|  home  ||  1° pagina ||  Interviste ||  critica ||  2 6 6 6 ||  I detective s. ||   la poesia ||  prosa ||  lettori ||  testi ||  autori citati ||  Hispanoamerica |

  •indice   •introduzione   •R. Schenardi   •E.Vila-Matas   •N. Wimmer   •A.candia iv/iv   •W.Nardon   •F.Soberķn   •B. Montanč   •J.Villoro 2   •D.T.Paz   •R.De Gennaro   •J. Riera   •AA. VV.   •S. Esposito   •P. Derbyshire   •G.Zamora   •R.Spiller   •J.Quezada
 
  •infrarelismo   •J.Villoro   •C. Boullosa   •J.Volpi   •A.I.C.Carral   •P. Espinosa   •J.Pascoe   •C.Bolognese   •L.E.Rivera

Luis Eduardo Rivera nota

Le metamorfosi di Bolaņo - I
|1. Bolaņo e l'infrarealismo |  •  |2. Bolaņo e il postboom |  •  |3. Bolaņo e la posteritā |

Š trad. Carmelo Pinto

(el periodico de Guatemala, 29 agosto 2010) link esterno
 
1. Bolaņo e l'infrarealismo
 
Messico D.F., giugno o luglio del 1976. Attraversavo l'aiuola della strada Miguel Angel de Quevedo, accompagnato dal mio amico Quique Noriega, quando incrociammo da sinistra Roberto Bolaņo: come al solito, era accompagnato dalla sua banda di infrarealisti, tutti mezzi poeti maledetti, mezzi cenciosi, mezzi hippies, mezzi dilettanti, ma tutti giovani, come lo eravamo Quique ed io in quel momento verso la metā del 1976. Noi eravamo diretti alla libreria Gandhi, loro uscivano da li, probabilmente con qualche libro nascosto dentro il giaccone di denim o sotto la camicia, espropriato (come dicevamo allora (dagli scaffali ripieni, sempre pieni di sorprese editoriali.
 
Ricordo molto bene questo passaggio, perchč anche se ci pareva un po' esibizionista, da copioni che si mettono in posa, Quique ed io simpatizzammo con l'anticonformismo e l'intolleranza di quei ragazzi e ragazze con i quali giā ci eravamo incontrati in diverse occasioni, loro sempre andando in branco nella stessa Gandhi o in altre librerie, se non in qualche cine-club della Cittā Universitaria.
 
Giā a quel tempo il nome di Bolaņo e del suo gruppo suonavano, nell'ambiete letterario del D.F., come una nota stonata nel pentagramma culturale, giacchč erano preceduti da una fama di rivoltosi e provocatori di scandali in occasione degli eventi letterari. Bolaņo come quasi tutti della sua banda, non superava i ventidue o ventitre anni e si era proposto di rompere la scatole all'establishment letterario della capitale messicana, simbolizzato nella persona di Octavio Paz. Anni pių tardi, tanto Bolaņo come il suo luogotenente Mario Santiago, avrebbero riconosciuto la benefica influenza di Paz nella loro formazione letteraria.
 
Era logico che i poeti famosi del momento, giovani o no, sperimentassero verso gli infrarealisti un sentimento che oscillava tra il timore fisico ed il disprezzo intellettuale. Che cosa si credevano quei marmocchi rivoltosi senza pedigree letterario nč sociale, che irrompevano nelle loro riunioni con il solo proposto di rovinargli la festa? In realtā, gli infrarealisti non facevano altro che ripetere, con un intervallo di un po' di pių di mezzo secolo, una pagina della storia della letteratura messicana; cercavano di emulare la condotta iconoclaste degli estridentisti, il gruppo di scrittori capeggiato dal poeta messicano Manuel Maples Arce link esterno e dal romanziere guatemalteco Arqueles Vela che, agli inizi degl ianni venti del secolo passato, irruppe nel molto esclusivo e francesizzato ambiente letterario dell'epoca (personificato nei membri del brillante gruppo dei poeti "Los Contemporaneos"), con una posizione belligerante - adattazione messicana dei postulati dadaisti e futuristi europei, e dell'ultraismo argentino - di fronte alla cultura dominante, soprattutto nell'ambiente culturale della capitale, elitista, europeizzante e particolarmente snob perfino ai giorni nostri.
 
