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Ruben Medina

' Un poeta latinoamericano'

rivista Quimera, 314, gennaio 2010 link esterno

Š traduzione di Gabriella Saba

Partiamo da un fatto: il romanzo č un genere di prestigio, quello che meglio combacia con il mercato editoriale rispetto alla poesia e, sembra, quello che al momento riceve un'attenzione maggiore da parte della critica. La diversa condizione dalla poesia e della prosa non č un fenomeno sociale nuovo, bensė comincia a prender forma a metā del XIX secolo con il rafforzamento della societā capitalista, e dopo circa tre secoli dacché i poeti hanno perso la protezione della corte e il loro modus vivendi. La societā borghese ridefinisce la condizione sociale di romanzieri e poeti, costringendo questi ultimi a cercare sistemi alternativi per sopravvivere, dato che la poesia rimane estranea alle leggi del mercato. Per questo motivo, diversi poeti del XIX secolo esprimono il loro disprezzo per la prosa, e adottano strategicamente la poesia come una bandiera, considerandola come uno spazio estraneo al materialismo della vita, e anche uno spazio di autenticitā e trascendenza, come succede con Mallarmé, che si vede obbligato a scrivere articoli.
 
Questo contesto č fondamentale per analizzare la figura di Bolaņo come poeta e romanziere. Bolaņo vede se stesso come un poeta che percorre la scrittura di racconti e romanzi allo scopo di ampliare le sue fonti di sopravvivenza, perō non sottovaluta né sacralizza alcun genere. E tanto la sua poesia quando la sua prosa divennero la parte di un progetto di scrittura d'avanguardia quando questa sembrava ormai esaurita e nessuno si aspettava un progetto di quelle dimensioni.
 
Al modo in cui la sua poesia si integra in quel progetto non si č prestata sufficiente attenzione.
 
In effetti, il grande interesse che riscuote Bolaņo presso la critica a partire dalla pubblicazione del romanzo I detective selvaggilink interno, insieme ai vari premi e riconoscimenti, ha fatto passare in secondo piano la sua attivitā di poeta. Attualmente possiamo individuare tre posizioni critiche riguardo alla sua poesia:
 
1) nel presentare l'opera di Bolaņo , Ignacio Echevarria segnala: "Non bisogna dimenticare mai (in nessun momento) che Bolaņo č stato poeta prima che scrittore. E che per tutto questo tempo non ha smesso di esserlo" . Nonostante questo, Echevarria non indaga sulla cosiddetta attivitā di poeta e conclude semplicemente che la narrativa e la poesia di Bolaņo si alimentano reciprocamente, la qual cosa dā come risultato "poesie narrative" e una "prosa poetica"; a partire da questa prospettiva definisce il suo romanzo "Amuleto" una poesia in prosa. nota
 
2) Matias Ayala, nonostante sia uno dei pochi critici che indaga sulla poesia di Bolaņo , all'inizio lo "categorizza" come poeta mediocre che cerca di raggiungere migliori risultati nella prosa. Per questo motivo, sostiene, questa condizione gli "dava autoritā per scrivere di malinconici poeti mediocri, e dei loro destini incerti e denigratori". Ayala non spiega su che criterio si basi per qualificare Bolaņo un poeta mediocre e ci offre invece una lettura piuttosto superficiale della sua poesia. Nel considerare gli esordi di Bolaņo come poeta in Messico, arriva addirittura a considerare il movimento infrarealista, di cui Bolaņo fu uno dei fondatori, una strategia dei giovani poeti per farsi notare. Ironicamente, Bolaņo scrisse sulla nozione di poeta minore in poesie, racconti e romanzi link interno, e Ayala finge di non capire, olimpicamente. nota
 
3) Il poeta Bruno Montané link interno, da parte sua, segnala due aspetti fondamentali della scrittura di Bolaņo . Che tanto la poesia quanto la prosa emergono dalla stessa concezione della scrittura, e che "le sue poesie convivono e sono complementari con la sua opera narrativa in una relazione simbiotica". nota
 
