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dietro la costruzione del mito Bolaņo, non c'č stata solamente un'operazione di marketing, ma anche una ridefinizione dell'immagine della cultura e della letteratura latinoamericana che ora l'establishment culturale statunitense sta vendendo al suo pubblico (...)
Il genio creativo di Bolaņo, il fascino della sua biografía , la sua esperienza personale nel golpe di Pinochet, la qualificazione di alcune sue opere come romanzi delle dittature del cono Sud e la sua morte nel 2003 a causa de una carenza epatica a 50 anni di etā, hanno contribuito a
"produrre la figura dell'autore per la'accoglienza e il consumo negli stati uniti, perfino prima che che si propagasse la lettura dei suoi libri"
(...)
Nessun giornalista statunitense ha sottolineato il fatto, avverte
Sarah Pollack, che
I detective selvaggi
e la maggior parte dell'opera di Bolaņo
"furono scritti quando era un sobrio e tranquillo uomo di famiglia", durante gli ultimi dieci anni della sua vita, e un eccellente padre, aggiungerei, la cui maggiore preoccupazione erano i suoi figli, e che verso la fine della sua vita ebbe un amante, lo fece nello stile piu' conservatore latinoamericano, senza pregiudicare l'integritā della sua famiglia.
"Bolaņo appare davanti al lettore statunitense, prima ancora che uno apra la prima pagina di un romanzo, come una mescola tra i beats e Arthur Rimbaud, con la sua vita convertita in materia di leggenda"
(...)
E' certo che Bolaņo fu un contestatore; mai un sovversivo, nč un rivoluzionario coinvolto in movimenti politici, nč tantomeno uno scrittore maledetto (coem invece lo fu il suo mentore di quei primi anni, il poeta veracruzano Orlando Guillén, ma questa č un'altra storia che aspetta di essere raccontata), ma un contestatore, cosi' come la parola č definita dalla Real Academia:
"che polemizza, si oppone o protesta contro qualcosa di stabilito"
Fu un contestatore contro l'establishment letterario messicano - che fosse rappresentato da Juan Baņuelos o Octavio Paz - agli inizi degli anni '70; con questa stessa mentalitā contestataria, e non come militante politico, andō nel Cile di Allende (...)

. E rimase contestatore fino al termine della sua vita, quando giā la fortuna lo aveva toccato e si scagliava contro le vacche sacre della novellistica latinoamericana, specialmente contro il boom, a quelli che chiamava, in una email che mi mandō nel 2002
" il rancido club privato e pieno di ragnatele presieduto da Vargas Llosa, García Márquez, Fuentes e altri pterodattili" .
E' questo lato contestatario della sua vita ciō che serviva alla perfezione per la costruzione del mito negli Stati Uniti, allo stesso modo che la vita del Che (quella del viaggio in motocicletta e non quella del ministro del regime castrista) č quella che si utilizza per vendere il suo mito nello stesso mercato USA. La nuova immagine del "Latinoamericano" non č tanto nuova, ma richiama le vecchia mitologia del "road-trip" che deriva da kerouac e che ora e' stata riciclata con la faccia di Gael garcia Bernal (che pure interpreta Bolaņo in un film che viene a proposito). Con la novitā che, per il lettore statunitense, due messaggi complementari, che corrispondono alla sua sensibilitā e alle sue aspettative, traspaiono da
I detective selvaggi : da un lato il romanzo evoca
"l'idealismo giovanile" che porta alla ribellione e all'avventura; perō dal'altro lato, puō essere letta come
"un racconto di avvertimento morale" nel senso che
"sta bene essere un ribelle sfacciato a 17 anni, perō se uno cresce e non si converte in una persona adulta, seria e posata, le conseguenze possono essere tragiche e patetiche", come nel caso di Arturo Belano e Ulises Lima. Conclude Sarah Pollack:
"E' come se Bolaņo stesse confermando che el norme culturali degli Stati Uniti promuovono la veritā". E io dico: E' stato proprio cosė nel caso del nostro insigne scrittore, che ha avuto bisogno di trovare una residenza stabile e di poter contare su una solida base familiare per scrivere l'opera che č riuscito a scrivere.
Cio' di cui non č colpevole l'autore č che i lettori statunitensi , con la lettura de
I detective selvaggi
, vogliano confermare i loro peggiori pregiudizi paternalisti verso Latinoamerica, come la superioritā dell'etica protestante del lavoro o la dicotomia secondo la quale i nordamericani vedono se stessi come lavoratori maturi, responsabili e onesti, mentre ai vicini del Sud ci vedono come pigri, adolescenti, temerari e delinquenti. Dice Sarah Pollack che, da questo punto di vista,
I detective selvaggi
č
"una scelta molto comoda per i lettori statunitensi, dato che offre loro i piaceri del selvaggio e la superioritā del civilizzato". E ripeto io: nessuno sa per chi lavorava o come scriveva il poeta Roque Dalton:
"Chiunque puō fare dei libri del giovane Marx un leggero purč di melanzane, il difficile č conservarli come sono, ovvero, come un allarmante formicaio"
Horacio Castellanos Moya
Sobre el mito Bolaņo - la Nacion 18/10/2009
nell'articolo vieve fatto riferimento e citato un saggio di Sarah Pollack - "Roberto Bolaņo's The Savage Detectives in the United States", di prossima pubblicazione