|  home  ||  1° pagina ||  Interviste ||  critica ||  2 6 6 6 ||  I detective s. ||   la poesia ||  prosa ||  lettori ||  testi ||  autori citati ||  Hispanoamerica |

critica

  •indice   •R.Schenardi 1   •M.Rizzante   •M.Bono_2   •R.Campo   •R.Pinto   •M.G.Roca_1   •A.Estrada   •C.Franz   •E.Lago.1_2   •J.C.Moraga   •A.Neuman   •J.Cercas 2   •A.candia.1_2   •Bolaņo insostenibile_Filba 1   •C.Bolognese   •M.Rizzante._.M.G.Roca   •M.Lagioia   •Dopo Bolaņo_Filba 2   •Scenari_Filba 3   •L.E.Rivera 2   •C.Franz.2   •J.Riera   •I.L.Vicuņa   •G. Williams   •L.E.Rivera.3   •S.Villalobos   •C.Andrews   •R.Fresan   •D.Voltolini   •M.Carreira   •S.Friera   •A.Candia 2   •E.P.Soldan   •L.Veres

Luis Eduardo Rivera

Le metamorfosi di Bolaņo - II :
| 1. Bolaņo e l'infrarealismo |  •  | 2. Bolaņo e il postboom |  •  | 3. Bolaņo e la posteritā |

Š trad. Carmelo Pinto

(el periodico de Guatemala, 24 ottobre 2010) link esterno
 
2. Bolaņo e il postboom
 
Nel suo libro sul Barocco, Eugenio d’Ors sostiene che lo sviluppo dell’arte č speculare, oscilla tra due cicli antagonici anche se complementari: il barocco e il classico. Il ciclo barocco č quello delle ricerche, le rotture, la sperimentazione; il ciclo classico, quello dell’assimilazione di quelle ricerche, la riconciliazione con l’ordine, quando la sperimentazione diventa norma, prima di generare di nuovo il suo contrario. Questa tensione tra entrambi i poli č necessaria per garantire la sopravvivenza dell’arte. Octavio Paz concettualizzō questo antagonismo presente nell’arte moderna definendolo come “la tradizione della rottura”
 
Per quanto concerne la letteratura, le prime avanguardie sono un chiaro esempio del predominio dell'impulso barocco sul classico, particolarmente nella poesia. Poi, negli anni cinquanta, si osserva un riordinamento di queste ricerche, vale a dire, un ritorno all'ordine e all'equilibrio classico. Pių tardi, nei due decenni successivi, la sperimentazione riprende le redini dell'espressione letteraria. Questo, a mio parere, č ciō che č successo con la narrativa in tutta l'America latina di quel periodo, questa volta con una prevalenza nel terreno del romanzo, esemplificata magistralmente in quel fenomeno battezzato come Il boom del romanzo latinoamericano. Alla fine di questo periodo, la sperimentazione tecnica fu intrapresa da molti, offuscati dalla prosa sperimentale fino al limite dell'esagerazione, e infine, della saturazione. Questa saturazione di un barocchismo formale indusse i narratore delle decadi successive a ritornare a un modo di raccontare pių realista, pių semplice, anche se pių lontana, strutturalmente, dagli schemi del realismo convenzionale.
 
Durante gli anni sessanta abbiamo assistito ad un'esplosione del genio innovatore nelle tecniche narrative. Cortázar link interno, con il suo concetto di anti-romanzo, mette la parola fine a un modo di raccontare puramente narrativo, introducendo l'elemento ludico come valore estetico, offrendo diverse possibilitā di lettura della stessa opera, integrando lo stesso lettore nel fenomeno creativo all'interno di un testo aperto, dove si incontrano il saggio, la poesia, la nota, il pastiche ed altri espedienti non necessariamente letterari.
García Márquez porta fino all'apoteosi la fusione tra la realtā e la fantasia, facendoci scoprire in tal modo un'universo unico all'interno della narrativa. Carlos Fuentes ambisce a un modo di raccontare a cappella, dove l'annedoto a stento trova posto all'interno del testo, che sembra piuttosto un coro di voci che si intrecciano nella scrittura come una fuga bachiana. Manuel Puig, a momenti, introduce elementi della cultura popolare come espedienti narrativi; in altri, inverte l'immagine cinematografica trasformandola in scrittura letteraria. Vargas llosa utilizza le tecniche narrative pių sofisticate per edificare le sue vaste metafore sulla realtā sociale latinoamericana. Cabrera Infante utilizza l'ingegno e la molteplicitā dei sensi della lingua orale e scritta. Tutti questi creatori convergono nella stessa avventura della sperimentazione
 
Roberto Bolaņo e i narratori della sua generazione, cominciano a scrivere quando queste innovazioni delle tecniche e le strategie di ordine formale sono state giā assimilate, e sono state, per cosė dire, convenzionalizzate, o standardizzate all'interno della scrittura narrativa, finendo per essere assimilate dalla tradizione. I nuovi narratori nutrono le rispettive prose in quest'abbeveratoio di invenzioni narrative.
 