La relazione simbiotica a cui allude Montané č determinante, ed č legata all'idea di Echevarria secondo cui la totalitā dell'opera di Bolaņo č transgenere, č cioč composta da tutti i generi in cui si cimenta l'autore (come poesie, racconti corti e lunghi, romanzi e romanzoni) e ai quali andrebbero aggiunti i saggi. In considerazione di quanto detto, si puō pensare all'opera di Bolaņo come a un flusso di scrittura multiplo e continuo, integrata da una eterogeneitā di generi. A questa accezione, perō, va aggiunta la poesia dell'autore come parte della sua opera. Addirittura, la poesia appare deliberatamente integrata in questa sorta di cassa di risonanza che č la sua scrittura, nel senso che Bolaņo torna incessantemente sui suoi testi e riprende e dilata i personaggi, accettando implicitamente che la realtā o "finzione" che questi incarnano non sia mai completa né fissa, e che un tema periferico possa trasformarsi nel cuore di un'altra opera. Ci spieghiamo meglio.
 
Si č segnalata la continuitā che l'autore stabilisce tra La letteratura nazista in America link interno ed Stella distante link interno, nel riscrivere ed ampliare in quest'ultima la biografia di Ramirez Hoffman, e inoltre la continuitā tra I detective selvaggi e Amuleto link interno, con il personaggio di Auxilio Lacouture. La poesia, va sottolineato, entra anch'essa in questo discorso. Succede chiaramente nel racconto di "Henri Simon Leprince" di Chiamate telefoniche e la poesia La gran fosa , che fa parte de La Universidad Desconocida . Entrambe dissertano con evidente ironia sul destino dei "cattivi poeti" durante la Seconda Guerra Mondiale. E accade anche tra la poesia e il racconto dello stesso nome, "El gusano" link interno , dove si offrono due snodi, con una ambiguitā evidente, sullo stesso tema della presenza e dell'incarnazione del male; e tra diversi poemi (ne cito solo qualcuno), come "Lupe" link interno, "La poesia latinoamericana", "El burro", "Para Edna Lieberman", e il romanzo corale, I detective selvaggi.
 
La intertestualitā si vede anche in 2666 link interno. Diversi temi di poesie si spargono in questo grande romanzo. Questa peculiaritā dell'opera di Bolaņo , concepita come un flusso polidiscorsivo, rivela l'indifferenza e la ridotta considerazione riguardo ai criteri che separano i generi letterari. E chiede al lettore di fissare l'attenzione su un processo discorsivo e argomentativo pių ampio che č quello della sua opera come un progetto di scrittura. La unitā tematica e argomentativa dell'opera di Bolaņo obbliga, in un certo senso, a trascurare le categorie generiche e a collocarle su un piano inferiore al fine di non allontanarsi dal progetto principale. Bolaņo arriva a spiegare questa concezione della sua opera in una intervista. "Concepisco - spiega - la totalitā della mia opera in prosa e perfino alcune parti della mia poesia come un tutt'uno. Un tutt'uno non solo stilistico, ma anche argomentativo".
 
MODUS VIVENDI E OPERANDI
 
Fin dai suoi esordi in Messico (nel 1971), Bolaņo scrive poesia e prosa. Ma la poesia č quella che pubblica, mostra ai suoi amici e invia ai concorsi. In Messico č conosciuto principalmente come poeta. Cerca di scrivere per il teatro ma distrugge le opere, va notata questa caratteristica, generalmente scrive prosa nei suoi taccuini benché mantenga questa attivitā in forma relativamente privata (dato che si limita a leggere dei passaggi ai suoi amici).
 
