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Luis Eduardo Rivera

Le metamorfosi di Bolaņo - III :
|1. Bolaņo e l'infrarealismo |  •  |2. Bolaņo e il postboom |  •  |3. Bolaņo e la posteritā |

trad. Carmelo Pinto

(el periodico de Guatemala, 9 gennaio 2011)
 
3. Bolaņo e la posteritā
 
Penso che Il primo a meravigliarsi della fama sempre pių diffusa che ha raggiunto l'opera di Roberto Bolaņo, sarebbe stato proprio lui stesso. Alcuni critici, trascinati senza dubbio da un entusiasmo quasi al limite della venerazione, hanno collocato l'opera di Bolaņo allo stesso livello di Jorge Luis Borges e Julio Cortázar. Altri, parimenti devoti, hanno affermato che, ad eccezione dei due autori sopra menzionati, non esiste nell'attualitā altro scrittore nella nostra lingua che puō essere comparato quanto a statura letteraria. Entrambe le affermazioni, per il loro carattere iperbolico, non solo falsano le basi del canone letterario ma anche e soprattutto, dimostranno una imperdonabile ignoranza nei confronti della produzione narrativa attuale.
 
Ciō che puō darsi per acquisito č che, fino ad ora, non c'č uno scrittore nell'ambito dellle lettere spagnole e hispanoamericane degli ultimi decenni, che abbia dimostrato in modo cosė forte, con atti concreti, una passione per la letteratura portata ai limiti dell'ossessione. Si potrebbe perfino affermare che č stata quella stessa passione la responsabile del fatto che la vita di Bolaņo si estinguesse in modo cosė intempestivo. Lottando ocntro una malattia che lo minava progressivamente, intraprese una carriera vertiginosa e contro il tempo fino alla fine prematura della sua vita Senza dubbio il fatto di presentire la fine cosė vicina lo spinse a raddoppiare il ritmo del suo lavoro a spese della sua salute; č questo, giacchč la letteratura era l'altra sua malattia, il suo vizio incurabile. Se il suo problema epatico lo consumō fisicamente, anche la sua dipendenza letteraria ebbe molta influenza nello spreco delle sue energie. Tanta fu la sua produzione, ed in un lasso cosė breve di tempo. La ragione di questo sacrificio estremo, si dice, fu quella di assicurare un futuro alla sua famiglia. Senza dubbio la spiegazione č vera, perō, nel privato, penso che in ogni caso, Bolaņo avrebbe scritto fino a che le forze glielo avrebbero permesso, da dipendete incurabile della letteratura quale sempre fų.
 
Esumazioni letterarie
 
Se facciamo una comparazione tra il numero di pagine che pubblicō da vivo e il numero di pagine apparse postume, č probabile che quest'ultimo risulti quantitativamente (anche se non qualitativamente) superiore. E le esumazioni letterarie non finiscono ancora; nel momento in cui scrivo queste righe, il giornale spagnolo El Pais annuncia la pubblicazione nel prossimo mese di gennaio di un altro testo inedito, un romanzo di 300 pagine intitolato Los sinsabores del verdadero policía , che il suo editore descrive come l'origine del suo romanzo 2666 link interno .
 
Questo smisurato testamento letterario che č 2666, in realtā riunisce cinque romanzi pių o meno corti sotto un curioso titolo numerico. Tenendo conto delle condizioni in cui tale impresa romanzesca fu assunta, tanto lo sforzo fisico quanto quello immaginativo dispiegati nella sua elaborazione, devono essere stati enormi per Bolaņo, poichč non solo duplica in estensione I detective selvaggi link interno, il suo romanzo pių voluminoso fino allora, ma anche lo spiegamento di tecniche narrative, l'assemblaggio strutturale, cosė come lo sviluppo del filo annedottico, mirano a una maggiore ambizione e complessitā, con la differenza che in 2666 Bolaņo ebbe poco tempo per lasciare la sua grande opera maturare e poi valutare; ma soprattutto ebbe poco tempo per riesaminarla a fondo. I difetti che si č soliti attribuire alla maggior parte delle opere postume sono, normalmente, la disattenzione, l'eccesso e l'incompletezza. E praticamente tutta l'opera postuma di Bolaņo non č esente da tali difetti.
 