Ancora nel suo esilio catalano, Roberto Bolaņo continua a condurre il modo di vivere marginale a base di impieghi minori, che gli lasciano sufficiente tempo da dedicare alla sua passione per la lettura. E' cosė che, tra una quantitā di lavori di pura sopravvivenza e senza il minimo riconoscimento sociale,comincia a edificare la sua opera narrativa. In altre parole, sono le stesse ristrettezze materiali in cui si barcamena che lo obbligano ad avvalersi delle sue stesse capacitā immaginative. Come fossero un'aleatoria fonte di ricavi, si mette a scrivere racconti che invia ai numerosi concorsi di narrativa promossi dai municipi spagnoli. Con l'importo del premio, riesce ad arrotondare i suoi magri ricavi. In pochi anni riesce ad accumulare un numero considerevole di racconti premiati, tutti buoni, alcuni veramente magistrali che evidenziano un gusto eclettico riguardo alle sue principali influenze letterarie. nota
 
Juan José Arreola aveva detto in qualche occasione, riferendosi al fatto inevitabile delle influenze, che al plagio dovesse seguire l'assassinio. In base a questa parola d'ordine, possiamo comprovare che nei racconti di Bolaņo questo assassinio č stato intelligentemente perpretato, dato che la sua voce personale finisce per assimialre gli echi di tutte le voci che lo guidarono nella sua formazione come narratore. Questi testi formeranno pių tardi le sue due prime collezioni narrativa breve: Chiamate telefoniche e Puttane assassine.
 
Parallelamente alla su produzione di racconti, Bolaņo si scopre come narratore di largo respiro. Comincia con un romanzo dal titolo molto controculturale, molto anni sessanta: Consigli di un discepolo di Morrison a un fanatico di Joyce, scritta in collaborazione con lo scrittore spagnolo A.G. Porta. Poi, ci sorprende con una strana e interessantissima collezione di biografie: La letteratura nazista in America link interno. Non si tratta di un romanzo, ma di una specie di pastiche dove si mescola, con tatto, humor e un singolare senso della Storia, le biografie di personaggi fittizi, in modo bizarro. Si č parlato dell'influenza del duo Borges-Bioy Casares  e del Marcel Schwob di Vite immaginarie. Inoltre, quanto all'humor parodistico e a volte iperbolico di molti di questi testi, potremmo incontrare reminiscenze di Jardiel Poncela. E', senza ombra di dubbio, uno dei libri pių originali della sua produzione narrativa, una rarezza letteraria, che meriterebbe che la critica le dedicasse una maggiore attenzione nel futuro.
 
Il suo romanzo pių importante - per l'importanza dei premi che si accaparra e la sua conseguente diffusione - durante un'epoca di produzione febbrile, č I detective selvaggi link interno (1998). Al di lā dei meriti che indubbiamente ha, questo lungo romanzo sintetizza molto bene gli elementi che compongono l'estetica e l'immaginario di Roberto Bolaņo. Tutta l'opera narrativa di questo autore gira attorno l'elemento autobiografico. Specialmente ne I detective selvaggi, che narra le vicende di un gruppo poetico che lo stesso Bolaņo liderķ agli inizi degli anni'70, con la complicitā del suo amico Mario Santiago . Entrambi, convertiti in Arturo Belano e Ulises Lima sono protagonisti di una serie di avventure nel corso della narrazione. l'originalitā qui, si fonda sul fatto che nessuno dei due personaggi - coloro che in effettti mantengono il filo conduttore della narrazione - ha una vita propria nel romanzo; nessuno si esprime con la sua voce, sono solo evocati attraverso le narrazioni e le descrizioni che di loro fanno gli altri personaggi che fanno parte di questo grande affresco di voci che si incrociano nel romanzo.
 
