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Un romanzetto canaglia

prima edizione: 2002, Spagna - eandom Mondadori ed.,

prima edizione italiana: 2005, Sellerio ed., trad. Angelo Morino con il titolo: Un romanzetto canaglia
seconda edizione: 2013, Adelphi ed., trad. Ilide Carmignani con il tiolo: Un romanzetto lumpen


Ogni scrittura è porcata.
Chi esce dal nulla cercando di precisare qualsiasi
cosa gli passi per la testa, é un porco.
Chiunque si occupi di letteraturaé un
porco, soprattutto adesso
ANTONIN ARTAUD
[citazione che introduce il romanzo]

ha un personaggio femminile molto lucido (Bianca), un'adolescente orfana che si prostituisce ed entra in un mondo lumpen, ma con una lucidità e un'ironia un po' tragicomica rispetto alla sua realtà.
[Alicia Sherson]

Anche se pubblicata quasi dieci anni fà, questo romanzetto è stato un grande sconosciuto, ringraziamo Anagrama per aver ripubblicato questo piccolo tesoro.
[Ramón Chao, Le Monde Diplomatique]

In primo luogo mi piacerebbe rimarcare il carattere di "incarico" di Un romanzetto lumpen e quanto sia ingiusta la sua presenza solitaria insieme a Monsieur Pain: non dubito del viaggio a Roma nè dell'influenza della sua permanenza nella capitale italiana per documentarsi nella scrittura di Un romanzo lumpen, anche se credo che piuttosto gli servì per poter riscrivere, adeguandolo alle condizioni dell'incarico, un racconto in gestazione o scritto anteriormente. da qui l'inconvenienza di isolarl odal diagramma. Credo che questo piccolo gioiello di Bolaño è imparentato con Amuleto non solo per la coincidenza della voce femminile, che in se stessa mi sembra una connessione molto tenue e povera, ma perchè, come Amuleto, sorge dai multinarratori de i detective selvaggi. Non credo di bagliare troppo se vedo le ombre di Belano e Lima nei personaggi del "boloñes y el libio", perfino nell'alliterazione fonetica dei rispettivi nomi con i quali li i designa.
Se Amuleto era una storia troppo intensa per essere costretta nelle pagine de I detective, Un romanzetto lumpen sembra crescere dentro il contesto di quello stesso romanzo, debordando Belano e lima, prendendo una voce propria, la forte e personale voce di Bianca, rendendosi autonomo....
[Javier Avilés, El lamento de Portnoy blog]

Entré a Bolaño por Los detectives salvajes, luego leí todos sus cuentos, y más tarde las novelas: Nocturno, Estrella distante, La literatura nazi en América; también su poesía. Pero ninguna de esas lecturas me llevó al cine, a pensarlas como posibles adaptaciones. Me acuerdo que Una novelita lumpen la leí en 2005. Recuerdo haberla comprado en la calle, pirateada. Enganché al tiro. Cuando terminé dije: quiero hacer una película con esto Lo que más me enganchó de la novela fue el tono, la voz de la protagonista, Bianca —interpretada en la película por Manuela Martelli. Es una voz sabia, que habla desde el futuro, convertida en madre, pero a la vez es una voz de niña, lúcida y llana. Lo otro que me gustó fue el hecho de que habiendo una trama muy clara que articula la historia —una pareja de adolescentes huérfanos que intenta robar una caja fuerte—, hay desviaciones de ese plot que son más importantes que la trama principal. Dicho de otro modo, no es tan importante el camino, sino cómo lo recorres, los desvíos que eliges, cómo vas y vuelves. Esa relación con las tramas es la que me interesa. La posibilidad de poder pervertirlas. Y Bolaño hace eso mejor que nadie”. “Bolaño se erigió como un referente nuevo para toda una generación que estaba hasta la tusa con el realismo mágico —afirma Scherson. Lo viví en carne propia con Play cuando la presenté en diferentes festivales en Europa. Como tiene algunos elementos fantásticos y venía de América Latina, te decían ah, Chile, realismo mágico. Y tenías que hacerte cargo de ciertos patrones que no te correspondían. Bolaño nos dio un nuevo canon, nos liberó de ese karma” “Bolaño tiene una manera de entender lo latinoamericano o lo hispanoamericano siendo de ningún país y de todos los países a la vez. A Bolaño lo reclaman los mexicanos, los españoles y nosotros. El, como persona o personaje, y por supuesto su obra, simplemente no son encasillables en una nacionalidad. Ese tipo de pertenencia compleja al territorio es algo que compartimos, quizá de forma aún más potente, con mi generación y las que la siguen. Es una definición de identidad que está en cambio permanente. No podemos andar por ahí representando a la patria como si fuéramos una miss Chile o un equipo de fútbol. Sin embargo, siempre en la memoria, en la sangre y en la obra, están la cordillera y la marraqueta tostada con palta” La historia se desarrolla en una Europa al borde del despeñadero. Es casi una premonición bolañiana. La novela fue escrita por encargo en el 2001 —de hecho fue lo único que Bolaño escribió por encargo— y yo creo que resuena allí algo de ese ambiente apocalíptico del cambio de milenio. Esa sensación de fin de mundo se nota más todavía en Europa y específicamente en Roma, cuando estás conviviendo con las ruinas del imperio http://www.caras.cl/cine/scherson-y-bolano-una-relacion-de-pelicula/


