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I dispiaceri del vero poliziotto

Luca Mastrantonio

"Il meglio di Bolaņo, prima di Bolaņo"
6 gennaio 2011, Corriere della sera

Con ĢI dispiaceri del vero poliziottoģ continua il viaggio tra gli inediti dell'autore cileno

Roberto Bolaņo, come ogni scrittore, ambiva ad essere postumo. Certo non cosė precocemente - giā prima di morire a 50 anni, il 14 luglio del 2003, sospettava che non avrebbe vissuto il successo del suo monumentale 2666, uscito nel 2004 - né cosė aleatoriamente postumo. Alla mercé delle logiche editoriali dell'agente post mortem Andrew Wylie, autorizzato dalla vedova Carolina Lopéz a ripescare e pubblicare opere degli inizi, interrotte o rinnegate, con il rischio di confondere omaggi e sciacallaggi. Se perō Il Terzo Reich (2010) č un libro compiuto, benché ripudiato da Bolaņo, e dell'ancora inedito Diorama non si hanno chiari indizi, I dispiaceri del vero poliziotto, sebbene incompiuto, č un libro che dā piena soddisfazione. Sia al lettore che conosce l'alto mare di Bolaņo e qui ritrova la forma delle sue onde, sia al neofita che puō immergersi dove, ancora, si tocca. E solo dopo decidere se affrontare le opere di taglia extralarge , come I detective selvaggi (Sellerio 1998), i pesi medi come Stella distante o i racconti di Puttane assassine .
 
Il libro, che esce l'11 gennaio per Adelphi, dā voce ad alcuni personaggi ricorrenti nell'opera del cileno. Certi vi compaiono con lo stesso nome, altri con piccole variazioni o sotto mentite spoglie onomastiche. Fulcro narrativo č il professor Amalfitano (figura importante, ed enigmatica, in 2666), ex detenuto politico cileno, di cui si rivela la cacciata dall'universitā di Barcellona e l'approdo in Messico, per lo scandalo legato alla sua omosessualitā, scoperta a 50 anni, con lo studente Pandilla, struggente poeta malato di Aids, irretito da una mortifera nuova amante tossica, Elisa. Amalfitano ha una nuova fiamma, Castillo, che falsifica quadri per nordamericani ignoranti, e mantiene con Pandilla, che lavora all'opera Il dio degli omosessuali, una intensa corrispondenza epistolare. Se Pancho Monje, discendente di donne violate, e compare del poliziotto che indaga su Amalfitano e si innamora della figlia Rosa, assomiglia dannatamente al poliziotto di 2666 Lalo Cura (da leggere la locura , cioč Ģla folliaģ), č suggestiva ma puō sviare la quasi omonimia tra Benno Von Archimboldi, scrittore tedesco presente in 2666 , e J.M.G. Arcimboldi, scrittore francese presente ne I dispiaceri del vero poliziotto.
 
Nelle 299 pagine dei Dispiaceri c'č un po' tutto Bolaņo: la letteratura, e la poesia soprattutto, come esperienza impagabile che anima e danna l'esistenza; Amalfitano & Co., Barcellona e Santa Teresa (la cittā messicana in cui trasfigura Ciudad de Juárez); le delizie d'amore e gli agguati di morte, il nazismo pių grottesco e la dannata violenza sulle donne... L'effetto generale č di una compilation remix, che mescola piste vecchie (che il lettore ha giā letto in opere successive) e nuove, inedite. Un best of, ma prima del successo: il meglio di Bolaņo, prima di Bolaņo. Il libro non č un romanzo, ma un laboratorio cui l'autore iniziō a lavorare dalla fine degli anni 80, per poi abbandonarlo e non rimetterci mano - se non per saccheggiarlo, magari.nota Le primizie sono soprattutto Ģamalfitaneģ, riguardano il professore, la cacciata dall'Universitā, le lezioni di letteratura, le passioni e i giochi umoristici. Come quando a Bologna, ad una cena con patrioti italiani, si produce in un elogio parossistico delle forze armate, prendendo in giro il nazionalismo della Nuova Destra.
 
Tra i brani dei Dispiaceri che confluiranno in altre opere, saltano agli occhi i primi paragrafi del primo capitolo, dove compare un brano topico del realvisceralismo (un surrealismo di pancia) de I detective selvaggi. Bolaņo, dopo aver diviso la letteratura in eterosessuale (romanzo), omosessuale (poesia) e bisessuale (racconti), si concentra sulla poesia. Qui, con la complicitā linguistica di una apparente omofobia che forse č brutale e cameratesca omofilia, distingue le varie correnti, secondo narcisismo, plagio, isteria: ĢFrocioni, froci, frocetti, checche, culi, finocchi, efebi e narcisiģ. Dagli arcinoti Whitman e Pasolini agli insospettabili Chlebnikov e Sanguineti. Cosė Bolaņo trasforma la storia della poesia - sua vera musa, messa in prosa senza che mai assomigli ad una parafrasi - in una parodia del gay pride.
 
