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Stella distante e l’eccezione sovrana
Questa seconda opera stabilisce immediati legami di parentela con la ricerca pseudo investigativa del fratello-nemico, o del gemello siamese malvagio, iniziato ne La letteratura nazista:
Nell'ultimo capitolo del mio romanzo La lettaratura nazista in America si raccontava forse troppo schematicamente (non andava oltre le venti pagine) la storia del tenente Ramìrez Hoffman, delle Forze Aeree Cilene. Questa storia me l'aveva riferita il mio compatriota Arturo B., veterano delle guerre fiorite e suicida in Africa, che non rimase soddisfatto del risultato finale. Nell'ultimo capitolo de La letteratura nazista fungeva da contrappunto, forse da anticlimax nei confronti del grottesco letterario che veniva prima, e Arturo desiderava una storia più lunga, non specchio nèesplosione di altre storie bensì specchio ed esplosione in se stessa. Così, ci rinchiudemmo per un mese e mezzo nella mia casa di blanes e con l'ultimo capitolo in mano e sotto la dettatura dei suoi sogni e dei suoi incubi redigemmo il romanzo che adesso il lettore ha davanti a sè. la mia funzione si è limitata aa preparar da bere, consultare alcuni libri, e discutere, con lui e col fantasma empre più vivo di Pierre Menard, il valore di molti paragrafi riprodotti.
Stella distante, prologo pag. 15
Il romanzo si annuncia esplicitamente come una congiura di (come un giuramento, o forse un epitaffio per) una specie di fraternità (una fraternità, non dimentichiamo, che è infestata da una eredità condivisa di violenza, sogni, incubi e suicidio; vale a dire, da aggressione, trauma e guerra). All’interno di questa congiura di amicizia – in cui condivisione e poesia si intrecciano e diventano la base della parentela – il fratello/nemico (o gemello siamese) è richiamato da La letteratura nazista (il poeta-assassino Carlos Ramírez Hoffman) e, infatti, ritorna con la sua diversità. Tuttavia, Ramírez Hoffman conosciuto anche come Emilio Stevens non appare in Stella distante. Egli non produce, non contrappone, non nega niente nel testo. Piuttosto, ritorna come un eco, come uno spettro, ma ora col nome proprio di Carlos Wieder conosciuto anche come Alberto Ruiz-Tagle. Essi sono Ramírez Hoffman ed egli è loro, simili e perciò confratelli, ma anche il suo doppio, o gemello, la sua protesi e supplemento, entrambi evocano la sua immagine e perciò il suo potenziale avvento ancora una volta come nemico. Con un tale principio generale di perdita trans-narrativa, differenza, recupero e sostituzione, il nemico non può essere dato o o concentrato in un luogo o in un nome. Né lo può l’amico.
Come ne La letteratura nazista, in Stella distante Bolaño collega la storia della violenza politica in Cile alla situazione dell’avanguardia e ai suoi più ampi legami con l'ambito sociale. Come nel capitolo finale del primo romanzo, il secondo romanzo affronta la questione del vincolo tra poesia, violenza e malinconia, collegandolo specificamente al colpo di stato del settembre 1973. Al fine di iniziare a districare questa relazione, propongo la lettura di un racconto particolare, e in effetti abbastanza divertente, tratto da Stella distante.
