| home || 1° pagina || Interviste || critica || 2 6 6 6 || I detective s. || la poesia || prosa || lettori || testi || autori citati || Hispanoamerica |
Jorge Morales
| 2. Bolaño a Barcellona |
| 3. la prosa del otoño en Gerona |
rivista Quimera, nr 314, gennaio 2010
carmelo pinto <
'Dietro le tracce de "le poesie incalcolabili'
(1988), furono pubblicati due poemari: Tres
e Los perros romanticos
, che delusero gran parte della critica, preoccupata di interpretare più la forma che il contenuto. La Universidad Desconocida
, che contiene parte dei libri anteriori e da conto di un'ampia selezione di poesie scritte tra il 1978 e il 1992, è stata molto gradita dai lettori, ma in nessun caso ha preteso chiudere l'inventario completo della poesia dell'autore cileno. Lo stesso Bolaño dava indizi in una intervista del 2001, dove affermava iperbolicamente di avere "migliaia di altre poesie" inedite, senza contare le altre pubblicate in vecchie edizioni di difficile accesso: edizioni messicane di trenta anni fa, riviste e fanzine, libri nei quali si trovano testi firmati da Roberto Bolaño.
- Da una parte perchè non c'è niente di meglio che la sua poesia per comprendere l'evoluzione (vertiginosa) del suo pensiero e la sua visione del mondo, e che avrebbe plasmato dopo nei suoi fondamentali racconti e romanzi.
- Dall'altra parte, l'ampio valore autobiografico che che si respira in essa. Di fatto, molti dei testi che costituiscono la prima parte de La Universidad Desconocida, corrispondenti agli anni 1979 e 1980,sono stati estratti da libretti che portano il titolo Diarios de Vida I, II e III . E' annche molto utile constatare che è questa l'epoca a cui volge costantemente lo sguardo Roberto Bolaño, e dove situa molte delle sue narrazioni e racconti posteriori, il che rivela l'importanza che ebbe per lui questa epoca a livello personale.
- E terzo, perchè è in quegli anni, quando Bolaño comincia a fare incursioni nella prosa
, avventurandosi rapidamente in territori d'avanguardia alla periferia della narrativa, in un processo di prove e apprendimento di grande ricchezza. E' ciò che constatiamo, per esempio, in testi come "Gente que se aleja" [gente che si allontana],
del 1980, testo enigmatico e di forte contenuto poetico che Bolaño presentò come romanzo, pubblicato da anagramma nel 2002 con il titolo di Amberes [Anversa
, Sellerio, 2007 ]. Lo stesso succede con
La prosa del otoño en Gerona
, datata 1981, e dove il sottile scivolamento dalla poesia alla prosa si fa manifesto, il che, sommato all'uso di codici inintellegibili e a una trama ermetica, ha indotto la maggior parte dei critici, semplicemente, a consideralo prosa, quasi come dimostrazione del cattivo poeta che sarebbe stato Bolaño. Da parte nostra, consideriamo che qui, ciò che c'è, è una deliberata volontà di ignorare le frontiere dei generi letterari, di confondere e rielaborare i materiali e le fibra utilizzati nella confezione della sua opera, in un processo di esercitazione, prova ed esperimento, e una mescola costante tra finzione e realtà, tra sogni e vigilia, elementi che palpiteranno in lungo e in largo nella sua opera poesteriore
Sogni in Messico
Sicuramente, la triade formata da Gioventù, Amore e Morte, racchiude i più profondi significati che Città del Messico avrebbe sempre rappresentato per Roberto Bolaño. Fu in quel Messico leggendario, dove arrivò nel 1968, a soli 15 anni, dove avrebbe vissuto le avventure che più chiaramente avrebbero deciso l'itinerario della sua vita. Magari queste sono cominciate con il "Battesimo Azteca", all'ingresso nel ginnasio dove, appena arrivato, dovette guadagnarsi con i pugni (con gli occhiali e il resto) il rispetto dei suoi compagni di classe. E fu in quel Messico traboccante di vitalità degli anni sessanta, in quelle librerie di vecchi di Città del Messico, l'imbrogliata matassa del trasporto pubblico - quella ragnatela di minibus e camion, che Roberto avrebbe conosciuto come le sue tasche appena stabilitosi - dove Roberto avrebbe scoperto il sapore inenarrabile della birra condivisa con gli amici, conversando di libri, di musica e rivoluzioni, sdraiati sull'erba, per esempio, del Parco Chapultepec. avrebbe conosciuto l'amore - Lisa johnson
, suo amore di gioventù, che invoca costantemente nella sua opera posteriore -. E, soprattutto, fu in Messico dove questo giovane, curioso e sveglio, vissè l'esperienza definitiva di ricevere la visita della Musa:
Era più bella del sole
e io non avevo neanche 16 anni.