Ma com'č possibile che questo grande déjā vu non sembri un autoplagio? Perché l'opera del cileno č tutta interconnessa e portata avanti, contemporaneamente, su pių livelli. E, soprattutto, perché il libro incompiuto di chi ha praticato l'inconclusione, lo spostamento dei punti di vista, la con-fusione tra letteratura e vita, assomiglia a uno dei suoi romanzi aperti. Anche se non č neanche un romanzo. Per quanti sforzi faccia Juan Antonio Masoliver Rķdenas nella nota introduttiva a dimostrare il contrario. Forte della lettura che Bolaņo dava dell'opera: il vero poliziotto č il lettore, costretto a seguire, nei testi, piste vere e false. Il dispiacere? La fine dell'inseguimento, della ricerca, la fine della lettura. Viene citata, giustamente, un'opera di riferimento per Bolaņo, cioč Rayuela di Julio Cortázar, libro diviso in capitoli che il lettore puō combinare a suo piacimento. Rayuela in italiano č Il gioco del mondo (Einaudi), quello che si fa saltando dentro le caselle numerate di un campanile disegnato a terra. Cosė č l'opera di Bolaņo, nel suo insieme. Tutto quello che le gira attorno e dentro.
 
Nel mondo vi giocano ormai sempre pių lettori. Dal Sudamerica agli Stati Uniti, che sono in preda ad una vera e propria febbre, dalla Spagna, dove ha vissuto, all'Inghilterra, dove in questi giorni č uscito, per la rivista ĢGrantaģ - nel numero dedicato all'horror - un testo inedito di Bolaņo ispirato ai film zombie che vedeva a tarda notte. Si chiama El Hijo del coronel e racconta il vicolo cieco fisico ed emotivo di una ragazza morsa da uno zombie, del ragazzo che la ama e cerca di salvarla, del padre del ragazzo che cerca di salvare il figlio... Sul sito inglese č giā visibile una graphic novel di Owen Freeman.
 
Anche l'Italia, amata e frequentata dall'autore, non lesina omaggi. Minimum fax ha in cantiere una raccolta di interviste a Bolaņo, curata dalla traduttrice adelphiana, Ilide Carmignani. In queste settimane, in Cile, stanno terminando le riprese de Il futuro, della regista Alicia Scherson, tratto dal libro di Bolaņo Un romanzetto canaglia, ambientato a Roma. La sua prima opera a finire sul grande schermo (facile da trasporre, rispetto ad altre). Per chi vuole essere sempre aggiornato sullo scrittore cileno abbondano siti e blog, tra cui l'ottimo Archivio Bolaņo.
 
Secondo alcuni, siamo ad una vera e propria overdose. Per altri č solo metadone, contro le crisi di astinenza.

NOTE

Mastrantonio ci sembra condivida la tesi del critico spagnolo (oltre che amico e primo curatore dell'edizione dei primi libri postumi di Bolano pubblicati prima che a Carmen Balcells subentrasse l'agente USA Andrew Wylie: 2666, Tra parentesi, El secreto del mal, La universidad desconecida) Ignacio Echevarria il quale, nella recensione qui tradotta, pur essendo convinto che tra le pagine de "Los Los sinsabores del verdadero policía, se ne annoverano delle migliori di Roberto Bolaņo, che le scrive dalle altezze raggiunte a partire da Stella distante..." non ritiene tuttavia che si possa considerare un romanzo (v. recensione )

..Non č cosė. Los sinsabores del verdadero policía non č - come si ripete insistentemente - un romanzo, non almeno nel significato letterarale, per quanto esteso sia e si voglia concedere a questo termine.
Se volessimo essere categorici - come sembra - per dire che cos'č, il modo pių neutro e conveniente di dirlo sarebbe di dire che si tratta di materiali destinati a un progetto di romanzo alla fine congelato, le cui linee narrative condussero fino a 2666, mentre altre restarono sospese, inservibili o in attesa di essere riprese dall'autore, se avesso avuto occasione e voglia di farlo.......Il che non toglie nulla al suo fascino, no davvero. Succede semplicemente che non bisogna confondere il lettore. torna su

Nell'introduzione all'edizione spagnola, Masoliver afferma:

I dispiaceri del vero poliziotto č un romanzo incompiuto, ma non un romanzo incompleto, perchč l'importante per il suo autore, non era completarlo ma svilupparlo. E questo ci porta a una serie di riconsiderazioni. Fin ora si era accettata la rottura della linearitā (le disgressioni, i contrappunti, la mescola di generi). La realtā cosė come si era intesa fino al XX secolo smetteva di essere il punto di riferimento, per avvicinarci a una scrittura visionaria, onirica, delirante, frammentaria e perfino si potrebbe dire, provvisoria. In questa provvisorietā sta la chiave dell'apporto di Bolano. Ci domandiamo quando un romanzo comincia o non comincia ad essere incompiuto. Mentre l'autore lo scrive, il finale non puō essere la cosa piu' importante e molte volte non ha nemmeno deciso quale sarā. Ciō che importa č la partecipazione attiva del lettore, simultanea all'atto della scrittura. Bolano lo ha detto ben chiaro a proposito del titolo: " il poliziotto č il lettore che tenta invano di ordinare questo romanzo indemoniato ...
I suoi romanzi non smettono mai di essere romanzi come li abbiamo sempre intesi. Ela fratturazione č quella che obbliga l'editore delle sue opere inedite a rispettare l'ereditā di uno scrittore affinchč ogni romanzo sia parte del grande romanzo sempre cominciato e sempre alla ricerca di un finale che gli si presenta come un'utopia. torna su






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