L’episodio in questione è chiaramente la risposta di Bolaño al lavoro del ‘Colectivo Acciones de Arte’ (CADA) e in particolare alla poesia di uno dei fondatori del gruppo, Raúl Zurita

. Nel giugno del 1982 – due anni dopo che l'esercitò legalizzò le proprie regole a garantì il proprio diritto sovrano sul Cile nella costituzione del 1980 – Zurita ‘scrisse’ ‘La Vida Nueva’, una poesia trascritta da cinque aeroplani nei cieli di Manhattan. Ognuno dei suoi quindici versi si estendeva approssimativamente per otto chilometri di lunghezza:
MI DIOS ES HAMBRE
MI DIOS ES NIEVE
MI DIOS ES NO;
MI DIOS ES ENGAÑO
MI DIOS ES CARROÑA
MI DIOS ES PARAÍSO
MI DIOS ES PAMPA
MI DIOS ES CHICANO
MI DIOS ES CÁNCER
MI DIOS ES VACÍO
MI DIOS ES HERIDA
MI DIOS ES GHETTO
MI DIOS ES DOLOR
MI DIOS ES
MI AMOR DE DIOS |
DIO MIO E' FAME
DIO MIO E' NEVE
DIO MIO E' NO;
DIO MIO E' INGANNO
DIO MIO E' CAROGNA
DIO MIO E' PARADISO
DIO MIO E' PAMPA
DIO MIO E' CHICANO
DIO MIO E' CANCRO
DIO MIO E' VUOTO
DIO MIO E' FERITA
DIO MIO E' GHETTO
DIO MIO E' DOLORE
DIO MIO E'
IL MIO AMORE DI DIO |
Zurita socializza con Dio paragonandolo non al divino trascendente ma alla marginalizzazione socio-economica e alla sofferenza e al dolore del corpo umano. In questo modo mette Dio sullo stesso piano della mortalità umana. Tuttavia, in Anteparaíso fa anche corrispondere il paradiso alle fondamenta mistiche di tutto, vita umana, storia e desiderio:
‘
Quando decisi di scrivere nel cielo pensai che il cielo, da tempo immemorabile, è stato il luogo verso cui tutte le comunità hanno diretto i loro sguardi, perchè lì è scritto il loro destino. Uno dei desideri più grandi sarebbe di utilizzare quel cielo come una pagina dove chiunque potrebbe scrivere il suo destino
[ intervista di Eunice Shade
].
Nell'agosto del 1993 Zurita ’scrisse’ la frase lunga tre chilometri -
‘Ni pena ni miedo’ [nè dolore nè paura]
sul deserto nord del Cile. Questa trascrizione fu descritta da Nelly Richard come uno degli interventi avanguardisti di un'intera serie, indicanti l’emergere di una nuova sensibilità culturale nel Cile degli anni ‘80. Nel 1994 Richard giudicò i contributi dell’avanguardia o avanzada cilena nei seguenti termini:
L'ultimo gesto zuritiano reitera uno dei postulati neoavanguardisti che articolano le opere di CADA: quello di dissolvere la frontiera dei generi tradizionali realizzando un'azione che non si inscrive in nessun modello stabilito (l'opera è ' nèpoesia, nè scultura, nè pittura, nè architettura, nè monumento, nè “opere pubbliche”, nè pubblicità, nè massima popolare' essendo tutto ciò insieme) dove l'opera possa essere recepita virtualmente da chiunque - in questo caso, un passeggero d'aereo - senza la sovradeterminazione culturale, di un modello di referenzialità artistica.(50)
[Nelly Richard]
Willy Thayer, tuttavia, dubita del contenuto politico di tali gesti, mettendo la storia politica e istituzionale dello stato cileno di eccezione al centro della scena.