A dire il vero, rispetto alla forma, la struttura. le tematiche, o i contenuti narrativi, l'opera di Bolaņo ha poco di originale. Questa opinione senza dubbio disgusterā i bolaniani recalcitranti, nonostante non implichi la negazione deli indubbi meriti dell'opera di Bolaņo; perō č certo che Roberto Bolaņo non fu un innovatore nč nelle forme nč nei contenuti. Gli accorgimenti letterari che utilizza gia erano stati sperimentati e rinnovati dagli autori del boom, o da altri autori anteriori ad essi. La sua opera non č innovatrice al pari di quella di un Borgeslink interno, autore al quale Bolaņo viene comparato dai suoi editori e dai critici pių a lui vicini, e che Bolaņo tanto venerava. Borges, č risaputo, creō un universo unico nella letteratura, dove si fonde il quotidiano con il trascendente, il fantastico con il metafisico, il saggio con la narrativa, il nazionale argentino con l'universale. E' il fondatore di una poetica. Altro autore a cui viene di solito comparato č Julio Cortázar link interno, perō Bolaņo non č innovatore neanche alla maniera di Cortazar, che smantellō, per cosė dire, il meccanismo del romanzo contemporaneo e lo ricostruė adattndolo meglio alla nostra percezione del mondo, pių aperta all'intelletto e all'immaginazione, ricorrendo alla complicitā del lettore, rendendo la sua partecipazione ancora pių attiva.
 
Vargas Llosa link interno e Fuentes impiegarono con virtuosismo tecniche come la molteplicitā dei punti di vista, che serve a Bolaņo come base per costruire il filo narrativo de I detective selvaggi.
Quanto al suo linguaggio, anch'esso non ha niente di straordinario, non c'č in esso nessun tratto distintivo che lo renda riconoscibile, come invece avviene nella prosa di Borges e Cortázar e nella maggior parte degli autori del boom, che sono veri stilisti della lingua. La prosa di Bolaņo, al contrario, tende a mantenere un tono neutro, quasi giornalistico, quasi impersonale.nota Giā nella poesia, il suo linguaggio tendeva al prosaico e alla sobrietā. Da questo punto di vista, si potrebbe dire che la prosa narrativa gli servė da veicolo per esprimere in essa, con invidiabile efficacia e scioltezza, l'immenso talento che non riuscė a dimostrare, se non parzialmente, nella poesia.
 
Il suo primo romanzo, Il Terzo Reich link interno, che curiosamente č stato l'ultimo ad essere pubblicato, alla lunga potrebbe considerarsi come un fortunato esercizio narrativo sul modello del romanzo mitteleuropeo; i personaggi, la trama, l'atmosfera, le false incertezze e le false piste, elementi che tanti buoni autori dell'Europa Centrale impiegano sottilmente, vengono utilizzati qui con maestria, all'interno di una trama non trascendente e attraverso personaggi che presentano una dimensione strettamente umana, ma che, anche cosė, riescono a mostrare il potenziale di un narratore dotato, che andrā perfezionando la sua tecnica, approfondendo la sua visione del mondo; uno sguardo sempre critico, anche se non pessimista nč disfattista, come quella del suo ocntemporaneo francese Michel Houellebecq.
Di libro in libro, Bolaņo costruė il suo universo narrativo link interno, perfezionando allo stesso tempo la sua tecnica romanzesca.
 
