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La universidad desconocida
le poesie tradotte
Los años
cerca di non dormire
Devozione
La poesia cilena..
lisa
Il ricordo di Lisa..
Il tavolo di ferro
Occhi
I soldi
introduzione
© trad. Carmelo Pinto
[carente di porte e finestre]
"L'università sconosciuta...
mobile e comune a tutti"
[ Alfred Besner, Gli uomini che assassinarono Mahoma]
La Universidad deconocida
Ed. Anagrama, 2007
pagg. 476
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da una lettera
di Bolaño a Carla Rippey - 2005
Bolaño progettò di riunire, verso la metà degli anni '80, buona parte della poesia che aveva scritto dal suo arrivo in Spagna, nel 1977. Il tempo passava, il progetto andava crescendo e, nel 1993, timoroso della sua salute, Bolaño ordinò il materiale accumulato, dando luogo ad un grosso volume meccanoscritto - che corrisponde alla presente edizione più alcune aggiunte, che da allora rimase pronto per essere pubblicato.
]
Prima parte: (dal 1978 al 1981 - barcellona
1. La novela-nieve
2. Guirat de Bornelh
3. Calles de Barcelona
4. En la sala de lecturas del infierno
5. San Roberto de Troya
6. Nada malo me ocurrirá
7. Tu lejano corazón
Seconda parte: (dal 1980 al 1981 - Casteldefells e Gerona)
1. Tres textos
2. Gente que se aleja
3. Iceberg
4. Prosa del otoño en Gerona
5. Manifiestos y posiciones
Terza parte: (fine anni '80 al 1993 - Blanes)
1. Poemas perdidos
2. Nueve poemas
3. Mi vida en los tubos de supervivencia
4. Un final feliz
a Barcellona, nell'estate del 1992, o forse quando stavo ancora lì, con i vecchi dai fegati distrutti, con i malati di Aids e con le ragazze che entrarono per un a overdose di eroina e a cominciare da allora - il padiglione era pieno di predicatori di ogni risma - ritrovarono DIO.
NOTE
racconta in una intervista Carmen Pérez de Vega
Roberto aveva bisogno di molto di più. Il suo fegato si ammalò perché lui aveva una malattia alle vie biliari, il coledoco si sclerotizzava. E questo mortificò la sua vita. Gli viene diagnosticato nel 1992, a 38 o 39 anni. E il trapianto era l’unica via di uscita........
Quando i medici scoprirono la sua malattia, nel 1992, gli dissero: “Le restano 11 o 12 anni di vita. Il suo unico futuro è un trapianto”. E Roberto mori dopo 11 anni.
Nel 2000, il dottor Victor Vargas, che fu il suo epatologo primario nel Val d’Hebron, gli disse: “Hai tre anni di vita”. E dopo tre anni morì. E’ come se in un certificato medico avessero stampato la data della tua morte.
[ intervista a Carmen Pérez de Vega: la mia vita con Bolano
]

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