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I dispiaceri del vero poliziotto

Roberto Careaga

la storia privata di "un romanzo indemoniato"
La tercera, 5 marzo 2011

trad. carmelo Pinto


 
Títolo:   I dispiaceri del vero poliziotto
(Los sinsabores del verdadero policía)
Autore:  Roberto Bolaño
Adelphi, 2012
traduzione: Ilide Carmignani
 

 

 
in una nota editoriale alla fine del romanzo (pubblicato nel gennaio 2011) la vedova Carolina Lopez scrive che Il romanzo è costituito da tre scritti:   "'Los sinsabores del verdadero policía' e 'Asesinos de Sonora', di 50 e 100 pagine rispettivamente, trovate nel pc dello scrittore. inoltre c'e' un testo in parte dattiloscritto e in parte stampato da un pc senza archivio informatico"      Quest'ultimo testo meccanografico, il cui titolo è sempre 'Los sinsabores del verdadero policía', è "un romanzo di 283 pagine,classificate in sette cartelle, cinque delle quali si trovavo nella scrivania dell'autore, insieme ad altri materiali relativi a '2666', mentre le altre due parti sono state scoperte mettendo in ordine i suo iscritti"
L'editore Jorge Herralde ha affermato:     "La lettura del romanzo ci convince che siamo di fronte a un'opera di una qualità letteraria straordinaria, nel territorio di '2666' e 'i detective selvaggi', valke a dire, del Bolaño nella sua migliore forma".   Un terriorio dove già appare "il gran Bolaño della maturitò" e persiste "il giovane Bolaño poeta".
 
Nel prologo dell'opera, il critico Juan Antonio Masoliver Ródenas afferma che 'Los sinsabores del verdadero policía', come '2666', è "un romanzo inconcluso, ma non un romanzo incompleto, perchè l'importante per il suo autore non è stato completarlo, ma svilupparlo.....una scrittura visionaria, onirica, delirante, frammentaria e provvisoria" che rompe con la reltà così come era stata intesa fino al secolo XX
Quanto al titolo "il meno bolañano dei suoi titoli" sostiene Masoliver che l'autore opta per uno "descrittivo, lungo, senza il ritmo a cui siamo abituati e senza la minima provocazione e stranezza" che avevavo "I detective selvaggi" o "Puttane assassine".

la storia privata di "un romanzo indemoniato"

Nel 1984, Bolaño, anonimo e povero latinoamericano senza permesso di lavoro In Spagna, bussò alla porta della famosa agencia letteraria di Carmen Balcella. Gli rifiutarono il contratto di agenzia. Nella lettera dove comunicavano il rifiuto, viene detto anche:
"abbiamo preso buona nota dei suoi 4 progetti: Diorama, Los sinsabores del verdadero policía, El espíritu de la ficción e Consejos de un discípulo de Morrison a un fanático de Joyce link interno"
. in quella lettera c'e' la prima menzione dell'ultimo romanzo pubblicato di Bolaño. Un libro postumo che opera come un caleidoscopio, riflettendo zone di Stella distante, Chiamate telefoniche, I detective selvaggi e 2666. Il libro, o almeno il titolo, appare per 15 anni nei documenti dello scrittore. Dopo la sua morte nel 2003, il manoscritto fu trovato dalla vedova, Carolina López link interno, in fogli stampati dal computer, contenuti in quattro cartelle. I testi erano stati corretti a mano.
 
Dopo il 1984, è Bolaño che torna a menzionare il libro in una nota personale del 1990: è il primo di una lista di cinque progetti letterari. Gli altri libri sono El enemigo público número 1 , Mi amigo del romero (che poi sarebbe diventato Stella distante link interno), La argentinita e, di nuovo, El espíritu de la ciencia ficción. A quel tempo Bolaño già risiedeva a Blanes e si dedicava solo a scrivere. Aveva cercato di guadagnarsi la vita come guardiano di camping, vendendo bigiotteria per strada e, per appena due giorni, come maggiordomo. Era la sua compagna che lo manteneva, anche se a volte guadagnava soldi con qualche concorso letterario.
 
Nel 1993 pubblica le poesie de Loa perros romanticos link interno, e il suo primo romanzo, La pista di ghiaccio link interno. Era ancora un povero latinoamerivcano senza permesso di lavoro - anche se aveva quello di soggiorno - in Spagna. nel 1995, Bolaño scrive alla sua amica messicana Carla Rippey link interno. La informa dei suoi piani e torna a menzionare Los sinsabores del verdadero policía.

lettera di Bolaño a Carla Rippey- 1995

"Scrittura, letteratura, che fare, che fare. Dal 1977 sto scrivendo un libro di poesia intitolato La universida desconocida link interno, Il mio cmputer mi ha proibito definitivamente di salvarlo nell'hard disk.  Romanzo: da alcuni anni lavoro a uno che si chiama Los sinsabores del verdadero policía e che sarà IL MIO ROMANZO. Il protagonista è un vedovo di 50 anni, professore universitario, figlia di 17, che se ne va a vivere a Santa Teresa, città vicina alla frontiera con gli USA. ottocento pagine. un imbroglio demenziale che nessuno capirà. Per il resto, lavoro per guadagnare soldi senza vendere la mia anima al diavolo".
Tra le carte dello scrittore è stato trovato anche una lista dei personaggi che appaiono nel romanzo. E' un documento stampato dal pc, che contiene due annotazioni manoscritte di Bolaño.
"Il poliziotto è il lettore che cerca invano di ordinare questo romanzo indemoniato"
E anche
Il vero poliziotto cerca l'invisibilità.
Nel 1999, in una visita in Cile, dice a La tercera che sta lavorando a tre libri: Corrida (romanzo inconcluso di cui non per ora programmata la pubblicazione), Sabios de Sodoma (que poi diventerà Puttane assassine) y, di nuovo, Los sinsabores del verdadero policía. Sarà l'ultima volta. Da quel momento, Bolaño, quando gli viene chiesto dei suoi progetti, dice che sta lavorando a un romanzo chiamato 2666 link interno. Erano concentrate in quel romanzo tutte le sue forze quando il 15 di luglio 2003, morì. Aveva smesso di essere un latinoamericano anonimo in Spagna, aveva un po' un pò di soldi, ma non ebbe mai il permesso di lavoro.
 



NOTE




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