In Messico pubblicō Reinventar el amor link interno (1973) e una ventina di poesie in diverse riviste e nell'antologia che lui stesso pubblica prima della sua partenza, Muchachos desnudos bajo el arco iris de fuego . Negli anni trascorsi in Messico, Bolaņo pubblicō anche articoli, recensioni e traduzioni della poesia giovanile inglese e francese. Queste pubblicazioni rivelano la preoccupazione di Bolaņo e dell'infrarrealismo di cambiare la letteratura latinoamericana, poiché spiegano le trasformazioni della nuova poesia nei diversi Paesi e offrono alternative ai giovani poeti. Sulla stessa linea, gli articoli che pubblica riesaminano una delle esperienze avanguardiste degli Anni Venti e Trenta che non era stata presa in considerazione ed era stata emarginata nella cultura messicana: m riferisco allo stridentismo, che serve a Bolaņo come punto di riferimento e di contrasto rispetto all'infrarrealismo. Eppure, c'era anche un altro motivo essenziale all'origine di queste pubblicazioni: offrivano una remunerazione economica necessaria per la sua sussistenza. Il modus operandi di Bolaņo , in quegli anni, consisteva nel partecipare a concorsi di poesia (ottenne il secondo e il terzo posto nella rivista Punto de Partida de la Unam, rispettivamente nel 1975 e 1976) e pubblicare articoli. Quello che guadagnava dagli articoli e i premi lo aiutavano a mantenersi e inoltre, durante tutto il 1976, riuscė a risparmiare abbastanza denaro per comprare un volo per la Spagna.
 
Fin dal suo arrivo a Barcellona, Roberto continuerā a scrivere e a pubblicare poesia, e allo stesso tempo continua a riempire i suoi taccuini di prosa. I taccuini finiscono per dar corpo a una specie di diario in cui Bolaņo riporta aspetti della sua vita quotidiana: la convivenza con amici poeti, note su letture e viaggi, su sogni e incubi, appunti che riguardano problemi estetici cosė come poesie e storie sue o che gli raccontano gli amici. La scrittura dei taccuini rivela due aspetti fondamentali sulla sua persona: da una parte, l'ossessione evidente di registrare ogni aspetto rilevante della sua vita; dall'altra, la tendenza a riferire situazioni limite e straordinarie (relazionate alla vita dei "buchi neri").
 
Ricorrendo a una analogia, potremmo dire che questi registri narrativi sono per Bolaņo come i "belvedere" da cui puō contrastare la sua memoria individuale con quella collettiva da qualunque punto del presente (esattamente come il personaggio di Auxilio Lacouture in Amuleto). Riguardo alla sua novellistica posteriore, i taccuini configurano un esercizio creativo di scrittura frammentata, non seguente, nella quale va inserendo dati e aneddoti dei suoi amici e conoscenti, la qual cosa, per la natura fisica del quaderno e della scrittura, richiede di mantenere fili o motivi narrativi su quanto scritto, sia come chiarezza che come precisione delle parole. I taccuini in sé rappresentano forme embrionali e analogiche dei suoi racconti. La transizione tra la scrittura dei taccuini e i racconti che pubblicherā successivamente, emerge, per dirla cosė, naturalmente: anche se rivela evidentemente in forma graduale il grande talento di Bolaņo come narratore.
 
