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Chiara Bolognese
' dal Cile all'Europa attraversando il Messico'
rassegna iberistica, Nr 87, aprile 2008
© traduzione carmelo P.
dal Cile all'Europa attraversando il Messico
Un'escursione nelle pagine di Roberto Bolaño
intro | | 1. marginalità e violenza | | 2. vagabondi e stranieri | | 3. la salvezza dalla scrittura?
Nell'estesa e ricca produzione dello scrittore cileno Roberto Bolaño (1953-2003) si possono distinguere alcune tematiche che la marcano e unificano e che si cercherà di abbozzare in queste pagine. In primo luogo si metterà a fuoco lo studio sul tema della condizione latinoamericana; successivamente si analizzerà il ruolo del viaggio dall'Hispanoamerica all'Europa. Da ultimo, si rifletterà sulla scrittura, che l'autore propone come ricerca che sembra dare una finalità alle vite senza meta dei suoi personaggi.
Tre territori costituiscono lo scenario delle storie dello scrittore - nel momento in cui sono, in un certo senso, protagonisti -: Messico, Cile ed Europa. Questi luoghi riproducono precisamente lo spaesamento vissuto dallo stesso Bolaño, che nacque a Santiago e morì in Catalogna. Messico ed Europa sono gli universi narrati nel tempo presente, mentre il Cile viene descritto attraverso il ricortdo e la distanza, riflettendo in tal modo la situazione esistenziale dell'autore, che trascorse la totalità della sua vita creatrice al di fuori di esso. Tuttavia, non si può ignorare la sua appartenenza al Cile che, nelle sue storie sempre si manifesta, essendo questo paese ed il golpe di Pinochet un'ombra, un incubo che intravvede e determina le esistenze dei suoi protagonisti. La scrittura per Bolaño è, pertanto, una forma di superare il trauma causato dal colpo di stato. I personaggi, da parte loro, sono sempre ambivalenti nei loro sentimenti verso il cile: vogliono allontanarsi e lo fanno, però, nello stesso tempo, spesso sognano di ritornare e continuano a sentirsi parte della realtà cilena. I personaggi di Bolaño sono, dunque, soggetti divisi tra l'appartenenza al loro continente ed il desiderio di separarsi da esso.
Allo stesso modo, i personaggi passano da una storia all'altra costruendo un tessuto che è il corpus bolanano. Esso non è costituito da testi separati, bensì da testi che formano il congiunto di "un'opera in marcia", <1> i cui fili sono precisamente i personaggi e le tematiche quando diventano ghigni e si intrecciano<2> . In questo senso, la intratestualità, insieme con le intertestualità
<3> , sono gli aspetti che più caratterizzano la visione della letteratura di Bolaño, che configura i suoi scritti come porzioni di un'opera totale. L'autore, pertanto, richiede un rilevante lavoro interpretativo da parte del lettore, che deve decifrare e collegare le distinte allusioni
e i messaggi frammentati che Bolaño va proponendo. <4>
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1. marginalità e violenza in America Latina
Lo scrittore riflette su ciò che significa essere latinoamericano durante e dopo il decennio degli anni '70, e fa un ritratto di come questa appartenenza si va modificando quando gli individui si trovano in Europa: I suoi testi si possono leggere come pezzi di un puzzle che procedono disegnando un itinerario che comprende la violenza e la sconfitta della libertà proprie delle dittature in Hispanoamerica (vedasi La letteratura nazista in America
, e le due opere cilene Stella distante
e Notturno cileno
-; ricorre il Messico degli anni settanta - per esempio ne I detective selvaggi
e Amuleto
- e quello degli anni più recenti - nell'ultimo romanzo 2666
-; ed ha come meta l'Europa, dove si fa irrimediabile la sconfitta di quasi tutti i protagonisti.
Bolaño narra il viaggio reale con le sue peripezie, incontri e disincontri, sogni e incubi, così come il viaggio esistenziale, attraverso il quale i protagonisti maturano (o invecchiano ?) e meditano riguardo la propria esistenza di latinoamericani di fine secolo.
I suoi personaggi principali sono sempre emigranti, gente che sta pensando di lasciare il luogo di nascita. Le opere narrano questo viaggio che unisce l'America all'europa, così come le ragioni che spingono gli individui a intraprenderlo e le conseguenze nell'evoluzione delle loro personalità.
