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I detective raggelati

© trad. Carmelo P.nota

LOS DETECTIVES HELADOS
 
Soñé con detectives helados, detectives latinoamericanos
que intentaban mantener los ojos abiertos
en medio del sueño.
Soñé con crímenes horribles
y con tipos cuidadosos
que procuraban no pisar los charcos de sangre
y al mismo tiempo abarcar con una sola mirada
el escenario del crimen.
Soñé con detectives perdidos
en el espejo convexo de los Arnolfini:
nuestra época, nuestras perspectivas,
nuestros modelos del Espanto

I DETECTIVE RAGGELATI
 
ho sognato detective  raggelati, detective latinoamericani
che si sforzavano  di tenere  gli occhi aperti
in mezzo  al  sogno
ho sognato crimini orribili
e   tipi scrupolosi
che cercavano di non calpestare le pozze di sangue
e allo stesso tempo cogliere con una sola occhiata
la scena  del crimine.
Ho sognato detective smarriti
nello specchio convesso degli Arnolfini:
la nostra epoca, le nostre prospettive,
i nostri modelli del Terrore  

© Traduzione dallo spagnolo di Carmelo P.


 

NOTE

la traduzione di questa poesia è stata possibile grazie ai consigli e le correzioni di Raul Schenardi
 

 
nella poesia si fa riferimento a un quadro di Jan van Eyck ed al particolare dello specchio. Ecco una breve storia del quadro:
In questo quadro del 1434 (olio su tavola, attualmente alla National Gallery di Londra) è probabilmente rappresentato il matrimonio di Giovanni Arnolfini, un mercante italiano recatosi nei Paesi Bassi per affari, e Giovanna Cenami, a sua volta figlia di un mercante italiano. Secondo alcuni interpreti il ritratto avrebbe avuto il valore di una testimonianza legale dell'impegno assunto dall'uomo, come oggi potrebbe averlo una fotografia: ciò spiegherebbe l'evidente firma apposta in latino al centro del dipinto: 'Johannes de Eyck fuit hic' (Jan van Eyck è stato qui). Come vedremo l'opera si presta a una duplice lettura, ma a prima vista si resta impressionati dal realismo della rappresentazione: gli sposi hanno volti giovanili ma compresi della solennità del momento, i loro abiti sono sfarzosi, la mano destra della donna è abbandonata in quella del marito; ma ancor più colpiscono i minuti particolari della stanza: il tappeto, il cane da compagnia, i calzari lasciati sul pavimento, la frutta sul davanzale e sulla mensola sottostante, l'unica candela sul portalampade e, sulla parete, il rosario e uno specchio. Proprio lo specchio, posto al centro del quadro, sembra proporre un'idea della pittura come duplicazione della realtà: nonostante la deformazione dell'immagine prodotta dalla sua superficie convessa, infatti, arricchisce il quadro di un nuovo punto di vista, consentendoci di vedere la stanza con i due sposi anche da dietro e di scoprire le figure di chi li sta osservando: presumibilmente il pittore (sicché questo sarebbe un minuscolo autoritratto!) e il vero e proprio testimone delle nozze. D'altra parte però molti dei particolari osservati si prestano anche a una lettura simbolica : il cane, posto in basso ma al centro, richiama la fedeltà e l'amore reciproci dei coniugi; l'unica candela è stata interpretata da alcuni come simbolo di Dio che tutto vede e giudica; la frutta è simbolo di fertilità (e, anche se non è visibile nella nostra riproduzione, sullo schienale della sedia si intravede una santa Margherita, patrona delle partorienti); gli stessi calzari smessi sono un simbolo di santificazione. A questo punto si è tentati di osservare con maggiore attenzione quello specchio: sarà un caso che l'artista abbia scelto di decorarne la cornice con scene della vita di Cristo?
 

 




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