Luis Íñigo-Madrigal
Un romanzetto canaglia è accidentalmente e ironicamente romano
luglio 2003
trad.Carmelo Pinto
Se il lettore dell'ultimo romanzo pubblicato in vita di Roberto Bolaño, Un romanzetto canaglia (Barcelona, Mondadori, 2002, 121 Págs.), inizia la lettura dal risvolto di copertina, leggerà: Nell'anno zero del nuovo millennio una serie di scrittori latinoamericani di punta hanno viaggiato in alcune delle capitali piu' importanti del mondo: La mosca attuale, fortemente corrotta; Citta del Messico, magnetica e spropositata; Una Pechino dalla bellezza orientale e miseria orientale; New York, la città delle città. Il cairo, Madras, Roma? Realtà e finzione si coniugano in romanzi corti e lunghi, cronache caleidoscopiche e diari di viaggio. Gli autori dell'anno zero hanno abbandonato il territorio delle loro menti per trasferirsi in sceneri palpabili. E sono di ritorno per raccontarli.
Tutto ciò probabilmente vi sembrerà "molto Bolaño". Scrittori viaggiatori che narrano le loro diverse esperienze geografiche, mescola di generi, una certa aria di logge o di cospirazione. Quando il lettore leggerà il romanzo (sicuramente tutto d'un fiato) fino alla conclusione del sedicesimo capitolo dei diciassette, percepirà che esso non ha niente a che vedere con quanto scritto nel risvolto, che magari avrà scambiato per un riassunto dell'opera
LA VERA STORIA
Perchè Un romanzetto canaglia è la storia di una ragazza, Bianca, raccontata da lei stessa molti anni dopo lo svolgimento dei fatti. Bianca e suo fratello restano orfani quando sono ancora molto giovani.
Si sostentano con una piccola pensione. Vanno a scuola e lavorano (il ragazzo in una palestra; Bianca è una parrucchiera), ma presto lasciano gli studi.
Il giovane porta un giorno nel piccolo appartamento dove vive con la sorella, due individui estremamente simili, che rimangono a vivere con la coppia. Bianca ha relazioni sessuali con entrambi, in un modo COnfuso, indeterminato. La situazione economica si fa ogni volta peggiore; Bianca è l'unica che lavora ed ha l'impressione che il suo destino sia diventare delinquente.
Quella notte feci l'amore con uno degl iamici di mio fratello e la notte successiva e quella ancora dopo, e tutte le notti di quella settimana e la settimana che venne dopo, finchè non si cominciò a leggermi sulla faccia che facevo l'amore tutte le notti o che dormivo poco.......
Allora mi guardai in uno specchio e mi vidi con le occhiaie, con la pelle bianca, come se la luna, che per me brillava quanto il sole, mi stesse catturando. E allora decisi che non avevo più motivo di fare l'amorte ogni notte e chiusi a chiave la mia porta.
La vita, contrariamente a quanto speravo, proseguì uguale. [pag. 33]
Non mi piaceva la mia vita. Le notti erano sempre chiare e diafane, ma io stavo smettendo di essere un'orfana e cominciavo ad addentrarmi in un territorio ancora più precario dove non avrei tardato a diventare una delinquente. [pag. 47]
Effettivamente, suo fratello - e soprattutto i suoi due amici - concepiscono un progetto che confermerà quei cattivi presagi. La ragazza presterà favori sessuali, pagati e a domicilio, a un fisioculturista e attore ormai in pensione e cieco. In verità, con il pretesto di esercitare la prostituzione, Bianca sarà incaricata di scoprire dove il suo cliente nasconde i gioielli e i soldi che si pensa possiede, per consentire al fratello e ai suoi amici di rubarli. Non c'è nessun nsacondiglio, forse non ci sono i soldi e Bianca finisce per abbandonare il piano ed espellere dalla sua casa i due amici del fratello.
