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'lascio che mi plagino tranquillamente'
22 settembre 2001, Que pasa
© traduzione carmelo pinto
"Non do interviste per telefono, perchè mi confondo con la grammatica e finisco sempre per sentrmi un idiota. Facciamo l'intervista per mail.... il mio mestiere è la scrittura", dice Roberto Bolaño con un tono rilassato, proprio di chi è tornato alla sua casa di Blanes, dopo una vacanza a Venezia, insieme alla sua compagna e ai suoi figli. Gli rispondiamo: "curioso che all'autore di chiamate telefoniche, no gli piaccia parlare per telefono.... perlomeno con i giornalisti": Bolaño se la ride e ripete che il suo mestiere è la scrittura. E ha tutte le ragioni:
Bolaño, premio Rómulo Gallegos 1999, è uno scrittore chimicamente puro, un uomo che si sente a suo agio più scrivendo che parlando. Allo stesso modo dei personaggi dei suoi romanzi e racconti, vive intorno alla letteratura, al punto di trasformare buona parte delle sue letture, viaggi e aneddoti in esperienze letterarie. Lo conferma Puttane assassine
, libro lanciato di recente in Spagna, che arriva a fine mese in Cile.
....sono 13 racconti, vari di essi hanno come protagonista il suo alter ego, Arturo belano, e B, che era già apparso in chiamate telefoniche, il suo precedente libro di racconti. Entrambi i personaggi deambulano per il messico, spagna e Africa. Si incontrano con vecchi camerati, con soggetti disperati o, nel caso di B, con riviste letterarie che lo motivano - come solamente a uno scrittore chimicamente puro può succedere - per andare dietro la pista di un autore che giace sotto la polvere di una libreria di vecchi. Come il nome del libro lo segnala, ci sono anche puttane. Non tutte, questo si, sono assassine.
Potresti dare le motivazioni del racconto Puttane assassine, perchè è il titolo del libro, e che pensi di loro?
Per me è difficile rispondere perchè scrivo un libro. Sicuramente perchè è ciò che so fare meglio. Che penso delle puttane? beh, ho sempre tenuto in grande considerazione questo mestiere e le puttane, pertanto, godono di tutti i miei rispetti. Tutte le puttane. Le povere e quelle di elevato standing. Donne virtuose e lavoratrici, donne che nello stesso tempo sembrano uscite da un melodramma messicano degli anni cinquanta, come dalle pagine della bizantina Ana Comneno.
E che, inoltre, come se ciò non fosse sufficiente, sono la cosa più somigliante che ci sia a un orologio. Le puttane sono le donne-orologio per eccellenza. Da Catullo a Baudelaire, tutti i poeti le hanno amate. E chi non le ama o è impotente o un fottuto puritano ipocrita della peggiore specie.
Come in Chiamate telefoniche, ci sono vari personaggi al bordo della follia e delk suicidio. Sono preoccupazioni per te ?
- La follia e il suicidio, mi pare, sono fantasmi più comuni di ciò che la gente pensa. In un certo modo pensiamo in termini di follia e suicidio come modi di sfuggire alla morte o di ingannare la morte. Naturalmente, per me la follia è una malattia, che può essere trattata con fatmaci, e il suicidio un'alternativa altrettanto valida come qualunque altra esercitiamo usando la nostra libertà di scelta. Ma ciò non impedisce che, a volte, si materializzino come figure fantasmatiche.
In uno dei racconti, Enrique Lihn ti appare mentre dormi. Una volta dicesti che lui fu importante per te perchè lo ammiravi e rispose alle tue lettere. Rispondi ai giovani scrittori?
Beh, ad alcune lettere rispondo, al altre, la maggioranza, no; perdipiù ho sempre l'impressione che non è a me che dovrebbero scrivere, ma a García Márquez, Vargas llosa, Fuentes o Sabato. D'altra parte, Lihn
non fu importante per me per le sue lettere, ma per la sua poesia. Naturalmente, a qualsiasi scrittore relativamente giovane fa piacere, in qualche modo, che uno scrittore come lihn si converta, da un giorno all'altro, nel tuo corrispondente epistolare;
ed è altrettanto lusingante (anche se la parola che più si addice è consolante) sapere che molte delle tue idee le condividi con uno scrittore di quel calibro. Che ideee erano? fondamentalmente, una visione cupa della letteratura cilena e della letteratura in generale.
Credi veramente che la letteratura cilena è solo una letteratura immaginaria, come dici nel racconto Carnet di ballo?
Ogni letteratura nazionale, è per sua natura, una letteratura immaginaria, e ciò nel migliore dei casi; generalmente suole essere una letteratura artificiale
Ti danno fastidio gli scrittori che pensano solo a se stessi?
Tutti gli scrittori sembrano essere ossessionati dall'autoproduzione, e l'autopromozione o l'arrivismo, come tutti sanno, non lascia tempo per nient'altro. Beh si, lascia il tempo per essere codardi
Ti senti parte del mercato letterario?
In nessun modo. Non vado in tutti posti dove mi invitano, nè faccio tutti i viaggi di promozione che sogliono fare gli altri scrittori, nè faccio vita sociale. Al contrario. Vivo in un piccolo paese, sono indipendente, non ho mai ricevuto aiuti ufficiali da nessun governo, non corro dietro alle pubblicazioni e alle borse di studio. lascio che mi plagino con assoluta tranquillità. I miei nemici (gratuiti) crescono come l'erba.
perchè nella tua opera, come "La letteratura nazista in America"
, per nominarne una, ti addentri nell'estrema destra?
Come dice Nicanor Parra
, per sfidare la pazienza. Fondamentalmente, per sfidare la pazienza. Per ridere un po'.
I tredici racconti di Puttane assassine
NOTE
Anna Comnena ( 2 dicembre 1083 – 1153) è stata una storica e principessa bizantina. Figlia di Alessio I Comneno e Irene Ducaena (o Doukaina), è una delle prime donne storiografe conosciute ( wikipedia
)

Bolaño fu sempre polemico contro certa letteratura mercantile e certi scrittori da lui definiti "scribacchini". Ne parla in I miti di Chtulhu (il gaucho insostenibile
) e Siviglia mi uccide
(Tra parentesi
)
