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   Chiara Bolognese

'Roberto Bolano e i suoi inizi letterari: l'infrarealismo tra realtà e finzione.'

Acta literaria, nr 39, 2009 link esterno

© traduzione di Carmelo p.

La vita e l'opera dell'autore cileno Roberto Bolano evidenziano costantemente un'attitudine e un progetto desacralizzanti. In queste pagine si cercherà di mostrare come la sua scrittura fu innovativa già fin dai suoi inizi letterari come scrittore in Messico, quando letteratura ed esistenza si fusero senza nessuna esitazione. Ciò permetterà anche di sottolineare il ruolo determinante che ebbe il paese centroamericano nella sua formazione culturale e nella sua produzione posteriore.

Bolano fu protagonista della bohemia messicana degli anni settanta, poco dopo essere arrivato nella capitale con la sua famiglia, nel 1968. Li, molto presto si sentì attratto dall'anticonvenzionalismo e da tutto cio' che si contrapponeva al sistema di valori dominanti. Questo interesse, lo scrittore lo trasformò innanzitutto in azione letteraria, dando luogo a un progetto che fu al tempo stesso di vita ed estetico, e che, successivamente, traspose nella finzione, essendo il mondo della ribellione e della controcultura uno dei temi che sostanziano i suoi testi. Fu allora che fondò nel 1976 con Mario Santiago il movimento infrarealista, posizionandosi nell'ambito della poesia alternativa nell'epoca in cui dominava il magistero di Octavio Paz. Ed è precisamente per opporsi a Paz che i fondatori pretendevano produrre una letteratura nuova e totalmente diversa.

Il movimento consisteva in un gruppo post-avanguardista che celebrava il profondo amore per la poesia, fuso con una attitudine contestataria contro tutto ciò che era socialmente stabilito. E cimentato da una stretta amicizia tra i suoi fondatori e gli altri membri.

La necessità della creazione di un nuovo gruppo artistico nacque in relazione al fatto che in quell'epoca i "Talleres literarios" stavano acquisendo un ruolo fondamentale nel mondo accademico e culturale. Molti dei giovani che passarono a far parte dell'infrarealismo andavano al "Taller di Poesia" dell'Università Autonoma del Messico, diretto da Juan Banuelos. Gli studenti non apprezzavano il modo di avvicinarsi alla poesia proposto dal direttore, che d'altra parte non era altro che il riflesso di certa chiusura della cultura ufficiale del momento. Gli studenti riuscirono a proporre e ottenere la chiusura del Taller, favorendo in tal modo la nascita dell'infrarealismo.nota

Bolano non frequentava il taller perche' non si iscrisse mai a nessun corsonota, né frequentava gli ambienti accademici. L'autore conobbe Mario Santiago durante un ritrovo al cafè La Habana , un luogo che più tardi apparirà ne I detective selvaggi col nome Cafè Quito, sede delle numerosi riunioni dei giovani protagonisti. In questo senso, sono interessanti le dichiarazioni che fa lo stesso Bolano in una intervista con la poetessa e romanziera messicana Carmen Boullosa

L'infrarealismo fu una specie di Dadà alla messicana. In alcuni momenti ci furono molte persone, non solo poeti, ma pittori e soprattutto vagabondi e oziosi, che si considerarono infrarealisti, però in realtà il gruppo era costituito solamente da due persone, Mario Santiago ed io. Entrambi ce ne andammo in Europa nel 1977. Dopo alcune avventure disastrose, una notte nella stazione ferroviaria di Port Vendres, in Rosellon, vicino [...] della stazione di Perpignan, decidemmo che il gruppo come tale era cessato <1>
[ Bolaño, in C. Manzoni, Roberto Bolaño: La Escritura Como Tauromaquia , 2002]