Gli anglosassoni lo scoprirono grazie alle raccomandazioni di lettori affidabili e aperti come Susan Sontag, la quale riferendosi a Notturno cileno, afferma che "...č uno di quei rari e autentici prodigi: un romanzo destinato ad accupare sempre un posto nella letteratura universale" . Successivamente, l'accoglimento della critica anglosassone delle traduzioni de I detective selvaggi e 2666 ha finito per edificare il mito link interno di Bolaņo come autore di culto, al limite del feticismo. In un programma della televisione spagnola dedicato a Bolaņo, intitolato "L'ultimo maledetto link interno", il romanziere messicano Juan Villoro racconta link interno che all'annuncio della prossima pubblicazione di 2666, alcuni bolagnisti, soprattutto giovani scrittori, erano riusciti a comprare le bozze di stampa per poter leggere il romanzo prima ancora che apparisse nelle librerie. Un fenomeno che ricorda le aspettative che risvegliava tra il pubblico infantile l'uscita di ogni capitolo di Harry Potter. E se ciō non bastasse, nel mese di marzo, la mitica diva del rock, Patty Smith link interno, alla vigilia del concerto di Gijón, dichiarava la sua ammirazione senza limiti per l'opera del cileno con parole come queste: "2666 č il primo capolavoro del XIX secolo. E' il nuovo Finnegans Wake, il romanzo del nuovo millennio. Semplicemente mi ossessiona e credo che la sua influenza ugli scrittori sarā inarrestabile" (El pais 25/3/2010).
Strana comparazione, poichč l'opera di Joyce č conosciuta per l'alto grado di difficoltā che presenta la sua lettura, mentre la prosa di Bolaņo, lungo le sue 1.226 pagine, con la sua varietā di personaggi e storie, le sue riflessioni riguardo ai fenomeni sociali della nostra epoca e gli interrogativi che queste riflessioni risvegliano nel lettore, rifugge dall'oscuritā quanto alla comprensione dei suoi ocntenuti. Di certo una simile ricezione riservata a un autore latinoamericano risulta straordinaria in un ambiente letterario, e in una lingua che, di solito si disinteressa di ciō che viene pubblicato in spagnolo. E' risaputo che nella tradizione letteraria degli Stati Uniti, il riconoscimento di un'opera si appoggia in primo luogo nella vox office; e la sua consacrazione nel best-Seller. La pubblicazione di un libro č preceduta da costose campagne pubblicitarie, che garantiscono tiraggi di centinaia di migliaia fino a milioni di esemplari. In spagnolo, ancora non siamo arivati a tanta perfezione nella merctotecnica editoriale, anche se, in apparenza č questo l'obiettivo.
 
Bolaņo il mito
 
Da dove sorge allora tutto questo mito link interno creato intorno alla figura e l'opera di Roberto Bolaņo, un autore che non sempre si potrebbe qualificare come facile e accessibile?
Per cominciare biosognerebbe sottolineare l'ampio arsenale di espedienti formali di cui si avvale, che perfeziona da un libro all'altro, e che utilizza con grande naturalezza e semplicitā, all'interno di un linguaggio la cui maggiore virtų č la chiarezza. Quanto all'impiego delle tecniche narrative, si potrebbe dire che č l'erede maggiormente dotato di una tradizione romanzesca che ha il suo apogeo nel boom letterario hispanoamericano degli anni sessanta. Inoltre, se le sue tematiche e il suo mondo letterario si cotruiscono con frequenza intorno letteratura stessa, non per quello diminuiscono l'interesse tanto nel lettore medio quanto nel lettore esigente.
 
Dall'altro lato, la sua morte prematura, cosė come le circostanze che caratterizzano la sua biografia, lo circondano di un aura di eterno outsider link interno, insieme esiliato, franco tiratore della cultura e avventuriero cosmopolita; fantasmi e stereotipi che hanno alimentatop le mitologie letterarie tanto di scrittore come dei lettori delle tre Amercihe.
 