Un'altra caratteristica propria dello stile di Bolaņo č la volontaria confusione che fa tra la realtā e la finzione. Alcune volte abbiamo l'impresione di stare assistendo a una serie di eventi realmente vissuti, anche se con i nomi dei protagonisti cambiati. Altre volte, i personaggi appaiono con i loro veri nomi, perō ciō che dicono non puō essere, logicamente, che una pura invenzione dell'autore
 
Un tratto ancora č l'importanza che assume la letteratura in tutta la sua opera. I personaggi appartengono generalmente all'ambiente letterario, sono scrittori, poeti, intellettuali; le discussioni ruotano intorno alla letteratura e la creativitā. le allusioni a opere, autori e movimenti letterari sono abbondanti. quasi tutta la sua opera č un omaggio permanente alla letteratura, nelle sue molteplici facce. In Stella distante link interno, per esempio, il protagonista č poeta e torturatore, militare dell'esercito di Pinochet che scrive poesie nel cielo con un aeroplano. In Notturno cileno link interno, la narrazione di questo thriller politico č fatta da un prete che a sua volta č un riconosciuto critico letterario. In Amuleto link interno, Auxilio Lacouture č assunta come la madre della poesia messicana, vive circondata da giovani poeti ed fa la serva gratuita, per devozione letteraria, di Leķn Felipe e Pedro Garfias.
 
Finalmente, non č strano che in un autore la cui opera gira attorno all'elemento autobiografico e alla letteratura stessa, sia presente ciō che la critica accademica definisce l'intertestualitā. alcuni personaggi o circostanze che, in alcuni romanzi o racconti sono abbozzati, in altri acquisiscono un carattere protagonico, com'č il caso della stessa Auxilio Lacouture che occupa un capitolo de I detective selvaggi e che pių tardi sarā la protagonista del romanzo Amuleto, oppure del personaggio di Ramirez Hoffmann, l'infame, che fa parte delle biografie fittizie de la letteratura nazista in America, e che Bolaņo riprenderā in stella distante, incarnando l'oscuro Carlos Wieder, che a sua volta si nasconde dietro la personalitā del poeta Ruiz-Tagle. E' lo stesso Arturo belano che narra questa storia pių che sinistra, e che farā apparizioni in altri scritti di Bolaņo. Quasi tutta l'opera di bolano potrebbe essere catalogata come un'autobiografica finzionalizzata o, come direbbero i francesi, autoficcion , se non fosse che Bolaņo si avvale dell'elemento autobiografico come si avvale della letteratura in generale, il cui proposito č fabulatori, essenzialmente inventivo e non testimoniale.
 
Roberto Bolaņo morė prematuramente, a cinquanta anni, lasciandoci un'opera abbondante scritta in un lasso di tempo relativamente breve. Cominciava a godere di una grande fama tra i lettori della sua lingua. Oggi, che il suo prestigio č in cima alla celebritā, che il suo nome č ormai conosciuto in tutto il mondo, e le traduzioni dei suoi libri si susseguono in modo vertiginoso; oggi, che la sua opera č motivo di ditirambi ed elogi iperbolici da parte dei critici e scrittori, e Bolaņo č considerato come il pių grande narratore ispanoamericano dopo il boom letterario degli ann i'60, penso sia pertinente esternare alcune opinioni riguardo questa gloria postuma, cosė come tentare di fare un bilancio di cio' che essa ha di veridico e di cio' che ha di esagerato. Inoltre, negli ultimi anni, alla sua opera, alla sua opera pubblicata in vita č venuta a sommarsi una buona quantitā di opere inedite che ha diviso la critica riguardo la qualitā letteraria di parte di esse, che si trovava, alla morte di Bolaņo in un processo di revisione. A questo dedicheremo l'ultima parte di questo saggio.
 

testi dell'autore sull'archivio Bolaņo:

 •  Bolaņo e l'infrarealismolink interno
 •  Bolano e il postboom link interno
 •  Bolano e la posteritā link interno
 •  Intervista di Carmelo Pintolink interno

NOTE

Sull'influenza di Borges nell'opera di Bolaņo sono molti i contributi critici. Bolaņo stesso ne parla in varie occasioni. (si veda per es. l'intervista di Raul Schenardi link interno dove si fa cenno anche a Cabrera Infante).
Anche Javier Cercas sottolinea il debito dello scrittore cileno con la letteratura del boom:

Bolaņo non fu in alcun modo ( salvo in alcune intemperanze dell'ultima ora) un detrattore del boom, quanto precisamente il suo continuatore pių disciplinato: il suo lavoro non solo č inimmaginabile senza una lettura sottobraccio di Borges, ma neanche senza la trasparenza colloquiale della prosa di Cortāzar, o senza le astuzie narrative e le architetture romanzesche di Vargas Llosa, senza dubbio il romanziere in vita, in lingua spagnola, pių ammirato da Bolaņo, e uno di quelli che assimilō con pių attenzione.
[Javier Cercas, Print the legend link interno]



Testo liberamente riproducibile a condizione che ne venga rispettata l'integritā, venga indicato il sito di origine e infromato l'autore di questo sito mail


 
 
azulines