Gli infrarealisti fondarono dapprima la rivista Correspondencia Infra, revista menstrual del movimento infrarealista , che pubblicò pochissimi esemplari nota, e tuttavia è sommamente rilevante perché nelle sue pagine si publicò il Primo manifesto infrarealista link interno, redatto dallo stesso Bolano, nella casa di un altro giovane poeta cileno Bruno Montane. Il testo evidenzia che le idee che avrebbero dato forma al progetto letterario dell'autore già erano delineate sin dai suoi primi versi e posizioni teoriche. Tali idee, poi, si svilupparono, approfondirono e arricchirono nelle sue opere successive. Il Manifesto mostra che il filo che è costantemente presente e segna tutta la produzione bolaniana è rappresentato dal tema del fallimento delle utopie, come viene espresso dalle seguenti parole link interno: sognavamo l'utopia e ci siamo svegliati gridando

Il ventenne Bolano si sentiva affascinato dalla realtà marginale, dai sotterranei della realtà , la infrarealtà, appunto, di coloro che si sono giocati tutto, e forse hanno perso tutto; i disperati della e per la letteratura, come lo saranno anche la maggioranza dei personaggi delle sue opere successive. Si tratta di individui che incarnano la fusione di arte e vita, che affrontano l'esistenza con realismo ma dal di dentro, visceralmente: "buttiamoci a capofitto in tutti gli ostacoli umani, in modo che le cose comincino a muoversi dentro noi stessi, una visione allucinante dell'uomo". Da ciò ne deriva probabilmente il nome di "real visceralismo" che sceglie Bolano per il movimento che costituisce l'asse del romanzo I detective selvaggi.

La funzione principale dell'infrarealismo era quella di distruggere la cultura ufficiale che descrivevano in questo modo:

Cortine d'acqua, cemento o latta, separano un meccanismo culturale che fa da coscienza o culo della classe dominante, in un succedersi culturale vivo, canaglia, in costante morte e nascita, ignorante di gran parte della storia e delle belle arti […] corpo che a un tratto sperimenta su di sé nuove sensazioni, prodotto di un'epoca in cui ci avviciniamo a 200 kmh al cesso o alla rivoluzione.
[Bolano, manifesto infrarealista link interno]

Ed è con questa attitudine, che gli infrarealisti riprendono l'eredità dell'Estridentismo di Manuel Maples Arce, del cui manifesto riproducono il tono. Questi giovani poeti condividevano la visione dell'arte degli estridentisti, che rifiutavano sistematicamente tutte le proposte degli intellettuali riuniti attorno alla rivista Contemporaneos, come mostrano le prime righe del loro secondo manifesto:

Irriverenti, afirmales, convinti, incitiamo i giovani intellettuali dello Stato di Puebla, ai non contaminati di reazionarism oletargico, ed ai non identificati con i sentire medio collettivo del pubblico (…) affinché vengano a ingrossare le file trionfali dell'estridentismo <2>
[Maples Arce, Manuel. 1991. "Actual 1". In Jorge Schwartz. Las vanguardias latinoamericanas. Textos pragmáticos y críticos. Madrid: Cátedra.]

Gli estridentisti furono molto radicali nelle loro prese di posizione, come viene risaltato nella conclusione del manifesto che dice "essere estridentista è essere uomini" (Maples Arce 1991), con un chiaro riferimento a quelli che secondo loro, invece, non sono uomini ma burattini sottomessi all'establishment.

E, in modo simile, gli infrarealisti furono giovani contestatari che vedevano nella poesia "gli strumenti per la sovversione quotidiana." (manifesto infra). Carmen Boullosa, nella citata intervista, li descrive con chiarezza, trasmettendo inoltre, la visione di chi viveva la situazione dall'altro lato della barricata

Erano il terrore del mondo letterario. Io allora facevo parte dei cerimoniosi […] mi piacevano i riti di lettura delle poesie, cocktails, quelle cose assurde piene di codici che in qualche modo mi assoggettavano e voi starispondendo a bolano] eravate i terroristi anche di questi riti. Prima di cominciare la mia prima lettura di poesie […] mi raccomandai a Dio - al quale non credevo […] perché per favore apparissero gli infras […] gli infras potevano apparire, irrompere a metà sessione e darmi della tonta
[Carmen Boullosa, intervista a Bolano, in Manzoni cit]

