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'Bolaño torna nell'arena con Puttane assassine'
4 settembre 2001, Ultimas noticias
© traduzione carmelo pinto
Un poeta erbivoro e suicida, un narcotrafficante illustrato, un ex calciatore africano e un altro cileno e dei fantasmi, sono i protagonisti dei racconti che ora pubblica l'autore de "I detective selvaggi"
"Non fatevi nessuna illusione pornografica", avverte subito Roberto Bolaño, per evitare ansietà scivolose rispetto al titolo del suo nuovo libro, Puttane assassine
. Edito da Anagrama, il volume - che esce in questi giorni nelle librerie spagnole, per arrivare a fine mese in quelle cilene - consta di tredici racconti e segna il ritorno di
Bolaño al racconto, genere di cui già aveva già prodotto, nel 1997, un magnifico esemplare, Chiamate telefoniche.
Nel frattempo, come si sa, ha pubblicato varie raccolte di poesie e romanzi - tra cui il premiatissimo "I detective selvaggi" -, e ora è imbarcato in una narrazione monumentale che potrebbe superare le mille pagine. L'espressione "Puttane assassine", chiarisce lo scrittore cileno residente in Spagna, corrisponde a un commento che viene fatto
nel racconto che da il nome al libro (un racconto "femminista e violento" secondo Bolaño) e questo è tutto.
Nei restanti racconti circolano personaggi tanto disparati come un ex calciatore africano, un altro cileno compagni di squadra del Barcellona, il poeta Enrique Lihn, un fotografo omosessuale - Silva, detto l’Occhio - confrontato alla prostituzione infantile in india, un narcotrafficante colombiano magistralmente descritto, un poeta erbivoro che si suicida dopo la morte di sua madre, un altro suicida, alcuni fantasmi e, come no, Arturo Belano, l'alter ego di Bolaño, che è già apparso in vari libri dell'autore.
Puttane e assassine. In termini generali, il sesso è una possibilità o una via di fuga?
Ho l’impressione che sia una possibilità; almeno passati i 25 anni, è una possibilità. Il brutto è che è un’entrata in zone dove si mettono in funzionamento altri fattori, altre emozioni, quasi tutte negative, come la possessione o le gelosie o l’omologazione. La gente quando si parla di sesso diventa idiota. Forse lo è stata sempre, ma il sesso, il monologo sessuale o il dialogo sessuale ( e non diciamo niente dell’incontro sessuale), fa diventare ancora piu’ idiota la gente, che si limita a balbettare una serie di idee preconcette, idee che al fondo non differiscono in niente dall’antico Dio, Re e Patria, che come tutti sospettano (ma non lo dicono), significa Paura, Padrone e gabbia.
Che tipo di incazzatura deve prendersi una puttana per diventare assassina?
- Non so, ma ho un gran rispetto per le puttane, lavoratrici affaticate più delle altre, e anche, tranne qualche eccezione, per le assassine.
Come in quasi tutti i tuoi libri, in Puttane assassine, appaiono molti personaggi cileni nei luoghi più inverosimili del mondo. Quando li incontra in carne e ossa, gli sembrano terribili, la entusiasmano o la lasciano indifferente?
I cileni, come i cinesi, o come i nordamericani o come gli spagnoli, mi lasciano totalmente indifferente, quando non sono profondamente sgradevoli, come, per esempio, i funzionari delle ambasciate o quei poveri isterici che fingono, con volontà degna di miglior causa, di essere addetti culturali.
Il protagonista di uno dei suoi racconti viene descritto come un tipo « stoico e amabile », un « esemplare di cileno che non è mai abbondato in Cile ». E' a causa di questa scarsistà che lei ha deciso di non tornare in Cile ?
Ovviamente no. In realtà, la mia salute non mi permette fare viaggi troppo lunghi. E quando non è la mia salute è il mio lavoro. E quando non è il mio lavoro è la mia religione.
Ma almeno avrà letto qualcosa di ciò che ultimamente è stato pubblicato qui.