24 ore sono passate
ed è ancora al mio fianco.
[...]
A volte la vedo camminare
sulle montagne: è l´angelo custode
delle nostre preghiere.
È il sogno che ritorna
con la promessa e il fischio.
Il fischio che ci chiama
e ci perde.
Nei suoi occhi vedo i volti
di tutti i miei amori perduti.
Ah, Musa, proteggimi, le dico,
nei giorni terribili
dell´incessante avventura.
[...]
[R.B.: Musa
]
, lo indusse a prendere la decisione radicale di rinunciare alla scuola, senza aver finito la secondaria, e a lanciarsi per le strade
, in cerca dell'apprendimento personale e autodidatta che offre la "Universidad Desconocida" nelle sue aule
fantasmatiche
. Una decisione che, come minimo, dà conto della natura della sua passione, della serietà con cui assunse il gioco della poesia, intesa quasi come Rivoluzione o Morte, che lo condusse in Cile nel 1973, per appoggiare la causa del popolo, e che nel 1976, un'altra volta in Messico, e con l'esperienza della prigione politica, l'avrebbe portato a fondare, insieme a Mario Santiago
e un bel gruppo di giovani amici e poeti, il movimento infrarealista
, di ispirazione vanguardista e libertaria.
. Entrambi pubblicate dalla rivista universitaria (UNAM) Punto de partida, e come risultato di concorsi letterari dove Bolaño aveva ottenuto, con quei titoli, il terzo e secondo posto, rispettivamente nel 1975 e 1976.
In termini di struttura, esistono notevoli corrispondenze tra l'uno e l'altro, che mostrano come la composizione fece parte dello stesso processo o momento creativo. Di fatto, c'è una specie di ponte che unisce le due raccolte, ovvero mentre il primo libro e composto di otto poesie, lasciando alla fine la poesia principale, nel secondo, che consta di sei poesie, e il poema dell'inizio, diviso in sei canti quello che da il titolo e coesione al volume, che continua poi con 6 poesie.
Terra di Chillan, sono qui calcandoti di nuovo, chi ha detto
che sono angelo Terra di Cauquenes qui sono di nuovo
(…)
Sta piovendo a sud! baciami per l'ultima volta la nuca
palomita mia Sta piovendo a sud!
(…)
Oh momio Oh momiecito Oh signore
non porrai barriere di nessun tipo sul mio cammino.
, con tutta la sua carica romantica e la sua viva ribellione. la volontà epica di questa poesia, lo porta perfino a firmare con l'eloquente pseudonimo di Galvarino, eroe nella prima guerra di Arauco (Secolo XVI) e simbolo della resistenza mapuche contro gli spagnoli, Al riguardo, è curioso osservare come sia rimasta, anni dopo, l'ammirazione di Bolaño per la resistenza mapuche, al punto di scegliere per il figlio il nome di Lautaro, grande leader militare araucano, Ed è sotto questo nome eroico, che in Overol blanco - dove, situandosi molto addentro dell'immaginario del suo "Cile chimerico", riempie i versi di espressioni colloquiali cilene - viene evocato il passaggio di Bolaño nel carcere di Concepción, in qualità di prigioniero politico della dittatura pinochettista. Offre con un ritmo trepidante e battito avventuriero, ritagli di memoria e immagini quotidiane, molte di esse estratte dall'esperienza quotidiana della prigione:
Poi ci portarono in fila indiana
al bagno.
