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Pinto carmelo

"Quel canto sarà il nostro Amuleto"


E anche se il canto che ascoltavo parlava della guerra, delle imprese eroiche di un'intera generazione di giovani latinoamericani sacrificati, io capii che al di là di tutto, parlava del coraggio e degli specchi, del desiderio e del piacere. E quel canto è il nostro Amuleto.
[ Amuleto p.141, ed Adelphi ]

Nei giorni scorsi e' stata pubblicata da Adelphi la nuova edizione di Amuleto, tradotto da ilide Carmignani (che ha anche tradotto, sempre per Adelphi, 2666). la prima edizione era stata tradotta da Pierpaolo Marchetti nel 2001 per la Mondadori.
 
Amuleto è l'estensione del quarto capitolo de I detective selvaggi e narra la storia di Auxilio Lacouture, rinchiusa nel bagno delle donne del quarto piano della facoltà di filosofia della Unam durante l'irruzione dell'esercito messicano che il 2 ottobre del '68 invade piazza Tlatelolco e reprime nel sangue la protesta studentesca compiendo una vera e propria strage (oltre 300 morti). La storia narrata si basa su un episodio realmente accaduto e la protagonista e' un personaggio ispirato alla figura di Alcira Soust Scaffo, una maestra scrittrice e inmigrante illegale uruguaiana, che si trasferì in Messico e conobbe Bolaño nel 1970.
 
Così la descrive Jorge Ruffinelli, professore universitario uruguaiano, attualmente residente negli Stati Uniti, che conobbe Alcira in Messico, negli anni '70.
La sua storia era famosa, io stesso conobbi e vidi varie volte Alcira quando veniva a visitare i miei amici nella facoltà di Filosofia e Lettere. Alcira era simpatica e amabile, e quando seppe che io ero uruguaiano come lei, non si staccava da me e mi regalava le sue poesie scritte con il mimeografo che portava sempre con se: La sua storia la conobbi più tardi. Alcira era arrivata in Messico senza soldi, senza contatti, e irruppe come una paracadutista nell'Università del Messico (UNAM). Il direttore di Filosofia e Lettere, Dr. Guerra, ebbe pena di lei, e cominciò a darle piccoli e umili lavori, pagandola di tasca propria con modeste remunerazioni.
Alcira era una donna intellettualmente preparata anche se un po' ingenua, un cronopio cortazariano. Per questo, quando il dipartimento di francese scoprì che conosceva la lingua, le diede delle traduzioni da fare. Tradusse Mallarmè e Rimbaud link interno credo. Il fatto che fosse rimasta nascosta nei bagni della facoltà, nel '68, la rendeva eroica.
Ma il tratto più accentuato di Alcira era la mancanza dei denti davanti, ragione per cui ogni volta che si dirigeva verso una persona, utilizzava un libro (o le sue stesse poesie) per nascondere il difetto. Si racconta che ci fu una colletta tra gl istudenti e i professori per pagarle le cure dentali. Alcira non le fece mai. Il dettaglio della mancanza di denti si menziona solo in amuleto.
[ Jorge Ruffinelli link esterno ]
Jorge Ruffinelli, il 24 di maggio, scrive a Bolaño e tra le altre cose, lo informa che Alcira era ritornata a Montevideo ed era morta, e gli domanda se avesse conosciuto personalmente ad Alcira. Bolano risponde il primo di giugno 2003. Ecco il testo della lettera scritta da Bolaño:

lettera di Bolaño a Ruffinelli dell'1/6/2003

Caro Ruffinelli No, in Messico non ci siamo conosciuti, però sono riuscito a leggere alcune cose tue quando ancora vivevo lì. Ricordo Donoso Pareja, a Espinasa, invece, però dai non so nemmeno chi sia.
Alcira certo che l'ho conosciuta, di fatto lei trascorse un po' di tempo vivendo a casa di mia madre, così come lo racconto in Amuleto, in realtà, quasi tutto cio' che appare in questo romanzo si attiene alla realtà. Alcira dovetti conoscerla nel 1970 e l'ultima volta che la vidi fu, probabilmente, nel 1976. Non sapevo della sua morte. Di fatto, un giovane scrittore cileno chiamato Matías Ellicker e' stato in Uruguay, un paio d'anni o un anno e mezzo fà, con l'intenzione di rintracciarla, conobbe sua sorella, che gl idisse che alcira era internata in un manicomio. Ti ringrazio per la tua lettera, tanto generosa come esagerata. La mia salute, in effetti, non è buona (anche se le mie riserve strategiche sono degne di un generale russo), e lettere come la tua contribuiscono a sollevare l'animo almeno per cinque minuti, cosa che, a ben vedere, non è niente male
Ricevi un forte abbraccio.
Bolaño.
La morte di Alcira, nel 1997, (dopo 14 anni dalla sua sparizione ) nell'ospedale Clínicas de Montevideo, in Uruguay, all'età di 68 anni, è confermata da Marlene Yacobazzo link esterno che ricostruisce la sua vita: nata a durazno nel 1923, emigra in messico nel 1952. Ritorna in Uruguay nel vivendo tra Durazno, Trinidad e Montevideo– trasumante fino alla sua muerte, nove anni dopo, un anno prima della pubblicazione de I detective selvaggi.
 