Nel corso degli anni Ottanta e nella prima metā degli anni Novanta, Bolaņo vive una vita simile a quella che ebbe in Messico; vale a dire, quella di scrittore marginale e un tantino sconosciuto, ben lontano da una vita agiata, e che rifiuta di essere uno scrittore integrato nelle strutture di potere e legato all' attesa di prebende. Durante questi anni in Spagna, Bolaņo continua a mandare poesie e vari concorsi. La sua esistenza č precaria, basica; il poeta non chiede altro che leggere e scrivere; un posto dove dormire, cibo, denaro per comprare libri, andare al cinema o a un bar. La sua vita č caratterizzata da un minimalismo materiale e anti-consumista. Eppure, notoriamente Bolaņo estende la sua rete e il suo modus operandi ai concorsi letterari con la narrativa. Lo fa con Consejos de un discipulo de Morrison a un fanatico de Joyce (1984), un romanzo che ha scritto in collaborazione con Antoni Garcia Porta, e successivamente con La pista di ghiaccio link interno(1993). Bolaņo ottiene buoni risultati tanto nella poesia quanto nella narrativa. Nel 1984 vince il Premio Ambito Literario de Narrativa; nel 1992 il Premio di poesia di Talavera de la Reina con Fragmentos de la universidad desconocida ; l'anno seguente il Premio di Narrativa Ciudad de Alcala de Henares, con La pista di ghiaccio ; e ancora nel 1993 ottiene il Premio de Narrativa Felix Urabayen con La senda de los elefantes (che successivamente si pubblica di nuovo con il titolo di Monsieur Pain ). Benché riscuota pių successo con la narrativa, nel 1994 Bolaņo conquista il Premio literario para poesia Ciudad de Irun con Los perros romanticos . La narrativa, in questo contesto e come parte dell'attivitā di scrittura di Bolaņo , configura un'altra maniera di guadagnare del denaro per mantenersi. Nonostante questo, i romanzi e i racconti attingono le loro visioni e preoccupazioni dalla poesia (tanto etiche quanto estetiche), e in particolare un naturale avvicinamento a trasformare la realtā in finzione.
 
PROGETTO DI SCRITTURA D'AVANGUARDIA
 
L'origine della posizione di Bolaņo come scrittore e la sua visone estetica della realtā si trovano ben definite nel manifesto infrarealista. "mollate tutto, nuovamente link interno". Bolaņo scrive e legge il manifesto al principio del 1976 durante la presentazione dell'infrarealismo link interno in Messico, DF. Nel manifesto, Bolaņo cerca di spostare l'atto di scrivere in altre zone (etiche ed estetiche) che considera ancora inedite nella cultura. Parte dal presupposto che tutta l'arte, e soprattutto quella delle avanguardie pių corrosive della prima parte del XX secolo (dadaismo e surrealismo), sia stata assimilata e pertanto sia necessario tornare ai cammini conosciuti e "mollate tutto, nuovamente". Per Bolaņo quello che va abbandonato č il percorso che ogni generazione di giovani poeti percorre cercando di integrarsi alla tradizione, alle manie letterarie e ai gruppi di potere. Bolaņo č esplicito: bisogna rifiutare radicalmente la tradizione letteraria dominante, la vita borghese e la stabilitā che offre la carriera di scrittore. Propone, invece, l'avventura, la marginalitā e il nomadismo come esperienze che definiscono pių profondamente i poeti. Dice:
"Il vero poeta č quello che si lascia costantemente andare. Mai troppo tempo nello stesso posto,  come i guerriglieri,  come gli ufo,  come gli occhi bianchi dei condannati all'ergastolo".
[R.B. Dejenlo todo link interno, manifesto infrarealista ]
Il nuovo poeta non deve dipendere dal potere e dalle sue prebende. Non sorprende, in questo contesto, la critica costante (e basilarmente marxista di Bolaņo ) all'istituzioone letteraria e la demitificazione dell'attivitā di scrittore che domina tutta la sua scrittura.
 
Dunque, la posizione marginale ed etica del poeta che Bolaņo articola nel manifesto si integra perfettamente con la sua visione estetica. Il manifesto, ovviamente, comincia con una citazione dello scrittore di fantascienza Georgij J. Gurevich, da cui Bolaņo fa derivare la sua concezione della realtā e dei suoi "buchi neri".
"Da qui ai confini del sistema solare ci sono quattro ore luce; da qui alla stella pių vicina, quattro ore luce. Uno smisurato oceano di vuoto. Ma siamo realmente sicuri che sia solo vuoto?   Sappiamo solo che in questo spazio non ci sono stelle luminose; se esistessero, sarebbero visibili?   E se esistessero corpi non luminosi e oscuri?  Non potrebbe succedere nelle mappe celesti, cosė come in quelle terrestri, che siano indicate le stelle-cittā e omesse le stelle-paesi? ".
[R.B. Dejenlo todo link interno, manifesto infrarealista ]
Bolaņo riformula il concetto di centro e periferia, senza cancellare le gerarchie del binomio, mostrando che la realtā č multicentrica e contiene apparenti vuoti e buchi neri (il romanzo Amuleto nasce da questa premessa); la continuitā argomentativa tra diversi testi - La letteratura nazista in America e Stella distante , parte ugualmente da questa relazione centro-periferia; la struttura di 2666 č multi-centrica, e Bolaņo porta il lettore fino alla soglia dell'orrore, laddove i suoi protagonisti non si azzardano a entrare come fanno invece i critici europei (Pelletier, Espinoza e Norton), né hanno gli strumenti per farlo.
 
