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Juan Carlos Moraga -

'I nostri modelli del terrore link interno - Roberto Bolaņo e il romanzo poliziesco '

ottobre 2008

Nuestros modelos de espanto - Roberto Bolaņo y la Novela Criminal link esterno

Đ traduzione di Carmelo P.

17
"Soņé que era un detective viejo y enfermo y que buscaba gente perdida hace tiempo. A veces me miraba casualmente en un espejo y reconocía a Roberto Bolaņo"
Roberto Bolaņo frammento di "un paseo por la literatura"

1. - Paradigma del romanzo poliziesco

La storia viene scritta dopo le catastrofi
Bertold Brecht

Che cos'e' la letteratura poliziesca ? Beh e' la letteratura che gira intorno al problema del crimine, dei detective e dei criminali, ma anche uno spazio abitato da simboli che bisogna decifrare: enigmi. La letteratura genera modelli di percezione, matrici per interpretare il testo e la vita, una di queste matrici di percezione č cio' che chiameremo romanzo poliziesco. Perché matrici di percezione? Perché ci predispongono a un lavoro di interpretazione. Il romanzo poliziesco č quello che, come indica il suo nome, gira intorno a un crimine, al suo enigma, e alla sua soluzione - o all'impossibilitā della sua soluzione (1) - , con un modello archetipico di personaggio: il detective

La narrazione poliziesca consterebbe di due serie temporali che organizzano e determinano il problema. E qui č d'obbligo un altro chiarimento: Il crimine č sempre un problema, non solo per la vittima che lo subisce - e la maggior parte delle volte con conseguenze fatali -, ma č anche un problema logico o meglio un "puzzle", una serie di pezzi disseminati che debbono essere assemblati per rivelare la veritā. Il problema del crimine, dunque, avrā due fasi: "il tempo dell'investigazione dopo il crimine e il tempo del dramma che conduce ad esso". Siamo di fronte a due storie: quella del crimine e quella dell'investigazione.

Si esamina un indizio dietro l'altro, una pista dietro l'altra, č un processo di apprendimento. Come nel romanzo di Agatha Christie, Assassinio sull'Orient Express , dove ciō che ordina la narrazione č la successione di dodici personaggi e i loro rispettivi interrogatori, dodici voci che coniugate saranno l'investigazione: un prologo e un epilogo. Allo stesso modo, I detective selvaggi č ordinato come un sandwich; a mo' di prologo la prima parte di Garcia Madero, dopo la successione schizofrenica di interviste per terminare con un epilogo che sarebbe la seconda parte del diario di García Madero.

Cito il caso di Agatha Christie perché č una struttura molto somigliante a quella di Bolaņo, non solo per questa specie di polifonia di personaggi diversi, conflittuali e marginali, bensė perche' la vera analisi č meta-testuale: la storia consiste in realtā nello spiegare come possa compiersi la narrazione stessa, come sia possibile narrare questo crimine e scrivere questo libro.nota

Nella letteratura poliziesca abbiamo sempre a che fare con due storie: una assente, perō reale, il processo che porterā a comprendere e spiegare il crimine, e che solo manifestarā la sua presenza in quanto accompagna la narrazione e il lavoro di deduzione del crimine, e l'altra storia, č presente perō insignificante in quanto evidente, il crimine stesso, consumato.

Il crimine, d'altra parte, consiste generalmente in un conflitto consumato, in un fatto di violenza o un atto "illegale" narrato, a partire dalla sfera del desiderio: si tratta sempre di terrori, angoscie, infamie, progetti assurdi e fantasiosi. Al crimine si arriva solo attraverso un gioco complesso dove si mettono insieme processi sofisticati di ragionamento e ciō che potremmo chiamare "un disordine dello spirito". Perō sarā la "ragione giusta" quella che svelerā il mistero, comprendendolo e dandogli una soluzione. Il crimine č eccesso: una passione in eccesso, un'aviditā in eccesso, tutte motivazioni che portano alla morte.

enigma

Il romanzo poliziesco, quindi, funziona, nella misura in cui il meccanismo crimine, per mezzo del detective, č capace di articolare un senso intorno all'enigma: basa la sua struttura nella relazione mistero/svelamento, mistero che prende la forma di un crimine. Questa sfera si potrebbe riferire in particolare all'opera di bolaņo: c'e' sempre qualcuno che sparisce. E, in ultima istanza, che cos'č che sparisce? Bene potremmo dare una risposta peregrina, come direbbe Bolaņo, ciō che scompare nel crimine del romanzo č l'ordine degli oggetti nel mondo, o dei corpi nel campo di battaglia come direbbe Deleuze parafrasando a Leibniz.

