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Vladimir Nabokov diceva che la letteratura non si deve leggere nč con il cervello né con il cuore, bensė con la spina dorsale. Un buon testo si riconosce per quella specie di brivido che percorre la spina dorsale del lettore nello scoprirlo. E' un brivido sempre meno frequente, temo, man mano ura che gli anni passano, e percio' stesso pių disperatamente inseguito. Perō quando succede, le cose accadono pių o meno cosė. Ci troviamo mollemente sdraiati nel nostro comodo scetticismo nazionale, quando ci passa per le mani il libro di uno scrittore sconosciuto fino a quel momento. Se per di pių č cileno, e all'incirca della nostra etā, e' probabile che pensiamo, con boria dei provinciali " vediamo un po' che avra' scritto questo tipo". Allora, insperatamente un delicato sismografo comincia ad agitare la nostra incallita spina letteraria. E di li a poco, gioiosamente, meravigliosamente, sentiamo la scossa, il brivido di una nuova ammirazione che sta nascendo. 
Come molti scrittori sono egoista con le cose che ammiro. Ho scoperto giā da tempo gli scritti di Bolaņo in Spagna. Tornai e non lo dissi a nessuno. Volevo conservarmi questo godimento segreto solo per me, che nessun'altro potesse goderne. Ora mi hanno chiesto che proclami questa mia ammirazione a voce alta. E lo faccio con piacere. Perō non crediate che abbia intenzione di rivelarvi tutte le mie scoperte. Menzionerō un paio di ragioni essenziali per le quali i lavori di Bolaņo mi sembrano ammirabili. E terrō per me il resto. Il resto tocca a voi scoprirlo.
La prima delle mie ammirazioni č verso l'ambizione universale di Bolaņo. L'ambizione - strettamente letteraria - di creare un universo fittizio e autonomo. Tra gli scrittori che ammiro ci sono i creatori di mondi, e ci sono i creatori di universi. I creatori di mondi lavorano in forma lineare, inaugurano un nuovo mondo ad ogni libro. E quantunque tornino su temi ricorrenti, questi mondi sono fondamentalmente distinti ed in ognuno di essi imperano leggi proprie. Al contrario gli autori che creano un universo, procedono in forma radiale, invece che lineare; ciascun libro e' l'espansione di un sistema, la crescita di un organismo che include e modifica ciascuna delle sue parti. Voglio arrischiarmi con un esempio, vediamo se mi capite: Tolstoi č un creatore di mondi, Proust č il creatore di un universo. Nessuno č necessariamente superiore all'altro. I mondi di solito sono piu' abitabili degli universi; ma questi rendono piu' palese la grandezza di chi li ha creati.
Sospetto che Bolaņo sia "universale" . Il tipo di scrittore che di opera in opera fa crescere un cosmo verbale coerente, in continua espansione, ma sempre legato per corrispondenze evidenti o segrete. Personaggi che riappaiono da un testo all'altro, storie con finale aperto che parzialmente continuano in altre, temi con variazioni. Questo universo fittizio in formazione non produce l'effetto del caos. Al contrario Bolaņo riesce a comunicarci l'illusione che sta creando un sistema. Un sistema solare - potremmo dire - dove le differenti narrazioni orbitano legate da una forza gravitazionale poderosa: il suo stile.![]()
Secondo la mia sensibilitā, il sole di questo sistema, il centro dell'universo sviluppato fino ad oggi da Bolaņo e' il magistrale racconto intitolato Ramírez Hoffman, l'infame, ultimo capitolo di questa curiosa neo storia personale dell'infamia che č La letteratura nazista in America
Scelgo questo racconto non solo perché si colloca pių o meno al centro geografico della narrativa di Bolaņo, apparsa fin ora, ma anche perché m sembra l'esempio pių eccellente all'interno di questa galleria di personaggi disparati e pericolosi di cui č popolato il suo universo. Di fatto, la forza gravitazionale di Ramírez Hoffman č tanto grande che dopo il personaggio riapparirā per svilupparsi sotto diversi alias nel romanzo Stella distante
. E inoltre ne resterā abbastanza per contaminare alcuni dei racconti di Chiamate telefoniche come quello di Joana Silvestri, attrice porno che non sa quanto fu vicina a convertirsi in un nuovo poema macellaio dell'ineffabile R.P. English, altro soprannome dell'infame Ramirez. E cosė probabilmente ad nauseam
.