Per questo le stelle-paesi, i soli neri e gli "allegri ragazzi proletari", non hanno bisogno di centri di potere per legittimare la loro esistenza o il loro coraggio. La nozione dei multi centri dā fondamento alla loro marginalitā. Perō č esattamente in questa connessione tra una nuova etica della marginalitā dello scrittore e la realtā molteplice che comprende i "buchi neri" e apparenti "vuoti" della realtā dove Bolaņo colloca la proposta di unire nuovamente vita e arte. Ritiene che una nuova percezione allucinante della realtā emerge dallo spostamento del poeta nelle varie zone della realtā, e dal fatto di mettersi "di testa in tutti gli ostacoli umani" (?). Bolaņo , mi sembra, cosė come i membri dell'infrarealismo, non si distacca mai dai postulati di quel movimento, perfino dopo che quel gruppo si era disperso tra vari Paesi e continenti.
 
Eppure, durante gli anni Ottanta, Bolaņo trasferisce a poco a poco questi postulati etici ed estetici alla prosa. La traiettoria si consolida con la scrittura de La literatura nazi e Estrella distante e Llamadas telefonicas. Che succede allora con la poesia? La prima poesia di Bolaņo , quella che scrive in Messico, č un progetto di poesia avanguardista, che ha il suo fondamento nella metafora. Le sue poesie rivelano un grande respiro metaforico e narrativo, in cui si puō riconoscere l'influenza di Rimbaud link internoe Lautremont link interno. In Reinventar el amor scrive:
 

All'improvviso tutto esiste al di là dell'occhio confuso, tra folti
eucalipti rivieraschi
e acque che trascinano cartoni di acque e rose
Un letto che respira non è più il paesaggio fotografico né acquarello
appesi sopra le fiamme  
bensì letto che respira profondo, grave, come la vita stessa: pendolo
che si scioglie sopra la fiamma.
 
[ frammento tratto dalla raccolta "Reinventar el amor"] , 1976 nota


 
La riflessione sull'esperienza dell'amore si lega alla scoperta della (altra) realtā e del suo tessuto quotidiano; e quest'orizzonte include la lotta di classe, la rivoluzione, e il fallimento. Significativamente, la poesia finisce con un miscuglio di certezza e incertezza, accettando una visione materiale e contingente della vita, che include la violenza come levatrice della storia.
 

E se non ti amo perché enumero i letti in cui abbiamo fornicato?
E arriverà amore con Lotta di Classe
in un punto decisivo
Bang, Bang!
Dall'infrarealtà veniamo,
Dove andiamo?
 
[ frammento tratto dalla raccolta "Reinventar el amor"]


 
E' noto che la poesia che scrive in Spagna durante gli anni Ottanta si libera dalla metafora come veicolo avanguardista. Sembra invece accettare, come un personaggio di 2666, che "le metafore sono una nostra maniera di perderci nell'apparenza o di restare immobili nel mare delle apparenze" (p. 322). Le poesie mantengono un registro narrativo, ma emerge in molti un minimalismo "conversazionale" dove si percepisce l'influsso di Parra. Per esempio, prendiamo la poesia

