[...]
A.P.:
C'č una cosa molto interessante, credo, di Bolaņo, io penso che lui voleva essere poeta. E si rese conto que era una cattivo poeta. E decise - tra virgolette, naturalmente -, ebbe l'idea di riconvertire il suo povero capitale di poeta e inventare una specie di mondo completamente romanzesco che ruota attorno alla vita dei poeti. Ovvero: č qualcuno che voleva - tutto ciō č, naturalmente, un'ipotesi assolutamente infondata ma che potrei difendere con una certa veemenza -, che si rese conto che non avrebbe funzionato la sua opera poetica e ciō che fece fu di prendere da questa esperienza poetica, una certa vita di poeta e una certa opera insufficiente di poeta, lasciare fuori la parte opera. restare con la parte vita e costruire su questa idea, su questo nucleo di base, una specie di opera geniale romanzesca i cui eroi sono quasi sempre poeti perō dei quali no nsapremo mai che cavolo scrivono. Non c'e' in tutta l'opera di Bolaņo un solo riferimento a che tipo di scrittura sia la scrittura dei poeti de I detective selvaggi, etc., etc., etc., Io direi, un mondo romanzesco, che a me interessa molto soprattutto nei garndi romanzi e in Stella distante, che ruota attorno le vite dei poeti. Non le vite dei narratori: vite di poeti.
V.T.: Come la vita che avrebbe voluto.
A.P.:No, che ebbe. Di fatto, in termini biografici lui ebbe quella vita. Perō nell ostesso tempo quella vitā č giā per antonomasia la vita del poeta. Ubriacature, vagabondaggi notturni, svegliarsi a casa di altri senza sapere dove stai, ragazze, tabacco, alcool, caffč, bohemėa, patoterismo, avventurerismo, ricerche impossibili, etc. Il prototipo del poeta, del poeta quasi baudeleriano, fine secolo XiX-
V.T.: Del suicida.
A.P.:Del bohemienne, io direi del bohemienne. Cio' che č interessante č che costruė una grande finzione romanzesca che č completamente appoggiata nel tipo del poeta bohemienne