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'i personaggi'

un alter ego è ciò che uno avrebbe voluto essere, ma è anche ciò che uno ha corso il rischio di essere e si è salvato dal diventarlo. Io mi sono salvato dall'essere Arturo Belano, e avrei voluto anche essere, in qualche altro momento, Arturo Belano. Per il resto, abbiamo moltissime cose in comune.
[Roberto Bolano - intervista Dunia Gras Miravet link interno ]

l'opera di Bolano è
“in large part, an ironic mythologization of his personal history”
[Daniel Zalewski]

la scrittura di Bolaño "possiede due direzioni opposte: nasce in un ambito prossimo all'esperienza vissuta per entrare da lì nel territorio dell'immaginario e da qui ritorna sovvertendo i suoi propri fondamenti".
[Jose Promis]

Belano è "più una vita e alternativa in un'altra dimensione che un alter ego proprio dell'autore, personaggio che, malgrado l'annuncio del suo suicidio in Africa, Bolaño decise di resuscitare in varie occasioni fino a proporlo come la voce futurista che comanda e ordina 2666"
[Rodrigo Fresan]

Chiunque leggesse le lettere che mi inviò, lo capirebbe chiaramente: quelle non sono lettere personali, sono le corrispondenze letterarie di un giovane scrittore intento alla composizione di una nuova opera, comunicazioni per il futuro. Tutto diventava per lui materia per la sua sensibilità letteraria. Tutti correvamo il pericolo di apparire in futuro nella sua opera letteraria (e alcuni apparsero). Tutti eravamo attori nel suo scenario. l'espressività del modo di parlare che aveva, un accento e una musicalità che veniva non si sa da dove, cotituiva anche il fraseggio dello scenario: non che fosse distante e poco affettuoso, perchè, al contrario, non era nessuna delle due cose: voglio dire che le nostre vite, a lato della sua, erano parte della sua opera d'arte. Disprezzava agli altri poeti amici miei e a me stesso, con una certa acutezza, e con un canto di voce che solo poteva provenire da un poeta che declama versi di fronte a un futuro che non sarebbe mai finito
[Juan Pascoe, editore messicano e fondatore del "Taller Martín Pescador", dove Bolaño pubblicó "Reinventar el amor"


 

Se accettiamo il punto di vista di Javier Marias , secondo il quale l'esperienza:
"si compone anche delle nostre perdite e dei nostri rifiuti, delle nostre omissioni e dei nostri desideri insoddisfatti, di ciò che una volta abbiamo tralasciato o non abbiamo scelto o non abbiamo ottenuto, delle numerose possibilità che nella maggior parte dei casi non sono giunte a realizzarsi - tutte tranne una, alla fin fine -, delle nostre esitazioni e dei nostri sogni, dei progetti falliti e delle aspirazioni false o deboli, delle paure che ci hanno paralizzati, di ciò che abbiamo abbandonato e di ciò che ci ha abbandonati. Insomma, noi persone forse consistiamo tanto in ciò che è verificabile e quantificabile e rammemorabile quanto in ciò che è più incerto, indeciso e sfumato, forse siamo fatti in ugual misura di ciò che e' stato e di ciò che avrebbe potuto essere".
Se cioè per "Biografia" non intendiamo solamente ciò che è stato ma anche e soprattutto ciò che non e' stato e sarebbe potuto essere, allora possiamo dire che la narrativa di Bolano è autobiografica nel senso nobile e alto del termine, come lo è cioè tutta la grande letteratura e come non potrebbe essere altrimenti: esercizio della memoria. Bolano considerava imprescindibile la vita dalla letteratura e il senso di tutta la sua opera così come della sua esistenza, risiedono in questa perfetta simbiosi

