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I dispiaceri del vero poliziotto

Bruno Montané Krebs

"Una inevitabile e urgente volontà"
21 novembre 2010, El cultural

trad. carmelo Pinto

Tutti i miei libri sono tra loro interconnessi.
Parlare di questo, senza dubbio, è noioso.
Roberto Bolaño, intervista Luis Garcia
Ricordo che agli inizi degli anni novanta, in diverse occasioni, Roberto Bolaño mi raccontò per telefono che era immerso nel processo di scrittura di un romanzo che si intitolava Los sinsabores del verdadero policía. in quelle chiamate telefoniche mi spiegava che il libro doveva che essere lungo e contenere tutto quello che fino allora non era riuscito a scrivere. Roberto spiegava che l'urgenza e la volontà di scrittura richiedevano di uscire dalla contenzione riflessiva della poesia per addentrarsi nel dinamico fluire del discorso narrativo, questo luogo dove la proiezione della versificazione sarebbe dovuta espandersi, creare storie, scene incancellabili e luminose. In quei momenti la sua voce aqcuisiva un tono di urgenza malinconica, di strano e onnipresente imperativo. E' necessario scrivere qualcosa di nuovo, sembrava dire, storie sorte dal fondo più velato e oscuro della nostra esperienza, e per quello dobbiamo lasciarci dietro l'ingenuità volgare a cui crediamo ci sottomettono i generi e immergerci nel magma, nelle pulsazioni della grande poesia, che altro non è che la rara e lucida complicità della vita con la letteratura
 
Ora, anni dopo, e vedendo come la deriva dell'opera di Bolaño, così come la sua lettura, hann configurato un panorama che si fa ogni volta più diverso, e qualche volta anche equivoco, possiamo dire che i suoi testi sono riusciti a trovare e fondare spazi nei quali l'esperienza della scrittura mai prima di allora sembrava avere indagato. La sua opera stabilisce attive e inquietanti relazioni tra una tradizione colta e, nello stesso tempo, la cultura popolare. La sua volontà di scrittore integrale, così come le sue vitali intuizioni, hanno convissuto con il viaggio, le difficoltà economiche a momenti onnipresenti, l'ipnotizzante tranquillità delle interminabili vigilie notturne dedicate alla scrittura, la capacità di ridere e compatirsi con i gesti più lievi e teneri, la giustificata ira e la contraddizione di fronte a temi polemici che affrontava come autentiche fonti nutritive per la sua scrittura; tutto ciò segnò il suo modo di scrivere e coltivare amicizie, stimolate e liberate dall'etica e la potestà della sua scrittura.
 
Oggi è di dominio pubblico il fatto che buona parte della sua opera fu realizzata sotto il peso della malattia, della possibile e particolare nozione del tempo che la malattia stessa - ma non molto - imponeva; tuttavia, si ha l'impressione che non si tenga conto che il respiro di fondo della della sua opera si fosse conformato molto prima e lo avrebbe condotto irremissibilmente alla corsa finale. La lettura delle sue poesie può gettere una intensa luce su quei primi anni, così come la traiettoria dei suoi primi romanzi (Diorama, Las tribulaziones de Monsieur Pain, La pista di ghiaccio, La strategia mediterranea poi intitolata Il Terzo Reich e Stella distante ) consente di immaginare, o dedurre, con quale naturale intelligenza, ed eleganza, seppe mantenere e forgiare uno stile chiaro e diverso al quale, si intenda la figura, sembrava essere predestinato.
 
Los sinsabores del verdadero policía, il libro o magnífica collezione di testi di cui oggi discutiamo, è parte di un gioco di specchi e simultanee mutazioni di scrittura che Bolaño sapeva incarnare con singolare lucidità, anche se non sempre la sua incorruttibile costanza gli permetteva dargli un forma compiuta. Ricordo che questo tittolo, in fondo tanto suo, in quanto appunta a una sorta di imperativo nello stesso tempo drammatico ed etico, Roberto lo ipotizzò come una radicale declinazione della nutrita e sicura deriva che la sua scrittura stava sperimentando. La convivenza di scritture parallele, in un certo modo arboree o radiali, genererà a partire da questo punto testi radicalmente ricchi in storie che mettono in gioco la scommessa sulla narratività totale.
 
Cito una lettera del 1986:

frammento di lettera di Bolaño a Bruno Montanè

La mia penitenza prosegue per una stradina costeggiata da 5 romanzi"

1986

A proposito di questa citazione, aggiungo quest'altra nota genorosa. E' una cartolina della fine degli anni ottanta:

cartolina di Bolaño a Bruno Montanè

Senza notizie dal Messico, come al solito. In realtà, senza notizie di nessuno, ad eccezione dei nanetti del mio cervello che a volte montano orge, altre volte noiosi simposi sul Nulla, alcune volte, ma meno, escursioni somiglianti alla felicità, alla libertà. Simulacri"

fine anni '80

Per finire, anche a rischio di sembrare enfatico, attitudine che Roberto detestava, credo che quegli intensi simulacri dell'immaginazione salvarono roberto dall'implacabile, tediosa e quotidiana solitudine che minaccia sempre lo scrittore, lo scrittore che passa e salva i suoi giorni desiderando solamente scrivere, sì, ma soprattutto vivere.



 
indice del materiale di Bruno Montane presente nell'archivio

NOTE




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