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4. conclusione
Come ne La letteratura nazista in America, in Stella distante incontriamo un legame momentaneo tra poeta e detective basato sulla ansiosa relazione tra vendetta calcolata e paralisi malinconica. Tuttavia, questo è ora un legame che si estende oltre le costrizioni territoriali nazionali, poiché in Stella distante la questione del poeta-assassino cessa di essere una ‘faccenda dei cileni’ – cessa perciò per essere meramente una questione di casa, famiglia, razza, vita domestica o nazione – e diventa una
’faccenda... particolarmente spaventosa’ [203].
Ostilità e amicizia vengono rimpiazzati e de-territorializzati, forse persino de-nazionalizzati. Tuttavia, questo non significa che diventano atopici; cioè,
‘fuori da qualsiasi luogo, o senza luogo, senza famiglia o familiarità, fuori da sé, espatriati, straordinari
(Derrida 1997, 178). Come La letteratura nazista in America prima di esso, Stella distante mantiene ancora e dipende per la sua esistenza da una procedura narrativa, che dichiara che il suo scopo è costruire il vero volto del nemico. Come tale, essa è esplicitamente impegnata nella schematizzazione schmittiana del luogo potenziale di amici e nemici in seguito al colpo di stato militare del 1973. Ma alla fine, sia La letteratura nazista in America che Stella distante sconfessano la costruzione del vero volto del nemico. Questa è chiaramente l’intenzione di Bolaño, che egli porta a termine nella sua canonizzazione narrativa – e perciò falsa regolarizzazione bio-politica – dei modi di essere, di pensare e di agire dei nazisti ne La letteratura nazista in America, così come nella sua sardonica scoperta della relazione tra poesia avanguardista e stato di eccezione in Stella distante. E' nel suo costante ritorno alle tragiche vittime e alla malinconica difficile situazione di persone imprigionate e abbandonate da un dispotismo temporale, che garantisce il ritorno dello stato fascista di eccezione, che intravediamo l’affetto e la solidarietà politica di Bolaño.
Ma forse questo non è abbastanza. Nella relazione tra le sezioni finali de La letteratura nazista in America e Stella distante vediamo nella figura del narratore un senso onnipresente di paralisi malinconica. Questo emerge in conformità e con la complicità di un detective privato, che cerca di identificare i torturatori e gli assassini del passato (Ramírez Hoffman conosciuto anche come Emilio Stevens e Carlos Weider conosciuto anche come Alberto Ruiz-Tagle) entrambi per vendetta personale o per guadagno economico individuale. Storia e giustizia sono stati tolti dal regno del pubblico e sono stati relegati all'ambito privato e ai destini individuali e ai nomi propri del passato nel presente. E’ la subordinazione dell’esperienza pubblica all’ambito privato dopo la distruzione militare di Unidad Popular e l’incapacità di fare qualsiasi cosa se non vivere, quella continua incessante subordinazione del pubblico al privato (lo stato di eccezione), che fornisce il registro malinconico del romanzo e il suo costante ritorno alla politica e all’estetica della violenza.
Il malinconico
'non è principalmente il soggetto fissato sull’oggetto perso, incapace di eseguire il lavoro di portare il lutto, ma, piuttosto, il soggetto che possiede l’oggetto, ma che ha perso il suo desiderio di esso, perché la causa che lo aveva fatto desiderare questo oggetto perso è venuta meno, ha perso la sua efficacia’
(Zizek 2001, 148). Imprigionato nel dispotismo temporale dello stato di eccezione cileno, catturato nell’eterno ritorno della perdita di efficacia di ciò che venne prima, l’ossessiva eppure essenziale identificazione improduttiva di amici, nemici, o di qualcosa che sta nel mezzo è la fonte di interpretazione malinconica storico-politica di Bolaño. Come risultato, la sua narrativa rimane politicamente trincerata nella schmittiana geometria sovrana di ostilità in cui l’amico è solo il riflesso parallelo, l'immagine specchiata, o ‘gemello siamese’ delle trincee e fortificazioni occupate dal nemico e vice versa. In questo senso, egli occupa la stessa posizione in relazione allo stato di eccezione, che Willy Thayer e Bolaño stesso ascrivono alla neo avanguardia cilena, o avanzada, degli anni ‘80. Bolaño potrebbe alludere all’assurdità o all’ingiustizia della geometria di ostilità, a cui egli è portato in continuazione. Ma egli rimane ancora nascosto al suo interno. Nelle vite parallele che Bolaño crea, c’è certamente molta fraternità e uguaglianza. Tuttavia, per esserci libertà, avrebbe dovuto impegnarsi attivamente nella decostruzione narrativa delle ereditate trincee e fortificazioni della divisione amico/nemico, piuttosto che ricorrere sempre al suo riassemblaggio malinconico, in un eterno ritorno dello stesso con solo una differenza nominale. Fornisce buona letteratura, senza dubbio. Ma penso che rimanga la domanda, se sia buona abbastanza.
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RIFERIMENTI
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Gareth Williams ha insegnato Letteratura Latino Americana e studi culturali all’Università del Michigan, Ann Arbor, dal 2002. Egli è l’autore di The Other Side of the Popular: Neoliberalism and Subalternity in Latin America (Duke University Press, 2002) insieme a vari articoli sulla relazione tra filosofia politica, cultura e formazione dello stato nell’America Latina moderna e contemporanea. Ha recentemente completato un libro manoscritto intitolato The Mexican Exception: Sovereignty, Police, Democracy, che è un’analisi di ampio spettro della relazione tra cultura, democrazia e politica dalla rivoluzione messicana alle elezioni presidenziali del 2006.