Allora Bolaņo e il suo gruppo si proclamavano poeti in pieno, vale a dire poeti tanto nella letteratura quanto nella vita, seguendo i postulati degli estridentisti, perō imitando anche il modo di vita dei poeti della generazione Beat link esterno (soprattutto le figure di Kerouack, Ginsberg y Corso) nota , che veneravano e imitavano apertamente nel comportamento quotidiano anche se con abbastanza ritardo.
 
Alcune delle ereditā estridentiste che Bolaņo e il suo gruppo recuperarono furono lo scandalo e la provocazione, cosė come il rifiuto totale dell'establishment letterario. Il lemma estridentista "viva el mole de guajote", lo cambiarono con l'intenzione di "romperle la madre a Octavio Paz", che, certamente era l'erede diretto dei contemporanei.
 
Il modo di operare degli infrarealisti era generalmente lo stesso: apparivano in branco a metā di una lettura poetica e si mettevano a leggere gridando le loro poesie, lanciando frasi incendiarie, accusando il poeta invitato e al suo pubblico di macchiare i sacri precetti dell'arte e della letteratura. In generale, il servizio d'ordine interveniva neutralizzando gli urlatori e buttandoli fuori.
 
Altro dettaglio importante nella poetica degli infrarealisti: la loro affinitā con il gruppo Hora Zero link interno, del Perų. Questa filiazione avvenne tramite il poeta José Rosas Ribeyro, che per motivi politici e culturali a quell'epoca si trovava espatriato in Messico. Tanto l'uno come l'altro gruppo condividevano la stessa ammirazione per la poesia Beat, perō i peruviani avevano incluso nelle loro influenze la freschezza dell'antipoesia di Nicanor Parra link interno, e una particolare sonoritā nella menopea del verso, generalmente di largo respiro e di taglio classico, con reminiscenze latine.
 
2. L'eredita infrarealista
 
Che cosa hanno apportato di nuovo gli infrarealisti alla poesia e alla letteratura messicana? Secondo la mia opinione molto poco. Le loro proposte estetiche, cosė come il loro rifiuto della cultura dominante non sono pių che tiepide imitazioni di credi e comportamenti letterari che le prime avanguardie e la controcultura angloamericana avevano giā inalberato come bandiera nel secolo scorso.
 
Se il gesto di ribellione e di rifiuto attraverso lo scandalo e la provocazione non contiene nuove proposte tanto nella forma come nella sostanza; esso cade per il suo stesso peso, vale a dire, per carenza di peso. In Messico, č triste comprovarlo, fu questo ciō che accadde agli estrindentisti nel loro confronto-opposizione ai contemporanei. Di tutti i poeti estridentisti, l'unico sopravvissuto č stato il loro fondatore, manuel Maples Arce; dei prosatori, la breve opera narrativa di Arqueles Vela č ancora in attesa di essere rivalorizzata, perō lo stigma di non essere messicano ma guatemalteco, nonostante che visse la maggior parte della sua vita in Messico, pesa su di lui ed ha ritardato il riconoscimento da parte della critica messicana, sempre molto sciovinista. Mi domando quanti di questi critici avranno letto El café de nadie (In Guatemala, l'editoriale della Tipografia Nazionale ha riscattato questo libro nella sua collezione dei classici della letteratura nazionale). Il resto degli altri membri del movimento estridentista, insieme con le loro opere, sono finiti nell'oblio, probabilmente meritato in non pochi casi.
 
