|  home  ||  1° pagina ||  Interviste ||  critica ||  2 6 6 6 ||  I detective s. ||   la poesia ||  prosa ||  lettori ||  testi ||  autori citati ||  Hispanoamerica |

 • indice  • I. Calvino  • C.E.Gadda  • E.Jünger  • J.L.Borges  • C.Gardini  •  Int. A.Pauls  •  Lautréamont  •  N. Parra
 •  J. Riera  •  R. Dalton  •  A. Rimbaud  •  G. Manganelli  •  F.Nietzsche  •  J. Marìas  •  C. Galli  •  F. kafka  •  R.Piglia
 •  G. Perec  •  T.S.Eliot  •  E.T.A. Hoffmann  •  G.Maupassant  •  D.Buzzati  •  P.K.Dick  •  C. Baudelaire  • Julio Cortázar  • terrore & orrore  • orrore & divertimento  •  Carl Schmitt  •  Poesia medievale  • Palinsesti di Genette
 •  Mexico  •  l'arte del racconto  •  Audio racconti

Arthur Rimbaud

| lettera a Izambard | | lettera a Paul Demeny | | Una stagione all''inferno |

-- lettere del veggente --

Lettera a Paul Demeny

E repentinamente, in meno tempo di quanto ce ne voglia per dire "alterità", eravamo già ubriachi e Ulises Lima recitava una poesia in francese, chissà cosa c'entrava, non so, ma il fatto è che la recitava, io ignoravo che sapesse il francese, l'inglese, può darsi, mi pare di aver visto da qualche parte una sua traduzione di Richard Brautigan, pessimo poeta, o di John Giorno, che va' a sapere chi è, forse uno pseudonimo dello stesso Lima; ma il francese, insomma, mi stupì un pochettino, buona dizione, pronuncia passabile, e la poesia, come dire, mi suonava, mi ricordava, forse per l'ebbrezza nascente, certi implacabili boleri, non riuscivo a identificarla. Penai a Claudel, ma nè io nè voi potremmo mai immaginare Lima recitare Claudel, vero? pensai a Baudelaire, pensai a catulle Mendes (alcuni testi del quale furono da me tradotti per una rivista universitaria), pensai a nerval. Mi vergogno un po' a riconoscerlo, ma questi furono i nomi dell'alcol, mi domandai cosa c'entrasse Nerval con Mendes, certo, e poi pensai a Mallarmè. Alberto, che a quanto pare stava giocando allo stesso gioco, disse:Baudelaire. Naturalmente, non era Baudelaire. questi erano i versi, vediamo se riuscite a indovinare......
.....La poesia è di Rimbaud
[I detective selvaggi, pag. 201-203]
Monsieur Georges Izambard
27, rue de l'Abbaye-des-Champs
À Douai (Nord).
 
Charleville, [13] maggio 1871.
 
Caro Signore!
Rieccola professore. Noi dobbiamo noi stessi alla Società, mi aveva detto; lei fa parte del corpo insegnante; lei cammina per la retta via. - Anch'io seguo un principio: mi faccio cinicamente mantenere; riesumo i vecchi imbecilli del collegio: tutto quel che posso inventare di cretino, di sporco, di malvagio, in parole e in azioni, glielo concedo: e loro mi pagano in boccali di birra e bicchieri di vino. Stat mater dolorosa, dum pendet filius. - Io devo me stesso alla Società, è giusto, - e ho ragione -. Anche lei ha ragione, per oggi. In fondo lei non vede nel suo principio che poesia soggettiva: la sua ostinazione ad aggrapparsi alla mangiatoia universitaria - pardon! - lo prova. Ma lei finirà sempre come un soddisfatto che non ha fatto nulla, non avendo voluto far nulla. Senza contare che la sua poesia soggettiva sarà sempre orribilmente scialba. Un giorno, spero, - molti altri sperano la stessa cosa, - io vedrò nel vostro principio la poesia oggettiva, la vedrò più sinceramente di quanto lei possa fare! - Sarò un lavoratore: questa è l'idea che mi trattiene quando la folle rabbia mi spinge verso la battaglia di Parigi, - dove pure tanti lavoratori muoiono mentre io le scrivo! Lavorare adesso, mai, mai: sono in sciopero.
 
