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2. Stella distante: scrittura barbarica e fascismo
Stella distante inizia, come altri testi di Bolaño, con un seminario di scrittura. L'azione si svolge all'Università di Concepción nel 1973, poco prima della caduta di Allende. Il giovane narratore (presumibilmente Bolaño, sebbene anonimo) e il suo migliore amico, Bibiano O’Ryan, discutono appassionatamente della nuova poesia cilena e si innamorano delle gemelle Garmendia, giovani poetesse nei loro taller de poesía. L'apparizione dello strano e sinistro personaggio Alberto Ruiz-Tagle, pseudonimo dell'uomo che in seguito si rivelerà essere Carlos Wieder, anticipa l'incombente catastrofe politica e getta un'ombra sulla piccola utopica comunità letteraria rappresentata dal seminario di poesia.
Ruiz-Tagle è marcatamente diverso dal resto dei partecipanti. Mentre essi parlano
‘in un gergo marxista-mandrakistá’ e
'sono membri o simpatizzanti del MIR', egli parla in spagnolo corretto (
‘español’):
‘Quello spagnolo di certi poeti del Cile . . . dove il tempo sembra non trascorrere’ [p.21].. Dopo il colpo di stato militare, Ruiz-Tagle scompare per diventare Carlos Wieder, sottotenente delle Forze Aeree Cilene, responsabile della scomparsa e della morte delle gemelle Garmendia e coinvolto in altre sparizioni e atti di tortura. Durante i primi anni del regime militare, Wieder porta aventi una serie di avanguardie ‘rappresentazioni artistiche’, scrivendo poesia nei cieli di Santiago e dell'Antartide con un aereo da guerra. Il suo ultimo atto poetico riguarda una serie di versi sul significato della morte, come
‘La morte è responsabilità’, ‘La morte è Cile’, e ‘La morte è pulizia’
[116-118]. Secondo il narratore, le poesie di Wieder potrebbero essere lette come
’le poesie di una nuova età del ferro per la razza cilena’, poesie il cui discorso mostra la forza di
‘una volontà senza crepe’ [p.69-70].
I violenti eventi che seguono erano già stati anticipati da La Gorda Posadas, una delle partecipanti del seminario di poesia, che afferma precedentemente nel romanzo:
‘Alberto, dise, rivoluzionerà la poesia cilena’ [p. 31]. Ella spiega di riferirsi non alla poesia che Ruiz-Tagle (Wieder)
intende scrivere, ma alla poesia
che lui farà [p. 32]. Immediatamente dopo la poesia aerea, Wieder invita le persone ad una mostra di arte privata in un appartamento a Providencia, dove mostra fotografie di corpi torturati e mutilati (femminili), una prodezza che porta alla sua espulsione dalle Forze Aeree e alla sua scomparsa dalla mappa ufficiale della letteratura cilena.
Usando un formato di romanzo-quasi-detective, Bolaño racconta di come Bibiano O’Ryan segua le tracce di Wieder e tenga il narratore informato attraverso le sue lettere dal Cile (il narratore vive a Barcellona). Così viene rivelata la bizzarra carriera di Wieder come fotografo di film pornografici e autore di articoli per giornali neo-nazisti europei. La presenza sfumata di Wieder attraverso il libro funziona come una figura del terrore, di quella
‘volonta senza crepe’ (voluntad sin fisuras) che esiste al di là del bene e del male, che sfida i parametri estetici ed etici del narratore e implicito lettore. Wieder può essere visto come metafora della volontà rivoluzionaria del fascismo, se intendiamo
‘fascismo’
non come movimento storico ma piuttosto come una volontà, una forza oscura dedicata alla distruzione creativa. Jeremías Gamboa afferma che
‘Wieder tortura y assassina una serie de donne mediante un meccanismo insólito y perturbatore: rivendica i suoi crimini come atti estetici, “artistici”’
. E' da notare, tuttavia, che Wieder non rivendica mai le sue azioni – non c'è mai un momento di giustificazione estetica, politica o morale; infatti, l'assassino rimane imperscrutabile, freddo e distante e i suoi atti dimostrano una volontà che va al di là di ogni sorta di vendetta.