Bolaño ritrae una generazione - la sua - la cui vita fu alterata dall'instaurazione delle dittature degli anni settanta; una generazione che è rimasta orfana di sogni e leader. L'autore dipinge un periodo del disincanto, il momento nel qaule si comprende che le promesse e le illusioni politiche e sociali gia' non valgono più; descrive la distruzione dell'utopia latinoamericana, il crollo di una civilizzazione e la conseguente dispersione degli individui che furono sue vittime, e che la letteratura può contribuire a salvare dall'oblio. In questo senso è importante sottolineare che Bolaño, con la sua scrittura, vuole mantenere viva la memoria di certi eventi
che hanno travolto la società latinoamericana degli ultimi trenta anni del secolo passato <5> , così come emerge plasmata nella sua voce poetica quando parla a un interlocutore che sembra aver perso la capacità di ricordare incluse le persone più importanti della sua vita:
La sua scrittura vuole omaggiare i deboli, e tra loro ci sono i cileni forzati a uscire dal paese e che gridano
i viaggiatori permanentemente disubicati, i giovani che assistettero al massacro
di Tlatelolco
. E' un ritratto dello sconcerto, del vuoto dove si incontrano coloro che furono testimoni della sconfitta del sogno latinoamericano.
La complessa situazione politica di Ispanoamerica e la scissione che soffrono i suoi abitanti, causano una senzazione di impotenza che nei personaggi è costante. America Latina si converte nel luogo delle promesse non mantenute e della disillusione, un continente con molte possibilità che solo riescono a rivelarsi come sconfitta e che sembrano condannate "a spegnersi prematuramente come se spengono tante cose in America Latina ". Queste ultime sono le parole di auxilio Lacouture, la protagonista del romanzo breve Amuleto
, che poche righe dopo offre un ritratto lacerante della disillusione latinoamericana: "la nostra storia è piena di incontri mai realizzati" [ Amuleto, pag. 53 e pag 54, Ed.mondadori ]
Nella ricostruzione della storia della violenza del suo continente, Bolaño propone sempre l'ottica degli esclusi, che assistono attoniti alla inarrestabile caduta verso l'abisso della situazione che affrontano i loro paesi. La crudeltà dei piccoli fatti della quotidianità costituisce lo sfondo delle opere inquadrate nelle violenze più grandi dei più sanguinosi accadimenti storici. La loro letteratura è la marcia verso l'inferno, dove buona parte dei suoi abitanti sembrano condannati alla morte e all'esclusione fin dall'inizio.
Bolaño da vita a un'epica della marginalità, a una riflessione da e sulla periferia delle grandi metropoli latinoamericane ed europee, in una congiuntura storica dove il centro ha smesso di esistere. In questo contesto occore situare i suoi personaggi, che camminano in un territorio sfuocato, dove i limiti tra follia e buonsenso sono molto sottili. Si tratta di esseri sconfitti, che vivono ai margini esistenziali e culturali.
I due protagonisti principali de I detective selvaggi <6> , Arturo Belano e Ulises Lima, sono emblemi di questo tipo di esistenza. Loro sono circondati costantemente dall'aura del mistero propria di coloro che vivono nella boemia intellettuale, però, nello stesso tempo, sono considerati come esseri esclusi dalla società, così come rivelano le seguenti parole di un personaggio minore del romanzo, che li avvicina per questioni di poesia e di compravendita di marijuana:
Belano - anche alter ego dell'autore - e Lima vivono al limite tra la normalità e l'emarginazione e suscitano il ripudio da parte di coloro che li circondano. Questi personaggi contengono in se stessi i principali elementi della lettaratura bolanana, essendo viaggiatori, esiliati, latinoamericani (uno cileno l'altro messicano) ed hanno come unico orizzonte esistenziale la letteratura. Le loro figure così come la loro produzione letteraria, incarnano la scrittura degli sconfitti verso cui ha sempre scommesso l'autore.
Si tratta di personaggi che occupano
, e che delineano e soffrono questa epica del male che sorge dall'atroce violenza dei totalitarismi. Nel romanzo pubblicato postumo - 2666 - si giunge all'apogeo di questa situazione, giacchè si narra dall'odissea di morte della seconda guerra mondiale, fino all'annichilimento che vivene simbolizzato negli assassinii di donne nella messicana Ciudad Juarez, oggi ancora irrisolti.