* * *

- In alcuni momenti non le sembra eccessivamente autobiografica la sua narrativa? Oltre a recuperare episodi di vita, lei appare come protagonista, come personaggio, molto spesso.
... "Eccessivamente autobiografica, no di certo. Autobiografici sono Faulkner, Joyce, per non parlare di Proust. Perfino Kafka è autobiografico, anzi è il più autobiografico di tutti. In ogni caso io preferisco la letteratura, diciamo così, leggermente colorata di autobiografia, che è la letteratura dell'individuo, quella che distingue un individuo dall'altro, rispetto a quella del noi, quella che si appropria impunemente del tuo io, della tua storia, e tende a farla confluire nella massa, che è il terreno dell'unanimità, il luogo dove tutti i volti si confondono. Io scrivo a partire dalla mia esperienza, tanto la mia esperienza, diciamo, personale, quanto la mia esperienza libresca o culturale, che con il tempo si sono fuse in una cosa sola. Però scrivo anche a partire da cio’ che si usava chiamare l'esperienza collettiva, che è, al contrario di ciò che pensavano alcuni teorici, qualcosa che non si può apprendere. Diciamo, per semplificare, che può essere il lato fantastico dell'esperienza individuale, il lato teologico. In questa prospettiva, Tolstoj è autobiografico, e io sto con Tolstoj"
[intervista di daniel Swinburn marzo 2003 link interno]

Ho sognato detective raggelati, detective latinoamericani
che tentavano di mantenere gli occhi aperti
nel mezzo del sogno.

[dalla poesia "Los detectives helados",
Los perros romanticos ]