Il romanzo poliziesco č una macchina di lettura: visto che stiamo affrontando l'enigma di ricostruire un senso che si č perso, l'idea della macchina di enigmi ci avvicina alla mitica Enigma, la prima macchina che disponesse di un meccanismo rotatorio che permtetva tanto di cifrare quanto di decifrare messaggi. Nella letteratura poliziesca c'e' un segno privilegiato: l'enigma (il crimine) e un processo di ricostruzione di questo segno. Una causa - macchiata di sangue - che scatena la semiotizzazione della realtā, il recupero del senso, in quanto si riordinano i segni del mistero intorno al processo deduttivo mediamente razionale portato avanti dal detective ( 2 )

2. - Che cos'č il selvaggio dei detective?

"Ho paura di scrivere, č molto pericoloso. Chi ha tentato di farlo, lo sa. Pericoloso di cadere nell'occulto e il mondo non va alla deriva, č occulto nelle sue radici sommerse nelle profonditā del mare. Per scrivere devo collocarmi nel vuoto"
Clarice Lispector

Il detective, tappa superiore dell'eroe.

Come ipotizza Pablo De Santis, ne "L'enigma di Parigi": nel contesto dell'epoca che vede la sua apparizione, pieno XX secolo, dove si coniugano meravigliosamente tutto il sogno illustrato delal ragione ed il progresso e la passione romantica per il mistero e il soprannaturale, il detective da una parte aderisce al positivismo e dall'altra mantiene un lato romantico, come se i detective fossero gli ultimi cavalieri di un ordine prossimo all'estinzione.

Bisogna vedere nella nascita del detective un nuovo tipo di eroe: l'eroe quieto. Il romanzo poliziesco nasce con questo erore che sta dentro una stanza (di fatto, il caso pių paradigmatico del genere č il cosiddetto "delitto della camera chiusa"nota) e mantiene lo sguardo puntano sul minuscolo, sul microscopio. Questo fatto si esplicita in un cambio radicale dello strumento: mentre nel romanzo di avventure ciō che appare č il cannocchiale o il telescopio, strumento di visione che perō lavora a distanza, il detective opta per la lente di ingrandimento. Questo diventa uno strumento di lettura, ed č per mezzo di questo strumento che il detective legge il dettaglio, cosė come il lettore legge le piste che l'autore gli offre. Si tratta di vedere la veritā in cio' che č meno evidente, marginale, nascosto.

Se c'e' una veritā, o meglio se c'č una necessitā di veritā, in quanto la realtā č stata intorbidida, ci deve essere qualcuno incaricato di comprenderla, di rivelarla al (o insieme al) lettore. Questa č la figura del detective ( 3 ) . come segnala Lacan nel suo seminario su " La lettera rubata link esterno " notadi Poe: "il detective č colui che sta lė e vede cio' che c'e', ma che nessuno vede: il detective, potrebbe dirsi, č colui che investe di senso la realtā brutale dei fatti, trasformando in indizi le cose, correlando informazioni che isolate mancano di valore, stabilendo serie e ordini di significazione".

La realtā e l'enigma, si trasformano nelle mani del detective in una serie di chiavi cifrate capaci de essere tradotte e decriptate, per restituire l'ordine al di lā dell'irriversibilitā del crimine, al di lā dell'avvenuta perdita di senso. Bolaņo intitola il suo romanzo I detective selvaggi. Bene, abbiamo giā tentato di spiegare che cos'e' la figura del detective, pero, che cos'č il selvaggio di questi detective? Per Juan Villoro " A Bolaņo solo interessano i casi irrisolti, č un investigatore link interno", e per quelli che hanno letto il romanzo č facile mettere in relazione il personaggio di Arturo Belano con Bolaņo. Ma questo non aggiunge molto, in merito al problema della selvatichezza

secondo la RAE link esterno , selvaggio [salvaje] č:
1. adj. Non coltivato. Si usa per le piante selvatiche.
2. adj. Si dice degli animali non domestici e generalmente degl ianimali feroci.
3. adj. Si usa per i terreni montuosi, impervi e non coltivati. 3. adj. Sommamente ignorante, stolto, duro di testa, zotico o rude.
5. adj. Se diceva dei popoli primitivi e degli individui ad essi appartenenti.
6. adj. coloq. riferito a un comportamento o una situazione: que non sono controllati o dominati.
7. adj. coloq. crudele ( insopportabile).