Riguardo il quadro del male che Bolaño offre, è interessante notare che nei suoi testi non c'è nessun tratto di manicheismo, ovvero, nessuno è detentore della verità: le vittime si convertono in carnefici e viceversa; tutti sono uniti nello stesso scenario di disperazione; una disperazione che rare volte si allenta, ma che proprio per questo, è più schiacciante. Per questo Bolaño definisce i latinoamericani della sua generazione come:
Si crea una situazione dove la catastrofe è sempre incombente, ma nunca si produce, il che rende impossibile la salvazione
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2. vagabondi e stranieri: vite ai due lati del mare
La riflessione di Bolaño abbraccia l'uomo nella sua totalità. Dal su discorso si capisce che la vita è un percorso che devi compiere in soliudine, giacchè niente e nessuno può consolare gli esseri umani. L'esistenza ha indurito questi personaggi, la cui propensione è solo l'indifferenza. Così si commenta per esempio, il modo di relazionarsi di Arturo
I personaggi sono individui inquieti, che rasentano lo squilibrio mentale, e sono sempre sul punto di esplodere, come
I vagabondi e gli esiliati sono protagonisti della letteratura di Bolaño e si rivelano come esseri spaesati in qualsiasi luogo si trovano, essendo abitanti di un mondo dove il tessuto sociale è completamente disgregato. I personaggi pertanto si muovono in questo "territorio in fuga" <7> che la loro stessa inquietudine delinea nella continua ricerca di punti di riferimento che ormai non esistono più
In questo panorama, il destino della maggior parte dei conterranei dell'autore non può che trasformarsi in una fuga permanente, come chiariscono le seguenti parole del narratore del racconto El ojo silva, che ricorda
E' la forzata accettazione della impossibilità della salvezza ciò che sperimenta la generazione di Bolaño e, in questo senso, le riflessioni del narratore - Ojo Silva - di nuovo sono molto rilevanti
Lo scrittore crea una nuova patria, quella dei dispersi, e parla di due gruppi di latinoamericani: quelli che assistono paralizzati, in diretta e impotenti, al crollo delle utopie, e quelli che sono espatriati. Sono antieroi che vivono nella terra di nessuno, un po' come successe allo stesso autore fino a che non riuscì a integrarsi a Blanes.
Il viaggio è, pertanto, un altro tratto fondativo della sua scrittura, nella quale le storie sorgono dal racconto o ricordo di qualcuno che sta migrando da un posto a un'altro. Da ciò nasce l'inevitabile condizione di stranieri dei protagonisti, che tali sono tanto nel luogo di origine quanto nella terra versoi la quale si dirigono nella loro imigrazione. Essi, molto spesso, intraprendono il viaggio dall'America latina e continuano a muoversi costantemente perchè sanno che non appartengono - nè vogliono appartenere, forse - a nessuno dei paesi dove arrivano per fuggire da situazioni insostenibili.
I personaggi di Bolaño non mettano mai radici definitive, e passano così a delineare una letteratura dello sradicamento e di sradicati, dove il movimento non si arresta mai, giacchè nessuno ha un motivo reale per stabilirsi in un particolare luogo. Anzi, sembra che l'unica cosa che interessa loro e di stare sempre in cammino. "supe que siempre habia querido marcharme", dice Garcia Madero quando, all'improvviso, gli si presenta l'occasione di lasciare il suo luogo di nascita e intraprendere il viaggio alla ricerca della sconosciuta poeta Cesarea Tinajero.
Che siano viaggi intrapresi da adulti, iniziatici, mentali o esistenziali, lo spostamento contribuisce a dare, anche se solo temporaneamente, un senso alla vita dei protagonisti. Si tratta di peripli che non possono giungere a destino, avendo questo cessato di esistere; i personaggi non riescono mai a trovare un posto nel mondo: "despues se ponia a llover y volviamos tranquillamente a casa. pero donde estaba nuestra casa?", si domanda la voce poetica di "Un paseo por la literatura
" [poesia tratta dalla raccolta Tres]
Bisogna tener conto inoltre, che i due romanzi lunghi, I detective selvaggi e 2666, sono, tra le altre cose, il racconto della ricerca di due scrittori viaggiatori. In definitiva, molti protagonisti della finzione di Bolaño si possono considerare come "eroi senza patria [...] vagabondi che viaggiano senza stabilirsi realmente in nessuna parte [e] annunciano già una costante di 'movimento' dove l'identità culturale americana esteriorizza il suo disadattamento più profondo. <8>
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3. la salvezza dalla scrittura?
