|  home  ||  1° pagina ||  Interviste ||  critica ||  2 6 6 6 ||  I detective s. ||   la poesia ||  prosa ||  lettori ||  testi ||  autori citati ||  Hispanoamerica |

Natasha Wimmer

' Intervista sulla traduzione de I detective selvaggi '

Intervista di Scott Esposito link esterno, The quarterly conversation - 22 giugno 2007
© traduzione di Gianni Errera

Natasha Wimmer

Intervista sulla traduzione de I detective selvaggi

Oltre ad aver tradotto I detectives selvaggi, Natasha Wimmer ha tradotto numerosi libri di Vargas Llosa, così come di Laura Restrepo e Pedro Juan Gutierrez. I suoi lavori sono anche apparsi su The believer, dove ha affrontato l'argomento della traduzione del Don Chisciotte e, più recentemente, ha scrtto a proposito di I detectives selvaggi. Attualmente la Wimmer è impegnata nella traduzione di 2666 link interno, l'ultimo romanzo di Bolaño, oltre ad essere il più lungo. nota

Scott Esposito: Come sei venuta a contatto per la prima volta con l'opera di Bolaño, e come sei diventata la traduttrice di I detectives selvaggi? <7p>

Natasha Wimmer: Ho letto per la prima volta I detectives selvaggi all'incirca durante il periodo in cui Farrar, Strau e Giroux lo stavano prendendo in considerazione per un'eventuale pubblicazione. Io pensai che fosse uno dei libri più interessanti che avessi letto in molti anni, ma non pensavo che ci fossero possibilità per me di poterlo tradurre, perché Bolaño aveva già un bravissimo traduttore, Chris Andrews. Ma poi è successo che Andrews non aveva la possibilità di portare avanti il progetto, ed io sono stata la fortunata sostituta scelta per rimpiazzarlo.

SE: C'è stato qualche motivo particolare per voler tradurre Bolaño?

NW: Ho capito sin da subito che tradurre Bolaño era l'occasione più grande della mia vita. Pensai la stessa cosa che probabilmente deve aver pensato Gregory Rabassa quando si è ritrovato in mano Cent'anni di solitudine. I detectives selvaggi non era semplicemente un romanzo incredibile, c'era anche qualcosa di grandioso e di nuovo. Non avevo mai sentito molto parlare di Bolaño prima di leggere I detectives selvaggi, così le mie impressioni non furono influenzate dal successo emergente di pubblico che vedeva in Bolaño lo scrittore di lingua ispanica più importante della sua generazione. È stato il romanzo per sé stesso che mi ha sbalordito.

SE: Bolaño ha scritto numerosi racconti e due romanzi molto lunghi. Tu in questo momento stai traducendo entrambi i romanzi. Non è stato traumatico cominciare direttamente con un lavoro senza prima aver tradotto nessun racconto breve di Bolaño?

NW: Veramente non molto. Ogni opera è differente dall'altra, e nel linguaggio 2666 e I detectives selvaggi è molto lontano da Una notte in Cile e Stella distante. Alcuni racconti sono più simili tra loro nello stile, ma in particolare I detectives selvaggi è dei romanzi di Bolaño quello più sfrenato e colloquiale nella scrittura ; sarebbe stato arduo anche se avessi lavorato in precedenza sui racconti brevi.

SE: Cosa pensi dei romanzi di Bolaño tradotti in inglese da Chris Andrews? Avete avuto qualche contatto?

NW: Ammiro molto Chris Andrews ed invidio la sua amicizia con Bolaño. Io e lui non ci siamo mai incontrati; i traduttori tendono a lavorare senza avere molte relazioni con gli altri colleghi, ma chi può dirlo? Ci sono ottime possibilità che noi in futuro potremo incrociare le nostre strade da qualche parte.

SE: Quando traduci ci sono dei rischi che cerchi di evitare? Per esempio, di mettere troppo di personale, oppure lasciare che troppo del linguaggio originale si insinui nella traduzione?

NW: Ci sono molte cose che cerco di evitare, ma per lo più cerco di evitare di rispettare le regole in maniera rigida: il lavoro di traduzione è tutto basato sulle eccezioni alle regole. Spesso, però, cerco di evitare di usare termini affini in maniera automatica dove potrebbe esserci una traduzione migliore per una determinata parola. Di solito non mi preoccupo troppo di metterci troppo di mio nella traduzione, e in realtà non ci sono molte possibilità perché questo accada, a parte i dialoghi, che a volte richiedono una traduzione più libera della prosa descrittiva. Per quello che riguarda i termini e le frasi nella lingua originale, cerco di evitare l'effetto di un pasticcio confuso di spagnolo e inglese, ma penso che poche espressioni scelte accuratamente, e la maggior parte dei toponimi, sia desiderabile se non auspicabile lasciarli in spagnolo.

SE: Una delle parti più suggestive de I detective selvaggi link interno è la sezione centrale (anch'essa intitolata I detectives selvaggi) che prende circa 400 pagine, più di 50 voci narranti differenti e che si svolge nell'arco temporale di 20 anni. Hai avuto difficoltà a ricordarti tutti i particolari?

NW: Non è stato difficile, avevo sempre il testo spagnolo davanti a me. Inoltre le varie voci si prendono cura di sé stesse da sole. Alcune voci sono state più difficili da rendere nella traduzione, ma non mi sono mai preoccupata più di tanto della coerenza. È tutto scritto nel testo. Il carattere si esprime attraverso il linguaggio e la scelta delle parole, ma anche su larga scala dal ritmo e dalla trama.