Bolano, Santiago e gli altri infrarealisti si convertirono, come riconosce Boullosa, in dei rivoluzionari temuti da tutti, le loro gesta cominciarono a tingersi di leggenda pericolosa, forse passando a incarnare i soli negri del racconto che Bolano aveva riprodotto all'inizio del suo manifesto nota

Occorre dire che questo testo evoca anche altri "rivoluzionari" del mondo culturale dell'epoca. Già a partire dal titolo "dejenlo todo nuevamente"( "mollate tutto di nuovo"), denota una chiara filiazione surrealista, tenendo conto che Andrè Breton scrisse un saggio intitolato "abbandonate tutto", raccolto ne "I passi perduti", al quale si riferisce implicitamente. Allo stesso modo, le idee rivoluzionarie, di sovversione della realtà che vengono proposte con le parole "nostra etica è la rivoluzione, nostra estetica la Vita:una-cosa-sola", riportano alla memoria la rivista che il maestro francese fondò nel 1930, il cui titolo era "Il Surrealismo al servizio della rivoluzione"<3>. La vicinanza e' stata rafforzata dal fatto che lo stesso Breton visse in Messico per un tempo e là conobbe esponenti importanti del mondo della cultura, come Trotsky e Diego Rivera.<4>

Sembra abbastanza chiaro che Bolano, si identificò, nei suoi ventanni, con le idee del surrealista francesei, e, in effetti scrive in un testo compreso in Tra parentesi: "Breton sostenne che il surrealismo avrebbe dovuto entrare in clandestinità, avrebbe dovuto sparire nelle cloache delle città e delle biblioteche […] L'ORA DI METTERE LA TESTA A POSTO NON ARRIVERA' MAI"[pag 100]
Queste parole sono un chiaro invito a sommergersi nella infrarealtà di cui parlava l'autore all'epoca della sua gioventù messicana. Si tratta di convinzioni che lo condussero a una poesia di ribellione, le cui problematiche di fondo, sono abbozzate nelle domande del manifesto, quando si interroga riguardo a coloro che li circondano; " E la buona cultura borghese? e l'accademia e gli incendiari? e le avangiuuardie e le loro retroguardie?"

In questo senso, gli infrarealisti dichiarano il loro desiderio di vicinanza ai nuovo gruppi post-avanguardisti e, in particolare, il loro debito nei confronti dei peruviani di Hora Zero: "Ci precedono le MILLE AVANGUARDIE SMEMBRATE NEGLI ANNI SESSANTA [...] Ci precede HORA ZERO". Questi scrittori aspiravano a una poesia nuova, liberata dal conformismo e dalle coercizioni politiche, e sostenevano che, dopo César Vallejo, la poesia peruviana aveva smesso di produrre opere letterariamente importanti. La relazione tra i messicani e i peruviani è evidente, tanto che, nella pagina ufficiale del movimento infrarealista è pubblicato il manifesto degli hoarazeriani, firmato da Juan Ramírez Ruiz e Jorge Pimentel, dove si dice che "a noi ci e' stata consegnata una catastrofe per poetizzarla"<5> nota e niente è piu adeguato che queste parole per descrivere la letteraura di Bolano, che vuole poetizzare la realtà marginali e degli emarginati.
nota cinque
in realta' i manifesti furono due Il primo manifesto, "Palabras urgentes", viene redatto dai poeti Jorge Pimentel e Juan Ramírez Ruiz
il secondo Il secondo manifesto, " Poesía integral link esterno ", scritto da Juan Ramírez Ruiz

La scelta di operare in gruppi e di affratellarsi tra loro è, inoltre, un'attitudine tipica degli avanguardisti e postavanguardisti che vedono così rafforzato il loro impegno. E gli infrarealisti spiegano in questo modo la ragione della redazione del manifesto:
"malgrado le differenze storiche, geografiche, letterarie, etcetera, è parte della poesia ribelle dell'America del XX secolo, movimento le cui espressioni più evidentivsono lo beat statunitensi, gli horazeriani del Perù e gli infrarealisti messicani" (Bolano manifesto infra)
E in effetti, nel prologo di "Muchachos desnudos bajo el arcoiris de fuego"antologia che raccoglie alcune poesie di Bolano, Miguel Donoso Pareja dice che loro, insieme agli horazeriani e ad altri gruppi avanguardisti aspiravano alla "libertà di espressione, [il] rifiuto di tutta la retorica, [la] distruzione del vecchio, [la] costruzione del nuovo" (Donoso, 1979)

