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le lettere di Bolano

lettera di Bolaño ad Antoni Garcia Porta

“Di notte, quando vedo le macchine intergalattiche e le auto da corsa supersoniche, penso alle nostre partite di calcetto e a quei mezzogiorni in piazza Martorell.
Ti ricordi di Edna?link interno E del caffè così signorile sotto casa mia? Non riesco a capire come potevo svegliarmi così presto, a quel tempo, e mantenere il ritmo per tutta la giornata e soprattutto resistere per tanti giorni con il cuore a pezzi. Un giorno o l’altro, per puro masochismo, riordinerò tutti i quaderni di quel tempo e li intitolerò “L’Università sconosciuta” e potrò, da quel momento, lavorare con la coscienza meno sporca”.
[Roberto Bolaño; lettera ad Antoni Garcia Porta, novembre 1985]

Ignacio Echevarria e Bruno Montané: 'Sobre la Universidad desconocida' link interno

e-mail di Bolaño a Rodrigo Fresan

“Non so come possano esserci scrittori che credono ancora nell'immortalità letteraria. Capisco quelli che credono nell'immortalità dell'anima, posso addirittura capire quelli che credono nel Paradiso e nell'Inferno e nella stazione di passaggio del Purgatorio, ma quando sento uno scrittore parlare dell'immortalità di certe opere letterarie, gli darei uno schiaffo. Non parlo di picchiarlo, ma di schiaffeggiarlo una volta e poi probabilmente abbracciarlo e confortarlo. So che non sarai d'accordo con me su questo, Rodrigo, perché sei fondamentalmente una persona non violenta. Anch'io. Quando dico schiaffeggiarlo, ciò che ho in mente è un tipo di schiaffo per il bene della persona, come quelli che danno alle persone isteriche nei film, così questi reagiscono e smettono di urlare e si salvano la vita."

Rodrigo Fresan 'il detective selvaggio' link interno

e-mail di Bolaño a Rodrigo Fresan

“Forse se c'è una domanda che dovremmo porci è questa: che cosa è rimasto del boom? O forse dovremmo semplicemente smettere di parlare del boom e parlare invece di un gruppo di scrittori latinoamericani che negli anni '50 '60 hanno cercato di cambiare la letteratura nella lingua spagnola sebbene, una volta che l'abbiamo ottenuto, temo che finiremmo col concordare che la letteratura in lingua spagnola aveva già iniziato la trasformazione negli anni '40 in modo più tranquillo e anche più radicale. E che come fenomeno estetico, fu meno importante del modernismo.
Forse se c'è una domanda che dovremmo farci è questa: che cosa è rimasto del boom? Forse la domanda sarebbe posta meglio in termini freudiani: dobbiamo uccidere i sopravvissuti del boom? E' chiaro che il boom è una occupazione. Certamente una occupazione, sebbene sentita meno dai padri fondatori che dai figli putativi. Persone perfettamente qualificate a lavorare in banca, che improvvisamente si dedicano alla scrittura, forse sotto l'effetto persistente di qualche febbre o influenza. Non scrivono perché hanno molto o niente da dire, ma perchè sono abbagliati dallo splendore, dalla rispettabilità che il boom ha portato alle loro professioni. In profondità il problema qui è la schizofrenia, non è vero? Qualcosa di simile a ciò che accade ai militanti di sinistra, il cui discorso veramente è di destra e che tuttavia insistono ad essere di sinistra. E così abbiamo, per esempio, uno di sinistra che sostiene la dittatura di Castro.’

Rodrigo Fresan 'il detective selvaggio' link interno

e-mail di Bolaño a Carla Rippey

Scrittura, letteratura, che fare, che fare. Dal 1977 sto scrivendo un libro di poesia intitolato La universida desconocida , ha più di 500 pagine. Ogni settimana subisce una mutazione. il mio cmputer mi ha proibito definitivamente di salvarlo nell'hard disk.
 
Romanzo: da alcuni anni lavoro a uno che si chiama Los sinsabores del verdadero policía e che è IL MIO ROMANZO. Il protagonista è un vedovo di 50 anni, figlia di 17, che va a vivere a Santa Teresa, città vicina alla frontiera con gli USA. 800 mila pagine. un intreccio demenziale che nessuno capisce.
 
Per il resto, lavoro per guadagnare soldi senza vendere la mia anima al diavolo.