Stella distante, comunque, è anche una storia della disintegrazione della comunità utopica, personificata dai giovani poeti, seguendo la scomparsa e la morte dei suoi membri. Juan Stein, il direttore del seminario di poesia, scompare e riappare in ambienti della resistenza armata dell'ala sinistra come in Nicaragua, finché svanisce dalla mappa. La sua morte, tuttavia, rimane avvolta nel mistero, poiché Bibiano non riesce mai a stabilire se Stein in effetti abbia lasciato il Cile o se egli visse una vita pacifica e morì di cause naturali in Valdivia (Stella 72–3). E' significativo che sia esattamente in questo momento del libro, quando Bolaño narra della traiettoria epica di Stein come rivoluzionario dell'ala sinistra, che anch'egli menzioni la morte di Roque Dalton, come se desiderasse evitare la possibilità di qualsiasi idealizzazione epica della lotta dell'ala sinistra:
‘ Come conciliare nello stesso sogno o nello stesso incubo il nipote di Cherniakovski [i.e., Stein], l'ebreo bolscevico dei boschi a sud del Cile, con i figli di puttana che uccisero Roque Dalton mentre dormiva
, per mettere fine ai diverbi e perchè così conveniva alla loro rivoluzione? Impossibile’
[p. 90, corsivo nell'originale].
Nella traiettoria delle utopie politiche dell'America Latina, anche violenza e catastrofe emergono come il rovescio intimo della liberazione.
Da parte sua, l'amico e rivale letterario di Stein, Diego Soto, sceglie una vita tranquilla, dedicata alla letteratura. Va in esilio in Europa e va a finire in Francia, dove si stabilisce e diventa professore di letteratura. Egli vive felicemente finché un giorno, di ritorno da una conferenza di letteratura, incontra alcuni giovani neo-nazisti ad una stazione ferroviaria che stanno malmenando una mendicante e si sente in dovere di intervenire. Bolaño commenta sarcasticamente:
‘Tra Tel Quel e OULIPO la vita ha deciso e ha scelto la pagina di cronaca nera. Comunque lascia cadere sulla soglia la borsa di viaggio, i libri e avanza verso i giovani. Prima di intervenire nella zuffa li insulta in spagnolo. Lo spagnolo avverso del sud del Cile. I giovani accoltellano Soto e poi fuggono via.
[p. 104].
L'assurda morte di Soto rafforza l'idea che non c'è fuga dalla violenza, almeno non per la generazione che ha sperimentato i sogni rivoluzionari e la repressione militare che gli è caduta addosso. Con il suo caratteristico humor nero, Bolaño sottolinea come Soto, che avrebbe dovuto concludere la sua carriera tra i gruppi di intellettuali più all'avanguardia in Francia (Tel Quel o Oulipo), vada a finire nelle pagine del crimine (la página de sucesos), dopo essere stato pugnalato a morte dai giovani neo-nazisti, che egli fronteggia senz'altra arma che il suo coraggio e
‘lo spagnolo avverso del sud del Cile’.
La catastrofe rappresentata dalla sconfitta di Allende e il conseguente destino del Cile durante e dopo la dittatura militare, presto o tardi, raggiunge tutti. Come scrive Bolaño nel racconto breve, ‘
El Ojo Silvá:
‘(...) ma alla violenza, alla vera violenza, non ci si può sottrarre, almeno non noi, che siamo nati in America latina negli anni cinquanta, noi che eravamo sui vent'anni quando morì ’.
["Silva, detto l'Occhio", in Puttane assassine - p. 25.]
E' per questa ragione che il vero giro di vite in Stella distante è il destino del protagonista-narratore (Bolaño), che diventa un collaboratore di Abel Romero, un detective privato – una sorta di cacciatore di nazisti – assunto per localizzare ed eliminare Wieder. Romero e il narratore lo stanano a Barcellona non appena scoprono la sua affiliazione al movimento escritura barbára, creato dallo scrittore francese Raoul Delorme, un ex-soldato che postulò un nuovo approccio alla letteratura, consistente nel comunicare coi libri desacralizzandoli. Scrittori barbari dovevano defecare, masturbarsi, o urinare sulle pagine dei classici letterari,
‘sottoponendo . . . i libri a un processo de degradazione che Delorme chiamava umanizzazione ’ [180].