Prenderemo queste due ultime accezioni come centrali: la crudeltā e l'incontrollabile (ma la definizione di "Sommamente ignorante, stolto, duro di testa, zotico o rude" ci servirā anch'essa). Ignacio Echeverría ha sostenuto che la figura principale di Bolaņo č quella del poeta (Ulises Lima e Arturo Belano ne I Detective selvaggi, Wieder in Stella distante, il sacerdote di Notturno cileno link interno, Benno von Arcimboldi in 2666...): e cos'č un poeta? Un investigatore eterodosso del reale, un detective che dall'irrazionalitā della vita letteraria ricostruisce nella narrazione il senso perduto.

Bolaņo scrive di poeti che investigano il rovescio delle cose e tarsformano l'esperienza in opera d'arte, cosė come Piglia vede nel detective la variante popolare dell'intellettuale, un uomo che cerca connessioni e una teoria che spieghi il contesto, Bolaņo prospetta il poeta come detective di una realtā scarna, ultimo bastione della ricotruzione del senso, contro un destino sempre segnato dalla tragedia (forse perchč sebbene il destino in sč non č tragico, sė lo diventa quello della poesia o di coloro che la esercitano come pratica penitente).

Per questo per Juan Villoro Bolaņo ( 4 ) č ""un autore sulle orme non di Chandler ma di Sofocle, scrive di quelli che non sanno, ancora, che sono colpevoli" nota

Note dell'autore

(1) Questa idea č una rilettura del lavoro di Roman Guber realizzato nell'antologia "il romanzo poliziesco" pubblicata da tusquet nel 1982torna su
(2) Ma a partire del romanzo "giallo" come sub genere del romanzo poliziesco, all'analisi si aggiungono due fattori in pių, un processo etico ed emozionale torna su
(3) Figura molto somigliante a quella dell'intellettuale o lo scienziato, e questa somiglianza e' stata sfruttata per esempio da Piglia nel suo romanzo "Respirazioen artificiale" torna su
(4) Prologo a "Bolaņo por si mismo" [vedi nota 4)




NOTE

A proposito di questo romanzo č interessante cosa dice Guido Vitiello in una intervista: link esterno
"quel romanzo č ben pių che un capolavoro del genere, č al tempo stesso anche un capolavoro della riflessione critica sulla detective story, č il giallo che si distrugge dall’interno e che rivela in piena luce la sua natura, pur fingendo di restare parzialmente fedele alle sue regole"torna su

"I delitti della camera chiusa" sono un topos letterario classico del genere poliziesco, in auge nell'etā d'oro (durante gli anni venti e trenta). In genere c’č un cadavere, evidentemente assassinato, in una stanza ermeticamente chiusa a chiave dall’interno e priva di vie d’uscita per l’assassino. Anche Bolaņo utilizza questo topos in Stella distante allorchč nell'ultima parte del romanzo introduce il personaggio di Abel Romero:

E' allora che entra in scena Abel Romero e che rientro in scena io. Anche di noi il Cile si č dimenticato.
  Romero ersa stato uno dei poliziotti piu' famosi dell'epoca di Allende. Adesso č un uomo di oltre cinquant'anni, basso di statura, bruno, eccessivamente magro e con i capelli neri pettinati con brillantina o gel. La sua fama, la sua piccola leggenda era legata a due crimini che a suo tempo avevano fatto rabbrividire, come si suol dire, i lettori della cronaca nera cilena. Il primo fu un omicidio (un rompicapo, diceva Romero) commesso a Valparaiso, nella camera di una pensione di Calle Ugalde. La vittima venne rinvenuta con una pallottola nella fronte e la porta della camera aveva il chiavistello tirato ed era sbarrata da una sedia. Anche le finestre erano chiuse dall'interno; chiunque fosse uscito di lė, inoltre, sarebbe stato visto sulla strada. L'arma del delitto fu ritrovata accanto al morto sicchč all'inizio il verdetto fu inequivocabile: suicidio. Ma dopo le prime indagini la polizia scientifica appurō che la vittima non si era sparata alcuna pallottola. (...) Il caso risvegliō la curiositā dei giornali: com'era uscito l'assassino dalla camera della vittima? Tirare il chiavistello e addirittura sbarrare la porta sistemando una sedia contro la maniglia della serratura, era impensabile. Esaminarono le finestre: una su ogn idieci volte, se le si chiudeva dal davanzale con un colpo secco e preciso, la chiusura scattava. Ma per fuggire di lė bisognava essere un equilibrista, e che nessuno in strada, e l'omicidio aveva avuto luogo a un'ora in cui questa era di solito molto frequentata, avesse la cattiva idea di alzare l osguardo e di individuarti. Alla fine, dinanzi all'impossibilitā di altre alternative, la polizia giunse alla conclusione che l'assassino era scappato dalla finestra e sulla stampa nazionale venne battezzato l'equilibrista. Allora, da Santiago, mandarono Romero e questo risolse il delitto in ventiquattro ore....
Roberto Bolaņo, Stella distante link interno - pp.156-157