SE: I detective selvaggi fa uso di un mucchio di particolari e dettagli molto precisi. Per esempio, sebbene viaggino in tutto il mondo, i personaggi di Bolaño discutono spesso dei loro itinerari da un posto all'altro. In modo simile, ci sono informazioni minuziose, come quando Bolaño fa riferimento ai grandi magazzini messicani Sanborns, o ad una scuola tenuta dall'Opus Dei. Hai fatto qualche cosa di particolare per comprendere l'essenza di questi paesaggi e di questa cultura che Bolaño sembra aver conosciuto molto bene?

NW: La cosa più utile che ho fatto è stato di gran lunga il passare due mesi a Città del Messico mentre traducevo il romanzo. Ho vissuto in un appartamento in Calle Abraham Gonzalez, che è una parallela di Calle Bucareli ed a pochi isolati di distanza dal Caffé La Habana, il corrispettivo reale del Café Quito in I detectives selvaggi. In effetti ho trascorso lì qualche pomeriggio bevendo caffè con amici messicani e chiedendo informazioni sul dialetto di Città del Messico. Passavo sempre davanti a qualche edificio oppure attraversavo qualche strada menzionata in I detectives selvaggi e tutti i tipi di riferimenti culturali mi sono diventati chiari.

SE: Una delle caratteristiche peculiari dell'opera di Bolaño è che i suoi romanzi sono tutti collegati tra loro attraverso personaggi, locali, tematiche, e/o episodi in comune tra loro. I detectives selvaggi ha un ruolo cruciale in tutto questo, poiché è un libro a largo respiro e ci sono parecchi riferimenti incrociati tra questo ed altre opere di Bolaño. Mentre traducevi I detectives selvaggi hai fatto un qualche uso degli altri romanzi di Bolaño?

NW: Non penso di aver usato gli altri libri come riferimenti in sé stessi, ma mi sono divertita a trovare le corrispondenze ed a fare le connessioni. I racconti brevi, in maniera particolare, sono stati interessanti per le diverse angolazioni che gettano sui personaggi e sulle situazioni. E naturalmente i saggi nella raccolta Entre parentesis(che devono ancora venire tradotti in inglese) sono stati affascinanti per fare luce sull'aspetto autobiografico del romanzo.

SE: Qualcuno ha notato che è difficile tradurre Bolaño perché fa molto uso di espressioni idiomatiche. Hai trovato questo aspetto difficile?

NW: Sì, è stato difficile. I termini idiomatici sono una delle sfide più dure per un traduttore. Bolaño ricorre all'uso di dialetti che si estendono attraverso continenti e decadi, dal Messico degli anni '70 alla Spagna degli anni '90. Alcune delle sfumature inevitabilmente si perdono nella traduzione. Sarebbe inutile, anzi forse anche peggio, il cercare di tradurre il dialetto messicano degli anni '70 nel dialetto americano degli anni '70, per esempio. E comunque, non c'è un punto fermo essenziale sull'uso che ne fa Bolaño, egli non stava cercando di ricreare attraverso il linguaggio una particolare epoca. Quello che egli ha realizzato, invece, è creare uno stile eterodosso personale, ed io ho provato a catturarne l'essenza meglio che ho potuto, con un misto di espressioni classiche con termini ed espressioni più stravaganti che non correvano il rischio(lo spero) di suonare banali.

SE: Quali altre difficoltà hai incontrato durante la traduzione di Bolaño? C'è stato qualcosa che ti ha divertito particolarmente durante la traduzione di questo libro?

NW: Una delle principali difficoltà della traduzione è stata quella di mantenere il ritmo delle frasi di Bolaño. Non è mai prevedibile ed a volte può essere intenzionalmente sgraziato, ed a volte è stato difficile ottenere lo stesso equilibrio in inglese; ho sentito spesso la necessità di levigare qualche costruzione goffa, ma mi sono trattenuta dal farlo, e poi ho capito rileggendole che erano bilanciate perfettamente. Questa è stata una delle cose che fondamentalmente mi ha dato maggiore soddisfazione. Diversamente, mi piaceva l'umorismo. È sempre divertente tradurre qualcosa di divertente.

SE: Proprio adesso stai traducendo 2666, un lavoro immenso di oltre 1.000 pagine. Come affronti qualche cosa di talmente grande? Parti semplicemente dalla prima pagina e poi vai avanti a testa bassa?

NW: Sì, esattamente. Vai avanti nella maniera più lineare possibile, o almeno questo è il mio approccio. Anche se lo sto completando in cinque blocchi distinti, corrispondenti alle cinque parti, il che implica un metodo leggermente diverso dal solito. Per il mio bene e per quello del mio editore , vorrei evitare di depositare sulla sua scrivania mille e duecento pagine tutte insieme in una sola volta.

SE:Un'ultima domanda: qual è il tuo romanzo di Bolaño preferito?

È facile da rispondere a questa, I detective selvaggi. Gli altri hanno il loro fascino, ma I detective selvaggi è quello per cui è più facile perdere la testa. E non solo la sola a pensarla in questa maniera. C'è un motivo preciso per cui Bolaño è divenuto un personaggio , e non è una coincidenza che è anche il più autobiografico.


Natasha Wimmer

 •  intervista sulla traduzione de I detective selvaggi link interno
 •  intervista sulla traduzione di 2666 link interno



NOTE

L'intervista è del 2007 e 2666 , tradotto dalla wimmer è stato pubblicato negli Stati uniti nel novembre 2008: leggi l'intervista link interno sulla traduzione di 2666


 
 

Testo liberamente riproducibile a condizione che ne venga rispettata l'integrità, venga indicato il sito di origine e infromato l'autore di questo sito mail


 
 

azulines