Già ne I detective selvaggi Bolano fa dire alla protagonista Auxilio Lacouture
Io sono la madre della poesia messicana. Io conosco tutti i poeti e tutti i poeti conoscono me. Io conobbi Arturo Belano quando aveva sedici anni ed era un bambino timido e non sapeva bere. Io sono uruguayana, di Montevideo, ma un giorno arrivai in Messico senza sapere bene perchè, nèa quale scopo, nè come, nè quando. Io arrivai a Città del Messico Distretto federale nell'anno 1967 o forse nell'anno 1965 o 1962. Non mi ricordo più nè le date nè le peregrinazioni, l'unica cosa che so è che arrivai in Messico e non me ne andai più.
[ I detective selvaggi pag. 249 ]
Ancora una volta lo scenario di spaesamento e deformazione temporale in cui si muovono i personaggi di Bolano
In questo romanzo viene confermato il carattere intertestuale dell'opera di Bolaño. come sostiene Eduardo Lago link interno Le ramificazioni che uniscono i distinti testi di Bolaño si aprono indistintamente al passato e al futuro. O come afferma Ignacio Echavarria evidenziano il carattere frattale dei testi di bolano che il crtitico spagnolo associa allo stile "transgenere" della sua narrativa:
Questo principio di frattalità opera in tutta l'opera di Bolano in forma più o meno diffusa: Come succede in molti autori padroni di un mondo e di uno stile proprio link interno, sebbene in lui in un modo particolarmente manifesto, qualunque sia il libro di Bolano che il lettore comincia, entra in uno spazio comune al quale concorrono tutti i restanti libri. nota
Detto questo, è importante segnalare, legato a questo principio di frattalità, la forma in cui l'opera intera di bolano sembra articolare una specie di "transgenere" in cui si integrano indistintamente poemi narrativi, racconti corti, racconti lunghi, romanzi corti e romanzoni (...) è tanto plausibile separare le distinte parti di un opera, dotandole di una relativa autonomia, quanto aggregarle ad altre , costituite indipendentemente. La parte funziona come il tutto, raggiungendo ogni volta una configurazioone nuova, in assoluto ridondante, però sì, che sonda insistintemente uno stesso territorio morale,che determina costanti tematiche e stilistiche.
[Ignacio Echevarrìa - Bolano extraterritorial, in Bolano salvaje, aa.vv.]
Oltre all'evidente relazione del romanzo con il quarto capitolo della seconda parte de I detective Selvaggi link interno (che ricorda lo stretto legame di Stella distante link interno con l'ultimo capitolo de La letteratura nazista in America link interno , anche se in questo caso più che di un estensione si tratta di un rifacimento completo ), di fatto Amuleto prefigura non solo il titolo dell'ultimo romanzo di Bolaño
"E li seguii: li vidi camminare con passo leggero su Bucareli fino a Reforma e poi li vidi attraversare Reforma senza aspettare il verde, tutti e due con i capelli lunghi e scarmigliati perchè a quell'ora su Reforma soffia il vento notturno che è rimasto dalla sera, e il Paseo si trasforma in un tubo trasparente, in un polmone cuneiforme da cui passano i respiri immaginari della città, e poi cominciammo a camminare per Avenida Guerrero, loro un po' più piano di prima, io un po' più depressa, la Guerrero a quell'ora sembra più che altro un cimitero, ma non a un cimitero del 1974, né un cimitero del 1968, né a un cimitero del 1975, ma un cimitero del 2666, un cimitero dimenticato sotto una palpebra morta o mai nata, le acquosità spassionate di un occhio che per dimenticare qualcosa ha finito per dimenticare tutto"
[ [ Amuleto p.71, ed. Adelphi, trad.Ilide Carmignani ] ]
ma anche il tema del male assoluto, inesplicabile, inellutabile, immotivato, che si sottrae ad ogni logica, che non ha cause nè ha un fine. Un territorio che ha "perduto da tempo immemorabile la sua condizione primigenia di innocenza"
Così mi trovavo là, [..] lungo quel fiume turbolento che era ed è avenida Guerrero, simile [..] al Grijalva, [..] anche se quel Grijalva notturno che era ed è avenida Guerrero aveva perso da tempo immemore la sua primigenia condizione di innocenza. Cioè, quel Grijalva che correva nella notte era, sotto tutti gli aspetti, un fiume dannato nella cui corrente scivolavano cadaveri o annunci di cadaveri, automobili nere che apparivano scomparivano, e ricomparivano, le stesse o la loro silenziosa eco impazzita, come se il fiume dell'inferno fosse circolare..
[ [ Amuleto p.73, ed. Adelphi ] ]
come sostiene Alex Candia link interno Le automobili nere e i cadaveri che appaiono e spariscono di nuovo formando un fiume circolare, sono immagini che presagiscono 2666.
In un altro saggio "2666, La magia y el mal" Alex candia aggiunge: Auxilio prevede come questo cimitero sia un fiume che raccoglie cadaveri e auomobili nere, mezzo di trasporto dei cadaveri di Santa Teresa. Amuleto è la profezia che annuncia gli orrori che lacerano e divorano le donne della città messicana
Di Alcira Soust Scaffo (foto del 1975 di Alcira in messico) si parla anche nel libro di Poniatowska, La noche de Tlatelolco :
«Durante i quindici giorni dell'occupazione della CU da parte dell'esercito, una ragazza rimase chiusa in un bagno dell'università:Alcira. restò terrorizzata, non potette scappare, o non volle. Appena vide i soldati, la prima cosa che fece fu di chiudersi a chiave. Fu orribile. Uno degli impiegati della pulizia la trovò mezzo morta, buttata nel mosaico del bagno. Quindici giorni dopo! deve essere stato spaventoso vivere in quel modo, ora dopo ora, bevendo solamente acqua dal rubinetto del lavandino. sopravvisse così, tra i lavandini e le toilette - lì dormiva buttata in quel corridoio, nel piano del mosaico - e si affacciava a dare un'occhiata fugace per vedere i soldati caricati sui carri armati, sbadigliando o sdraiati addormentati nelle jeeps....era talmente terrorizzata che non si mosse mai dal bagno»
[Poniatowska, La noche de Tlatelolco, p. 71]


NOTE

al riguardo Carlos Franz afferma:
gli autori che creano un universo, procedono in forma radiale, invece che lineare; ciascun libro e' l'espansione di un sistema, la crescita di un organismo che include e modifica ciascuna delle sue parti
[ Carlos Franz, Una bellezza terribile link interno ]torna su

Nello stesso saggio link interno, Alex candia sviluppa il concetto di palinsesto nell'opera bolaniana:
Bolaño scrive testi trasparenti che si spogliano e si travestono con i vestiti di altri testi bolaniani; sono scritture intensamente intertestuali che costantemente alludono o citano testi precedenti
e si chiede:
Bolaño diceva che il romanzo totale è quello che "si immerge nel caos (che è la materia stessa del romanzo ideale ) e che cerca di ordinarlo e renderl oleggibile" [Tra parentesi link interno] , sarà che Bolaño persegue un'opera totale che cerca di articolare e scongiurare il caos di cui si nutrono i suoi testi ? ...... torna su



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