D'altra parte, le idee rivoluzionarie dell'infrarealismo furono propiziate dall'angoscia, profonda e giustificata, dovuta alla situazione storica complessa e in fase di trasformazione, che caratterizzava la società messicana degli anni settanta; una preoccupazione che probabilmente si acutizzo perchè, poco dopo l'arrivo di Bolano nel DF, ci fu la mattanza di Tlatelolco, fatto a cui si allude nei versi del manifesto

I massacri, i nuovi campi di concentramento [..] Sono tempi duri per la poesia, dicono alcuni, mentre bevono tè, ascoltano musica [...] Sono tempi duri per l'uomo, diciamo noi mentre torniamo sulle barricate dopo una giornata piena di merda e gas lacrimogeni,
[Bolano manifesto infra]

Queste parole mostrano di nuovo una vicinanza tra la propensione degli infrarealisti e degli estridentisti, che propugnavano in particolare l'idea di una poesia che non fosse solo scrittura, ma piuttosto un modo di essere di fronte alla vita,<6> e in quest'ottica l'autore definisce le opere "Andamios interiores" e "Poemas interdictos" di Maples Arce come "libri che sono utili[...] per cominciare a vedere in modo differente la tradizione della poesia messicana"
(Roberto, Bolaño. 1976a, "El estridentismo", en Plural 61, pp. 48-50. )

Tuttavia, è proprio nel 1976 che Bolano accusa i membri di questo movimento di abbandonare la battaglia: "In messico gli estridentisti se ne vanno, i 'contemporanei' restano, la paz torna a casa"[1976a]. Si puo' notare un che di ironico verso il gruppo di poeti più conformisti, i "poeti funzionari". riuniti sotto il potere di Octavio Paz, che, insieme ad Efrain Huerta, fu responsabile della rivista Taller (1948-41), continuatrice delle tendenze di un'altra rivista, Contemporaneos (1928-31), che promuoveva una forte idea di cosmopolitismo, così come anche di un certo intellettualismo (Fernandez, 1987), che doveva risultare sgradevole a Bolano. a Taller seguì Plural, che si convertì in un punto di riferimento obbligato per la cultura del paese e, più in generale, per la cultura in lingua spagnola. Lo stesso Bolano vi pubblicò alcuni articoli che si citano in queste pagine.

Malgrado la critica agli estridentisti sopra esposta, Bolano riconosce loro il lascito sostanziale di rottura e di impegno che questi lasciarono per le generazioni successive: "Gli estridentisti non potettero sostenere quelle barricate acide della nuova poesia, però ci insegnarono più di una cosa sugli imbecilli", si legge poche righe dopo dello stesso testo. Ed è che l'infrarealismo è l'incarnazione di quello che dovevano dire le avanguardie nuove dopo il fallimento di tutti i sogni.

Un altro aspetto da sottolinare del manifesto infrarealista è il fatto che presenta il poeta come eroe:

I nostri parenti più prossimi:
i franchi tiratori, gli abitanti solitari delle pianure che devastano i caffè cinesi dell'America Latina, i macellai nei supermercati con i loro tremendi dilemmi individuo-collettività; l'impotenza dell'azione e la ricerca (a livelli individuali o impantanati in contraddizioni estetiche) dell'azione poetica.