Spagna 1995

Roberto Careaga 'la storia privata di "un romanzo indemoniato" ' link interno

lettera di Bolaño a Jaime Quezada

Blanes, ottobre, 95
 
caro Jaime:
 
Ti invio il manoscritto di Stella distante, il mio ultim oromanzo. Due sono le ragioni: la prima è che si tratta di un romanzo troppo cileno per poter interessare atri paesi che non siano il Cile; la seconda è perchè in una delle sue pagine appari tu e credo che sia giusto che debba essere trra i primi a leggerla.
 
E' mia intenzione offrirla a Planeta Chilena o a qualksiasi editore che pubblichi romanzi e che paghi.
 
Se dopo averla letta ti senti di portarla tu all'editore, fallo, sennò, telefona a mia nonna a Santiago (Tel: 22-35-915) e glkiela consegni; lei ha già l'indirizzo di Pianeta. con l'occasione puoi suggerirle altri editori.
 
Mi interessa molto conoscere la tua opinione. Se ti sembra una merda, dimmelo per favore. (io credo che sia la cosa migliore che abbia mai scritto, ma uno non sa mai niente).
 
bene, questo è tutto, resto in attesa di tue notizie.
 
Ricevi un forte abbraccio e un bacio.
 
Roberto.

Jaime Quezada 'Bolaño prima di Bolaño' link interno

lettera di Bolaño a Jaime Quezada

Blanes, marzo, 1996
 
caro Jaime:
 
Ho venduto stella distante; la pubblicherà Anagreama, a Barcellona, alla fine dell'anno. Ti ringrazio di averla proposta agli editori cileni.
 
Mi sarebbe piaciuto pubblicarla in Cile, anche se il mio editore dice che alcuni esemplari verranno vnduti la.
 
Scrivimi.
 
Un forte abbraccio.
 
Robert

Jaime Quezada 'Bolaño prima di Bolaño' link interno

e-mail di Bolaño a Andrés Neuman

Purtroppo ogni giorno leggo meno. Ma felicemente ogni giorno rileggo di più. La mia vecchiaia e la sua circostanza, come direbbe l' ineffabile Ortega. Ho completato giorni fa Tormenta di merda, che forse alla fine si intitolerà Blasone. (...)
 
Il settanta per cento dei miei amici mi ha chiesto così. Ti ricordi quello che disse Borges a Bioy prima che pubblicasse Diario della guerra al maiale? "Per tutta la vita nella copertina del libro apparirà la testa di un porco". Sono cose che fanno pensare...

Blanes, 6 settembre 2000

Andrés Neuman 'caro goditi gli amici e i libri, carteggio Bolaño - Neuman link interno

e-mail di Bolaño a Andrés Neuman

Le tue opinioni sui miei titoli sono riuscite, sembrava impossibile, a confondermi ancora di più. Hai ragione: Blasone suona Valle-Inclán. Ma Tormenta di merda mi condanna per la vita a copertine orribili. Che fare?, si chiedeva Lenin nella sua casetta sul lago di Ginevra. Spaventosa domanda. Io gli avrei detto di leggere Stevenson. (...)
 
Lenin lesse London. In questa scelta ci abbiamo perso tutti. Tempo fa sono stato a Ginevra e da lì siamo andati in barca a Losanna, mia moglie, mio figlio e io, e dalla barca si vede la casa di Lenin. Che triste è la storia generale, per non dire di quella privata (...).
 
Ma tu non avresti dovuto stare in spiaggia a leggere Nerval? Un forte abbraccio. Robert Ballyear

Blanes, 9 settembre 2000

Andrés Neuman 'caro goditi gli amici e i libri, carteggio Bolaño - Neuman link interno

e-mail di Bolaño a Andrés Neuman

Carissimo Neuman, non ti preoccupare più dello strettamente necessario. Hai pubblicato il tuo libro. Ti hanno pagato. Sono uscite recensioni. Il libro si venderà o non si venderà. Questo è già qualcosa che non ti riguarda. Pensa a Nerval, godi dell' amore dei tuoi genitori, della compagnia dei tuoi amici e dei libri in cui tutto è scritto. Completa una maledetta volta il romanzo (Sai quanto ci metteva Mozart a comporre un' opera?).
 
Arriverà il giorno in cui tutta la pubblicità che si farà sulla tua letteratura ti soffocherà o quanto meno ti annoierà solennemente. È una profezia
 
Quando avevo la tua età (e giuro che non mi sento né nostalgico né paternalista), mi portavo in spiaggia Pound. Lo faccio ancora, anche se meno, a causa di mio figlio di dieci anni, al quale piace immergersi. È impossibile leggere il signor Ezra mentre stai attento che tuo figlio riappaia in superficie...
 