Indipendentemente dalle tematiche relazionate agli avvenimenti della politica latinoamericana, la proposta di Bolaño comprende anche un ritratto dell'angoscia esistenziale contemporanea e tratta il tema della ricerca di una identità tanto in Europa come in Hispanoamerica. l'autore evidenzia costantemente la precarietà dell'esistenza, e sottolinea spesso l'indifferenza che è alla base delle relazioni liquide <9> che non offrono nessuna sicurezza. Gli individui sono incapaci di stabilire vincoli affettivi solidi e duraturi. La disperazione e il vuoto caratterizzano le loro vite di esseri perduti in un mondo che non l icomprende e che loro nemmeno riescono a decifrare. Si ritraggono uomini e donne che vivono nel sottile limite tra la ragione e lo squilibrio mentale e che di frequente assomigliano a quei poveri matti del Messico che picchiano e che piangono ma che non sanno niente di niente [ I detective selvaggi p. 284] (si noti che queste persone sono menzionate da Quim font, protagonista, a sua volta demente de I detective selvaggi
).
L'unica cosa che sembra salvare da tutto questo crollo è la dedizione alla scrittura. Molto rilevante in questa ottica è la situazione dell'uruguaiana Auxilio Lacouture. Questa donna, rinchiusa nei bagni della UNAM nel momento in cui i poliziotti vogliono incarcerare gli studenti che stano difendendo l'autonomia universitaria, si salva perchè si mette a scrivere poesie sulla carta igienica: "perchè ho scritto, perchè ho resistito"[ Amuleto p. 135], dichiara ammiccando alla poesia manifesto di Enrique Lihn <10>
La scrittura, dalla solitudine in cui si produce, si rivela molto adeguata per questi individui che vivono ancorati in un passato che vogliono dimenticare, e si lanciano verso un avvenire che non promette niente. Essi cercano altre forme di comunicazione, posto che ormai sono incapaci di farlo secondo le convenzioni. I personaggi hanno smesso di relazionarsi con il mondo esteriore perchè non si illudono che questo possa offrire loro qualsivoglia migliore opportunità di vita migliore o consolazione. Si creano, pertanto, mondi alternativi abitati da scrittori reali o inesistenti. E, in questo senso, vale la pena sottolineare che quasi sempre è una creazione letteraria quella che li spinge a uscire dall'apatia e a cercare un cambio nelle loro vite, anche se dopo, questo cambio non riesce a risolvere la loro inquietudine esistenziale.
per concludere questo abbozzo del progetto letterario di Bolaño non può mancare una riflessione sulla scrittura come tema.
Si tratta, come abbiamo anticipato, di una letteratura di esseri sconfitti che si iscrive nella poetica della sconfitta e della sopravvivenza. Sono testi che, da una parte, vogliono rendere omaggio a coloro che tentarono di fare la rivoluzione e non ci riuscirono, e agli scrittori, i poeti in particolare - che cercarono di farlo attraverso la parola scritta, i cui nomi menziona Arturo Belano nel racconto "carnet de Baile", facendo riferimento a
[...] Reinaldo Arenas [...] ai poeti morti sul cavalletto di tortura, ai morti di Aids, di overdoseD'altra parte, malgrado questa chiara affiliazione con il gruppo degli scrittori sconfitti che Bolaño cercò sempre, nella sua società senza modelli resta fondamentale il desiderio di uccidere i padri letterari, un'aspirazione tanto dei suoi protagonisti quanto di lui medesimo. Si tratta di una letteratura che cerca di arrivare all'aorfanità, all'affrancamento da ogni maestro. Questa è la condizione necessaria di qualsiasi scrittura, così come dichiara di nuovo Arturo Belano :
I riferimenti a scrittori reali che, spesso, l'autore sceglie come protagonisti delle sue storie - dei racconti con maggior frequenza - sono una forma di tributo o di critica agli autori fondamentali che lo hanno preceduto. In questo senso, c'e' un dialogo teso e fecondo con loro, in particolare, con i poeti cileni Pablo Neruda, Nicanor Parra
e Enrique Lihn. Si produce, pertanto, una letteratura perennemente in bilico tra il debito con il passato e il desiderio di libertà, in vista del futuro di una creazione più indipendente.