[2]
Nella formulazione di Thayer, la neo avanguardia cilena degli anni ‘80 è sempre già imprigionata entro il terreno dello stato nazionale di eccezione, che fu inaugurato con le fiamme che avvolsero La Moneda l’11 settembre 1973. Dopo quegli eventi, egli osserva, nessuna rivendicazione di novità o di innovazione nelle arti in Cile – cioè, nessuna risposta avanguardista alla storia in cui l’arte sia vista vincere, soppiantare o resistere ai limiti imposti dalle sue condizioni storiche o istituzionali – è fondata su un pregiudizio basilare di temporalità post-colpo di stato:
Nel 1979 l'istituzione rappresentativa moderna - sostenuta dall'opposizione rappresentazione/presenza - è
sinistramente abolita, neutralizzando la possibilità di qualsiasi pratica controistituzionale. La possibilità di ogni pratica controistituzionale fu sinistramente realizzata dal golpe come costruzione ominosa della volontà di accadimento e antirappresentabilità della avanguardia. L'avanguardia emerge....in prossimità della realizzazione sinistra del sublime rivoluzionario dell'avanguardia, contigua all'irruzione dell'impresentabile - il Golpe di Stato - che opera la sospensione della rappresentatività e della sovranità statale-nazionale moderna in corso fino al 1973....Avanguardia non può alludere, dunque, a pratiche che orientano la loro 'arte' in funzione di un novum che non si lascia sottomettere ai canoni tradizionali di classificazione, esegesi ed esplicazione. L'istituzionalità e la rappresentatività, fino al 79, è stata condotta al grado zero per l'emergenza sinsitra - via Golpe e autoritarismo - della globalizzazione locale, tanto che crolla non solo la rappresentatività moderna....Se c'è un novum nel 1979, questo non proviene dall'avanguardia, bensì dalla globalizzazione che entra in scena, prima come Golpe (1973/79), poi come dittatura post-rappresentativa autoritaria (1979/89); e per ultimo, come transizione post-rappresentativa verso le password effettivamente globalizzanti
[Willy Thayer]
Thayer situa l’avanguardia saldamente entro l’ambito della rottura militare con i rappresentanti politici. Il colpo di stato militare e la conseguente sospensione di tutta la rappresentanza legale e politica – l’abilità del Generale Pinochet di decidere sullo stato di eccezione – era il gesto avanguardista che fece soccombere la vita nazionale ad un principio di autorità, nel quale l’unico linguaggio legittimato era quello dei comandi sbraitati dall'esercito di stato e dell’elite della polizia. L’eccezione militare, resa norma durante e dopo la dittatura, distrusse tutte le forme moderne di rappresentanza prima che l’avanzada potesse fare qualcosa per contrastarla. La rivendicazione dell’avanzada verso novità nella rappresentanza è perciò derivata e sintomatica del bando sovrano nel quale vita e legge militare, fuori e dentro, diventano indistinguibili.
In Stella distante – pubblicato due anni dopo che Eduardo Frei Ruiz-Tagle fu eletto Presidente per portare la democrazia cilena verso una globalizzazione neo liberale – Roberto Bolaño ci presenta un giovane e ambizioso poeta dalla provincia cilena chiamato Alberto Ruiz-Tagle, che è anche un assassino militare nei mesi che seguono l'insurrezione contro Unidad Popular e la democrazia costituzionale nel 1973. Come risultato, nel nome di Ruiz-Tagle l’ordine sociale neo liberale della metà degli anni ‘90 e i giorni violenti del colpo di stato sono accomunati, come se l’idea di transizione o differenza tra i due fossero impensabili. Tuttavia, le cose diventano persino più complesse di così.
Dopo aver verificato la sua identità in una sfuocata fotografia pubblicata nel giornale di destra El Mercurio, diventa ovvio per il narratore che Alberto Ruiz-Tagle è effettivamente uno pseudonimo del poeta assassino Carlos Wieder. Questo è un nome che, come ci informa il narratore anonimo del romanzo, significa
‘ancora’, ‘di nuovo’, ‘nuovamente’, ‘per un'altra volta’, ‘di ritorno’ [p.65] (come se fosse esso stesso un eco della famosa frase di Marx sulla ripetizione della storia nel paragrafo di apertura de Il 18 Brumaio, ma ora senza nessuna possibile mediazione rappresentativa tra la tragedia e la farsa). Wieder indica avvenimenti ripetuti. Come osserva il narratore, tuttavia, si riferisce anche alla reazione:
‘Wider, in antico tedesco Widar o Widari, significa “contro”, “davanti a”, talvolta “nei confronti di” . . . Widerchrist, “anticristo”; . . . Widerklage, “contraccusa”, “controdenuncia”; Widernatürlichkeit, “monstruosità” e “aberrazione”’ [p.66]. Nella relazione di immediatezza tra Ruiz-Tagle e Wieder il nome della democrazia neo liberale (Ruiz-Tagle) è infatti l’epigrafe violenta e mostruosa del colpo di stato militare del 1973 (Wieder), e vice versa, senza nessuna forma di mediazione nella relazione tra i due.