Ironia del destino. Quel giovane poeta contestatario, mezzo straccione che lanciava la collera del suo anticonformismo contro le celebrazioni letterarie del momento; quel recalcitrante che rivendicava una letteratura non contaminata da interessi o fini che non fossero la letteratura stessa; il giovane savonarola che si scagliava con furia e anatemi il suo disprezzo contro gli autori di grande tiratura, incolpandoli di macchiare i pių nobili precetti dell'Arte e delle Lettere, si ritrovava, alla fine della sua vita, nella lista degli scrittori pių venduti del momento. Perō nemmeno questo gli impedė di continuare a lanciare i suoi strali contro buona parte delle penne famose di entrambe le sponde dell'oceano. L'ultimo testo de Il gaucho insostenibile link interno - il primo libro postumo che, da quanto si dice, lasciō giā pronto per la sua pubblicazione -, č una conferenza intitolata stranamente I miti Chtuluhu (titolo che prende dagli abissi immaginari di Lovercraft), dove sguaina l'arma giustiziera e si mette a dare colpi di machete, e a tagliare teste e altri organi di quanta celebritā letteraria gli passa per la mente. durante il massacro esplora la prominente pancia di Camilo Josč Cela, taglia di netto la testa di Arturo Pérez Reverte, recide la gola ben educata di Sánchez Dragó, e con un precisoc fendente estirpa la lucente e sempre stranamente oscura capigliatura di Isabel Allende.
 
Come giacobino delle lettere, non risparmia nessuno di quelli che considera, secondo il suo personalissimo gusto, l'antimodello dell'etica letteraria.
Antenati recenti e meno recenti, contemporanei e coetanei, giacciono fatti a pezzi lungo la sclainata della gloria. I suoi scrittori preferiti - Parra e Borges anzitutto, Artl, Bioy, Cortázar, Rulfo, Onetti, Revueltas, tra gli altri - al contrario, li innalza al suo altare personale. In un altro libro postumo, Tra parentesi link interno, una collezione di articoli apparsi originariamente in periodici e riviste, moltiplica questa attitudine di giustiziere della purezza letteraria. Anche qui, le sue preferenze in materia letteraria, ed in particolare i suoi amici scrittori, non solo vengono assolti, ma anche coperti di elogi, alcune volte meritati, altre esagerati, per non dire spropositati.
 
Senza essere un rivoluzionario in letteratura, senza essere arrivato a trasformare le forme nč le tecniche narrative, senza avere elaborato uno stile proprio, un timbro riconoscibile, come fecero i suoi grandi predecessori, recenti e men orecenti, Roberto Bolaņo č, oggi, tra i giovani autori dei due lati dell'atlantico, lo scrittore latinoamericano pių influente dell'ultima decade, e il primo mito letterario della nostra lingua, sorto nell'era della globalizzazione e postmodernitā. Ma lui non ha la colpa di questa sacralizzazione.
 

testi dell'autore sull'Archivio Bolaņo:

 •  Bolaņo e l'infrarealismolink interno
 •  Bolaņo e il postboom link interno
 •  Bolaņo e la posteritā link interno
 •  Intervista di Carmelo Pintolink interno

NOTE

Alla critica di Luis Rivera e di una parte dei critici sulla piattezza del linguaggio bolaniano, javier Cercas, che invece sottolinea come tratti caratteristici e distintivi dell'autore cileno "la leggibilitā e la narrativitā", risponde cosė in Print the legend link interno:

la ... critica si dimentica che anche a Cervantes si rimprovera, e non senza ragioni, l'uso di una prosa piatta, a tratti volgare e colloquiale, e che, se Bolaņo sacrifica le sontuositā del linguaggio e le complessitā della sintassi e perfino del pensiero, lo fa a vantaggio dell'efficacia torrenziale, delirante ed esattissima delle sue fabulazioni; o, detto in forma pių chiara: questa prosa atona e a momenti senza rilievo č la prosa di cui Bolaņo ha bisogno - questa e non altra- per raccontare quello che racconta.
Javier Cercas, Print the legend link interno



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