Ma chi č Ramirez Hoffmann ?, si domanderanno coloro che non l'hanno letto. Invero gia' l'ho detto, un poeta infame; perō nella doppia accezione del vocabolo ( malvagio e allo stesso tempo senza fama, o con un tipo di fama segreta, di parrocchia letteraria clandestina, delle quali si nutre Bolaņo per le sue storie). Ramírez Hoffman, oltre che poeta, č un tenente della forza aerea del Cile che, a metā degli anni '70, cito:
Curioso aneddoto, direte voi, forse. Perō attenzione, La grazia sta proprio nel fatto che Bolaņo, partendo da un poeta infame č capace di creare un universo narrativo. Un universo con tanta energia, che puō legittimamente assorbire altre galassie letterarie. Nel farlo, Bolaņo include e modifica i suoi precursori, come voleva Borges. Perché Ramírez Hofmann č imparentato con una stirpe di personaggi amorali che animano una certa corrente di malinconia rabbiosa nella narrativa contemporanea. Una certa stirpe che finisce sempre col pronunciare le parole finali di Kurtz nel Cuore di tenebra
: "l'orrore, l'orrore".
Ramirez Hoffman č parente vicino di Kurtz, e cugino del Giudice penitente di La caduta
di Camus e bisnonno dell'uomo affondato nelle Memorie dal sottosuolo
di Dostoievsky.. Il personaggio di Ramírez Hoffman e i suoi alter ego, nell'opera di Bolaņo, rappresentano una sorta di poeti - giacche' non sono angeli - caduti.. enti marcati da un odio radicale verso se stessi; e da ciō, come scrive Bolano, la loro voglia di "bruciare il mondo"
Orbitando attorno questo buco nero del "poeta caduto", e attratti dalla sua invincibile energia negativa, orbitano alcuni dei temi principali dell'universo narrativo di Bolaņo: la paura del fallimento letterario: la violenza del secolo; il male come evidenza irriducibile alla razionalizzazione , il puro male.
Nel suo trattamento del male si trova la seconda delle mie ammirazioni "bolaņesche". Ho citato prima il poeta infame mentre scrive con il fumo su questi "cieli vuoti della patria" . Si noti il giusto dell'espressione, il linguaggio caricato di senso). Perō che cosa scriveva - si domanderanno quelli che non lo hanno letto -, che cosa scriveva il tenente Ramírez Hoffman sul firmamento del Cile assediato del 1974 ? Citiamo uno dei suoi versi "La morte č amore" . Tracciato con il fumo nel cielo di Santiago. Io direi che se ci concentriamo bene, se alziamo la testa, č capace che possiamo vederlo ancora: "La morte č amore"... Scritto la sopra, come le lettere nel muro del banchetto. Nel cielo o nel libro intendiamo, con questo brivido che percorre la spina dorsale, che č come si intende nel regno libero e paradossale dell'arte: la morte era l'amore che ci aveva toccato.
Sta lė, mi pare, il nucleo duro, poetico e terribile, questo sole nero nel centro di questo universo narrativo. Vediamo nominati i nostri incubi. E li comprendiamo meglio proprio perché li scrive non un assassino e torturatore, in un romanzo qualsiasi di denuncia, li sentiamo meglio credo, perché quest'assassino č un poeta.
Bolaņo inventa impunemente e corre il rischio di creare miscele politicamente scorrette, altamente volatili, e per ciō stesso, volatilizzate. Bolaņo osa realizzare questo vincolo rischioso e sinistro tra po-tere e po-esia, tra morte e bellezza. E con ciō fa esplodere la nostra auto compiacenza. Le buone coscienze non accettano facilmente credo, le ultime letture di questi testi. Forse si rifugeranno nell'humor, nell'intertestualitā, in un certo postmoderno. Tutte risorse che Bolaņo impiega con la massima destrezza, certamente. Perō li in fondo, per quelli che osano avvicinarsi al centro del suo universo narrativo, brilla questa pietra nera, radioattiva, la cui terribile bellezza č nata da dentro di noi.
Ho menzionato l'ambizione universale, il trattamento del male Non č poco e, tuttavia, ci sarebbe ancora molto da dire. Sullo stile plastico e acuto nello stesso tempo. Sulla plausibile fratellanza segreta dei poeti dell'inframondo, che sospetto passano le informazioni a Bolaņo riguardo ai suoi colleghi. Perché lui le metta nei suoi libri. Sulle affinitā con autori contemporanei come Vila Matas o Paul Auster. Sul tempo nei racconti di Bolaņo, che sono pura velocitā e perciō stesso aria di questa epoca in fuga qual č la nostra. Su .Perō non lo farō. Ho giā detto che non vi avrei rivelato tutte le cose che ammiro di Bolaņo. Mi tengo alcuni segreti meravigliosi. E se volete conoscerli, mettetevi ora stesso a leggere Bolaņo. A leggere e ammirare
I testi di Carlos Franz sull'Archivio Bolaņo:

Il PARRAdigma di Bolaņo

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