Qualcosa di simile č successo con i poeti infrarealisti, dopo l'emigrazione di Bolaņo a Barcellona, il gruppo perse impulso e si disintegrō rapidamente. Qualcuno evoluzionō con gli anni, nell'ambito di una linea personale; altri non riuscirono ad elaborare una poetica propria. Dei due capi banda, ciō che resta č, soprattutto, il gesto, l'intolleranza e l'anticonformismo che manifestarono di fronte alla cultura imperante e i suoi dogmi, come una delle ultime espressioni del fenomeno controculturale messicano che sorse durante gli anni 60-70 (e che aveva come comuni denominatori, il rock, la marijuana, Rimbaud link interno, Lautremont, Artaud, lo stile di vita undeground, tra le altre cose).

Come poeti, non credo che nč a Roberto Bolaņo nč a Mario Santiago si possa attribuire il qualificativo di "grandi". Tutto il contrario, penso che, tanto uno come l'altro, sono poeti abbastanza minori. Le loro rispettive raccolte di poesia (La universidad desconocida, di Bolaņo, Anagrama, Espaņa, 2010; e Jeta de Santo, di Mario Santiago, FCE, México, 2010), pubblicate recentemente a titolo postumo, mostrano entrambi una qualitā letteraria molto diseguale. Insieme a testi riusciti coabitano poesie fallite o mere esplosioni emotive rimasti allo stato di annotazioni. L'influenza della poesia Beat č molto notoria nei due, soprattutto nella poesia di Mario Santiago. Ciō toglie originalitā alle loro ricerche formali.
 
Alla fine, nessuno di loro due riesce a creare una voce con un timbro personale, riconoscibile; le loro poesie sono, tanto nella forma come nei contenuti, echi e frammenti, - bene o male assemblati - delle loro evidenti influenze. E' curioso come, fino alla fine dei suoi giorni Bolaņo si sentisse essenzialmente poeta, prima che narratore. La sua ammirazione per l'opera di Nicanor Parra - ammirazione che molti abbiamo compartito - potrebbe intendersi come il modello ideale di come lui voleva fare poesia, anche se non ci riuscė mai.
 
La fine dei due lieder infarrealisti fu tragica. Bolaņo morė a Barcellona, nel luglio 2003, a 50 anni, mentre aspettava un trapianto di fegato che mai arrivō. Cominciava a godere di un riconoscimento come narratore, che, con gli anni, č diventato universale. Mario Santiago morė un un suburbio della capitale messicana, agli inizi del 1998, quasi sconosciuto, a 43 anni, investito da un camion anonimo.
 
Se non fosse per il successo raggiunto dal romanzo I detective selvaggi, e la prematura morte dei suo i due lieder, il movimento infrarealista (che nella narrazione viene ribattezzato come "realismo viscerale") oggi dormirebbe il sogno dei giusti; perō fu resuscitato dal suo stesso fondatore ed elevato a livello di mito letterario grazie alla potente immaginazione e al talento narrativo che, anni piu' tardi, ormai nell'esilio volontario di Barcellona, Bolaņo avrebbe scoperto.
 
Perō questa č giā un'altra storia

testi dell'autore sull'archivio Bolaņo:

 •  Bolaņo e l'infrarealismolink interno
 •  Bolano e il postboom link interno
 •  Bolano e la posteritā link interno
 •  Intervista di Carmelo Pintolink interno

 

NOTE

Luis Eduardo Rivera č nato a Cittā del guatemala nel 1949. Poeta, narratore, crítico letterario y traduttore. Ha studiato letteratura nella universitā di San Carlos di Guatemala. Negli anni settanta si trasferė in Messico a studiare scrittura creativa nell'universitā della capitale, UNAM. Successivamente si trasferė a Parigi dove attualmente risiede e lavora come professore di letteratura. torna su

L'urlo, di Allen Ginsberg:


 
 

Testo liberamente riproducibile a condizione che ne venga rispettata l'integritā, venga indicato il sito di origine e infromato l'autore di questo sito mail


 
 
azulines