Per mezzo della loro prossimità fisica, gli scrittori barbari raggiunsero una
‘assimilazione reale’ coi classici,
‘una vicinanza corporale che infrangeva tutte le barriere imposte dalla cultura, dall'accademia e dalla tenica’ [180].
Romero contatta il narratore a Barcellona e chiede assistenza per il suo tentativo di cercare Wieder, spiegando che per trovare un poeta, ha bisogno dell'aiuto di un altro poeta. Il narratore replica che
‘per me Carlos Wieder era un criminale, non un poeta’[163]. Qui il protagonista cerca di stabilire una distanza tra il poeta come artista e uno come Wieder, un mero criminale. Tuttavia, la reazione di Romero annulla la distinzione:
‘Su, su, dise Romero, non facciamo gli intolleranti, forse per Wieder o per chiunque altro lei
non è un poeta oppure è un pessimo poeta mentre lui o loro si sentono tali, tutto dipende dalla lente con cui si guarda’
[163, corsivo nell'originale].
Questa indeterminatezza estetica allude alla indeterminatezza politica e morale che costituisce il conflitto principale nella parte finale del romanzo. Per il narratore, aiutare nella cattura ed ‘esecuzione’ di Wieder è un atto di giustizia – allo stesso tempo però, è anche un omicidio, che lo mette in una zona morale simile a quella di Wieder. Nonostante il narratore sia ‘un poeta e non un omicida’, egli non è in grado di tirarsi fuori dal ciclo della barbarie, una barbarie che non ha creato lui, ma che nondimeno lo spazza via come fece con le vittime e i sopravvissuti, colpevoli e innocenti della violenza politica in Cile.
Il narratore finisce così coinvolto, indirettamente, in un atto criminale. La morte di Wieder non è menzionata direttamente, ma per mezzo di silenzi ed omissioni, suggerendo la complicità e il sentimento di colpa del narratore. Una volta che egli ha identificato Wieder, Romero gli chiede di aspettare. Poi egli chiede a Romero se abbia intenzione di ucciderlo:
‘Va ad ammazzarlo?, mormorai. Romero fece un gesto che non riuscii a vedere’ [p. 200). Dopo il ritorno del detective, c'è un breve, infastidito scambio di parole:
‘Gli domandai com'era andata. Be', così come vanno queste cose, disse romero, sono difficili’ [p. 203). Il disagio del narratore può indicare che in questo atto di giustizia, giustizia non è stata fatta. La morte di Wieder costituisce un atto privato di vendetta, un regolamento di conti che non può regolare i conti, poiché non può rimediare al danno fatto alla comunità nazionale. Il narratore perciò si sente sommerso in un ‘mare di merda’, dato che la violenza lo ha infine raggiunto e la letteratura non offre riparo o redenzione:
‘questa è la mia ultima trasmissione dal pianeta dei mostri: Non mi immergerò mai più nel mare di merda della letteratura’
[p. 178) .
In Stella distante, Bolaño racconta del Cile da e attraverso il fascismo, come se questa prospettiva fosse necessaria a catturare una dimensione occulta ma pervasiva della realtà contemporanea del Cile. In un'intervista, Bolaño parla dell'uso che fa del nazismo nei suoi libri:
’Il mondo dell'ultra destra è un mondo smisurato ed è interessante di per sè. Succede che io prendo il mondo dell'ultra destra, ma molte volte, in realtà, sto parlando della sinistra. Prendo l'immagine più facile per essere caricaturizzata per parlare di un'altra cosa. Quando parlo degli scrittori nazisti in America in realtà sto parlando del mondo a volte eroico, e molto più spesso canagliesco, della letteratura in generale.’
[ intervista rivista Lateral
, aprile 1988 ]
La scrittura barbara cui Bolaño si riferisce – in Stella distante, personificata dalla poesia neofascista – costituisce una parodia o una malaugurata possibilità della sinistra dell'America Latina. Ma più in generale, allude anche all'attacco selvaggio al cuore della letteratura come insieme.
