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Intervista ad Alan Pauls

'Non riesco a distinguere, in amore, tra patologia e normalità. '

di Gabriella Saba - La nuova sardegna 2009

Benché non sia un patito della natura e si definisca, anzi, un tipo urbano, allo scrittore argentino Alan Pauls non verrebbe mai in mente di passare le sue vacanze in un posto diverso da Cabo Polonio: villaggio sperduto sulla costa uruguayana, una "via di mezzo tra una comunità hippy e una villa miseria", in cui non c'è acqua né luce elettrica e dove, per tre settimane si diverte e guardare il mare, a leggere e a tirar su l'acqua da un pozzo e, a volte, fissa per ore una duna la cui forma cambia, impercettibilmente, per il costante lavorio del vento.

"Ricordo una lettera che mi aveva scritto molto tempo prima" , scrisse di lui, qualche anno prima di morire, lo scrittore cileno Roberto Bolaño.

"Mi diceva di essere andato con la moglie - e presumo con la sua bambina - in una comunità hippie uruguayana. Non a viverci, chiariva, ma a passarci un pò di tempo. In quei giorni la sola cosa che avesse fatto, così capii dopo aver letto dieci volte la sua mail, fu terminare la letturadi un lungo romanzo e osservare una specie di duna che il vento spostava in modo più che percettibile. Ma la cosa strana era che nessuno se ne rendeva conto. Insomma così va il mondo, caro signor Pauls, pensai dopo la lettura numero dieci. lei è uno dei migliori scrittori latinoamericani viventi e siamo in pochissimi a goderne e a rendercene conto".
[Roberto Bolaño, Tra parentisi link interno, pag. 221]

E' molto probabile che Bolaño avesse ragione, eppure il cinquantenne porteño Alan Pauls non ha per nulla l'aria del divo benché disponga di tutte le carte per fare il fenomeno: un gran talento e una bella faccia scavata e chiari capelli a spazzola, fiisico asciutto e un complessivo look per cui sarebbe appropriato (e abusato) il termine cool. Nel 2007 sfondò in Europa con Il Passato, pubblicato in Italia da Feltrinelli e adesso è nelle librerie italiane con Storia del pianto, edizione Fazi: un piccolo romanzo perfetto che parla di un ragazzino in crescita negli anni Settanta, la sua educazione da madre e padre divorziati, la sua infantile adorazione di Superman e dopo, ma molto più tardi, l'impegno politico a metà tra l'idealismo e l'innocente, sentimentale devozione di un groopy. nota

Ha scritto un romanzo politico, signor Pauls?
"C'è un filo legato alla poltica ma tutto passa per l'intimità. Non mi interessa la letteratura che insegue la lotta politica. La mia intenzione era parlare degli anni Settanta".  

Lo studio è spoglio di mobili e si affaccia sulla grande, trafficata avenida Las Heras, nel cuore elegante Buenos Aires. Ci sono un tavolo e qualche libreria. Alan Pauls organizza con attenzione il pensiero prima di confezionare le sue risposte perfette, un po' sofferte.
"Ho scritto il libro in una grande oscurità, non avevo idea di quello che sarebbe successo, sapevo solo che volevo sviluppare il concetto di testimonianza e quello di intimità e politica".

Tra le altre cose, il ragazzino adora il padre e piange solo quando è con lui: però le lacrime che si congelano man mano che cresce, e infatti non riesce a piangere davanti alle immagini, in diretta televisiva, del bombardamento del Palazzo della Moneda che pure, lascrme a parte, lo sconvolgono. Da qui, il titolo del libro. Storia del pianto è il racconto di un'interiorità sofferta che passa per molte tappe tra cui, ma è quasi incidentale, quella politica.