 
detctive selvaggi Una novelita lumpen viene pubblicato in Spagna nel 2002 e tradotto in Italia nel 2005, da Angelo Morino per la Sellerio ed., con una nota di Jorge Herralde, con il titolo Un romanzetto canaglia
Nel 2013 viene pubblicata un'edizione Adelphi, tradotta da Ilide carmignani con il titolo Un romanzetto lumpen
"Bianca e suo fratello parlano sempre del futuro. Lui vuole allenarsi nella palestra fino a diventare Mister Roma. Lei non riesce a proiettarsi in avanti


Alicia Sherson  

Il romanzo nasce da un progetto dell'editore Random-Mondadori che aveva incaricato sette scrittori a scrivere sette romanzi ambientati in una delle citta più importanti del mondo (Bolañó, Fresán, Gamboa, Rey Rosas, Prieto, Martínez y AbadFaciolince).
La regisita cilena, Alicia Scherson , sta effettuando le riprese di un film intitolato "Futuro", tratto da questo romanzo.

Finisce per essere un film sull'Europa moderna, caotica, al bordo del collasso. Bolaño ambientò il romanzo a principio del millennio. Aleggiava un presagio minaccioso, come se qualcosa stesse sul punto di accadere.
[Alicia Scherson ]


Citazioni del romanzo

Allora io portavo i piatti in cucina e di là domandavo se volevano caffè e loro dicevano sì, grazie, e io facevo il caffè e mi sedevo sulla sedia di cucina, masticando un chewing-gum alla menta, e mi mettevo a pensare al significato della frase "cambiare il nostro destino", una frase che per quanto ci pensassi e ripensassi non aveva alcun significato per me, perchè il destino non può cambiare, o esiste o non esiste, e se esiste non c'è modo di cambiarlo, e se non esiste siamo come uccelli in una tempesta di sabbia, solo che non ce ne rendiamo conto, naturalmente, come dice la canzone di Luciano marchetti: "siamo uccelli nella tempesta, ma nessuno se ne accorge". Anche se credo che ci sia gente, gente molto infelice o con un destino molto sfortunato che invece se ne rende conto
E' meglio non pensare a queste cose. Arrivano, ci sfiorano, se ne vanno, oppure arrivano, ci sfiorano, ci avvolgono ed è sempre meglio non pensarci. Ma io ci pensavo, aspettavo che fosse pronto il caffè e mi chiedevo che cosa volevano dire con l'espressione cambiare il destino, che sistema speravano di usare per cambiare il destino (il loro destino, non il mio nè quello di mio fratello, anche se in un certo senso il loro destino avrebbe inciso, questo l'avrebbe capito anche un idiota, sul destino di mio fratello e forse anche sul mio) e in che genere di affari erano disposti a mettersi, fino a che punto erano disposti a rischiare perchè il destino smettesse di essere avverso e diventasse dolce con loro e con noi.
[ pag.45-46]
 
Ormai sono una madre e anche una donna sposata, ma fino a non molto tempo fa ero una delinquente. Mio fratello e io eravamo rimasti orfani. Questa cosa in qualche modo giustificava tutto. Non avevamo nessuno”.
 
In quei giorni la situazione economica era peggiorata. Non molto, ma alla televisione dicevano che era peggiorata. Credo che stesse succedendo qualcosa all’Europa o all’Italia. O a Roma. O al nostro quartiere. Il fatto è che i soldi bastavano a stento per mangiare
[ cit. da Ilide Carmignani]


NOTE




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