 
Juan García Madero Perchè dice García Grajales che García Madero non appartenne mai al gruppo?
Garcia Madero è l'intervistatore della parte centrale del ropmanzo?
In alcuni ritratti ricorda Juan Esteban Harrington e Roberto Bolaño, nel romanzo è messicano e vive con gli zii
Arturo Belano Roberto Bolaño.
Ernesto San Epifanio Darío Galicia
Julio César Álamo o "il poeta contadino" è Juan Bañuelos.
Ulises Lima Mario Santiago, grandissimo amico di Bolaño, e forse l'unico vero poeta di talento del gruppo. di lui dice Juan villoro link interno:
Ci conoscemmo nel 1973, nel leggendario "taller di racconti" Miguel Donoso Pareja. mario allora si chiamava José Alfredo Zendejas ed era l'alunno più brillante del taller di poesia di Juan Bañuelos [ che un seguito fue violentemente contestato dallo stesso Santiago]. Ogni due o tre mercoledi visitava i narratori in qualità di temibile turista. Criticava con poca pietà e molto humor [...] Discepolo di Breton e del suo Pesce solubile, Mario citava oggetti impossibili per appoggiare i suoi argomenti
A 18 anni già aveva letto tutti i libri, visto tutti i film, ascoltato tutti i dischi. Con Héctor Apolinar, Roberto Bolaño e altri iconoclasti fondò l'avanguardia infrarealista. ispirati al beat, al surrealismo, la patafisica e, soprattutto, alle ribellioni poetiche latinoamericane come il "nadaismo" ed il gruppo del "techo de la Ballena", gli infrarealisti presero d'assalto le letture pubbliche e i cocktails della nostra serenissima Repubblica delle lettere, ruppero bicchieri firmati, fecero happenings e corsero il rischio di bruciarsi in un ambiente dove, lo scrittore, e soprattutto il poeta, deve comportarsi come un getleman enciclopedico. A proposito di Mario Santiago, lo scrittore colombiano Eduardo García Aguilar [...] scrisse un testo dove si riflette sulla fobia che ci ispirano i pazzi letterari. In altri paesi latinoamericani, le esaltazioni di Mario sarebbero state normali; in Messico la sua provocazione e i suoi comportamenti sfacciati da clown lo condussero all'ostracismo. nonostante che scrivesse con furore grafomane, pubblico il suo primo libro nel 1995, il sottile volume "beso eterno" [...] il libro è un'epifania e, in un certo senso, l'inizio del suo commiato
[..] L'alcool e il rischio furono una parte inseparabile della sua esperienza estetica. Gli amici degli '70 compartimmo con lui la passione per le droghe ma non ci avventurammo a seguirlo nelle suo orbite cosmonaute psicadeliche [...] torna su
Cesárea Tinajero è ispirata a Concha Urquiza.
Rafael Barrios Rubén Medina
Jacinto Requena José Peguero
Felipe Müller Bruno Montané link interno, cileno attualmente residente in Europa. Montané racconta che Bolaño lo informò che sarebbe stato un personaggio del romanzo in una delle sue lunghe telefonate: “Roberto me disse che sarei stato un personaggio che si sarebbe chiamyo llamaba Felipe Müller. Credo che gl irisposi con un ¡ahhh...!, e più tardi gli dissi che in tedesco Müller, oltre a significare ‘mugnaio’, vuol dire anche 'bidone della spazzatura'. Una volta letto il libro mi sembrò incredibile la quasi veridica ricostruzione del contenuto delle lettere che gli inviavo informandolo della salute di sua madre" .
Del movimento infrarealista Montané ricorda: “eravamo una banda di amici molto intimi. Il ricordo confonde la visone di amici riuniti al caffè La Habana -che Roberto rinominò il café Quito-, y anche un'erranzia per le strade che fu tutto quell'atteggiamento sucida che in quel momento credevamo, salvo Mario Santiago che era un instancabile camminatore di strade urbane. Pero credo che, a parte Roberto, già a quel tempo l'unico gran poeta che c'era nel Gruppo era Mario Santiago. Il metodo di scrittura di quelle poesie era semplice: uno o due versi a testa e poi facevamo il montaggio” .
Pancho Rodríguez Ramón Méndez.
Moctezuma Rodríguez Cuauhtémoc Méndez
Angélica Font Vera Larrosa (Vera vinse il "Premio de Poesía Diana Toscano"; nel romanzo si dice che Angélica vinse il "Premio de Poesía Laura Damián").
María Font Mara Larrosa
Joaquín Font Manolo Larrosa (architetto, padre di Vera e Mara).
Bárbara Patterson è Jan (amica di Víctor Zamudio, è di San Diego, California; fglia di un importante académico della UCSD; si sposata con Rubén Medina che per uesta ragione emigrò negli USA e ora è un Ph.D. e maestro nella Università di Wisconsin).
Piel Divina è un soprannome reale di Jorge Hernández, attore e performer. Ora vive a Parigi.
Laura Jáuregui Lisa Johnson ( era la fidanzata di Bolaño;ora è una prestigiada bióloga, ricercatrice all' UNAM).
Xóchitl García Guadalupe Ochoa
Fabio Ernesto Logiacomo è Jorge Boccanera (poeta argentino que visse in Messico, lavorò nella redazione della rivista Plural dopo che Octavio Paz lasciò la direzione, assunta da Jaime Labastida).
Juis Sebastián Rosado José Joaquín Blanco
Amadeo Salvatierra Salvatierra potrebbe essere Rodolfo Zanabria (anche se questi era pittore e no nscrittore) una figura collegata al movimento messicano di avangaurdia degli venti denominato "estridentismo"
Auxilio Lacouture protagonista anche di Amuleto, è Alcira (poetessa uruguagia che visse molti anni in Messico, e rimase nella città universitaria di città del Messico, nel 1968 chiusa nei bagni, per tutto il temp oche i militari occuparono l'Università).
Lisandro Morales Lautaro (argentino padrone della casa editrice Editorial Extemporáneos, quella che pubblicó "Muchachos desnudos bajo el arcoiris de fuego").
Vargas Prado José Donoso Pareja, poeta equadoriano, editore nella Editorial Extemporáneos.
Roberto Rosas José Rosas Ribeyro (poeta peruviano)
Claudia (de la que habla "Norman Bolzman, en Tel-Aviv") es Claudia Kerlik (amor romántico imposible de Mario Santiago, que viajó a Israel buscándola. Actualmente Kerlik es catedrática de literatura en la UAM).
José "Zopilote" Colina es José de la Colina. En la novela dice: "...uno de los pinches ahijados de Ernesto Cardenal" es el poeta nicaragüense Julio Valle, que vivió en México.
Pancracio Montesol Augusto Monterroso
Pere Ordóñez se basa en Pere Gimferrer
Iñaki Echavarne Ignacio Echevarría critico letterario ed esecutore testamentario di Bolaño. Nel romanzo viene sfidato a duello.

  ( © traduzione di Carmelo P. )

 

 
 

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