ROMA
Che c'entra il risvolto di copertina con il volume che lo contiene? Un romanzetto canaglia ha come sfondo scenico una "delle capitali mondiali più importanti", Roma; Bolaño appartiene alla "serie di scrittori latinoamericani di rilievo"; "realtà e finzione si coniugano nelle sue pagine".
Nel romanzo appaiono alcuni toponimi iotaliani; alcuni nomi di strade e luoghidi Roma ( Il ponte garibaldi, l'isola Tiberina, l'arco di Traiano, il quartiere san lorenzo. campo dei fiori, etc.); però questi nomi non hanno nessuna significazione specifica e potrebbero essere sostituiti da altri di altre latitudini (il ponte di Brooklyn, la piazza rossa, Montmartre, il giardino Botanico di Blanes) senza che che il romanzo venga alterato.
Ci sono anche nomi di periodici locali (L'Osservatore Romano, TuttoCalcio, La Repubblica, Il Messagero)
ugualmente insignificanti e sostituibili. Un paio di volte, dalle pagine del romanzo spunta un auto dalla quale dei ragazzi gridano "fascismo o barbarie", slogan di risonanza sarmentiana che, è certo, potrebbe far parte del bagaglio ideologico del neo-fascismo italiano (o europeo, o mondiale), ma la cui risonanza appena segna marginalmente la narrazione.
Non c'è in Un romanzetto canaglia, nessun rischio di elogio di roma (posto che, per la verità non c'è Roma) e la città non è nemmeno lofata per le virtù dei suoi abitanti. Nell'opera ci sono sol otre personaggi romani: Bianca e suo fratello, e l'amante o cliente della ragazza.
Maciste è un personaggio di una certa complessità: si tratta, lo abbiamo già detto, di un fisioculturista ormai anziano che fu, nella sua gioventù, Mister Roma, Mister italia e (per due volte) Miter universo e che, ci dice, è stato anche attore cinematografico di successo popolare: Franco Bruno nato Giovanni Dellacroce, conociuto nella storia delo cinema per le sue interpretazioni di Maciste, una specie di Ercole giustiziero protagonista di diversi film nella metà del XX secolo (indichiamo tra parentesi che ci sono stati diversi maciste nella storia del cinema e nessuno si chiamava Franco bruno, nè Giovanni Dellacroce che, con minime varianti, è il nome italiano del santo dottore della chiesa Juan de la cruz).
Il maciste antagonista di bianca è, senza dubbio, un personaggio complesso e di considerevole importanza in Un romanzetto canaglia, però è (se mi si permette dirlo così) accidentale e ironicamente romano. Quanto a Bianca e suo fratello, che siano romani è, come vedremo più avanti, pure un accidente
ANNO ZERO
se Un romanzetto canaglia non è un romanzo "romano" ( nemmeno un romanzo spaziale), perchè fa parte della collezione Anno zero di Mondadori ?
Bolaño "cambió" editore con quest'opera, dato che, a partire dal ricevimento del premio herralde con i detective selvaggi, nel 1998, tutta la sua opera narrativa era stata editata da anagrama. In una intervista pubblicata nel maggio 2002 , Bolano racconta che Mondadori lo ha incaricato per "la sua collezione di città", e che il romanzo uscira in ottobre; però per i dati che di esso fornisce nella sua intervista, possiamo supporre che l'opera non fosse stata ancora scritta a quella data.
Il titolo (lo ha detto Bolaño nella stessa intervista), è un gioco satirico con Tre romanzetti borghesi di Donoso. Però, perchè 'lumpen'? Perchè racconta un breve episodio delittuale della vita di una adolescente; perchè i suoi personaggi appartengono agli strati sfruttati della popolazione e non hanno coscienza di classa; perchè è un romanzo fatto per commissione, un quasi tradimento a ciò che si pensa (
Bolaño pensa) debba essere la letteratura: un atto di prostituzione omologo a quello di Bianca
Oltre al tema principale, ai pochi personaggi contenuti nelle sue pagine, al suo contenuto manifesto, Un romanzetto canaglia aggiunge una serie di dati che lo interrogano, che lo denunciano, che mettono a disposizione di alcuni lettori, di pochi lettori, un altro significato banale o terribile.
