qualche modo nella sua letteratura?

La spontaneità e l'assenza di pregiudizi letterari nel momento della creazione è, penso, prodotto del suo disprezzo dell'insegnamento universitario. Se avesse seguito o terminato l'università, al suo mondo mancherebbero l'impertinenza e la libertà con cui assume e sviluppa le sue tematiche, mancherebbe la freschezza. Lui sostituisce la cultura accademica con la sua incredibile intuizione creatrice. Come spiegare altrimenti i quattro accademici specilisti di Arcimboldi in 2666, dato che quell'ambiente era perfettamente sconosciuto per lui? Credo che se avesse avuto una conoscenza di quell'ambiente, gli sarebbe costato di più costruire questi personaggi. La sua indipendenza da qualsiasi tipo di formazione universitaria è una delle cose più seducenti del suo mondo
 
Viva gli autodidatti! io ho vissuto 7 anni nell'Università, tra Guatemala, Messico e Francia, però ogni anno mi allontanavo sempre di più da quel mondo. Molti grandi talenti potenziali si sono inariditi nelle aule universitarie.

Sei arrivato in Francia nel 1978. Com'e' stato il primo impatto ?

Arrivai in Francia con l'idea di rimanerci tre mesi, dato che vivevo in Messico, D.F., però una serie di circostanze fecero sì che il mio soggiorno si prolungasse per più di trenta anni. Il mio obiettivo era di imparare il francese per leggere la letteratura francese nella lingua originale. Quando finii i soldi, e mi resi conto che non sarei tornato in Messico, già erano trascorsi sette anni tra le aule universitarie e non avevo più intenzione di continuare a fare lo studente. Feci un sacco di piccoli lavori di sopravvivenza, e finalmente lavorai per dieci anni in un hotel come portiere di notte. Era un lavoro ideale per un nottambulo come me. Mi portavo la mia macchina da scrivere e mentre lavoravo scrivevo, o ripulivo i miei testi.
Europa la scettica influenzò il mio modo di vedere il mondo. Non ero mai stato un grande ottimista nei confronti della condizione umana, ma il mio soggiorno qui, rafforzò il mio scetticismo.

Come definiresti la tua poesia?

La mia poesia è colloquiale, vitalista; è una poesia della esperienza. Detesto la poesía formalista, il che non vuol dire in assoluto che io non mi preoccupi degli aspetti formali. Ma la forma è lavorata in modo tale da lasciar passare il colloquio con una semplicità piuttosto elaborata. Arrivare ad ottenere la semplicità è molto difficile. Io spero di esserci riuscito in qualche modo, foss'anche infimo. La mia divisa, tanto nella prosa quanto nella poesia, è la chiarezza.

In quale tradizione si può collocare la tua poesia?

La mia poesia può situarsi nella tradizione centroamericana del "exteriorismo", molto imparentata con la poesia nicaraguense, e con Pavese, Pessoa e Bais Cendras, tra le mie influenze europee.

chi è Luis Eduardo Rivera ?

Luis Eduardo Rivera è un ostinato lettore che pensa che solo la letteratura possa spiegare il mondo dove viviamo, spiegarlo ma non salvarlo, perchè ciò che essa ci spiega non parla molto favorevolmente di questa fonte di ispirazione

Quali sono i poeti latinoamericani e centroamericani che secondo te bisognerebbe leggere, anzi tradurre ?

Tanto per cominciare, bisognerebbe tradurre Nicanor Parra link interno urgentemente, è inconcepibile che non si conosca Parra in Europa, è il poeta vivente che più ha influenzato la poesia moderna in lingua spagnola dell'ultimo mezzo secolo. Un'altro poeta che bisogna tradurre è Joaquín Pasos link esterno , nicaragüense, Carlos Martínez Rivas link esterno , anche lui del Nicaragua. Ma ciò che urge è Parra.
Tra i narratori guatemaltechi, segnalo Dante Liano e Luis Aceituno. Come scrittore di racconti, Dante Liano è uno dei migliori in Latinoamrica, in questo momento.

Vuoi presentare Dante Liano ai lettori italiani ?

Liano vive in Italia da più di tre decenni, attualmente risiede a milano; oltre che narratore è un importante specialista di letteratura centroamericana, professore universitario e ricercatore.nota Rodrigo Rey Rosa è senza dubbio il più pubblicizzato tra gli scrittori guatemaltechi degli ultimi venti anni. Romanziere e scrittore di racconti, segue una linea tra l'autobiografico e il testimoniale. Bisognerebbe menzionare anche Marco Antonio Flores , che ha introdotto nel romanzo guatemalteco la sperimentazione formale; la sua tematica è quasi esclusivamente politica. Luis De Lion, di origine indígena, anche lui scrittore di racconti, ha scritto tuttavia un romanzo straordinario che si intitola El Tiempo principia en Xibalbá. Fu fatto sparire dall'esercito nel 1981, durante il conflitto armato. Tra i poeti, sono imprescindibili Ana María Rodas, che ha trasformato il modo di fare poesia erótico-amorosa in Centroamérica, e Enrique Noriega, un poeta minimalista di grande originalità e di un impeccabile rigore formale. Delle nuove generazioni bisognerebbe menzionare Adolfo Méndez Vides , Maurice Echeverría , narratori; Aida Toledo , poeta, però disgraziatamente questi nomi e altri ancora non diranno niente a un lettore italiano, perchè i loro libri non sono tradotti in italiano. Di questa nuova generazione, il narratore più conosciuto fuori dal Guatemala è Eduardo Halfon , che ha pubblicato vari libri in Spagna, non esistono sul piano editoriale, perchè gli editori guatemaltechi si limitano a distribuirli solo nel mercato nazionale, e gli spagnoli pubblicano col contagocce, precisamente perchè non ci conoscono. penso che la letteratura guatemalteca sia una delle più sconosciute di tutta Latinoamérica.

testi dell'autore sull'archivio Bolaño:

 •  Bolaño e l'infrarealismolink interno
 •  Bolano e il postboom link interno
 •  Bolano e la posterità link interno
 •  Intervista di Carmelo Pintolink interno


NOTE

Intervista televisiva di Cristián Warnken "La bellezza di pensare" ( santiago del cile 1999)- dice Bolaño :

Ho cominciato scrivendo poesia. Almeno quando cominciai a scrivere sul serio, quando la scommessa la vita o la morte - che è una forma un po' esagerata di dirlo, comunque gli assomiglia - ciò che scrissi era poesia, e lessi moltissima poesia. E sempre ho ammirato le vite dei poeti. Queste vite tanto smisurate, tanto pericolose. e in questo senso forse - solo forse - questo mio amore per la poesia e per i poetisi riflette in qualche modo in alcuni dei miei libri. Non credo in tutti. Inoltre, io come poeta non sono per niente lirico; sono totalmente prosaico, quotidiano. Il mio poeta preferito è nicanor Parra. Già lo dice Nicanor Parra che lui non parla di crepuscoli, nè di dame stagliate sull'orizzonte, bensì di cibi e poi di bare, bare e bare, ripete torna su

i libri tradotti in italiano di Dante Liano:
Los libros traducidos de Dante Liano son :
 
El hombre de Montserrat: L'uomo di Montserrat,     Sperling & Kupfer
El Misterio DE San Andrés : Il Mistero di San Andrés,    Sperling & Kupfer
El Hijo de casa : Il Figlio Adottivo,     Frassinelli             torna su





 
 
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