Si tratta precisamente di un eroe fallito, visto che non ha nè miti nè mete, e che, tuttavia, invita a lanciarsi all'avventura: "il poeta come un eroe rivelatore di eroi [...] Se il poeta è immischiato, dovrà immischiarsi anche il lettore." Si apprezza, pertanto la coerenza di Bolano, che, già fin dal principio della sua attività letteraria, proponeva la figura di un'artista che cerca l'intemperie, che vuole vivere dentro di essa, tale e quale lo fece , Arthur Rimbaud link interno, sua guida più importante, la cui presenza sfocata, sostanzia la letteratura dell'autore. Si crea la figura di un poeta emarginato, che deambula in questa infrarealtà che nasce, con le parole dello stesso bolano dallo scontro tra "Forme di vita e forme di morte [che] attraversano quotidianamente la retina."

E' proprio il valore della triade costituita dalla letteratura, l'emarginazione e la morte, ciò che salva gl isconfitti di Bolano, che mai si tirano indietro e sempre si mantengono determinati nel loro impegno nei confronti della vita e della scrittura. Il risultato fu un tipo di poesia (e di narrativa, più tardi) che si diregeva inevitabilmente verso l'abisso, con incursioni nel porno, la pazzia, l'emarginazione, l'omosessualità e la violenza: la maggior parte dei testi del cileno vedono protagonisti gli abitanti del caos dell'inferno, e molte volte si tratta, in particolare, dell'inferno messicano dell'epoca che abbraccia il periodo dagli anni sessanta fino all'attualità.

E' una letteratura di sconfitti che si inscrive nella poetica della sconfitta e della sopravvivenza; sono parole scritte per coloro cercarono di fare la rivoluzione e non ci riuscirono, e che ben restano rappresentati in questi nomi che menziona il personaggio Arturo Belano - alter ego dell'autore . nel racconto "Carnet de baile"

I figli di Walt Whitman, di José Martí, di Violeta Parra; scorticati, dimenticati, gettati in fosse comuni, in fondo al mare, le loro ossa mescolate in un destino troiano, che mette spavento ai sopravvissuti [...] Penso a Beltrán Morales, penso a Rodrigo Lira, penso a Mario Santiago, penso a Reinaldo Arenas. Penso ai poeti morti sul cavalletto da tortura, ai morti di aids, di overdose
[Puttane assassine, Carnet di ballo, p.268]

Come già abbiamo suggerito all'inizio, Bolano utilizzo molti episodi della sua prima "epoca ribelle" per costruire la sua finzione. in particolare cio' si nota nelle avventure dei poeti realvisceralisti messicani, protagonisti de I detective selvaggi, che sono molto orgogliosi di appartenere all'altra faccia dell'universo culturale e si dedicano a una vita Bohème, tipica di certa classe di artisti e di intellettuali, suscitando il disprezzo degli "integrati". in tal senso può essere esemplificata la definizione che Carlos Monsiváis - finzionalizzato nel testo - dà di Lima e Belano, poco dopo averli conosciuti

Due ragazzi […] ostinati a non riconoscere a Paz alcun merito, con un'ostinazione infantile, non mi piace perché non mi piace e basta, capaci di negare l'evidenza […] senza […] talento […] né argomenti di qualche peso, né originalità nelle loro posizioni. Due disorientati, due spostati
[I detective selvaggi, p. 210]<7>

In effetti, nessuno sembra considerare i progetti letterari dei protagonisti. L'unico che per la verità è interessato a conoscere in dettaglio le idee dei due fondatori del realvisceralismo, Ulises Lima e Arturo Belano, è il giovane studente Juan Garcia Madero, il quale già fin dal principio, si rende conto che i suoi compagni realvisceralisti vivono l'esistenza nella sua totalità. Godevano dei piaceri del sesso, dell'alcool e del proibito, allo stesso modo di come facevano gli infrarealisti, il cui manifesto invocava "Esperienza a briglia sciolta, strutture che divorano se stesse, contraddizioni pazze." Nella stessa linea , i capi del movimento mantengono una atteggiamento peculiare di fronte alla realtà e alla creazione letteraria " una delle……. ……………….realismo viscerale […] era il distacco transitorio da un certo tipo di realtà" [p24] dichiara Garcia Madero.
Pertanto il primo passo per essere realvisceralista - vale a dire, poeta autentico - consiste nell'allontanarsi o, meglio, trasgredire la realtà del conformismo culturale, come professarono e fecero gli infrarealisti, fondendo la loro ricerca letteraria e di vita

