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4. per una letteratura selvaggia
Stella distante e Notturno cileno sono strutturati attorno ad una serie di immagini impressionanti che ritraggono l'intima coesistenza tra cultura e barbarie, come la 'scrittura barbara' di Carlos Wieder e atti poetici omicidi; Urrutia Lacroix che legge i classici mentre la società cilena si tuffa in un bagno di sangue; il generale Pinochet che si proclama il lettore cileno più letterato; o le avanguardie intellettuali che parlano di letteratura alle tertulias di María Canales mentre i militanti dell'ala sinistra vengono torturati nella cantina sotto di loro.
In un mondo in cui i confini tra civiltà e barbarie sono diventati indistinti, la domanda sul ruolo della cultura e in particolare della letteratura diventa urgente. L'affermazione di Benjamin che
‘Non esiste nessun documento di cultura che non sia allo stesso tempo un documento di barbarie’
(Benjamin 2003, 392)
riecheggia potentemente in questi testi. Per Bolaño, come per Benjamin, la barbarie è associata al fascismo. Ma per entrambi gli autori, inoltre, il fascismo non è meramente una forma politica, un discorso, o un'ideologia, ma una profonda tendenza o un impulso intimamente collegato alla civilizzazione occidentale moderna. Sebbene usando il contesto del Cile post dittatoriale, anche i testi di Bolaño ritraggono un disagio più generalizzato al cuore della cultura contemporanea: l'ascesa di un fascismo della vita quotidiana, un onnipresente, insidioso fascismo che permea le relazioni sociali e la cultura a tutti i livelli.
In
‘Sul concetto di storia’
Benjamin suggerisce che il fascismo non sia una ‘norma storica’ e così non possa essere sconfitto meramente ponendo fede nel ‘progresso’:
Una ragione per la quale il fascismo ha una possibilità è che, in nome del progresso, i suoi oppositori lo trattano come una norma storica. – L'attuale stupore, relativo al fatto che le cose che stiamo sperimentando siano ‘ancora’ possibili nel ventesimo secolo, non è filosofico. Questo stupore non è l'inizio della conoscenza – a meno che sia sua la conoscenza che la visione della storia che dà origine a esso sia insostenibile.
Benjamin
Le parole di Benjamin potrebbero essere applicate alla situazione cilena. Non è uno stupore filosofico chiedersi come ‘tali cose’ abbiano avuto luogo nella storia recente. Tutto ciò che è capitato, sembrano suggerire i testi di Bolaño, è accaduto per creare una nuova società, che è quella in cui stiamo vivendo oggi. In questo contesto, l'approccio di Bolaño è quello di guardare l'orrore in faccia, esplorando a fondo nelle sinistre sfaccettature della vita quotidiana (‘saber meter la cabeza en lo oscuro’) e sviluppando una scrittura che esprima il profondo malcontento della nostra era.
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Ignacio López-Vicuña
è ricercatore di spagnolo all’Università del Vermont. Ricevette il suo titolo accademico in Letteratura e Cultura Spagnola dall’Università di Pittsburgh e un Master Artistico in Letteratura Comparata dall’Università del Massachusetts, Amherst. Attualmente sta lavorando a un progetto per realizzare un libro sulle rappresentazioni dello spazio urbano nella recente letteratura e filmografia dell’America Latina. I suoi interessi di ricerca includono letteratura e filmografia moderna in America Latina, studi urbani, e bizzarra teoria. Recenti pubblicazioni includono articoli su Diamela Eltit, Adrián Caetano, Raúl Ruiz, e Roberto Bolaño.
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