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Alexis Candia -
| Pontificia Universidad Católica de Chile - 2005
Tres: Arturo Belano, Santa Teresa e Sión - Palinsesto totale nella opera di Roberto Bolaño
© traduzione di Carmelo P.
2. Belano
Bolaño crea numerosi giochi autoreferenziali che conferiscono coerenza alla sua produzione, mischia episodi della sua vita con altri immaginari per costruire un personaggio chiamato Bolaño in Anversa
e che va evolvendosi fino a convertirsi in Arturo Belano
. Bolaño
/ B / Arturo B./ Arturo Belano partecipano in veste di personaggi nei testi più importanti dell'autore cileno, a partire da ruoli secondari fino a occupare ruoli centrali. Bolaño appare come narratore e personaggio secondario della biografia di Carlos Ramírez Hoffman in La letteratura nazista in America
, però, è assente in Stella distante
- romanzo che duplica la storia di Ramirez Hoffman - dove il personaggio Bolaño comincia a trasformarsi in Arturo Belano. Arturo B. non solo riferisce la storia di Ramirez Hoffman a Bolaño ma bensì, in modo disconforme con la narrazione de La letteratura nazista in America, convince Bolaño riscrivere la storia e a produrre insieme Stella distante.
L'apparizione del doppio Belano ricorda una leggenda raccontata da Mircea Eliade
che stabilisce che il diavolo nasce dal riflesso di Dio nell'acqua. Dio soffre di solitudine; riconosce che non sa come fare il mondo. Si contempla nell'acqua e dal suo riflesso nasce il diavolo. Dio allora chiede al diavolo, emerso dallo specchio, come fare il mondo.
Questa metafora è importante in quanto solo a partire dallo sdoppiamento del creatore è possibile la creazione di un mondo terreno e di un mondo letterario. Più rilevante ancora si rivela questa leggenda considerando che la costruzione di un doppio è connessa, secondo Freud, con l'esplorazione del perturbante
, vale a dire, con il raccapricciante, tutto ciò che sarebbe dovuto rimanere occulto, segreto, che però si è manifestato.
No c'è dubbio che Stella distante, tanto per la sua tematica e in quanto rielaborazione de La letteratura nazista in America ci situa sulle frontiere dell'inquieto.
Tuttavia, le storie di Belano si espandono in direzione di Amuleto, in direzione di diversi racconti di Chiamate telefoniche, Puttane Assassine, I detective selvaggi e perfino di 2666
. Con riferimento a 2666, Bolaño fornisce degli indizi che lasciano presumere che gli studenti che hanno relazioni sessuali con María Expósito - da cui nasce Lalo Cura - sono nientemeno che Ulises Lima e Arturo Belano:
Arturo Belano si configura come un anarca, figura delineata da Ernst Jünger come il polo opposto del monarca "Il monarca vuole dominare […] tutti. L'anarca solo la propria persona: Ciò lo pone in una relazione obiettiva, e anche scettica rispetto al potere" [Jünger 51]
. I detective selvaggi evidenziano l'evoluzione politica di Belano, che passa da una posizione rivoluzionaria a quella di un anarchico totale. Auxilio Lacouture narra il viaggio iniziatico di Belano in Cile. Il golpe militare segna un momento di ripiegamento di Belano che " cominciò […] a guardare tutto come se lui fosse Dante e fosse appena riemerso dall'inferno, ma cosa dico Dante come se lui fosse Virgilio in persona" [Amuleto, p. 131] . Questo è un punto chiave poiche e' una chiara manifestazione del fatto che Belano perde la paura del leviatano [1]
. Stadio che costituisce, secondo Jünger uno dei pilastri della figura dell'Anarca.
Dopo l'esperienza del golpe di Pinochet viene la tappa trotskista, condivisa con alcuni membri del realismo viscerale, ma già nel 1975 era giunta alla fine. A partire da questo momento, Belano comincia a delineare la figura di un anarca che si consolida come tale nella sua traversia in Africa. Là incontriamo un Belano che ha abbandonato la lotta contro il potere poiché ritiene che qualunque sia la bandiera che sventola nel palazzo di governo, le sue differenze sono solo esterne, giacche' soggiacciono agli stessi principi politici ed economici. Belano si colloca al margine del potere, conquista il controllo della propria persona ed espelle da se stesso la società. Per Jünger raggiungere la proprieta' di se stessi implica la conquista della libertà. Belano esplora la libertà in molteplici sensi: autonomia per creare, per muoversi tra i diversi punti del globo, per disimpegnare svariati lavori e, soprattutto, per staccarsi dalle amate e dagli amici.
Il cammino dell'anarca ha solo un finale possibile:il bosco. Il bosco rappresenta la sfida dell'uomo con se stesso.
Jünger considera
che il bosco è dappertutto "il bosco e' nella patria cosi' come in qualsiasi altro posto dove e' possibile opporre resistenza...bosco è il nome cha abbiamo dato al luogo della liberta"
