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interviste a Bolano

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Sandra Scurani iii -

"Rebote y Retumbo"
( I detective selvaggi )

gennaio 2010

2666 vol 1

Quando leggi Bolano sarebbe meglio non chiedersi nulla, sospendere il giudizio, affidarsi al rebote e affinare l’orecchio per ascoltare il retumbo.

La visione ha bisogno di spazio, uno spazio immenso, ha bisogno di slegarsi apparentemente dalla trama,ha bisogno del suo tempo per svilupparsi.
Mi piace pensare che una visione epica provochi nel lettore una dilatazione e una tale espansione da condurre allo smarrimento.
Quello di Bolano è un fascinoso gioco selvaggio, solo alla fine senti che era necessario slegarsi, dilatarsi, perdersi, rimbalzare da un continente all’altro per sentire il rimbombo.

Quasi una necessità, come intuire che non c’è una fine.
Sei ricomposto, ritorni certo, ma qualcosa rimane aperto.
Il gioco selvaggio può ricominciare in qualsiasi momento.
Cesàrea Tinajero annuncia le contrazioni che dilateranno la visione sugli abissi speculari di 2666.

“ Cosa si vede dalla finestra?” [pag 808].

Si vede quello che vuoi tu oppure quello che ti vuol far vedere.
Sei parte di cieli cobalto scheggiati di stelle, ascolti sussurri nella notte africana, viaggi a 180 insieme a Lupe sulla vecchia Impala di Quim e dal finestrino scorrono rapidi paesi, cactus, cimiteri, fazendas, confini, colline, albe e tramonti che rotolano nella luce.

Come per Stella distante c’è Carlos Wieder e per 2666 Benno von Arcimboldi, nei Detective Selvaggi baricentro del gioco è Cesàrea Tinajero.
Nell’orbita della Grande Madre, un vorticare di meteoriti che viaggiano a grappoli o in solitaria, che si scontrano e s’incontrano, che si frammentano rimbalzando ancora.

“ Oggi mi rendo conto che quel che ho scritto ieri in realtà l’ho scritto oggi: tutta la storia del trentun dicembre l’ho scritta il primo gennaio, vale a dire oggi, e quel che ho scritto il trenta dicembre l’ho scritto il trentuno, vale a dire ieri. Quel che scrivo oggi in realtà lo scrivo domani, che per me sarà oggi e ieri, e anche in qualche modo domani: un giorno invisibile. Ma senza esagerare.”
[pag 741]

I Detective annusano la pista, sono sulle tracce del mito incapsulato che si svela e si rivela alle anime transumanti di tre poeti e una puttana.

Sotto il celeste tremore
delira per l’unica stella
il cantico dell’usignolo.”

Bajo el celeste pavor
delira por la única estrella
el cántico del ruiseñor.

i detective selvaggi pag 478

Sandra scurani



NOTE

Sandra Scurani è musicista, pianista diplomata al conservatorio. Suona in duo pianistico e insegna. E' un'appassionata lettrice e su Anobi si può visitare la sua libreria link esterno



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