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Jorge Volpi 'Ritratto dell'agitatore adolescente'
terzo paragrafo di un saggio intitolato "Bolano epidemia",
contenuto in
Bolaņo salvaje, 2008
Š traduzione di Carmelo P.
[...]
Ora tutti conosciamo la preistoria. Quando era giovane e ancora non era Bolano e viveva esiliato in Cittā del Messico, Roberto o Robertito o Robert o Bobby partecipō in una combriccola o mafia o feccia o banda - quantunque ora i suoi fanatici e taluni accademici depistati credano che si trattō di un gruppo o un movimento letterario - i cui membri ebbero la trovata di autodenominarsi "infrarealisti". Una banda o mafia di giovani iracondi con i capelli molto lunghi e idee molto strane, macerati nell'alcool e nelle immancabili droghe psichedeliche degli ann i'70, che si dedicō a scarabocchiare manifesti, poesie e aforismi e soprattutto a bere e a provare droghe psichedeliche e, a sabotare, di quando in quando, le presentazioni pubbliche dei poeti e scrittori ufficiali del momento, capitanati da quel guru o mandarino o padrone delle lettere messicane, il tutto poderoso, onnipresente onnisciente Octavio Paz.
Dopo aver vagabondato per i tuguri della colonia Juarez o della colonia Santa Maria la Ribera ed essersi fatti di tequile e di spinelli, Roberto Bolano e Mario Santiago
si lanciavano nella Casa del lago
e, quando il grandissimo ed iracondo Octavio Paz o qualcuno dei suoi squisiti seguaci si avventurava con una poesia sul ying e lo yang o la circolaritā del tempo, irrompevano nel recinto e, senza alcun preavviso, lanciavano le loro bombe fetide, le loro parole d'ordine, barzellette e aforismi per mettere in ridicolo il sopraddetto o i sopraddetti, o perlomeno per farli farfugliare e maledire e diventare rossi dalla vergogna. Questi happenings, che solo negli anni '70 potevano essere visti come modalitā estreme dell'avanguardia o come guerriglie poetiche efficaci, avevano scarsa rilevanza e solo qualche giornalucolo marxista o universitario riportava le spacconate commesse da questi hippies che attentavano senza motivo, contro le glorie della letteratura nazionale.
Nel Messico di allora pullulavano le imitazioni degli enragés e situazionisti francesi, le imitazioni degli Angry Young Men britannici, le imitazioni degli hippies gringos e nessuno prendeva troppo su serio le loro incavature (eccetto Paz que era solito prendersi un te di tiglio ogni volta che pensava a loro): La cosa pių probabile č che mai nessuno si sarebbe ricordato delle azioni e pagliacciate degli infrarealisti - con eccezione di Juan Villoso e Carmen Bollosa, loro sbalorditi contemporanei - se non fosse stato che 20 anni pių tardi, quando Bolano stava per convertirsi in Bolano gli venne l'idea di volgere lo sguardo verso i suoi eccessi adolescenti e con quella materia grezza costruė il suo primo grande romanzo, I detective selvaggi, trasformando quei giovani disadattati in personaggi romantici (precisiamo grossolanamente romantici ) o almeno in qualcosa di simile a degli eroi generazionali per i giovani degli anni '90, molto disincantati e grossolani come loro, solamente con meno palle.
Dopo venti anni di incubazione, Bolaņo ha spolverato i ricordi sgangherati della sua gioventų messicana, dei suoi amici sfigati, di questi poeti di quart'ordine, e ha inventato l'ultima epica latinoamericana del secolo XX. I realvisceralisti che pullulano nelle pagine de I detective selvaggi e sono dei perdenti tanto patetici come i loro antenati infrarealisti ma, truccati con le ingenti dosi di letteratura che Bolaņo ingurgitō per venti anni, hanno incontrato una calda accoglienza tra i giovani latinoamericani degli anni '90, per i quali si sono trasformati negli ultimi simboli della resistenza, l'utopia, la disgrazia, l'ingiustizia e una rinnovata fede nell'arte che allora non abbondava in nessun altro posto ( e tantomeno nel realismo magico di terza e quarta e perfino quinta generazione).
Quando i detective selvaggi vide la luce nel 1998 la letteratura latinoamericana si trovava pienamente inserita come un marchio di fabbrica globale, un prodotto di esportazione tabto attrente ed esotico come i platani, i manghi e mamey, un concentrato di saghe familiari, rivolte politiche ed episodi magici - imitazioni fino alla nausea di Garcia Marquez - , che alla fine cominciava a provocare sbadigli, e perfino qualche gesto di fstidio in alcuni lettori e numerosi scrittori. Di fronte a questo distillatodi clichč che si vanagloriava di rappresentare le contraddizioni intime della realtā latinoamericana, Bolaņo oppose una nuova epica o meglio ancorra l'antiepica, guidata da arturo Belano e Ulises lima: una fuga nel deserto dopo tanti anni nelle selve, la ricerca di una latro barocco, dopo decenni passati a coltivare gli stessi angeletti dorati, un'idea della letteratura politica lontana dai memorandum a favore o contro il dittatore latinoamericano di turno ( comunque si riconosca che Fidel č sopravvissuto a bolano)
Non č stata poca cosa. Questo romanzo messicano scritto da un cileno che viveva in Catalogna č stata divorata avidamente dai minori di quaranta anni, che non hanno tardato a celebrarla come un oggetto di culto, come un nuovo punto di partenza, come una speranza di fronte al conformismo magico realista, come una fonte inesauribile di idee, come un virus che in meno di 10 anni ha contagiato migliaia di lettori che per fortuna non erano vaccinati contro la scettica ribellione delle sue pagine.
Senza che bolano lo volesse, o forse volendolo in una forma tanto sottile che risulta perfino perversa, I detective selvaggi occupa tra i minori di quaranta il posto che per i maggiori di quaranta occupa Rayuela. Bisognerā aspettare, questo si, per sapere se in quaranta anni noi, quelli ora minori di quaranta, torneremo a a I detective selvaggi senza sentirci cosė delusi come i maggiori di quaranta che sono tornati a leggere rayuela. Come dice un amico il tempo lo verificherā.
[...]
NOTE
Il saggio affronta temi che vanno al di lā degli infrarealisti e de i detective selvaggi e meriterebbe di essere tradotto per intero se non altro per la forte carica di ironia
Horacio castellanos Moya č ancora pių drastico: " e' esistito come curiositā,
nessuno si ricorderebbe di loro senza I detective selvaggi.
In una intervsita a Carmen Boullosa Bolaņo dichiara:
Roberto Bolaņo: La Escritura Como Tauromaquia, 2002]
Il personaggio di Ulises Lima de I detective selvaggi č ispirato alla figura di Mario Santiago


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