Prima di concludere, vale la pena sottolineare un'interessante coincidenza che mostra la vicinanza tra letteratura e vita, in cui si muoveva l'autore: proprio nel 1977, anno in cui si collocano i fatti della prima parte de I detective selvaggi, , Roberto Bolaño si esprimeva nel modo seguente riguardo la situazione della poesia latinoamericana:

>Se per panorama generale intendiamo un movimento perlomeno esteticamente al amrgine dell'apparato ufficiale o un subpanorama eticamente ed esteticamente al margine, [….] una interpretazione trasformatrice […] di una realtà quotidiana sanguinosa dove è veramente impossibile creare senza sovvertire, dove è impossibile, sovvertire senza essere battuto, dove è impossibile essere battuto senza adottare [….] comportamenti di rifiuto totale verso situazioni culturali borghesi è […] il panorama mi si presenta come la seconda cartuccia di dinamite della poesia latinoamericana […] da un lato scrivono i giovani ben educati, quelli della toilette quotidiana, i calligrafisti, quelli che cercano un ostatus di scrittore. Dall'altro stanno gli anarchici, i poeti narrativi e i nuovi lirici marxisti, i vagabondi, quelli che vivono poesia <8>
(Bolaño y Boccanera, 1977: 42-43)9

Le citate riflessioni presentano una forte affinità con il panorama che Bolano satirizza ne I detective selvaggi e con certe riflessioni dei suoi personaggi. E' evidente l'apprezzamento durante il periodo di gioventù infarealista per coloro che "vivono poesia", convinzione che fa incarnare, posteriormente, i suoi mitici antieroi realvisceralisti

Resta chiaro Bolano, sin dai primi lavori e durante tutta la sua traiettoria artistica, ha sempre voluto evidenziare non tanto e non solo, l'importanza della buona poesia nel senso più agenerale, ma soprattutto la necessità di essere poeta nella vita e con la vita per rivoluzionare così il panorama delle lettere: questa è l'unica situazione che permette all'uomo di vivere l'esistenza pienamente, senza rimanere prigioniero in nessun schema sociale e culturale.

E restano a conferma di tutto ciò che si è esposto le parole dei giovani protagonisti messicani di Amuleto, quando esprimono il sogno di <"non restare attaccati a nessun luogo. Fare delle nostre vite un'arte"[pag. ]


Note dell'autore:

[1] Ne I detective selvaggi, proprio in Port Vendres, Arturo si separa da Ulises con le seguenti parole "se me hace que ésta es la última vez que nos vemos" [p. ]. tuttavia, in questo romanzo l'inizio dell'esaurimento del realvisceralismo avviene quando, nel 1977, Müller e Belano, già in Europa, mandano una lettera di rinuncia ai loro compagni. Riguardo alle somiglianze tra l'infrarealismo e il dadaismo, si confrontino anche le seguenti parole di Maples Arce sulla relazione tra il suo movimento (estridentismo) e il menzionato dadaismo: "Con questo vocabolo dorato: estridentismo, faccio una trascrizione delle etichette dada, che sono fatti di niente, per combattera 'il niente ufficiale di libri, esposizioni e teatro'. In sintesi una forza radicale opposta al conservatorismo solitario di una collettività anchilosata" (Maples Arce, en Schwartz, 1991: 167).

[2] Il manifiesto segue con l'invito ad allontanarsi dalla "ranciolatría ideológica" per raggiungere un'arte autentica che consenta "che la poesia sia la poesia veramente".

[3] Una volontà análoga è quella che manifestavano gli estridentisti che cercarono di "alleare la creazione estética con la rivoluzione" (Schwartz, 1991: 159).

[4] No può essere una casualità che molto dopo ne I detective selvaggi, i realvisceralisti incontrano la nipote di questi, Verónica Volkow.

[5] Página web del movimento: www.infrarrealismo.com. Consulta: 21/04/2005.

