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Cile, 1953 - 1968
l'adolescenza in Cile
© Carmelo P.
Cile 1953 - 1968
E dunque, discendente da nonni iberici analfabeti e genitori "criollos", Roberto Bolaño Ávalos nasce il 28 aprile 1953 a Santiago de Chile ( una volta, in occasione del premio Rómulo Gallegos, menzionò la città di Mulchén, ubicata nella frontiera in territorio Mapuche, a mo' di licenza poetica), figlio di León Bolaño, ex-pugile e camionista, e di Victoria Ávalos, professoressa di matematica e statistica.
"Della sua infanzia Bolaño e' stato sempre molto reticente. Secondo quanto racconta la madre, a 3 anni imparò da solo a leggere e a 7 anni scrisse la sua prima storia, che raccontava di alcune galline che si innamorano, di fronte alla costernazione degli altri animali da cortile, di un'anatra. Uno dei suoi primi ricordi letterari e' l'ascolto della madre che legge ad alta voce le poesie di Neruda (venti poesie d'amore e una canzone disperata)"
. [ Natasha Wimmer
]
A 5 anni inizia a sperimentare la la vita nomade (che verrà interrotta quando ormai famoso, si stabilirà a Blanes, nella catalogna di sua moglie e dei suoi figli). I genitori si trasferiscono a Quilpué, e poi Cauquenes, Valparaíso, Viña del Mar e Los Ángeles , dove frequenta i primi anni di scuola.
Risale all'età di 10 anni il suo primo lavoro, nella città di Quilpué, come bigliettaio nella linea di autobus Quilpué-Valparaíso.
"A 11 anni vive nella citta' di Cauquenes, e si rende conto che la sua vita (la vita) è un movimento, una allontanamento costante"
[ Cátedra Roberto Bolaño
]
"Praticamente, fino a 15 anni Roberto Bolaño vive tra il populismo autoritario di Ibáñez e la Rivoluzione in Liberta' di Eduardo Frei. E' l'epoca del cataclisma di Valdivia, del mondiale del 62, la crisi dei missili, l'assassinio di kennedy e il concilio Vaticano II. Sono gli anni in cui le lettere cilene hanno come figura prepimente Pablo Neruda"
[ Luis Ignacio De Ferari
]
testimonianze di questo peridodo (Cile 1953 - 1968)
In una intervista
León Bolaño il padre dello scrittore ex pugile ed ex camionista racconta alcuni episodi dell'adolescenza del figlio, di quando vivevano a Viña e Quilpué, dove Bolaño giocava ai cow boy. Aveva un cavallo. il Zafarrancho, che dopo avrebbe ricordato nel racconto "Ultimi crepuscoli sulla terra" [contenuto in Puttane assassine]:
" Era un cavallo che portai da magallones. Fu un'odissea, puoi immaginarti. A Ouilpué avevamo una fattoria e a Roberto gli piaceva montare a cavallo. Il cavallo era il suo animale preferito."
In quegli anni Bolaño cominciava la sua vita "avventurosa", nel camion di papà:
"una volta andavamo da Valparaiso a La Serena e poco dopo Calera, si surriscaldo' il motore. Restammo in mezzo al nulla. Era l'anno '62 e il transito era molto difficile. Ma quella volta ce la cavammo"
Il camion portava farina e, secondo il padre, riuscirono a farsi preparare il pane in una casa nelle vicinanze
"Sopravvivemmo 4 giorni fino all'arrivo del meccanico""
"Era di quelli che contraddicevano i maestri. Non lo potevano soffrire, jajajá. A volte andavamo a comprare da mangiare e lui mi diceva 'papà, mentre fai la spesa vado a vedere i libri'. Leggeva tanto.....e' stato sempre così
Sua madre era una grande lettrice, credo che abbia preso da lei. Io no, non sono un uomo d'azione"
e dalla madre ha ereditato anche "la fermezza. Mio figlio non si lasciava dominare da nessuno"
[ continua ........ ]

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