Come sottolinea Sabina marchesi link esterno , Quello della Camera Gialla č un banco di prova cui ben pochi autori dell’epoca si sono potuti sottrarre, con alterni risultati ma con grande perseveranza ed impegno (...)In realtā questa passione(...) spostava finalmente il centro del mistero dal classico “Chi č Stato?“ all’innovativo e sperimentale “Come ha Fatto?’”(...)Ancora una volta il prototipo classico della Camera Chiusa, tanto per non smentirsi, risale ad Edgar Allan Poe che nel primo racconto poliziesco della Storia lanciō al tempo stesso il primo investigatore che mai abbia calcato le scene della letteratura, e la prima scenografia che comprendesse un ambiente circoscritto e impenetrabile come luogo del delitto.. S.marchesi si riferisce al racconto di Edgar Allan Poe I Delitti della Via Morgue si puo' leggere qui link esterno , o ascoltare:

Ascolta il racconto di edgar Allan Poe "I misteri della Rue Morgue":

A propósito di Poe scrive Piglia:
"In Dupin, nella figura nuova del detective privato, appare condensata e viene realizzata la finzione della storia del passaggio dell'uomo di lettere all'intellettuale impegnato. In molti sensi, il detective permette di prospettare un dibattito sul letterato ed č legato alla classica dsicussione dell'autonomia e dell'impegno. Per meglio dire, il detective prospetta la tensione e il passaggio dall'auomo di lettere all'uomo d'azione"torna su

leggi il testo del racconto qui link esterno o ascolta:

Ascolta il racconto di edgar Allan Poe "la lettera rubata":
torna su
In realtā, nel testo (prologo al libro "Bolaņo por si mismo"), Juan Villoro si riferisce a Robbe-Grillet:

"Il detective selvaggio (...) orienta la sua avventuara intorno a una ricerca ( Cesárea Tinajero ne I detective selvaggi, Benno von arcimbolfi in 2666) e risolve crimini che non sono stati codificati. Robbe-Grillet ha dichiarato che non si considera un autore poliziesco, non sulle orme di Chandler ma in quelle di Sofocle: scrive di chi non sanno che sono colpevoli. Bolaņo raramente si serve di un intrigo e non posticipa le soluzioni alla maniera del romanziere di di deduzione investigativa; tuttavia, come Piglia in respirazione artificiale, o Robbe-Grillet in Rifondazione, ordina la trama intorno a personaggi che investigano, detective di un'alteritā che si oppone e fa resistenza. I loro continui encomi del coraggio si iscrivono in questa estetica. Trovare e' un atto audace e sfacciato. Tuttavia, la sua immaginazione non privilegia la stravaganza ma la novitā delle zone comuni. Come perec, cerca fulgori inraordinari". Altrove in una conversazione con Riccardo Piglia (in corso di traduzione - ahinoi! facciamo l'impossibile -) Juan Villoro aggiunge:
"In parte ispirato alla tua idea del detective come un intellettuale popolare, Roberto Bolaņo costruisce l'idea dei detective selvaggi, che investigano poeticamente la realtā e vogliono arrivare a una zona che si situa pių in lā della letteratura: la vita come avanguardia. la sua esplorazione consiste nel convertire l'arte in una forma di vita. Molti dei poeti di Bolaņo non hanno opere ne hanno necessitā di averle, ciō che vogliono č vivere poeticamente. Questa sarebbe un'interpretazione lirica della tua idea del detective".
Ancora in un'altra occasione Juan Villoro torna sull'argomento:
"Cervantes fonda per partita doppia il romanzo moderno e il sotto genere del romanzo nomade che arriva fino a I detective selvaggi, di roberto Bolaņo, dove Ulises Lima e Arturo Belano, apprendisti poeti, viaggiano in senso inverso rispetto a Don chisciotte: non cercano nella vita le prove di ciō che hanno letto nei libri; vivono per investigare la materia che puō essere letetratura. A bordo di un Impala, eprcorrono il Nord del Messico in direzione di una zona indefinita, l'ibrido, la frontiera tex-mex. Come succede con le cavalcature di Don Chisciotte, la sgangherata auto dei poeti aumenta l'incertezza della trama".



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