[6] Maples Arce e i suoi seguaci portarono un'aria di cambiamento alla cultura del loro paese, che si concretizzò più nell'atteggiamento di fronte al mondo che nell'effettiva produzione artistica. occorre ricordare che l'estridentismo celebrava il lavoro nelle fabbriche ed esaltava le masse operaie, due temi che ebbero più rilevanza in Messico, dopo la rivoluzione (1910-1917)

[7] Forse si può leggere in queste parole di Monsiváis una rivincita (finzionale) sugli attacchi e le critiche che i poeti vicini a paz soffrirono (realmente) da parte di Bolaño e dei suoi compagni. d'altra parte, è anche vero che il Bolaño più maturo dell'intervista a Monica Maristain link interno dichiara di ammirare Monsivais perchè "conserva le unghgia d'accio" nelle sue critiche alla società e al mondo letterario.

[8] A questo dialogo tra Bolaño y Jorge Alejandro Boccanera, allude il personaggio di Fabio Ernesto Logiacomo nella finzione de I detective selvaggi, come Boccanera argentino. vincitore del premio casa de las Americas, con un nome composto e cognome italiano, che dice:
"Quel che volevano non era un'intervista ma un dibattito, un dibattito a te voci da pubblicare su una delle migliori riviste messicane. La discussione sarebbe stata tra un messicano [...] un cileno n argentino, io [...] Alla fine i ldibattito fu sol otra me e il cileno" [p. 195 - 196]


 

Roberto Bolaño y sus comienzos literarios: El infrarrealismo entre realidad y ficción link esterno


 

NOTE

I primi segni di insofferenza verso la cultura accademica si manifestano nel "taller" di poesia dell'Università autonoma del Messico (UNAM), condotto da Juan Bañuelos nel 1973 (che ne I detecitive selvaggi assume il nome del "poeta contadino" Juan Cèsar Alamo. Il taller era frequentato dai fratelli Ramón e Cuahtémoc Méndez, Héctor Apolinar e Mario Santiago, che contestavano il contenuto del corso. Racconta il poeta Ramón Méndez:
"studiamo i classici, Juan, gli dicevamo, studiamo il secolo d'oro, fai delle lezioni sul sonetto, ma il maestro non aveva nessun interesse o non poteva soddisfare le nostre richieste"    Di fronte all'insanabile dissidio prosegue Méndez
"un pomeriggio, a principio del 1974, Mario santiago si presentò al corso con un foglio che conteneva la rinuncia scritta di Bañuelos, con il suo singolare stile, irriverente e sproloquiante, dove il maestro si autoaccusava di menopausa galoppante e altre amenità per lasciare il suo posto".
Juan Bañuelos rimase stupefatto nel leggere ciò che aveva scritto Mario Santiago e che lui avrebbe dovuto sottoscrivere e disse loro: "che bello scherzo ragazzi! che bello scherzo!
Gli studenti finirono per essere espulsi.

Bolaño a 17 anni abbandonò le scuole secondarie

Fu pubblicato solo il primo numero.

Bisogna tener conto che Boullosa era all’epoca (quando le donne ancora raramente prendevano la parola in pubblico) una giovane ragazza di 22-23 anni e il timore di essere interrotta mentre recitava le sue poesie la terrorizzava. In realtà gli infrarealisti non costituirono mai una minaccia per l’establishment intellettuale messicano ne’ mai furono percepiti come tale. E gli episodi di eclatante provocazione furono pochissimi e peraltro maldestri. Gli infrarealisti, giovani poeti di estrazione sociale medio-bassa, (più che un movimento una banda di ragazzi che sull’onda del clima post ’68, scoprivano e praticavano comportamenti “ribelli” nel modo di vestire, di intendere il sesso e nel rapporto con le istituzioni) furono probabilmente percipiti più come un fastidio che come una minaccia; praticamente ignorati, nel giro di qualche anno scomparsero completamente dalla scena culturale senza che nessuno se ne accorgesse. E’ grazie a I detective selvaggi e all'importanza dell'opera di Bolano, che questo movimento è stato riesumato e studiato


 
 

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