I detective selvaggi e 2666 tornano ad essere molto rilevanti in questa direzione, giacchè la loro unità risiede nel tema della ricerca di due autori scomparsi: Cesarea Tinajero e Benno von Archimboldi. Queste presenza - o assenze -, che osservano e ossessionano i protagonisti ma mai si fanno concrete, sottolineano il fallimento della comunicazione, perfino per coloro che hanno scelto la scrittura come forma di espressione. Lo scrittore fantasma, insieme allo scrittore sconfitto, è l'apice dell'identità liquida e sfuocata che nemmeno in questo mitizzato mestiere trova l'agognata felicità e unità. La letteratura, che è servita ai protagonisti come una scusa o stimolo per uscire dall'apatia, non riesce, pertanto, a tirar fuori dall'oblio e dall'invisibilità nemmeno ai suoi stessi creatori.
Resta abbastanza chiaro che il progetto di Bolaño si estende all'intera esistenza; in esso, lo scrittore stesso si dissolve per cedere il protagonismo assoluto al testo scritto. Si costruisce in tal modo una poetica del disincanto, dove sopravvive solo ciò che lascia aperto l'opera d'arte, e che supera in importanza e valore letterario il suo stesso creatore.
Il tema dell'abbondono della letteratura si rivela come il punto fondamentale per completare la visione della letteratura dell'autore, una rinuncia che minaccia anche il personaggio di Arturo B:
Si tratta di un abbandono che devi portare a termine e non è altra cosa che un tributo nuovo e totale alla letteratura, una resa completa alla scrittura, senza altra finalità che la scrittura stessa. L'unica possibilità che resta all'uomo - sia poeta in cerca di riferimenti, o critico che cerca una conferma alle sue interpretazioni o, perfino, scrittore fallito - è lasciare l'ultima parola al testo scritto. Per questo è necessario concludere questo testo - o forse aprirlo - con le parole emblematiche di Iñaki Echavarne:
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NOTE DELL'AUTORE
[ 1 ]
Cfr. Dunia Gras "Roberto Bolano e l'opera totale", in AA.VV., Omaggio a Bolano, simposio internazionale Barcellona, ICCI casa America A catalunya, 2005, p.52

[ 2 ]
In particolare, bisogna notare che Arturo Belano, Arturo B, B, o qualche cileno randagio, sono le costanti delle storie, che in questo personaggio, o meglio in questa classe di personaggi trovano la loro unità.
[ 3 ]
Per questi concetti si vedano le definizioni che da Jose Enrique martinez Fernandez nel suo libro L'intertestualità letteraria, Madrid, catedra, 2001.
[ 4 ]
Per dare solo alcuni esempi, il romanzo Amuleto è l'approfondimento di un episodio de I detective selvaggi, così come Stella distante nasce da un frammento di la letteratura nazista in America
[ 5 ]
Stella distante, Amuleto, Notturno cileno e los perros romanticos sono, forse i testi che lo fanno in modo più evidente e puntuale
[ 6 ]
Il romanzo ha vinto i premi Herralde (1998) e Romulo Gallego (1999) e racconta le peripezie di un gruppo di giovani poeti (o presunti tali) messicani (i real visceralisti
) lidearati da Arturo Belano e Ulises lima. Questi ultimi, insieme a Lupe e Garcia Madero, intraprendono il grande viaggio alla ricerca della maestra del Real Visceralismo del Nord, a cui si ispirarono per la creazione del loro movimento. Il romanzo racconta del fallimento delle vite di ogni membro del movimento poetico, tanto di quelli che restarono in America latina, come di quelli che se ne andarono in Europa
[ 7 ]
termine utilizzato da Patricia Espinosa nel testo "territori in fuga, Studi critici sull'opera di Roberto Bolano", Santiago, Frasis 2003
[ 8 ]
Fernando Ainsa, Identidad cultural de Iberoamerica en su narrativa, madrid, Gredos 1986, p.170-171
[ 9 ]
Vedasi per approfondimenti, Modernità liquida e Amore liquido di Bauman
[ 10 ]
Me condenè escribiendo a que todos dudaran
de mi existencia real [...]
escribì
y hacerlo significa trabajar con la muerte
codo a codo, robarle unos cuantos secretos [...]
Però escribì y me muero por mi cuenta,
prquè escribì porque escribì estoy vivo
[Enrique Lihn, poesia tratta da La musiquilla de las pobres esferas, santiago, 1969]
NOTA
Le poesie citate da Chiara Bolognese, tratte dalla raccolta "Los perros romanticos", verranno presto trascritte integralmente e possibilmente tradotte
Testo liberamente riproducibile a condizione che ne venga rispettata l'integrità, venga indicato il sito di origine e infromato l'autore di questo sito