[Ancic]
. Belano scopre il suo bosco in Monrovia, dove si ritira con l'intenzione di morire per dimenticare la sua grande perdita. Tuttavia, successivamente cambia idea, si fa mandare le edicine e continua a vivere "Volevo morire , pero' compresi che era meglio non farlo" [I detective selvaggi]
, racconta al fotografo Lopez Lobo nella sua "notte finale". Però il cammino dell'anarca passa per la perdita della paura della morte e Belano, ci riesce in Africa, dove affronta le guerre fiorite africane.
Per Jünger, il controllo del verbo è importante per l'Anarca, essendo il più sublime degli strumenti di potere nella misura in cui permette di dominare la realtà: "Qualsiasi presa di possesso di una terra, in concreto e in astratto, ogni costruzione e ogni strada, tutte le relazioni e i trattati hanno come presupposto rivelazioni, deliberazioni, conferme giurate nel verbo e nel linguaggio" [Ancic] . Belano mantiene una sola costante nella sua vita: il suo attaccamento alla parola. In primo luogo alla poesia visceralista, poi ai suoi romanzi. La letteratura è il vero destino della sua vita errante. Paradossalmente ne I detective selvaggi non conosciumo nessuno dei suoi testi. Però, Belano evidenzia il suo controllo del linguaggio nella narrazione di 2666. Roberto Bolaño afferma in una delle sue annotazioni su 2666 che l'io narrante del romanzo è Belano: " E questo è tutto amici. Tutto l'ho fatto, tutto l'ho vissuto. Se ne avessi le forze, mi metterei a piangere. Si congeda da voi, Arturo Belano".
| Note dell'autore
[1] Ernst Jünger prende il termine Leviatano, probabilmente dall'opera o,omima di Thomas Hobbes (1651). Hobbes utilizza il concettp per riferirsi agli apparati statali di vasto potere che, nella sua prospettiva, erano gli univi capaci di impedire le guerre interne tra i membri della società e forzarli a loro volta a firmare un contratto sociale che garantisse stabilità e una pace duratura nella nazione.
Bibliografia
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Bataille, Georges. La literatura y el mal. Madrid: Taurus Ediciones S.A., 1959.
[ la letteratura e il male
, Ed SE ]
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---. Entre paréntesis. Barcelona: Editorial Anagrama S.A., 2004.---, tra Parentisi
---. Estrella distante. Barcelona: Editorial Anagrama S.A., 1997.---, Stella distante 
---. La literatura nazi en América. Barcelona: Editorial Seix Barral, 1997.---, La letteratura nazista in America 
---. Los detectives salvajes. Barcelona: Editorial Anagrama S.A., Compactos 232, 2002.---, I detective selvaggi 
---. Llamadas telefónicas. Barcelona: Editorial Anagrama S.A., 1997.---, Chiamate telefoniche
---. Nocturno de Chile. Barcelona: Editorial Anagrama S.A., 2000.---, Notturno cileno 
---. Putas asesinas. Barcelona: Editorial Anagrama S.A., 2001.---, Puttane assasine
---. 2666. Barcelona: Editorial Anagrama S.A., 2004.---, 2666 
Borges, Jorge Luis, Discusión. En Obras completas. Buenos Aires: Emecé Editores, 1964.
[ Discussione
, Ed. Adelphi ]
Freud, Sigmund, Lo siniestro. En Obras completas. Santiago: Pax, 1935.
Genette, Gérard, Palimpsestos. La literatura en segundo grado. Madrid: Altea, Taurus, Alfaguara S.A., 1989.
[ Palinsesti. La letteratura al secondo grado
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Mircea Eliade, Mefistófeles y el andrógino. Guadarrama: Madrid, 1969.
[ Mefistofele e l'androgine
, Ed Mediterranee]
Jünger, Ernst, Eumeswill. Barcelona: Editorial Seix Barral, 1993.
[ Eumeswil
, Ed. Guanda ]
Vila-Matas, Enrique, "Bolaño en la distancia".
["Bolaño nella distanza
"]
Ed. Manzoni, Celina, Roberto Bolaño la escritura como
tauromaquia. Buenos Aires: Ediciones Corregidor, 2002. 97-104.
intervista a Ernst Jünger,

[Manuela Bernardi, La ribellione come metafora del conflitto: il caso di Ernst Jünger
]
© traduzione di Carmelo P.

Nella prima pagina di Stella distante si racconta la genesi della storia narrata nel romanzo:
Dice Maurizio Garreffa al riguardo:
]

La citazione è tratta dal libro Eumeswill di Ernst Jünger:
"L'anarchista è l'antagonmista del monarca, di cui medita l'annientamento[...] il parallelo positivo dell'anarchista è l'anarca. costui non è l'antagonista del monarca, bensì la persona più remotamente lontana da lui, non sfiorata neppure da lui, sebbene anch'essa pericolosa. Non è l'avversario del monarca, ma il suo pendant. Il monarca vuole dominare molti, anzi tutti; l'anarca soltanto se stesso.: ciò gli conferisce un rapporto obiettivo, anche scettico, col potere"
[E. Junger, Eumeswill, Rusconi] ![]()

Scrive Ernst Jünger nel «Trattato del ribelle»:

Manuela Bernardi dice tra l'altro in un articolo:
] 
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