Wieder, inoltre, è un poeta avanguardista che, tra le altre cose, ‘scrive’ la sua opera nel cielo. Il suo primo atto poetico avviene mentre il narratore, che è stato imprigionato nei primi giorni del colpo di stato, alza lo sguardo da ‘El Centro La Peña’ nei sobborghi di Concepción e individua un piccolo aereo che vola verso di loro. Con un'allusione neanche tanto velata a
‘La Vida Nueva’
di Zurita, il primo atto poetico di Carlos Wieder è trascrivere nel cielo la base mistica del comando sovrano militare. Questa base non è altro che il Libro della Genesi trascritto in latino, cioè, nel linguaggio di comando del regno dell'impero romano :
IN PRINCIPIO . . . CREAVIT DEUS . . . COELUM ET TERRAM . . . TERRAM AUTEM ERAT INANIS . . . ET VACUA . . . ET TENERBRAE ERANT . . . SUPER FACIEM ABYSSI . . . ET SPIRITUS DEI . . . FEREBATUR SUPER AQUAS . . . DIXITQUE DEUS . . . FIAT LUX . . . ET FACTA EST LUX . . . ET VIDIT DEUS . . .LUCEM QUOD . . .ESSET BONA . . .ET DIVISIT . . .LUCEM A TENEBRIS
[p.46-49]
Osservando increduli dal basso, i detenuti fanno congetture sul significato di ciò a cui stanno assistendo. L'unico che riesce a trovare una spiegazione, con un fondamento logico basato su una relazione non mediata e ossessionante di immediatezza tra momenti storici distinti e luoghi geografici, è ‘el loco Norberto’:
Norberto . . .
si mise a gridare. E' un Messerschmitt 109, un caccia Messerschmitt della Luftwaffe, il miglior caccia del 1940, Lo guardai fisso, lui e poi gli altri detenuti, e tutto mi sembrò immerso in un color grigio trasparente, come se il Centro La Peña stesse scomparendo nel tempo....Quel matto Norberto...rideva e diceva che la Seconda guerra Mondiale era tornata sulla Terra, si sono sbagliati, diceva, quelli della Terza, è la seconda che torna, torna, torna. E' toccato a noi, ai cileni, siamo proprio fortunati!, accoglierla, darle il benvenuto, diceva....questa è la rinascita della Blitzkrieg.
[p.47-49]
‘Fino a quel momento’, il narratore aggiunge,
’non avevo visto tanta tristezza tutta insieme’ [p.48]. La poesia di Wieder richiama l'attenzione sull'inaugurazione in Cile di un nuovo regno divino – il ritorno del Dio comandante del Vecchio Testamento mano nella mano con la storia in corso del nazismo. In questa relazione tra Dio e Fascismo, tra il Dio immortale della Cristianità e il dio mortale della sovranità, il comando come base essenziale di dominio implica sorvegliare e dominare quelli giù di sotto, che stanno alzando lo sguardo al cielo per decifrare il linguaggio della volontà sovrana. Il comando sovrano che completa la poesia di Wieder, rivela che cosa significa vivere oggetto della nuova base dello stato. Bolaño ci racconta:
‘L'aereo passò ruggendo sopra le nostre teste . . . Questa volta scrisse solo una parola, più grande delle precedenti, su quello che calcolai era il centro esatto della città: IMPARATE . . . Poi l'aereo scomparve ’
[p.51]
IMPARATE: questo è un comando senza contenuto, se mai ce n'è stato uno. Imparate che cosa? Latino? Il Libro della Genesi? Creatio ex nihilo? Il linguaggio di comando del regno dell'impero romano? Che ci sono nuovi governanti? A vivere nel bando sovrano? Che la storia si ripete? In definitiva è un comando senza contenuto, un comando divino/mortale che non fa nient'altro che assicurare l'esclusione dei testimoni dal vero contenuto della volontà sovrana. IMPARATE! Imparate che cosa? IMPARATE! Questa non è
‘una frase significativa ma, per così dire, un comandamento che non ordina niente’
[Agamben, 1999, 166]. E' un comando che ordina il suo stesso comandamento. E' un comando sovrano in vigore ma senza senso o contenuto specifico.
