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'caro goditi gli amici e i libri '
Coppola Alessandra - corriere della sera - 11 settembre 2010
Narrativa, famiglia, letture: il carteggio inedito con Andrés Neuman Rapporti Il maestro e l' allievo: un' amicizia nata dopo la recensione del primo romanzo di Neuman, «Bariloche», e una telefonata
Prima che il giovane Andrés Neuman potesse vederlo coi propri occhi, Roberto Bolaño già gli aveva confessato, in un' email datata 11 luglio 2000 e spedita dal pc del figlio Lautaro, di lavorare «in una grotta infetta a pochi metri da casa», su un computer «tanto vecchio che non accetterebbe in nessun modo di essere collegato a un modem, senza considerare che nello studio non c' è linea telefonica e manca pure l' aria condizionata, il riscaldamento, il frigorifero...».
Quello che ti aspetti da Bolaño, il fegato già corroso dalla malattia, la voce roca e placida «a metà tra un cowboy e un maestro zen», come la ricorda Andrés, l' aura maledetta del rivoluzionario o del fuggiasco. Quello che non t'aspetti il giovane autore andaluso nato in Argentina destinatario dell' email, ammiratore-discepolo del celebre e di lì a poco venerato scrittore cileno trasferitosi a Barcellona, l' avrebbe visto dall' altra parte della strada. In un appartamento pulito e profumato, i libri della biblioteca diligentemente ordinati per casa editrice, come in un salotto della buona borghesia catalana. Il giorno e la notte di Bolaño. Di qui lo studio oscuro, maleodorante e umido, «il luogo in cui manteneva la condizione in cui aveva cominciato a scrivere», nel racconto di Andrés. Di lì la vita familiare, il lato solare, la compagna Carolina, il figlio Lautaro e poi la nascita di Alexandra. La pazienza, la generosità e la tenerezza quasi paterna davanti alla giovane promessa della letteratura di lingua spagnola, quell' Andrés Neuman che senza conoscere aveva già benedetto: c'è
È lo slancio gratuito, la recensione in una rivista dopo aver letto il primo romanzo di Andrés - Bariloche - come giurato al Premio Herralde nel ' 99, a spingere il ragazzo a chiamarlo. Dall' altra parte della cornetta Bolaño gli risponde come se lo stesse aspettando: «Ah, Neuman, sei tu?». È l' estate del 2000. Il primo scambio di un dialogo che sarebbe durato tre anni, fino alla morte di Bolaño, nel 2003, segnato da lunghe telefonate e lettere via posta elettronica, che Andrés ora per la prima volta con il «Corriere» in alcuni passaggi ha accettato di rendere pubbliche. 6 settembre 2000, ore 3.34 del pomeriggio:
, ndr), che forse alla fine si intitolerà Blasone. (...) Il settanta per cento dei miei amici mi ha chiesto così. Ti ricordi quello che disse Borges a Bioy prima che pubblicasse Diario della guerra al maiale? "Per tutta la vita nella copertina del libro apparirà la testa di un porco". Sono cose che fanno pensare...».
Andrés azzarda suggerimenti. Bolaño replica a mezzanotte del 9 settembre.
(un gioco dalla traduzione in inglese del nome e del cognome, ndr)" Bolaño chiede e si confronta col giovane collega, ma se serve dà consigli. 8 novembre:
Dà, a modo suo, suggerimenti balneari:
A dicembre è Bolaño a esprimersi sulle scelte editoriali di Andrés, accennando a un viaggio in Italia:
Se deve esprimere critiche, sono sempre ironiche e leggere:
Alla fine, è un uomo tenero e indulgente:
Un postino sta leggendo le lettere
indice del materiale
di Andrés Neuman presente nell'archivio
NOTE

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