Intanto, m'imbastardisco il più possibile. Perché? Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente: lei non ci capirà un bel niente, ed io non sarei quasi capace di spiegarle. Si tratta di raggiungere l'ignoto tramite lo sregolamento di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna esser forti, essere nati poeti, ed io mi sono riconosciuto poeta. Non è affatto colpa mia. È falso dire: Io penso. Si dovrebbe dire: mi si pensa. Mi scusi il gioco di parole.
IO è un altro. Tanto peggio per il pezzo di legno che si ritrova violino, e dannazione agli incoscienti, che argomentano su quello che ignorano del tutto!
Lei non è un insegnante per me. Le regalo questo: è della satira, come direbbe lei? È forse poesia? È fantasia, comunque.
- Ma, la supplico, non sottolinei nulla con la matita, né troppo col pensiero:

 
LE COEUR SUPPLICIÉ
 
 Mon triste coeur bave á la poupe,
 Mon coeur couvert de caporal:
 ils y lancent des jets de soupe,
 Mon triste coeur bave a la poupe:
 Sous les quolibets de la trouppe
 Qui pousse un rire general,
 Mon triste coeur bave a la poupe,
 Mon coeur couvert de caporal!
 
 Ithyphalliques et pioupiesques
 Leurs quolibets I'on deprave!
 Au gouvernail on voit des fresques
 Ithyphalliques et pioupiesques.
 Ó flots abracadabrantesques,
 Preñez mon coeur, qu'ilsoit lavé!
 Ithyphalliques et pioupiesques
 Leurs quolibets Ion depravé
 
 Quand ils auront tari leurs chiques,
 Comment agir, ó coeur volé?
 Ce seront des hoquets bachiques
 Quand ils auront tari leurs chiques:
 J'aurai des sursauts stomachiques,
 Moi, si mon coeur est ravalé:
 Quand ils auront tari leurs chiques
 Comment agir, ó coeur volé?
IL CUORE TRAFUGATO nota
 
 Il mio triste cuore sbava alla poppa,
 il mio cuore ricoperto di trinciato:nota
 gli gettano addosso schizzi di zuppa,
 il mio triste cuore sbava alla poppa:
 tra i lazzi mordaci della truppa
 che erompe in un riso generale,
 il mio triste cuore sbava alla poppa,
 il mio cuore ricoperto di trinciato.
 
 Itifallici e militareschi nota
 i loro versi l´hanno depravato!
 Negli affreschi vedo al timone
 Itifallici e militareschi.
 O flutti d´abracadabra,
 prendete il mio cuore, che sia nettato!
 Itifallici e militareschi
 i loro versi l´hanno depravato!
 
 Quando avranno buttato le loro cicche,
 come agire, o cuore trafugato?
 Saranno singulti bacchici
 quando avranno buttato le loro cicche:
 avrò lo stomaco sottosopra,
 io, se il mio cuore è ricacciato:
 Quando avranno buttato le loro cicche,
 come agire, o cuore trafugato?

 
...................................................
Non è che non voglia dire niente. MI RISPONDA: presso il sig. Deverrière, per A. R.
Cordiali saluti,
A. R. RIMBAUD

NOTE

Poeia tradotta da Marco Vignolo Gargini (di cui è disponibile in rete una raccolta di poesie tradotte di Rimbaud link esterno che è responsabile anche delle note:
- Come suggerisce opportunamente Ivos Margoni nella nota 2 a questo testo: « Il senso delle immagini marinare rimane enigmatico (cfr. più giù, gli affreschi itifallici accanto al timone). Si potrebbe forse azzardare che la scena orgiastica si svolge in una camerata decorata da un dipinto murale raffigurante un vascello (stemma del Municipio di Parigi che sovrasta il motto: "Fluctuat (O flots...) nec mergitur"); gli affreschi osceni vicino al timone potrebbero essere dei graffiti fallici tracciati dalla soldatesca.»
 
Le coeur volé è il titolo che si trova nella copia posseduta da Verlaine, mentre in quella spedita da Rimbaud a Georges Izambard il 13 maggio 1871 la poesia compare con il titolo Le coeur supplicié; nell’altra copia inviata a Paul Demeny, insieme alla lettera del 10 giugno 1871, la poesia viene battezzata da Rimbaud Le coeur du pitre.torna su

La parola originale in francese “caporal”, oltre a indicare il grado militare, ha il significato di “tabacco trinciato forte”

“Itifallico” è il verso greco e latino che componeva i carmi fallici cantati nelle feste dedicate a Dioniso e Bacco. Circa la forma dell’itifallico, cfr. sempre su biblio-net, la sezione Metrica antica a cura di Cristina Tarabella.torna su



Testo liberamente riproducibile a condizione che ne venga rispettata l'integrità, venga indicato il sito di origine e infromato l'autore di questo sito mail

azulines