In contrasto con ‘La Vida Nueva’ di Zurita e in contrasto con l'insistenza dell'avanzada cilena neo avanguardista sulla insubordinazione dei segni e sullo smantellamento dei processi di rappresentanza in Cile, Roberto Bolaño svela non la possibilità di trascendenza storica o l'apertura di nuovi linguaggi critici, ma ciò che Giorgio Agamben chiama
’il concetto limite del potere dello Stato'
: la struttura fondamentale di un comando assoluto senza la mediazione della rappresentanza. APRENDAN: IMPARATE! Imparate che cosa? IMPARATE! Questa è pura forza, forse senza nessun significato tranne quello fissato dalla relazione di immediatezza tra il 1940 e il 1973, tra un Messerschmitt 109 nazista in alto nei cieli e i detenuti della prigione cilena accampati giù in basso. Nella sua analisi della ’Tesi sulla Filosofia della Storia’ di Walter Benjamin, Giorgio Agamben osserva quanto segue:
‘“Essere in vigore senza significato” definisce . . . la nostra attuale relazione con la legge – lo stato di eccezione . . . nel quale viviamo. Forse nessun altra formula esprime meglio il concetto di legge con cui la nostra epoca ha a che fare e che non può dominare. Che cos'è, dopo tutto, uno stato di eccezione, se non una legge che è in vigore ma che non significa niente?’ (1999, 170).
Così in Stella distante, che cosa produce questa forza senza legge alla fine? Con lievi modifiche e descrizioni più complete, Stella distante chiude con la stessa sequenza di riconoscimento del nemico come il suo testo predecessore e associato, La letteratura nazista in America. Ancora una volta, la narrativa rivela una scena di riconoscimento in un caffé spagnolo in cui il narratore, che non è più chiamato Bolaño, identifica lo scomparso (ma non politicamente desaparecido) Carlos Wieder per il detective privato Romero:
¿
E' lui?, domandò Romero. Sì, gli dissi. Senza alcun dubbio? Senza alcun dubbio....D'improvviso entrammo in un parco, piccolo e frondoso come un giardino botanico. Romero mi indicò una panchina quasi nascosta tra i rami. Mi aspetti qui disse. All'inizio misedetti con docilità. poi cercai il suo viso nel buio. Va ad ammazzarlo?, mormorai Romero fece un gesto che non riuscii a vedere. Mi aspetti qui o se ne vada alla stazione di blanes e prenda il primo treno. Ci vedremo più tardi a Barcellona. E' meglio che non lo ammazzi, dissi. Una cosa così ci può rovinare lei e me, e inoltre non è necessario, quel tipo non farà più male a nessuno. Me non m irovinerà, disse Romero, al contrario. mi frutterà un bel capitale.....Non ne vale la pena, insistetti, è tutto finito. Più nessuno farà male a nessuno. Romero mi diede qualche pacca sulla schiena. E' meglio che lei non si immischi, disse. Torno subito.... Accesi una sigaretta e mi misi a pensare a cose senza importanza. Il tempo, per esempio. La temperatura della Terra. Le stelle sempre più distanti...... questa faccenda è stata particolarmente spaventosa, spaventosa, ripetè Romero come se assaporasse la parola. Poi si mise a ridere piano, coon una risata da coniglio. e disse certo, come avrebbe potuto non essere spaventosa?....Abbia cura di sè, mio caro, disse infine e ne andò
[p.199-204]
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