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Un personaggio di kafka ne Il poliziotto dei topi

Susanna Vancini

È il sogno che ritorna
con la promessa e il fischio.
Il fischio che ci chiama
e ci perde.
[R.Bolano, Musa link interno]

Con un gioco letterario, Bolaño inserisce ne “Il poliziotto dei topi” un personaggio kafkiano, tale Josephine la Cantante, mutuata direttamente da un racconto di Kafka intitolato appunto “Giuseppina la cantante - ossia Il popolo dei topi”.
 
Poi con grande maestria, Bolaño accomuna il suo protagonista – il topo poliziotto Pepe El Tira – a Josephine, di cui Pepe è nipote, non solo attraverso vincoli di parentela ma anche per quanto riguarda la sensibilità.
 
Così come la cantante affascina gli altri topi perché “non c'è nessuno che non sia trascinato dal suo canto”nota , anche Pepe El tira – nipote della famosa cantante – ha qualcosa che lo rende unico:
“il legame di sangue con Josephine si vedeva” (...) “io ero diverso, a me non dispiaceva tornare a ispezionare il luogo del crimine, cercare particolari che potevo non aver notato, ripercorrere i passi che avevano condotto fin lì le povere vittime, annusare in giro e approfondire”.

Ma in che cosa sono diversi? Josephine in fondo non è che canti così bene, in realtà più che altro fischia. La differenza però, sta nel fatto che lei crede in quello che fa, si impegna con tutte le sue forze per superare le miserie della quotidianità, per cui anche se “a nessuno viene in mente di spacciarlo per arte, noi fischiamo senza badarvi”nota Josephine è un'artista, vive da artista, crede nel potere dell'arte.
 
Pepe allo stesso modo ammette
“Non ho mai capito la musica, arte che noi non pratichiamo (...) A volte salta fuori un topo che dipinge, tanto per fare un esempio, o un topo che scrive poesie e ha voglia di recitarle. In genere non ridiamo di loro. Anzi, ne abbiamo compassione, perché sappiamo che le loro vite sono condannate alla solitudine. (...) perchè nel nostro popolo l'arte e la contemplazione dell'opera d'arte sono un esercizio che non possiamo permetterci, per questo le eccezioni, i diversi, scarseggiano”.
Pepe ha scelto la solitudine perché non si rassegna, non segue il branco, ha fiducia in se stesso ed è ancora capace di indignarsi di fronte ad un neonato lasciato morire di fame; è convinto che nell'arte di sua zia ci fosse qualcosa “Una cosa che forse somigliava al desiderio di mangiare o alla necessità di scopare o alla voglia di dormire che talvolta ci assalgono”.
 
Solo una forma di vita più elevata può salvarci: quando Giuseppina non ci sarà più, sopravviverà in eterno il ricordo del canto perche “Non ha invece il popolo nella sua saggezza collocato in alto il canto di Giuseppina appunto perché era impossibile che andasse perduto?” nota.. E anche Pepe ha già trovato un seguace, un giovane collega che per salvare dei cuccioli non ha esitazioni ad agire anche sapendo di andare incontro a morte certa “Sei disposto a farti fare a pezzi da una donnola? Dissi. So lottare, Pepe, rispose”.

note


Franz Kakfa, GIUSEPPINA LA CANTANTE ossia Il popolo dei topi, in Racconti, Oscar Mondadori, 1992, pag. 578
ibidem. pag. 579
ibidem. pag. 597
 
Susanna Vancini ha anche curato le didascalie del fumetto Pepe el tira link interno
 

Radio scherwood link esterno ha prodotto una versione audio del racconto di kafka (voce di Franco Ventimiglia):

Ascolta la prima parte

Ascolta la seconda parte




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