Il tuo cuore lontano
 
Non mi sento sicuro
In nessun luogo.
La avventura non finisce.
I tuoi occhi brillano in ogni angolo.
Non mi sento sicuro.
Con le parole
Né col denaro
Né con gli specchi.
La avventura non finisce mai
E i tuoi occhi mi cercano".
[ poesia "Tu lejano corazon",
La universidad desconocida p.160]


 
Benché la metafora come dispositivo avanguardista sparisca, questo tipo di poesie minimaliste convivono con altre che articolano una visione allucinante della realtā, e perfino con tutte le poesie in prosa della seconda parte della Universidad Desconocida, in cui spariscono le differenze tra poesie e racconti. Se č vero che Bolaņo trasferisce con successo il suo progetto avanguardista alla prosa, attraverso un realismo dei buchi neri, la poesia partecipa anch'essa a questo progetto completo.
 
Perō se č vero che nella narrativa il paradigma tipico del narratore č il detective che indaga normalmente l'orrore e il crimine, nella poesia l'enunciante predominante č il soggetto lirico che rinvia al giovane e maturo scrittore sconsolato, al vagabondo o nomade che sopravvive con lavori temporanei che gli permettono di leggere e scrivere. In effetti, mentre nella narrativa Bolaņo costruisce un alter ego (Arturo Belano) che narra molti dei suoi racconti e romanzi, e che nonostante il suo carattere fittizio rivela varie caratteristiche dello stesso autore, giocando e confondendo volontariamente il lettore delle sue narrazioni, nella poesia il soggetto lirico appare pių spesso senza questa ambiguitā e mascheramento.
 
La poesia descrive un soggetto autobiografico che ci rinvia all'immagine di poeta che appare nel manifesto infrarealista. La poesia "Gli anni", sintetizza in maniera esemplare questo soggetto. Qui colui che parla, ormai maturo si riconosce ancora nel giovane scrittore, sottolineando la sua posizione nei versi che riporto confusamente.
 

Un ragazzo bello e coraggioso
Un poeta latinoamericano
Un pertdente per nulla pòrteoccupato del suo denaro  
Un lettore di Ruimbaud e di Oquendo de Amat   
Un topo che si innamora pazzamente
e che in capo a due anni resta solo
però pensa che non può essere
che è impossibile che non finisca per ritrovarsi
di nuovo con lei / Un vagabondo
Un lavoratore a termine
Un poeta latinoamericano lontano dai poeti
latinoamericani
Uno straniero in Europa
Un poeta latinoamericano che quando arriva la notte   
si butta nel suo pagliericcio e sogna  
Un sogno meraviglioso
che attraversa Paesi e anni
Un sogno meraviglioso
che attraversa malattie e assenze.
 
[frammenti della poesia "Los anos link interno",
La universidad desconocida p.401-402]


 
Il progetto di scrittura di Bolaņo č uno solo. La poesia finale de Universidad desconocida, "Musa", sottolinea molto bene questa condizione e il significato della scrittura per Bolaņo . Lė, il soggetto poetico, lo ringrazia per la sua fedeltā e per tutta la "perenne avventura".

* * *

L'infrarealismo....si trova nella tappa che Rubén Medina designa come di
"scoperta di sensazioni marginali"
"la poesia lanciata, in forme molteplici all'avventura"
[Roberto Bolaņo , 1976 link interno]

 

 

 

