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Così l’incipit del suo «autoritratto»
. La prima notte di prigione Roberto Bolaño sognò che Stalin e Dylan Thomas conversavano in un bar di Città del Messico «seduti a un tavolino rotondo di quelli per fare a braccio di ferro, solo che non facevano a braccio di ferro, facevano chi reggeva meglio l’alcol». Con il procedere del sogno l’unico a sentirsi male è il sognatore. Bolaño si salverà dalla dittatura, riuscirà a tornare a Città del Messico, poi – agli inizi del 1977 – volerà in Spagna, dove si trova già la madre, prima a Girona, poi a Blanes, un’ora e mezza da Barcellona. A dispetto della sua condizione, non vuole essere un esule, vuole restare un cileno. Fonda una rivista di soli poeti cileni che intitola Berthe Trépat, dal nome della pianista che compare in Rayuela
di Cortázar e che suona per pochissimi o forse per nessuno. Si tratta di poco più di un insieme di fogli ciclostilati, una tiratura di una cinquantina di copie. Di più non si può permettere. La casa editrice si chiama «Rimbaud, vuelve a casa, Press», Rimbaud torna a casa. Ne escono soltanto tre numeri, destinati ai collaboratori. Antonio Arévalo, poeta cileno, critico d’arte, esule a Roma, è uno di questi.
Nella cartellina c’è anche la lettera con cui Roberto annuncia il progetto della rivista ad Antonio: «Querido Antonio Arévalo, estamos intentando hacer funcionar una especie de editorial absolutamente miserable…». La definisce una cosa divertente, «o al menos a mé me divierte jugar a publicar a mis amigos». Sollecita testi, foto, proposte, manifesti e, con quell’ironia che è anche uno dei suoi principali tratti narrativi, avverte: «Como cualquier observador puede notar, se trata de un rollo en plan miniatura japonesa», un rotolo stile miniatura giapponese. In una successiva lettera del 15 ottobre 1983, Bolaño parlerà del secondo numero
e domanderà altro materiale, in particolare testi critici. «Voleva dare un sostegno critico a un gruppo di poeti che già erano riconoscibili come Nuovi poeti cileni – dice Arévalo – e in questo un aiuto notevole gli venne da Soledad Bianchi, una docente cilena di letteratura che insegnava alla Sorbona e che si occupava della poesia cilena in esilio. Soledad faceva anche da collegamento diretto tra tutti di noi».
, anch’egli poeta, era amico di Bolaño fin dagli anni messicani, si era trasferito in Spagna poco prima di lui e insieme avevano fondato la rivista. È con Mario Santiago
uno dei protagonisti de I Detective selvaggi. Nel romanzo, dove si mischiano con estrema efficacia elementi biografici e immaginari
, Montané è Felipe Müller, il caffè Quito di Città del Messico è il caffè La Habana.
, il fratello di Violeta Parra, mentre giudicava insopportabile chi scriveva come Neruda. Voleva che gli parlassi delle nuove riviste di poesia e delle azioni dei gruppi poetici in Cile di cui ero a conoscenza. Nonostante la dittatura militare a Santiago era attivissimo il Cada, il Colectivo acionas de arte, che un giorno lanciò da quattro aerei sulla città migliaia di volantini con scritto: vivere in Cile come azione d’arte. Io avevo dei contatti con il Cada, anche perché organizzavamo iniziative simultanee in Europa, come quella che diceva: non più repressione, non più morte».
NOTE
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Riccardo De Gennaro ha lavorato al Sole-24 Ore e a Repubblica. Suoi i romanzi “I giorni della lumaca” ( Casagrande
) e “La Comune 1871” ( Transeuropa
), oltre al libro-reportage “Mujeres. Storie di donne argentine” (Manifestolibri dove si può leggere un brano
). Dirige il trimestrale " il Reportage
".
in una intervista
Bruno Montané racconta che furono pubblicate anche delle poesie inedite di Enrique Lihn.
In un articolo del 2005 [ Bolaño y el Chile porno de los 80
] Patricia Espinosa esamina una poesia intitolata "Iceberg" ed inclusa nel secondo numero di Berthe Trepat:
"Iceberg, dove si accusa il Cile di essere un luog odell'orrore, e dove la problematica dell'esilio è affrontata da un punto di vista metafisico/porno e molto, molto cinefilo. Bolaño come poeta, espone una prospettiva di natura cinematografica, senza abbandonare mai la drammaticità degli eventi descritti in un tempo slegato dalla linearità. La sua scrittura può catalogarsi come poesia della decomposizione. uso questo termine, con una connotazione triplice: decomposizione di un presunto ordine del mondo come la successione lineare degl iavvenimenti, decomposizione del mondo politico, e, finalmente, la decomposizione di un soggetto, mediante l'interposizione della discontinuità"
ICEBERG
Roberto Bolaño
I
Mi idea de la perdedora que la muchacha conozca a la muerte
pierna fuera de las sábanas como su Chile tocado por la luna
Camino astado de conocimiento la puerta se abre
y el tipo sonríe como imbécil su slip abultado por la luna
Como Dios conoce a los perdedores ella ha reconocido
la llegada de la muerte el momento Chile su instante de soledad
Su pelirroja su solidaridad un Chile debajo del toque lunar
un momento puro el encuentro de la desnudez y su soledad
Cuerpo tirado sobre las sábanas mi idea de la perdedora:
por entre las nalgas baja un hilillo de semen comoluz propia
Su pelirroja grita en tiempos verbales pasados y ella se viene
a través de la idea dedo que en el culo toca la estalactita
Poética por ascensión pelirroja por ascensión un delta visual que compone
su Chile erecto tocado por la luna que la sujeta
Mientras se viene grita se estremece idea fija otra vez indecible
como cuerpo ensartado que compone transpiración como velo
Las manos bajan el calzoncillo y aparece Chile su horror
su grito blanco como el calzoncillo tocado por la luna
Su ojo azul se voltea y ofrece la grupa un hilillo de semen
como luz alba enferma que cubre la raya rosada y el ojo marrón
Del culo el ojo oscuro cubierto de leche como alba su razón
tocada por la leche como cinta franja línea que aún grita
Sus propios tiempos verbales caóticos para componer la figura
De su pelirroja ensartada que se viene hasta la estalactita
II
Idea fija otra vez indecible el hilo espeso es una luz propia
Su Chile su arcoiris inmóvil como pulmón de tiempos verbales oscuros
Tocada por la luna su venida su sujección de un eje ondulante
El momento Chile el momento erecto de su pelirroja y de su soledad
Camino astado su idea acoge a la perdedora a través de un eje ondulante
Pelirroja por ascensión la espalda las caderas rasguñadas sujeta a soledad
Como una alambrada la idea horizontal ha permitido un eje ondulante
Tocada por la luna su momento Chile que la penetra como pulmón
Reconociendo la fuga la inmóvil que dice toca el cualquier lugar ensangrentado
Barcelona, 1981.

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