Il primo di questi dati è, come detto, il titolo. Il secondo, l'epigrafe, che ad una prima lettura passa inosservata ma che entra in tensione con il testo tante volte citato del risvolto di copertina. Si deve ad Antonin Artaud e riporta le righe inziali de Le Pèse-Nerfs:
Ogni scrittura é una porcata.
Chi esce dal nulla cercando di precisare
qualsiasi cosa gli passi per la testa, é un porco.
Chiunque si occupi di letteratura è un
porco, soprattutto adesso. Antonin Artaud
Tutti gli scrittori sono porci. Specialmente quelli di adesso
Il terzo degli indizi è che il maciste di Un romanzetto canaglia è la mescola del ricordo di vari attori che hanno in comune il fatto di avere interpretato film di serie B, o, più specificamente, del genere storico-mitologico, che i francesi chiamano "peplum" e gli italiani "sandaloni", con riferimento evidente ai costumi utilizzati in quei film.
La scelta di un attore dele genere "sandaloni" come personaggio principale dell'opera non è innocente: la falsa "romanità" che questo genere rappresenta è strettamente parallela alla falsa "romanità" del romanzo di Bolaño: scenografia romana in carton gesso, scenografia fornita da Cinecittà.
La quarta delle piste si trova a pagina 39 ed è posta nella bocca di bianca:
In quei giorni la situazione economica era cambiata era peggiorata. Non molto, ma alla fine dicevano che era peggiorata. Credo che accadesse qualcosa all'Europa o all'italia. O a Roma. O al nostro quartiere. [pag. 39]
Questa gradazione discendente trova la sua eco nel quinto dato (però senza dubbio ce ne saranno altri), contenuto nel paragrafo finale dell'opera, sempre nella voce di Bianca:
...come se la foto di loro, gli assassini e la vittima, l'assassino e le vittime, fossero il segnale che fuori durava ancora la tormenta, una tormenta che non era localizzata nel cielo di Roma, ma nella notte d'Europa o nello spazio compreso fra un pianeta e l'altro, una tormenta senza rumore e senza occhi che veniva da un altro mondo, un mondo che neppure i satelliti che girano intorn oalla Terra possono captare, e dove esisteva un vuoto che era il mio vuoto, un'ombra che era la mia ombra. [pag. 91-92]
DOPPIO ARGOMENTO
Questa nuova gradazione (ora acendente) sembra mostrare che, al di la della scenografia, Un romanzetto canaglia (la letteratura) tratta dei misteria dell'anima umana, ha più sfumature di un bosco in autunno, e le sue significazioni spaziali e temporali son ospesso insignificanti.
L'ultima opera di Bolaño ha così un doppio argomento: quello delle metamorfosi e delle pene di una adolecente: quello dell'inanità e grandezza della letteratura e deòll'esercizio della letteratura.
Ho detto "l'ultima opera di Bolaño" e avrei dovuto dire "l'opera di Bolaño".
Questo problematico esercizio di esibizione e occultamento che è la vera letteratura; questa attività orgogliosa e vergognosa; questo impegno espressivo sempre esposto al fallimento, trovava in Bolaño un rappresentante tormentato. Forse i cambi dei titoli cui sottometteva i suoi libri; forse il fatto che pubblicasse trent'anni dopo narrazion iscritte nella sua gioventù; forse il fatto che lui pubblicasse scrivendo ostinatamente opere ambiziose che non avrebbe potuto vedere pubblicate, possono iscriversi anche in questi due poli della sua opera: esibizione e occultamento.
NOTE
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