Rubén Medina fece parte del gruppo infrarealista e le sue poesie furono incluse in Pajaro de calor (la prima antologia di poeti infrarealisti pubblicata in Messico da Asunciķn Sanchís nel 1976), insieme a quelle di José Vicente Anaya, Mara Larrosa, Cuauhtemoc Méndez, Bruno Montané, Rubén Medina, José Peguero, Mario Santiago e Roberto Bolaņo. Pubblicō articoli nella rivista Plural, dove lo stesso Bolaņo pubblicō tre articoli :
("El estridentismo" (ottobre 1976):
"Tres estridentistas (novembre 1976); tre interviste a principali leader dell ostridentismo:Maples, Litz Arzubide y Arqueles Vela
"La nueva poesía latinoamericana" (ŋCrísis o renacimiento?) (1976)
In un articolo link esterno sull'infrarealismo, javier Campos scrive che fu proprio Rubén Medina a consegnargli la copia autentica del manifesto infrarealista link interno di Bolaņo .
Attualmente risiede negli USA ed čdocente di letteratura. ha pubblicato numerosi saggi accademici e libri di critica e tre raccolte di poesia. E' stato di recente (22 novembre 2010) invitato a la semana del autor, "entorno e retorno de Roberto Bolaņo " organizzata a Madrid da Casamerica ed ha partecipato alla tavola rotonda:
"La dimensiķn desconocida: Bolaņo poeta".
insieme a José MĒ Micķ e Alejandro Zambra (moderatore Ignacio Echevarría): il video puō essere visto link esterno nel sito di Casamerica. Sotto la videointervista a Ruben Medina insieme ad Alejandro Zambra

Ruben Medina insieme ad Alejandro Zambra, alla "semana de autor Bolaņo" - madrid - novembre 2010
 

 

 

NOTE

Ignacio Echevarria, "Bolaņo extraterritorial" , in Bolaņo salvaje AA.VV. 2008 - a cura di Paz Soldan e Gustavo Faveron torna su

Matėas Ayala, "Notas sobre la poesia de Roberto Bolaņo ", in Bolaņo salvaje AA.VV. 2008.
sul fatto che l'autore cileno non fosse un grande poeta concordano Luis Eduardo Rivera link interno ed Alan Pauls link interno torna su

Bruno Montané,

sulla rete abbiamo trovato la parte intera di questo frammento:
Todo de pronto existe màs allà del ojo azorado , entre espesos
                eucaliptos ribereños
y aguas que arrastran cartones de leche y rosas .
Una cama que respira ya no es paisaje fotogràfico ni acuarela
                colgando sobre las llamas
sino cama que respira , profunda , grave como la vida misma : pèndulo
que se derriten sobre las llamas .
Inùtil que un par de ojeras lànguidamente te contemplen si el cuarto
                està oscuro
si la tierra se oscurece , si el maravilloso sol durazno se desinfla
como clarinete ejecutado por un leproso  ya sin fuerzas.
Miras el Ocèano Pacìfico  y a unos niños enterrando botellas
en la arena cubierta de estrellas marinas . Todo de pronto existe .
                Todo de pronto pesa en la espalda .
En el horizonte se proyectan las pinturas de Altamira .
Todo nace en el corazòn como de la nada nace el gusano en el corazòn
                de la manzana .
Todo un arco que se rompe , una flecha disparada , sola en el viento ,
                asombrada ,
entre tanta geografìa y arcoiris  crepusculares , huèrfana abyecta que
                se ensarta en el pecho de un àrbol
que da sombra a la comida de tres borrachos
que arrojan al rìo/ cartones de leche y claveles .
De pronto existe màs allà del ojo la pestaña . Espejos eucaliptos
            ribereños que las aguas arrastran .
Fin del mundo a cataratas  .Carabelas a la vera de la vida . Todo
                existe màs allà de pronto .
Lejos de los tèmpanos donde se curte el cuero . Lejos de los pàmpanos
             donde la piel se suaviza .
Cuero y piel para el tambor de medianoche que toca un niño demente .
De pronto màs allà .¿ Es el mundo la Rosa de los Vientos ?
Amarga camanchaca que nos hace toser . Por decir algo . Por no
                  enrojecer de verguenza
delante de tanta vida , de tanta existencia .
End of the word or waterfalls : Cristòbal Colòn
màs ilusionado que una niña , atraviesa la franja de fuego en una camioneta ,
a la hora que desaparecen las ùltimas estrellas
 
Reinventar el amor fu pubblicato da Juan Pascoe che ne parla in questo articolo link interno torna su


 
 



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