Dunque, tornando a Bolaño. Fu solo un rapporto epistolare o lo incontrò, alla fine?
"No, non ci incontrammo mai. E' stata una relazione per corrispondenza, come avveniva tra scrittori nel diciannovesimo secolo. Durò dal '98 a poco prima che morisse. Non ci scrivemmo molte volte, in realtà. Avevo letto Los detectives salvajes e gli scrissi che mi era piaciuto moltissimo, lui mi rispose e ci scambiammo qualche mail, ogni tanto. Mai niente di troppo personale, è stata una relazione che definirei intima e distante a un tempo, cioé da letteratura". nota

Nel 2003 ha vinto il Premio Herralde de Novela 2003 con Il Passato, romanzo di amore e di ossessione su una coppia perfetta che finisce per rompersi, ma lei continua a inseguire lui, non si capisce se per amore o perché è ossessiva, addirittura pazza. "Non so", riflette Pauls e la domanda, probabilmente, non gli piace.
"Non riesco a distinguere, in amore, tra patologia e normalità. L'amore non è pur sempre una situazione patologica, con la sua carica di dipendenza, di possessività e gelosia?". Esistono, però, amori equilibrati. "E' vero, ma non mi servono per le mie storie".

In ogni caso, Il Passato non era il suo primo romanzo. Ne aveva scritto altri tre, più alcuni saggi. E poi, sceneggiature. Di professione fa ancora il giornalista, anche se da free lance: qualche anno fa ha lasciato il prestigioso quotidiano Pagina 12, in cui ha lavorato per sette anni. Scrive i  suoi libri e inoltre articoli, fa conferenze.

Storia del pianto ha, come sottotitolo, El testimonio.
 "Mi è sembrato che di quegli anni, degli anni Settanta, non si potesse scrivere senza parlare da un testimone. Qui",
si lamenta.
"C'è ancora il problema che chi non ha vissuto l'epoca della dittatura non può parlarne. Il problema è che molti di quelli che vissero quegli anni sono oggi al potere. In ogni caso, a me interessava occuparmi del periodo precedente il '76, perché di quello dopo si è parlato molto".
 
Anche nel prossimo romanzo si occuperà di quegli anni?
"L'ho quasi finito, si intitola Storia del capello. E poi, subito dopo, ne ho in programma un altro. Si chiamerà Storia del denaro. e ancora non so bene cosa scriverò però la traccia è questa, grosso modo: l'economia degli anni Settanta".

Guarda per qualche secondo un punto vago oltre la finestra, qualcosa che non è in quella stanza e forse nemmeno nella città. Sono le sei di sera e Buenos Aires, lì sotto, è piena di traffico.

i testi di Alan Pauls sull'Archivio Bolaño :

 •  no hay obra! link interno estratto del saggio "La soluciòn Bolaño"
 •  2666 - il romanzo che viene dal futurolink interno
 •  lo scrittore insostenibile link interno tavola rotonda con Juan Villoro e Horacio Castellanos Moya
 •  intervista di Gabriella Saba link interno
 •  Sulla poesia di Bolaño link interno frammento di un'intervista con Vivi Tellas, giugno 2009


NOTE

E' stato annunciato che Minimum fax pubblicherà il suo ultimo romanzo Historia de pelo. il ibro dovrebbe uscire nel 2011
 
Alan Pauls, nato a Buenos Aires nel 1959, ha insegnato teoria letteraria all’università, è stato sceneggiatore e critico cinematografico e attualmente lavora come giornalista per “Radar”, supplemento domenicale del quotidiano “Pagina/12”. Ha pubblicato tre libri di narrativa: El pudor del pornografo, El colloquio, e Wasabi; traduzioni dal francese e dal portoghese; così come saggi sull’opera di Manuel Puig, su Lino Palacio, sul genere diaristico, e sull’opera di Jorge Luis Borges. torna su

Roberto Bolaño, aveva una grande ammirazione per Alan Pauls e gli dedico un capitolo del suo ultimo libro, Il gaucho insostenibile. In un'altra intervista Alan Pauls lascia intendere la sua predilizione per relazioni letterarie limitate allo "scambio di corrispondenza e opere", piuttosto che personali:
: Il fatto che non ci siamo conosciuti personalmente fu di molto aiuto, fu come non ci fossero interferenze, fu una specie di relazione molto pura, come quella degli scrittori nel XIX secolo, dove uno viveva a Nuova Delhi e l'altro a New York, si spedivano lettere e opere. Non c'erano persone":torna su



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