La mia religione non me lo permette.
E cosa pensa della polemica sul sull'omosessualità di Gabriela Mistral?
Conferma, ancora una volta, ciò che tutti dovrebebro sapere: che la sinistra e la destra hanno la stessa politica in materia di sesso, così come hanno la stessa politica in materia di cultura, e di economia e di educazione e di tante altre cose. E mi porta anche a chiedermi in quale sessione di spiritismo del Kremlino è apaprso il fantasma di Gabriela Mistral a Volodia Teitelboim per designarlo come esecutore testamentario delle sue preferenze erotiche.
Lei crede che Mistral fosse lesbica?
Io credo che Gabriela Mistral fosse una extraterrestre e pertanto non aveva nè le nostre necessità nè i nostri desideri (e aggiungerei che non aveva nemmeno un talento letterario come quello che le viene attribuito con una scioltezza spaventosa). Era una semplice extraterrestre smarrita in Cile, in latinoamerica, che poteva mettersi in comunicazione con la sua nave perchè andassero a riprenderla. E la sua vita, com'è logico, assomigliò a un certo punto, a un incubo. Le sue peregrinazioni (come sogliono dire gli studiosi snob della sua opera) non sono altro che tentativi di trovare altri naufraghi del suo pianeta.
In puttane assassine ci sono un paio di racconti dove appaiono personaggi suicidi. Considera attraente il mistero che quasi ogni suicida lascia dietro di se? O il suicidio è un atto di impazienza puro e duro?
E' certo che ogni suicida lascia uno o due misteri dietro la sua morte, ma è anche certo che lascia, inevitabilmente, quattro o cinque risposte, e ciò che di solito temiamo dai suicidi non è il mistero, ovvero le domande che queste morti pongono, ma le risposte che queste morti mettono davanti a noi e di fronte alle quali, automaticamente, chiudiamo gli occhi. Se il suicidio sia un atto di impazienza, non so, non lo credo. In prima istanza ( e il buono del suicidio è che non c'è una seconda istanza) è un atto di libertà
Nel suo libro c'e' anche un racconto sul calcio. Ha mai avuto esperienze come giocatore?
La mia esperienza come giocatore non fu mai del tutto compresa nè dagli spettatori nè dai miei compagni di squadra. Mi è sembrato sempre più interessa segnare un autogol che un gol. Un gol, salvo se uno si chiama pelè o Didì o Garrincha, è qualcosa di eminentemente volgare e molto scortese con l'altra squadra, verso chi non ti conosce e non ti ha fatto niente, mentre un autogol è un gesto di indipendenza. Acclari, davanti a tuoi compagni e davanti al pubblico, che il tuo gioco è un altro.
Il calcio è una possibilità o uno sfogo?
E' un circo.
I tredici racconti di Puttane assassine
NOTE
L'omosessualità di Gabriela Mitral (1889-1957), premio nobel della letteratura nel 1945, e l'amore che provava per Doris Dana, di trenta anni più giovane, e sua esecutrice testamentaria, è rimasto sotto un manto di silenzio per molto tempo. La pubblicazione di “Niña Errante”, svela la corrispondenza intima che tenen con la sua amante. Alcuni frammenti di lettere inviate a Dori Dane:
“Quando torni, se è vero che torni non te ne andare via subito. Voglio fondermi con te e voglio morire nelle tue braccia"
"Te lo ripeto per l'ultima volta: non sono la bestia di mero calore fisico che tu hai visto in me (…), la mia colpa è stata di forzare l'amore, portarti ad esso senza che ci fosse una sola scintilla in te (...) Nessuno può sapere l'effetto mi produce il perderti, Dana. E' cadere veramente in un pozzo vuoto e nero: è qualcosa che si assomiglia molto alla morte"
Quando sei arrivata, io non avevo niente, sembravo nuda, e saccheggiata, povera, anodina come le materie più plebee. la povertà pura e la noia e una viva ripugnanza di vivire. Tu hai cambaito tutto e spero che te sia accorta![]()