Helena Usandizaga afferma che le opere narrative di Bolaño hanno un ‘rovescio poetico’; cioè esse stabiliscono un dialogo implicito con opere di poeti cileni come Parra, Neruda, Teillier o Lihn (78–9). Tuttavia il cammeo più evidente di un poeta cileno in Stella distante – sebbene rimanga anonimo – è di Raúl Zurita, un poeta che può essere visto come una figura ‘istituzionale’ della sinistra cilena (com'era Neruda una volta) e che Bolaño caratterizza (non favorevolmente) come un ‘poeta messianico’.

L'azione avanguardista di Carlos Wieder, scrivere poesia in cielo con un aereo, allude direttamente all'atto poetico compiuto da Zurita nei cieli di New York City nel 1982. Zurita predispose un aereo per
scrivere versi 
come ‘Il mio Dio è Fame / Il mio Dio è Neve / Il mio Dio è No . . . Il mio Dio è / Amore mio di Dio’ (qtd. Usandizaga 2005, 87).

Quale potrebbe essere la relazione tra i due atti di scrittura? E' come se Bolaño desiderasse suggerire una fratellanza segreta, un rispecchiarsi poetico tra una certa poesia messianica della sinistra e l'avanguardismo di certe forme di fascismo.
Stella distante trasmette il disagio prodotto dall'incapacità di distinguere chiaramente tra il bene e il male, tra destra e sinistra, tra civiltà e barbarie. Come suggerisce María Luisa Fischer, il romanzo pone una serie di domande:
‘
Che cosa significa che l'orrore e la violenza si relazionano strettamente con la storia letteraria, quella dell'arte delle avanguardie, la poesia cilena e, per di più,con il loro doppio spurio, la storia di un'aimmaginaria letteratura nazista in America, nel cui volume compilatorio incontriamo una prima versione del racconto?’
E continua:
‘Stella distante obbliga a chiederci, una volta ancora come e quando l'immaginazione letteraria possa farsi carico della violenza e dell'orrore storici e quali nuovi significati potrebbero aquisire quando li si rielabora dal punto di vista della letteratura’.
Fischer, M. L. 2008. La memoria de las historias en Estrella distante de Roberto Bolaño. in Bolaño salvaje
.
La rielaborazione letteraria dell'orrore di Bolaño, a mio parere, non risolve quegli enigmi ma piuttosto intensifica la loro urgenza.
Soprattutto Bolaño medita sulla responsabilità che il naufragio degli ideali rivoluzionari degli anni ‘sessanta e’ settanta rappresenta per la sua generazione. Come ogni riflessione sulla relazione tra letteratura e politica al momento attuale, questa può avere luogo solo fuori all'aperto, nel mezzo di un oceano dove le coordinate morali, politiche ed estetiche sono andate perdute. Poco prima di fare la sua escursione con Romero, il narratore sogna di essere su una grande nave che attraversa l'oceano. C'è una festa e qualcuno urla tornado!:
‘In quell'istante il galeone cominciava ad affondare e tutti i sopravvissuti divenivano dei naufraghi’.Fuori nell'oceano, fluttuando tra i resti del naufragio, c'è Carlos Wieder:
’Capivo in quel momento, mentre le onde ci allontanavano, che Wieder e io avevamo viaggiato sulla stessa nave, solo che lui aveva contribuito a farla affondare mentre io avevo fatto poco o nulla per evitarlo
’
[p.169].
Oltre al sentimento di sentirsi naufraghi e dispersi, il sogno suggerisce anche un oscuro senso di colpa e impotenza, un sentimento che diviene il nodo problematico al centro di Notturno cileno, come vedremo.
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Ignacio López-Vicuña
è ricercatore di spagnolo all’Università del Vermont. Ricevette il suo titolo accademico in Letteratura e Cultura Spagnola dall’Università di Pittsburgh e un Master Artistico in Letteratura Comparata dall’Università del Massachusetts, Amherst. Attualmente sta lavorando a un progetto per realizzare un libro sulle rappresentazioni dello spazio urbano nella recente letteratura e filmografia dell’America Latina. I suoi interessi di ricerca includono letteratura e filmografia moderna in America Latina, studi urbani, e bizzarra teoria. Recenti pubblicazioni includono articoli su Diamela Eltit, Adrián Caetano, Raúl Ruiz, e Roberto Bolaño.