Sembravamo bambini i prigionieri politici
(…)
bambini occhiaiuti, barbuti, chascones
I prigionieri politici compartendo un magro sapone
un pettine verde
E un vecchietto di Curanilahue
dava la colpa al Mir
nella sua ignoranza, il poveretto.
Spegnete la luce una volta per tutte
e che la grande coscienza ci porti a letto di nuovo.
Spegnete le luci oh profeti, tirate fuori i brillanti coltelli, pulitevi le oscure unghie,
tutta la vita pulite
ma spegnete la luce prima
Tu andrai a ballare nuda con il sole allo zenit. Tu andrai a contemplare paracaduti in fiamme sopra l'urbe. Tu mi garderai quando coprirai l'altro tuo cuore, tu vera maniera di morire
, Roberto Bolaño, a 23 anni, atterrava nella città di Barcellona. Lasciava dietro il continente latinoamericano, però la grande avventura era solo cominciata.
testi collegati:
Patricia Espinosa: Bolaño e il manifesto infrarealista 
Roberto Bolaño: Dejenlo todo: primo manifesto infrarealista 
Juan Pascoe: "Reinventar el amor", primo libro di Roberto Bolaño 
Patricia Espinosa: Reinventare l'amore
Bruno Montane: "A due anni dalla morte di Roberto Bolaño (interv.)
NOTE
Racconti come Diario di bar e El contorno del ojo
, datano 1979 e 1982 rispettivamente, mentre il suo primo romanzo pubblicato, scritto insieme a Antoni García Porta, Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce
è del 1984.
Lisa, biologa e ricercatrice alla UNAM, fu la fidanzata di Bolaño negli ultimi anni di residenza in Messico. Il padre dice:
Tornava dalle riunioni con amici e cominciava a scrivere, scrivere e fumare....Allora Roberto era fidanzato con Lisa Johnson...vissero insieme ma la madre dilei li separò. 'chi te lo fa fare con uno scrittore che non ha niente', le diceva. Roberto ci rimase molto male. non dormiva, era molto innamorato, e penso di ammazzarsi. Lo convinsi che ammazzarsi per una donna era una cavolata"
Lisa Johnson è Laura Jáuregui ne i detective selvaggi. Bolaño scrisse due poesie esplicite dedicate a lei: Lisa
e Il ricordo di Lisa salta fuori di nuovo
Nell'intervista di Dunia Gras Miravet del 2000 Bolaño dice a proposito di questa poesia:
d.g.m:- Continuando con la tua poesia, hai mai scritto qualcosa che consideri una poetica, come un manifesto personale, qualcosa di programmatico, che indichi il cammino della tua esperienza poetica?
r.b:- Ho scritto qualcosa che potrebbe essere leggermente programmatico. In realtà, non è altro che una lettura del "manifesto antipoetico" di Nicanor Parra: si chiama "Musa" [da "Los perros romanticos"], ed è una poesia dove non cerco di radiografare il mestiere del poeta ma semplicemente mi arrendo davanti all'evidenza che la poesia è lì, e che bisogna essere fedeli ai suoi movimenti misteriosi.
[ Intervista di Dunia Gras M.
]
Sul periodo vissuto da Bolaño in Messico (dal 1968 al gennaio 1977, con l'interruzione del viaggio in Cile del 1973) vi sono diverse testimonianze, molte delle quale presenti nell'archivio. Tra le più significative quella di juan Pascoe
e quella di Bruno Montane

Reinventar el amor venne poi pubblicato, nel 1977, da Juan Pascoe che ne parla in questo articolo
. Nell'Archivio è presente anche il citato saggio
di Patricia Espinosa dedicato a questa raccolta.


Testo liberamente riproducibile a condizione che ne venga rispettata l'integrità, venga indicato il sito di origine e infromato l'autore di questo sito