Hai letto Wilcock? In caso di risposta negativa portati in spiaggia La sinagoga degli iconoclasti.

Blanes, 8 novembre 2000

Andrés Neuman 'caro goditi gli amici e i libri, carteggio Bolaño - Neuman link interno

e-mail di Bolaño a Andrés Neuman

Mi prendi giusto prima di salire su un treno per Milano. Tutti i titoli sono buoni», ma «in questo non sono propriamente quel che si dice un' autorità, ricorda che il mio primo libro di poesia si chiama Reinventare l' amore, il che da qualunque parte lo si guardi risulta abbastanza cafone...
 
Tu lavora e sicuro che il nome che sceglierai sarà ben scelto. Pregherò per la salvezza della tua anima in Vaticano...

Blanes, dicembre 2000

Andrés Neuman 'caro goditi gli amici e i libri, carteggio Bolaño - Neuman link interno

e-mail di Bolaño a Andrés Neuman

Caro Neuman.
 
La vita è strana: proprio questo pomeriggio stavo pensando a te e poco dopo ricevo la tua lettera. Non ho saputo nulla del tuo libro di poesia. Probabilmente un postino lo sta leggendo adesso, sul ciglio di un abisso, la testa appoggiata alla cartella di cuoio, sotto un cielo senza nuvole...

12 febbraio 2001

Andrés Neuman 'caro goditi gli amici e i libri, carteggio Bolaño - Neuman link interno

e-mail di Bolaño a Andrés Neuman

La bimba sembra Swift Caro Neuman, era ora: è nata Alexandra e qui siamo tutti molto felici. Quando la bambina si arrabbia e piange sembra l' immagine viva di Jonathan Swift a cinquant' anni, o più. Quando dorme, in compenso, assomiglia in parti uguali a un topolino e a Virginia Woolf.
 
Ricevi un forte abbraccio.
 
Bolaño

Blanes, 24 marzo 2001

Andrés Neuman 'caro goditi gli amici e i libri, carteggio Bolaño - Neuman link interno

lettera di Bolaño a Soledad Bianchi

La mia famiglia è di origine gallega e catalana. Mio nonno paterno nacque in Galicia, ebbe nove figli e morì per una commozione cerebrale dopo essere caduto da cavallo. La mia famiglia materna è cilena, discendenti di una borghesia decaduta (perfino nella miseria). Mio nonno materno fu un coronnello dell'esercito e morì di un attacco al cuore nell'anno '62, nel suo letto e in pensione, con due sole passioni: giocare a scacchi e decorare brocche con pezzi di carta ritagliati dalle rivite a colori.

note a margine poesia di Roberto Bolano e Bruno Montanè in "La cava delle mani" (poesia) link interno

lettera di Bolaño a Soledad Bianchi

Forse un giorno sarò l'unico cileno in Europa, trasferendo la mia residenza ogni due anni o la mia permanenza annuale o il permesso turistico ogni tre mesi....
 
Prima della fine dell'anno spero di terminare due romanzi che mi sono costati, tesorucci di papà, migliaia di ducati, litri e litri di Te Hornimans, degli incubi e il trovarmi oggi senza soldi nè lavoro fisso (perchè questo è un'altra cosa, così terribile come lavorare, però parallelo, demonio squarciato o qualcosa di simile), oltre che infermo immaginario secondo un paio di medici catalani molierizzati fino alla nausea abbastaza fottuto secondo me stesso, abitante nel limbo delle distonie neurovegetative. Però le mie bambine si avvicinano a questa realtà e muoio dalla voglia di vedere come li tratteranno gli editori!
 
“Per il resto e malgrado l'osceno che possa avere la parola, sono felice (...) I miei amici sono ragazzi duri a cui la letteratura non gli importa un fico secco. Operai in sciopero e pescatori, tutti molto giovani e con un tormento speciale (....) Poca poesia quella che scrivo...
 
Por lo demás y pese a lo obsceno que pueda tener la palabra, soy feliz (...) Mis amigos son chicos duros a los que les importa un pepino la literatura. Obreros en paro y pescadores, todos muy jóvenes y con un tormento especial (....) Poca poesía es la que escribo”.

note a margine poesia di Roberto Bolano e Bruno Montanè in "La cava delle mani" (poesia) link interno




 



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